Sciopero della scuola, cortei e manifestazioni degli studenti da Torino a Roma. FOTO
Oggi incrociano le braccia docenti, dirigenti e personale ATA. Studenti e insegnanti protestano contro il carovita, la “scuola caserma”, ovvero il tetto agli studenti stranieri, e il degrado delle strutture scolastiche. Già ieri, durante le prime manifestazioni, tensioni in diverse città, da Milano a Napoli, fino a Torino
LO SCIOPERO DELLA SCUOLA
- Oggi, 16 ottobre, la scuola è in sciopero, con lezioni a rischio in tutta Italia: incrociano le braccia docenti, dirigenti e personale ATA. Due le mobilitazioni in programma: una a carattere nazionale, proclamata dal sindacato SISA, e una limitata alle istituzioni scolastiche della provincia di Livorno, indetta dall’USB Pubblico Impiego Scuola. In foto, Torino.
CORTEI IN TUTTA ITALIA
- Convocati cortei in tutta Italia, sull'onda di quanto sta avvenendo anche in Francia e in Spagna, per protestare contro il carovita, la “scuola caserma”, ovvero il tetto agli studenti stranieri, e il degrado degli istituti scolastici. Ieri le prime tensoni con decine di istituti occupati, da Milano a Napoli. Torino è stata la città che ha vissuto le tensioni più forti.
GLI SCONTRI DI IERI A TORINO
- In particolare, ieri (15 ottobre), a Torino, un gruppo di circa 40 giovani con il volto coperto da maschere e passamontagna ha fatto incursione in tre scuole lanciando sassi anche contro le forze dell'ordine. Un ragazzo di 17 anni è stato arrestato per resistenza a pubblico ufficiale e denunciato per danneggiamento aggravato. In foto, i danni del 15 ottobre a Torino.
OGGI NUOVE MANIFESTAZIONI
- E questa mattina, sempre a Torino, sono partiti nuovi cortei (in foto). Mentre a Verona, un gruppo di studenti dell'Istituto Statale Giorgi ha incendiato cinque cassonetti e un monopattino, come azione di protesta per i provvedimenti punitivi decisi dalla dirigenza scolastica dopo alcuni episodi di rissa avvenuti nelle classi. Studenti in piazza anche a Roma.
LANCIO DI UOVA CONTRO LA POLIZIA A TORINO
- A Torino i manifestanti hanno anche lanciato delle uova contro gli agenti di polizia schierati in tenuta antisommossa davanti all'Ufficio scolastico regionale. "Non è più il momento del dialogo, siamo arrabbiati. Non ci sono i soldi per le nostre scuole ma per le loro guerre sì. Se questa settimana abbiamo occupato trenta scuole, la prossima settimana saranno cento. Bruciamo tutto", è il messaggio che è stato scandito durante la manifestazione.
"STANCHI DI SCUOLE CHE CADONO A PEZZI"
- "Siamo stanchi di studiare in scuole che cadono a pezzi, di vedere le nostre vite utilizzate come terreno di propaganda e di assistere a politiche che non rispondono ai bisogni reali degli studenti. Abbiamo bisogno di scuole sicure, di edifici scolastici dignitosi e di investimenti nell'istruzione, non di decreti che alimentano discriminazioni e divisioni. La sicurezza e la dignità di chi studia devono essere una priorità", spiega Angela Verdecchia, Coordinatrice Nazionale della Rete degli Studenti Medi. In foto, Torino.
I LICEALI IN CORTEO A ROMA
- "Siamo 20mila, la scuola la scrivono i popoli", urlano i promotori del corteo che ha riunito a Roma gli studenti. "Protestiamo contro Valditara e i suoi provvedimenti", hanno dichiarato mentre passavano davanti al Colosseo.
In foto, i disordini a Roma durante il corteo studentesco del 16 ottobre