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Trump oggi a Davos: su Groenlandia troveremo soluzione. Ue: aumenteremo investimenti. LIVE

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Il presidente Usa è atterrato in Svizzera per partecipare al World Economic Forum. L'Air Force One ha avuto un piccolo problema elettrico ed è stato costretto a tornare indietro: il tycoon ha cambiato aereo ed è ripartito. "Viaggio interessante, non ho idea di cosa succederà", ha detto il leader della Casa Bianca. Sulla Groenlandia: "Probabilmente riusciremo a trovare una soluzione" con l'Europa. Intanto, la Francia ha chiesto un'esercitazione Nato nell’isola e si è detta pronta a contribuire

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Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump è atterrato in Svizzera, per partecipare al World Economic Forum. A circa un’ora dal decollo, l’Air Force One ha avuto un piccolo problema elettrico ed è stato costretto a tornare indietro: il tycoon ha cambiato aereo ed è ripartito. “L'America sarà ben rappresentata a Davos da me. Sarà un viaggio interessante, non ho idea di cosa succederà”, ha detto il leader della Casa Bianca. Sulla Groenlandia: "Probabilmente riusciremo a trovare una soluzione" con l'Europa. Intanto, la Francia ha chiesto un'esercitazione Nato nell’isola e si è detta pronta a contribuire. Il segretario generale della Nato Mark Rutte: "Sto lavorando sulla questione dietro le quinte". E ancora: "Il rischio è che ci concentriamo sulla Groenlandia, perché dobbiamo assicurarci che la questione venga risolta in modo amichevole, ma il problema principale ora non è la Groenlandia, è l'Ucraina".

Ieri Trump ha attaccato il presidente Emmanuel Macron per la decisione di Parigi di sfilarsi dal consiglio di pace per Gaza, annunciando tariffe del 200% su vino e champagne francesi. Il capo dell'Eliseo, da Davos, ha accusato Trump di “bullismo” e di volere un'Europa “vassalla”. Anche per Ursula von der Leyen, presidente della Commissione Ue, i nuovi dazi Usa sono “un errore” e la risposta dell’Unione sarà “ferma e unitaria”. "Stiamo lavorando su un pacchetto a sostegno della sicurezza artica. Un primo pilastro sarà un massiccio aumento degli investimenti europei in Groenlandia, in particolare per sostenere l'economia e le infrastrutture locali", ha aggiunto oggi von der Leyen.

Gli approfondimenti:

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Mancato incontro von der Leyen-Trump, Ue: “Nessun invito reciproco”

"Per quanto ne so, non sono stati inoltrati inviti in nessuna delle due direzioni": il portavoce della Commissione europea Olof Gill ha risposto così alle domande in merito alle attese di un incontro tra la presidente della Commissione Ursula von der Leyen e il presidente Usa Donald Trump, che di fatto è escluso dal rientro della politica tedesca a Bruxelles.

Il discorso di Trump confermato alle 14.30

Nonostante il ritardo di tre ore con cui il presidente Usa Donald Trump è arrivato in Svizzera, dovuto a un guasto dell’aereo che poi è stato cambiato, l'orario del discorso del leader della Casa Bianca è confermato alle 14:30.

L'arrivo di Trump a Zurigo

L'arrivo di Trump a Zurigo

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Perché Trump vuole la Groenlandia?

Perché Donald Trump vuole la Groenlandia?

Perché Donald Trump vuole la Groenlandia?

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Annullato bilaterale tra Trump e Merz

Secondo alcuni media, un incontro bilaterale programmato per oggi tra il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e il cancelliere tedesco Friedrich Merz al World Economic Forum di Davos è stato annullato a causa del ritardo dell'arrivo della delegazione statunitense. Lo riporta Reuters, citando una fonte tedesca.

Trump è atterrato in Svizzera

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump è atterrato a Zurigo prima di dirigersi al forum di Davos.

Von der Leyen diretta a Bruxelles, non fa rientro a Davos

La presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen, contrariamente a quanto ventilato nei giorni scorsi, dopo il suo intervento alla Plenaria a Strasburgo sta rientrando a Bruxelles e non tornerà a Davos, dove Donald Trump atterrerà nelle prossime ore. Lo si apprende da fonti Ue, che spiegano come von der Leyen, a Bruxelles, preparerà il vertice straordinario dei 27 in programma domani.

Rutte: “La Groenlandia non ci distragga, la priorità è l'Ucraina”

"Il rischio è che ci concentriamo sulla Groenlandia, perché dobbiamo assicurarci che la questione venga risolta in modo amichevole, ma il problema principale ora non è la Groenlandia, è l'Ucraina". A riportare l’attenzione su Kiev, a Davos, è stato il segretario generale della Nato Mark Rutte. “Mentre parliamo, missili e droni russi stanno attaccando le infrastrutture energetiche in Ucraina. I 90 miliardi ci sono ma saranno disponibili solo a marzo o aprile, ci vorrà ancora del tempo. Ho quindi bisogno che per gli alleati l'Ucraina sia la nostra priorità numero uno e poi potremo discutere tutte le questioni, compresa la Groenlandia", ha aggiunto.

Messico: priorità transizione verde e tutela del territorio

Al Forum Economico Mondiale di Davos, la ministra dell'Ambiente messicana Alicia Bárcena ha delineato le priorità del governo per lo sviluppo sostenibile. Rappresentando la presidente Sheinbaum, ha confermato l'impegno di proteggere il 30% del territorio nazionale entro il 2030, partendo dagli attuali 99 milioni di ettari di aree naturali già tutelate. Durante il suo intervento, Bárcena è stata realista sulla transizione energetica: sebbene il Messico punti a diventare un Paese a emissioni zero, la dipendenza dai combustibili fossili richiede un cambiamento graduale. La strategia punta sull'economia circolare, con la creazione di tre parchi industriali in collaborazione con i privati per il riciclo di pneumatici, materiali edili e plastica. La ministra ha inoltre discusso la protezione degli oceani e la lotta all'inquinamento marino con i rappresentanti delle Nazioni Unite.

L’ipotesi: spostare il Forum economico mondiale da Davos

I vertici del World Economic Forum starebbero valutando se spostare il tradizionale appuntamento annuale da Davos, temendo che la kermesse abbia ormai superato i limiti della sua storica sede alpina. Lo scrive il Financial Times, citando fonti vicine alle discussioni. Larry Fink, presidente di BlackRock e co-presidente ad interim del consiglio direttivo del Wef, avrebbe avviato riflessioni riservate: fra le ipotesi, spostare permanentemente il summit da Davos o adottare una formula rotazionale tra diverse sedi, tra cui Detroit e Dublino. Fink, critico verso l'immagine sempre più elitista e distante dalla realtà del Forum, ha sottolineato la necessità di aprire l'evento oltre la cerchia ristretta di leader politici ed economici che tradizionalmente vi partecipano. In un post pubblicato lunedì, aveva scritto: "Il Wef deve iniziare a fare qualcosa di nuovo: presentarsi — e ascoltare — nei luoghi dove il mondo moderno si costruisce davvero. Davos, sì. Ma anche città come Detroit, Dublino, Giacarta e Buenos Aires".

Al Sisi: “Apprezzo sforzi Trump per pace Gaza”

"Apprezzo gli sforzi del presidente Trump per promuovere la pace a Gaza e nella regione" del Medio Oriente, ha detto il presidente egiziano Abdel Fattah Al Sisi, parlando al Forum economico mondiale di Davos. Ma ha aggiunto che "stiamo affrontando sfide senza precedenti a livello regionale e internazionale a causa di parti che stanno aggirando la legittimità". Il riferimento è al consolidamento del cessate il fuoco a Gaza, per la quale invoca l'attuazione della Fase 2 e la cessazione delle aggressioni israeliane. "Il dialogo, la cooperazione internazionale e l'adesione ai principi di rispetto reciproco e coesistenza pacifica sono gli unici modi per raggiungere pace, stabilità e sviluppo", ha spiegato. E ancora: "Ribadisco che l'Egitto non risparmierà alcuno sforzo per raggiungere una soluzione duratura che stabilisca la pace basata sulla soluzione dei due Stati. Dobbiamo basarci sui risultati del vertice di Sharm el-Sheikh, stabilizzare il cessate il fuoco e garantire la consegna senza ostacoli di aiuti umanitari alla Striscia di Gaza".

A Davos il piano per Kiev rischia di slittare per scontro su Groenlandia

Lo scontro sul tentativo di Donald Trump di acquisire la Groenlandia, e le difficoltà sulla firma del Board of Peace per Gaza prevista per giovedì mattina, rischiano di far slittare il piano di aiuti da 800 miliardi di dollari per la ricostruzione dell'Ucraina concordato tra Ucraina, Europa e Stati Uniti, che si sarebbe dovuto discutere a Davos. A riferirlo sono diversi funzionari sentiti dal Financial Times e lo conferma una fonte dell'entourage ucraino al Forum economico mondiale. Secondo la fonte, al momento, uno slittamento è nelle cose dato il mancato arrivo al Forum economico mondiale del presidente Volodymyr Zelensky, il cui “special address” a Davos era originalmente calendarizzato per ieri mattina. Tuttavia - fra riunioni e contatti frenetici con l'amministrazione Usa e nell'attesa che a Davos atterri il presidente Trump - a Davos filtra anche che non è ancora detta l'ultima parola sul “Prosperity Plan” per l'Ucraina. E che potrebbe esserci una svolta all'ultimo minuto, con un potenziale tavolo sul tema proprio nella giornata di giovedì. Lo stesso giorno in cui il presidente Trump, stando a un invito circolato due giorni fa, ha convocato i leader di numerosi Paesi per la firma del Board of Peace per Gaza incassando però il diniego di numerosi stati europei, fra cui Francia, Germania, Spagna e Svezia, vista anche la composizione dell'organismo che includerebbe anche Paesi come la Russia e la Bielorussia.

Finlandia: “Nato non è a rischio, la stiamo rendendo più forte”

"La Nato non si dissolverà, siamo anzi nel processo di costruire una Nato ancora più forte, la Nato 3.0". Sono le parole, a Davos, del presidente finlandese Alexander Stubb. "È una nuova Nato in cui l'Europa prende più responsabilità. Sulla Groenlandia ci sono due scuole di pensiero: una che vuole ridurre le tensioni (de-escalate in inglese, ndr) e una che vuole aumentarle per poi ridurle (escalate to de-escalate) e troveremo punto di caduta. Iniziamo a lavorare verso un processo che porti al summit di Ankara in cui rafforziamo l'alleanza nell'artico", ha aggiunto.

Bessent: “Dai leader europei dichiarazioni infiammatorie”

Gli europei dovrebbero evitare reazioni istintive e sedersi al tavolo con il presidente statunitense Donald Trump a Davos per ascoltare le sue argomentazioni sull'acquisizione della Groenlandia. Lo ha detto il segretario al Tesoro Scott Bessent a margine del Forum economico mondiale. "Invito tutti a fare un respiro profondo. Non lasciamoci trascinare da questa rabbia riflessa e da questo risentimento che abbiamo visto", ha detto Bessent. "Perché non si siedono, aspettano l'arrivo del presidente Trump e ascoltano le sue ragioni? Sono convinto che rimarranno persuasi", ha aggiunto. Bessent ha definito "infiammatorie" le dichiarazioni dei leader europei. "Chiediamo ai nostri alleati di comprendere che la Groenlandia deve diventare parte degli Stati Uniti", ha sottolineato il segretario al Tesoro.

Rutte: “Lavoro dietro le quinte sulla Groenlandia”

"La Nato è cruciale anche per la sicurezza Usa. Il mio ruolo di segretario generale quando c'è tensione tra gli alleati, come in passato tra Turchia e Grecia, non è quello di commentare in pubblico, perché nel momento in cui lo faccio non posso più aiutare a ridurre la tensione. Sto lavorando sulla questione dietro le quinte. Ci sono tensioni, è vero, ma la diplomazia attenta è l'unica soluzione. Dobbiamo difendere l'Artico, Trump ha ragione. Alla Nato stiamo lavorando per rendere la regione artica sicura". Sono le parole del segretario generale della Nato Mark Rutte a Davos.

Von der Leyen sulla Groenlandia

Riguardo alla Groenlandia, von der Leyen ha aggiunto: "Due anni fa, prima che tutto questo accadesse, mi trovavo a Nuuk per inaugurare il nostro primo ufficio in quella città. E nel prossimo bilancio europeo abbiamo già proposto di raddoppiare il nostro sostegno finanziario. Ma dobbiamo fare di più e più rapidamente. In secondo luogo, collaboreremo con gli Stati Uniti e tutti i partner per garantire una maggiore sicurezza nell'Artico. In particolare, ritengo che dovremmo destinare la nostra spesa per la difesa all'acquisto di attrezzature adatte all'Artico E rafforzare i nostri accordi di sicurezza con partner come il Regno Unito, il Canada, la Norvegia, l'Islanda e altri. Infine, credo che l'Europa stessa debba rivalutare la sua strategia di sicurezza più ampia. Ciò dovrebbe considerare ciò che è necessario per adattarsi alle nuove realtà odierne. Molti di voi hanno lavorato a varie strategie di sicurezza nazionali o europee, alcune delle quali in un passato recente. Ma il mondo è cambiato così rapidamente e l'Europa ora deve cambiare con esso".

Von der Leyen: “Massiccio aumento di investimenti Ue in Groenlandia”

"L'Europa preferisce il dialogo e le soluzioni, ma siamo pienamente preparati ad agire, se necessario, con unità, urgenza e determinazione. Al di là di questo, abbiamo bisogno di un nostro approccio strategico. Questo è il motivo per cui stiamo lavorando su un pacchetto a sostegno della sicurezza artica. Un primo pilastro sarà un massiccio aumento degli investimenti europei in Groenlandia, in particolare per sostenere l'economia e le infrastrutture locali". Lo ha detto Ursula von der Leyen all'Eurocamera. La presidente della Commissione europea ha aggiunto: “Dovremmo utilizzare l'aumento della spesa per la difesa per acquistare attrezzature adatte all'Artico".

Lagarde sui dazi

"Se guardo oggi alla relazione tra Stati Uniti ed Europa, siamo passati da dazi medi intorno al 2% poco più di un anno fa a circa il 12 e qualcosa di media nell'area euro. E con le minacce che incombono, potremmo salire verso un 15% medio, pur con forti differenze tra settori", ha detto la presidente della Bce Christine Lagarde, durante un panel del Forum economico mondiale sulle analogie fra l'attuale decennio e gli anni '20 del Novecento. "Se il 96% di questo costo ricade sul consumatore e sull'importatore statunitense, non mi sembra affatto un buon risultato, soprattutto dal punto di vista dell'inflazione. Credo quindi che sia necessario analizzare a fondo le conseguenze: quali sono gli effetti di spillover, quale l'impatto sull'inflazione e in che modo ne risente la crescita".

Lagarde su Trump

“Si tratterà di capire se si andrà verso una cooperazione limitata, una cooperazione ampia, oppure verso un meccanismo di multi-polarizzazione completa, in cui ognuno procede in modo non concertato e non equilibrato. E se si ridefiniscono gli equilibri mondiali. Questa è la vera domanda", ha aggiunto Lagarde. Alla domanda se gli Stati Uniti siano ancora nostri alleati o piuttosto nostri avversari, ha risposto: “Si comportano in modo molto strano per degli alleati. Quando si è alleati nell'ambito del Trattato dell'Atlantico del Nord, quando lo si è stati per decenni e si è partecipato alla storia reciproca, minacciare di appropriarsi di un territorio che chiaramente non è in vendita, come la Groenlandia, e agitare restrizioni tariffarie e di altro tipo sul commercio internazionale non è davvero un comportamento molto ‘alleato’”. Lagarde ha spiegato che a Davos non incontrerà Trump personalmente: "Il mio programma della giornata non è del tutto definito, ma non credo. Andrò però ad ascoltarlo, perché il modo in cui si esprimerà e ciò che dirà sarà interessante, dopo quanto è stato detto ieri dagli europei e da altri partner come il Canada”. Quanto al livello di preoccupazione per la situazione, in particolare la Groenlandia, ha detto di essere "in allerta”.

Lagarde: “Leader europei devono essere uniti”

Di fronte alla "postura" adottata da Donald Trump nei confronti dell'Europa, i leader europei devono "indicare quali strumenti abbiamo a disposizione, mostrare determinazione collettiva, essere uniti: questa è la postura europea necessaria". Sono le parole della presidente della Bce Christine Lagarde in un'intervista alla radio francese Rtl, a margine del Forum economico mondiale. "Poi, quando i partner si siedono attorno al tavolo e quando il presidente Trump avrà ridefinito la sua posizione questo pomeriggio a Davos, ciò permetterà agli europei di decidere cosa fare insieme. Per me, ciò che è fondamentale è l'unità e la determinazione", ha aggiunto.

Le tensioni sulla Groenlandia

Da giovedì scorso diversi Paesi europei appartenenti alla Nato, tra cui la Francia, hanno inviato alcuni soldati in Groenlandia, nel quadro di un'esercitazione, “Arctic Endurance”, organizzata dalla Danimarca. Un'iniziativa che ha fatto infuriare il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, che ha minacciato ritorsioni e dazi contro i Paesi partecipanti. La Francia auspica ora un'esercitazione sotto ombrello Nato per "lo stesso motivo della partecipazione" all'esercitazione danese: inviare un segnale a Trump, perché la sicurezza nella regione artica viene "presa sul serio", precisano fonti vicine a Macron citate dal giornale Le Parisien. Il presidente Usa è atteso a Davos, in Svizzera, dove incontrerà i leader europei in un contesto particolarmente teso: la sua intenzione di annettere la Groenlandia rischia di far implodere l'Alleanza atlantica e il sistema di sicurezza collettiva nato dopo la Seconda Guerra mondiale.

L’apertura della Borsa di Milano

La Borsa di Milano apre la seduta in calo, il Ftse Mib cede lo 0,2% a 44.596 punti. Sul listino milanese pesano le vendite sui bancari, con Popolare Sondrio che cede l'1,47%, Mps lo 0,7%, Banco Bpm lo 0,9 per cento. Rimbalzano invece i farmaceutici con Diasorin in rialzo dell'1,4% e il lusso con Cucinelli che sale dell'1,14 per cento.

Borsa: Trump apre a un accordo, le reazioni

Le Borse in Asia sono salite, mostrando una certa distanza dalla questione Groenlandia, e i future sugli indici europei (Eurostoxx 50 +0,08%) sono in rialzo dopo due giorni di forti vendite. Il presidente Trump si sta recando al World Economic Forum di Davos e ha accennato alla possibilità di una qualche forma di accordo con l'Europa. Questo potrebbe lasciare spazio a un rimbalzo anche negli Usa (future sul DJ +0,2%, sul Nasdaq +0,4%). Il dollaro è rimasto pressoché invariato; dopo i dati contrastanti sull'inflazione nel Regno Unito la sterlina è scesa ai minimi (0,744 dollari); l'oro continua la sua ascesa, salendo di oltre 100 dollari a un nuovo record e l'argento è stabile. Sui listini azionari il settore del lusso è al centro dell'attenzione all'apertura dei mercati: dopo i dati positivi sulle vendite di Burberry, è atteso un rimbalzo tecnico anche per Lvmh dopo il tonfo delle scorse sedute.

Il discorso di Trump a Davos

Il discorso di Trump a Davos, atteso con particolare attenzione per le sue recenti pressioni sull'acquisizione della Groenlandia, era previsto alle 14.30 ma slitta a causa dell'imprevisto tecnico. Il ritardo arriva in un momento di alta tensione, con i leader europei e le istituzioni finanziarie — incluse le banche del Vecchio Continente — in allerta per le possibili ricadute delle politiche commerciali e geopolitiche dell'amministrazione statunitense, che potrebbero influenzare anche la liquidità in dollari delle istituzioni europee.

Trump arriverà a Davos con circa 3 ore di ritardo

Il presidente Usa Donald Trump arriverà al Forum economico mondiale di Davos con circa tre ore di ritardo, a causa di un problema elettrico riscontrato sull'Air Force One che lo ha costretto a cambiare aereo. A confermarlo, parlando con i giornalisti a margine del Forum economico mondiale, è stato il segretario al Tesoro Scott Bessent. "Credo che il presidente Trump arriverà con circa tre ore di ritardo. Non ho ancora visto l'agenda aggiornata", ha detto.

Francia chiede esercitazione Nato in Groenlandia

La Francia ha chiesto un'esercitazione Nato in Groenlandia e si è detta pronta a contribuire. Lo ha annunciato l'Eliseo. "La Francia chiede un'esercitazione Nato in Groenlandia ed è pronta a contribuire", ha dichiarato la presidenza francese.

Trump sulla Groenlandia: “Troveremo soluzione”

In un'intervista a NewsNation, rispondendo a una domanda sulla Groenlandia, Donald Trump ha spiegato: "Probabilmente riusciremo a trovare una soluzione" con l'Europa, "possibilmente anche a Davos nei prossimi giorni".

“Non ho idea di cosa succederà”

"L'America sarà ben rappresentata a Davos da me. Dio vi benedica tutti", ha dichiarato Donald Trump sul suo social Truth prima di partire per Davos. Quello a Davos "sarà un viaggio interessante. Non ho idea di cosa succederà", ha aggiunto.

Il problema all’Air Force One

Donald Trump arriverà a Davos in ritardo. L'Air Force One con a bordo il presidente Usa, infatti, ha invertito la rotta sull'Atlantico ed è tornato indietro per un piccolo problema elettrico. L'aereo presidenziale era decollato dalla base di Andrews alle 9.46 e le indiscrezioni sulla sua inversione di rotta sono arrivate un'ora dopo. Il ritardo di ripercuoterà sull'agenda svizzera del presidente. “Per precauzione, l'Air Force One sta tornando alla Joint Base Andrews. Il presidente e la sua squadra si imbarcheranno su un aereo diverso e continueranno per la Svizzera", ha detto la portavoce della Casa Bianca Karoline Leavitt. Donald Trump si è quindi imbarcato sul nuovo aereo ed è ripartito per Davos.

Trump atteso a Davos

A Davos è il giorno di Donald Trump. Il presidente degli Stati Uniti è in volo verso la Svizzera, per partecipare al World Economic Forum.

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