Esplora Sky TG24, Sky Sport, Sky Video

Manuel Bortuzzo, dalla sparatoria alla condanna degli aggressori: le tappe della vicenda

Manuel Bortuzzo: sogno il podio alle Paralimpiadi

4' di lettura

Nella notte tra il 2 e il 3 febbraio, l’atleta viene ferito durante un agguato all’Axa, periferia di Roma, e resta paralizzato. Due giovani confessano di essere gli autori del raid ma sostengono di aver colpito per errore il nuotatore. Sono stati condannati a 16 anni

Il sogno di diventare un campione del nuoto spezzato dagli spari davanti a un pub alla periferia sud di Roma in quello che sembrava un sabato sera come tanti altri. È il dramma vissuto da Manuel Bortuzzo, atleta ventenne, rimasto paralizzato alle gambe dopo la sparatoria nella zona dell'Axa, tra l’Eur e Ostia, nella notte tra il 2 e il 3 febbraio 2019. Il 9 ottobre, Lorenzo Marinelli e Daniel Bazzano, i due giovani imputati di tentato duplice omicidio aggravato dai futili motivi, sono stati condannati a 16 anni di carcere. Il pm aveva chiesto una pena di 20 anni.

La sparatoria all’Axa e la confessione

Marinelli e Bazzano sono stati riconosciuti colpevoli dell’agguato a Bortuzzo, che in quel momento si trovava con la fidanzata Martina, anche lei nuotatrice, davanti a un distributore automatico di un tabaccaio, vicino al pub. Il 6 febbraio arriva la confessione: i due ammettono di essere gli autori del raid ma sostengono di aver colpito per errore Bortuzzo. L’atleta subisce una lesione midollare completa che non gli consente più di camminare né, di conseguenza, di continuare a nuotare a livelli agonistici.

L'arresto dei due giovani

Nell'ordinanza con cui il gip Costantino De Robbio convalida l'arresto si afferma che Marinelli e Bazzano quella notte "hanno sparato per uccidere, programmando un brutale omicidio” in un vero e proprio "raid di morte covato da tempo" e "non riuscito per cause indipendenti dalla loro volontà". Nell'atto di chiusura delle indagini la Procura ricostruisce i vari passaggi della sparatoria. "Marinelli, quale passeggero, agevolato dalla condotta di guida del Bazzano (che rallentava per consentirgli una mira migliore), ha  esploso tre colpi di arma da fuoco da distanza ravvicinata, impugnando la pistola" nei confronti di Manuel e Martina "mentre si trovavano fermi sul marciapiede". Obiettivo dei due imputati, stando alla ricostruzione della Procura, era "dimostrare la propria capacità criminale, sparando sulla pubblica via colpi di arma da fuoco nei pressi del pub nei confronti di ignari passanti" (IL VIDEO DELLA SPARATORIA).

Il processo e la condanna a 16 anni

L'8 luglio inizia il processo che vede imputati Marinelli e Bazzano. Nella prima udienza i due giovani chiedono il rito abbreviato. Il 23 settembre il pm di Roma, Elena Neri, chiede una condanna a 20 anni di carcere per Marinelli e Bazzano. Vengono contestati i reati di tentato duplice omicidio premeditato con l’aggravante dei futili motivi, la detenzione e la ricettazione di arma da fuoco e la rissa. Nel procedimento, il Comune di Roma si costituisce  parte civile. Il legale di Bortuzzo, Massimo Ciardullo, invoca anche un risarcimento di 10 milioni di euro per il suo assistito. Il 30 settembre, in una nuova udienza davanti al gup, parlano le difese. Marinelli e Bazzano "non volevano uccidere, non c'è stata alcuna premeditazione", sostengono gli avvocati Alessandro Federicis e Giulia Cassaro. I legali chiedono al giudice di riconoscere le attenuanti generiche. Il 9 ottobre, il gup  emette la sentenza di primo grado, riconosce la premeditazione e condanna Marinelli e Bazzano a 16 anni.

Il percorso di riabilitazione di Manuel Bortuzzo

Bortuzzo, dopo la sparatoria, viene ricoverato all'ospedale San Camillo di Roma dove gli viene estratto il proiettile fermatosi all’altezza di una vertebra. In ospedale, i medici constatano la lesione midollare che non consente il recupero della mobilità delle gambe. Il 18 febbraio Bortuzzo inizia la riabilitazione alla clinica Santa Lucia, sempre a Roma. Il 7 marzo, il giovane compare in un video su Facebook nella piscina della clinica. L’8 maggio, Bortuzzo lascia la clinica e torna a casa, ma annuncia che continuerà ad allenarsi in palestra e a nuotare. Il 18 luglio rispunta in vasca mentre nuota in stile libero.

Il sostegno dei campioni dello sport e del premier Conte

La giovane promessa del nuoto riceve attestati di stima da tutta Italia, soprattutto dal mondo dello sport. Massimiliano Rosolino va a trovarlo in ospedale, Federica Pellegrini gli dedica un messaggio sui social, Bebe Vio lo incontra durante la riabilitazione, Valentino Rossi lo ospita a Tavullia. A marzo anche il premier Giuseppe Conte incontra Bortuzzo per dargli coraggio nel percorso di recupero.

Leggi tutto
Prossimo articolo
Segui Sky TG24 sui social:

SCELTI PER TE

    Aggiungi Sky TG24 al tuo Homescreen

    Clicca l'icona e seleziona

    "Aggiungi a Schermata Home"

    Aggiungi Sky TG24 al tuo Homescreen

    Clicca l'icona e seleziona

    "Aggiungi a Home"