Il presidente americano ha scritto al primo ministro norvegese, Jonas Gahr Støre, affermando che, siccome non ha ricevuto il Premio Nobel per la Pace, non si sente più in obbligo "di pensare esclusivamente alla pace". Ora, insiste, "posso pensare a ciò che è buono e appropriato per gli Usa". E, riferendosi alla Groenlandia, il tycoon aggiunge: "Perché mai la Danimarca dovrebbe avere un 'diritto di proprietà'? Non ci sono documenti scritti"
Ancora tensioni sulla Groenlandia, con Trump che non arretra rispetto alle sue mire sull'isola e alle sue minacce di dazi ai Paesi contrari. Non solo: il presidente americano ha scritto una lettera al primo ministro norvegese, Jonas Gahr Støre, affermando che, siccome non ha ricevuto il Premio Nobel per la Pace, non si sente più in obbligo "di pensare esclusivamente alla pace", ora, insiste, "posso pensare a ciò che è buono e appropriato per gli Stati Uniti d'America". E, riferendosi alla Groenlandia, il tycoon aggiunge: "La Danimarca non può proteggere quella terra dalla Russia o dalla Cina, e perché mai dovrebbero avere un 'diritto di proprietà'? Non ci sono documenti scritti". E ancora: "Sappiamo solo - afferma Trump - che una barca è approdata lì centinaia di anni fa, ma anche noi avevamo barche che approdavano lì. Ho fatto per la Nato più di chiunque altro fin dalla sua fondazione, e ora la Nato faccia qualcosa per gli Stati Uniti. Il mondo non sarà sicuro se non avremo il controllo totale e completo della Groenlandia".
I leader europei valutano dazi da 93 miliardi
Intanto, proprio gli otto Paesi europei nel mirino del presidente americano - Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Paesi Bassi, Svezia, Norvegia e Regno Unito - ieri hanno emesso una dichiarazione congiunta in cui assicurano di voler rispondere "in modo unito e coordinato" per "difendere" la propria "sovranità". E il presidente francese Macron, stando ai suoi consiglieri, intende andare nel pratico chiedendo "l'attivazione dello strumento anti-coercizione". Ovvero l'opzione mai usata prima d'ora contro nessuna nazione. Secondo il Financial Times gli europei, in vista degli incontri con Trump a Davos, starebbero valutando contromisure per 93 miliardi di dollari.
Starmer: "Guerra commerciale non è nell'interesse di nessuno"
Da Downing Street, in mattinata, è però arrivato il messaggio del premier britannico Keir Starmer, che punta ad abbassare i toni: "Una guerra commerciale per la Groenlandia non è nell'interesse di nessuno". "Il modo giusto per affrontare una situazione di questa gravità", ha aggiunto, "è attraverso una discussione calma tra alleati".
Meloni: possibili "incomprensioni". Rutte: "Continuiamo a lavorare"
La premier Meloni, nel mentre, da Seul, ha evocato, dopo aver parlato con Trump, la possibilità "d'incomprensioni" fra gli Usa e gli alleati europei e ha ribadito la necessità "del dialogo". In campo è sceso anche il segretario della Nato, Mark Rutte, che a sua volta ha parlato con l'inquilino della Casa Bianca. "Continueremo a lavorare su questo tema - ha sottolineato - e non vedo l'ora di incontrarlo a Davos alla fine di questa settimana".
Approfondimento
Groenlandia, otto Paesi europei: "Rafforziamo sicurezza dell'Artico"
Von der Leyen: "Proteggeremo sempre i nostri interessi strategici"
Mentre, su X, la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha già anticipato: "Ho parlato con Rutte, Macron, Starmer, Merz e Meloni. Insieme siamo fermi nel nostro impegno a sostenere la sovranità della Groenlandia e del Regno di Danimarca. Proteggeremo sempre i nostri interessi strategici economici e di sicurezza. Affronteremo queste sfide alla nostra solidarietà europea con fermezza e determinazione". In questo scenario, come detto, un ruolo chiave lo avrà Davos, a partire da oggi: Trump lì incontrerà i leader europei, inclusa von der Leyen.