Taxi, quanti sono i tassisti in Italia e perché minacciano sciopero per aumento licenze
Nel nostro Paese c’è carenza di taxi, per questo il governo sta cercando di correre ai ripari con delle norme inserite nel decreto Asset: previsto un concorso straordinario, sino a un incremento del 20% rispetto alle licenze esistenti. Alcuni punti del provvedimento, però, non sono piaciuti ai tassisti, che hanno minacciato lo sciopero. Ecco come funziona il settore
In Italia c’è carenza di taxi. Per questo, ieri il governo ha approvato in Consiglio dei ministri delle norme per cercare di correre ai ripari. Le bozze che erano circolate nelle ore precedenti non erano piaciute ai tassisti, che avevano minacciato lo sciopero. Alla fine, le norme sono state inserite nel decreto Asset e investimenti ma sono state un po’ limate per andare incontro alle richieste
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Le modifiche approvate in Cdm riguardano prima di tutto le licenze definitive: città metropolitane, capoluoghi e comuni sede di aeroporti internazionali potranno bandire un concorso straordinario aperto a nuovi operatori, sino a un incremento del 20% rispetto alle licenze esistenti. La procedura sarà più celere, certa e semplificata. Per l'acquisto dei taxi legati alle nuove licenze è previsto il raddoppio dell'ecobonus, anche per gli Ncc. Sburocratizzato, poi, lo strumento della doppia guida
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Rispetto alle bozze che circolavano prima del Cdm, nella versione definitiva del testo non c’è la cumulabilità delle licenze definitive. Questo punto era il più osteggiato dai tassisti. E così, dopo la minaccia di sciopero, il testo in Consiglio dei ministri è stato modificato: diversamente da quanto contenuto nella bozza, è stata esclusa l'ipotesi di cumulabilità delle licenze definitive in capo allo stesso soggetto. Il concorso straordinario per ottenerle sarà quindi aperto a nuovi operatori
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Sulla cumulabilità, quindi, era arrivato il no secco e unanime dei tassisti, con i rappresentanti sindacali che hanno minacciato lo sciopero se il decreto non fosse cambiato. Unica Cgil aveva subito paventato la mobilitazione. Netta anche Ugl taxi: "Se passa il concetto che un tassista può avere due o più licenze non va bene. È un cavallo di Troia" che potrebbe aprire la strada a modelli come quello Usa dove i lavoratori vengono sfruttati dalle multinazionali. Per Federtaxi Cisal, il rischio è di innescare "meccanismi di speculazione che non intendiamo avallare"
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"Abbiamo avuto confronti con tassisti e Ncc, ci hanno chiesto di cambiare una norma e abbiamo accolto la richiesta", ha poi detto il ministro delle Imprese Adolfo Urso sull'esclusione del divieto di cumulabilità delle licenze. "I tassisti vogliono rinunciare a questa opportunità, era la loro principale richiesta e abbiamo modificato la norma", ha aggiunto. Ancora: “Con questo pacchetto pensiamo di aver dato una prima risposta immediata. In Parlamento potrà essere implementato, ma già è una risposta significativa a un'emergenza che durava da troppo tempo"
Nel decreto si parla anche delle licenze temporanee, altro oggetto del contendere coi tassisti. Il provvedimento dispone il rilascio da parte dei Comuni, in via sperimentale, a titolo gratuito o oneroso, di licenze aggiuntive per far fronte a uno straordinario incremento della domanda legato a grandi eventi o a flussi turistici. Le licenze avranno durata non superiore a 12 mesi, prorogabili fino a un periodo massimo di 24. Possono essere rilasciate solo a soggetti già titolari di licenze, che possono affidarle a terzi anche a titolo oneroso o gestirle in proprio
Urso ha spiegato: "Per i taxi dobbiamo rispondere a un incremento del mercato dovuto all'aumento di turisti, traffico internazionale ed eventi straordinari, come il Giubileo 2025 e Expo Roma 2030. Per questo abbiamo previsto un pacchetto di misure che seguono il principio della semplificazione, sburocratizzazione e accelerazione per il rilascio di nuove licenze con certezza del diritto". Un esempio, ha aggiunto, è la norma che semplifica "la doppia guida: sarà possibile farlo solo con una comunicazione"
L’obiettivo del governo, quindi, è quello di avere più taxi disponibili. Ma quante sono al momento le licenze in Italia? Gli ultimi dati ufficiali dell’Autorità di regolazione dei trasporti risalgono al 2018: le licenze attive erano poco meno di 8mila a Roma, circa 4.800 a Milano, quasi 2.400 a Napoli, 1.500 a Torino, poco più di 700 ciascuna a Firenze e Bologna, circa 320 a Palermo. Secondo i dati Istat, nel 2021 erano in circolazione 22.723 taxi nei capoluoghi di provincia. A Londra, per fare un esempio, ce ne sono oltre 90mila (più quasi 80mila non ufficiali)
Il tema delle licenze dei taxi è da anni caldissimo. Vediamo come funziona il settore. Il taxi nel nostro Paese è considerato un mezzo di trasporto pubblico non di linea ed è regolato dalle legge 21 del 1992. Per diventare tassista bisogna avere un certo tipo di patente, superare l’esame e iscriversi a un albo alla Camera di Commercio. Poi bisogna acquistare la licenza che serve a esercitare la professione. E questo è il punto spinoso: le licenze sono concesse dai Comuni, sulla base di regolamenti regionali, ma i concorsi sono molto rari (anzi, fermi da anni)
Perché, nonostante le evidenti carenze, non vengono rilasciate nuove licenze? Perché la procedura, che ora il decreto Asset va a modificare, è lunga e contorta. La categoria dei tassisti, poi, ritiene che per difendere i proprio interessi sia giusto mantenere basso il numero di licenze: in sostanza, meno licenze ci sono e più lavoro avrà ogni tassista. Inoltre, i tassisti possono rivendere le licenze privatamente quando vanno in pensione o cambiano lavoro: se il numero di licenze rimane basso, il loro valore resta alto
Oltre alla licenza, il tassista è anche proprietario della macchina. La legge non permette di avere più di una licenza, e questo è il punto sui cui i tassisti hanno minacciato lo sciopero, ma in alcuni casi permette la doppia guida: cioè che il taxi venga guidato da un sostituto del titolare della licenza. Il decreto Asset va a semplificare questa procedura
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