Guerra Iran e turismo, cancellazioni e perdite a causa del conflitto: impatto sul settore
EconomiaIntroduzione
La guerra in Iran sta avendo profondi impatti sull’economia globale, a partire dalla chiusura dello Stretto di Hormuz e dalle tensioni sul prezzo di petrolio e gas. E c’è anche un altro settore che sta soffrendo per il conflitto esploso nel Golfo: quello del turismo. L’industria, infatti, secondo le stime del World Travel & Tourism Council riportate dal Financial Times, sta registrando 600 milioni di dollari di mancate entrate ogni giorno a causa della guerra in Medio Oriente.
Quello che devi sapere
I numeri delle cancellazioni
Tra le cause che stanno provocando questa contrazione ci sono le cancellazioni dei voli dovuti alla chiusura dello spazio aereo di diversi Paesi nell’area e il crescente malessere tra i potenziali viaggiatori. Si registrano in generale numeri di disdette molto alti: secondo i dati raccolti dal gruppo AirDNA, ad esempio, nella sola Dubai sono state cancellate più di 80mila prenotazioni di affitti a breve termine nella settimana fino al 6 marzo.
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Cosa cambia con la guerra
La guerra in Iran sta dunque cambiando sensibilmente lo scenario: prima dello scoppio del conflitto il World Travel & Tourism Council aveva stimato che quest'anno i visitatori internazionali avrebbero speso circa 207 miliardi di dollari in Medio Oriente. In condizioni normali i grandi hub regionali come Abu Dhabi, Dubai, Doha e Bahrein gestiscono oltre mezzo milione di passeggeri aerei al giorno, adesso però le cancellazioni dei voli in tutta la regione hanno lasciato a terra circa 4milioni di viaggiatori la scorsa settimana. Si registra inoltre un flusso contrario: nei giorni scorsi centinaia di voli sono decollati dagli aeroporti del Medio Oriente nel tentativo di riportare a casa le decine di migliaia di turisti ancora bloccati.
Le perdite per il turismo italiano
Una situazione che naturalmente ha un impatto anche per il settore turistico italiano: secondo un'indagine condotta dall'Osservatorio Fiavet Confcommercio tra i suoi associati in media il fatturato per agenzia si ridurrà fino a Pasqua di circa 71mila euro. Secondo l’associazione “si delinea una paralisi operativa diffusa e un danno economico rilevante non solo nell'attualità, ma anche nell'immediato futuro". La stima della perdita di fatturato diretta legata a questa crisi nell'ultima settimana si attesta su una media di 38.800 euro per agenzia, con un 48% del campione che dichiara perdite superiori a 50mila euro.
Persi oltre 200 milioni di euro
Ai numeri appena elencati bisogna poi aggiungere la stima della perdita di fatturato totale per il comparto, limitatamente alle sole mancate prenotazioni per il periodo di Pasqua e primavera: questo ammonta a oltre 222 milioni di euro, con una proiezione media di 33.650 euro per singola agenzia.
Le destinazioni maggiormente colpite
Per quanto riguarda invece le destinazioni maggiormente colpite, la più interessata risulta essere quella degli Emirati Arabi Uniti, con il 92% di criticità rilevate in agenzia di viaggio, un numero che non riguarda solo la destinazione in sé, ma l'intero sistema di smistamento del traffico aereo verso il lungo raggio.
A seguire nella classifica dei Paesi in difficoltà operative risulta esserci il Qatar: l'88% conferma che è il secondo hub colpito da queste problematiche.
Per quanto concerne poi le destinazioni di lungo raggio - Cina, Thailandia, Maldive, India, Australia e alte ancora - si registra un 38% di cancellazioni e un 45% di pratiche in "stand-by".
Il nodo dei rimborsi
A tutto questo si aggiunge, secondo Fiavet, una grave situazione per quanto riguarda i rimborsi per le agenzie di viaggio italiane: le compagnie assicurative starebbero infatti negando il rimborso nell'85% dei casi appellandosi alle clausole sugli "atti bellici". Per l'estate si temono ripercussioni anche sui costi della biglietteria aerea per l'aumento del prezzo del greggio. Secondo il 62% degli agenti di viaggio questo potrà tradursi nella necessità di chiedere al cliente che ha già comprato un pacchetto turistico ulteriore denaro per i costi di adeguamento carburante.
L’iscrizione a “Viaggiare Sicuri”
Fiavet Confcommercio ha inoltre sottolineato l'importanza, particolarmente in questi contesti, di iscriversi al portale "Viaggiare Sicuri" del ministero degli Esteri prima della partenza. Attualmente solo il 31% dei viaggiatori provvede alla registrazione prima di mettersi in viaggio su consiglio del proprio agente di viaggio, e sono quelli che in queste situazioni hanno maggiore possibilità di essere contattati subito e aiutati.
L’ipotesi di un intervento istituzionale
Secondo Luana De Angelis, vice presidente vicario di Fiavet Confcommercio, “in questo quadro quasi tutti i nostri associati stanno richiedendo un intervento istituzionale prima che la sia troppo tardi. Abbiamo dato vita a questa ricerca istantanea proprio per cercare di capire quanto stiamo perdendo e quando potremmo perdere in futuro, e se si possono trovare soluzioni a un rischio di default che si sta concretizzando per le nostre PMI. Se si protrae la crisi potrebbe esserci una necessità di ristori economici, sicuramente sarebbe ideale una sospensione degli obblighi fiscali, con moratorie su scadenze tributarie o contributive per le agenzie maggiormente esposte".
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