Protestano gli studenti, istituti occupati da Milano a Napoli. A Torino arrestato 17enne
CronacaLe proteste si accendono anche in Italia: decine di istituti occupati da Milano a Napoli, danni in alcuni edifici, scontri, giovani perquisiti dalla Digos in vista dei prossimi cortei. Le tensioni maggiori si sono registrate a Torino: un gruppo di quaranta giovani, col volto coperto, ha fatto incursione in alcune scuole e dei sassi sono stati lanciati contro i carabinieri. Un 17enne è stato arrestato per resistenza a pubblico ufficiale e denunciato per danneggiamento aggravato, mentre altri sono stati identificati
Dopo la Francia, le proteste degli studenti si accendono anche in Italia. A fine giornata, il bilancio è di decine di istituti occupati da Milano a Napoli, danni in alcuni edifici, scontri tra ragazzi di destra e sinistra, giovani perquisiti dalla Digos in vista dei prossimi cortei. Le tensioni maggiori si sono registrate a Torino, dove un gruppo di quaranta giovani - col volto coperto da maschere di Carnevale e da passamontagna - ha fatto incursione in alcune scuole: quando sono arrivati i carabinieri, alcuni componenti del gruppo hanno lanciato dei sassi e un militare è rimasto ferito. Un 17enne è stato arrestato per resistenza a pubblico ufficiale e denunciato per danneggiamento aggravato, mentre altre decine di giovani sono stati identificati. Le proteste si sono accese alla vigilia dello sciopero nazionale del 16 ottobre, organizzato dal movimento di Opposizione studentesca di alternativa (Osa), dal titolo “No Meloni Day” contro il decreto Valditara, il carovita, il carobenzina, la riforma degli istituti tecnici e professionali, per chiedere di finanziare la scuola pubblica e non la guerra.
Le proteste a Torino
Anche se le proteste hanno interessato diverse città, le tensioni maggiori si sono registrate a Torino. Qui, come detto, una quarantina di giovani ha fatto incursione col volto coperto in tre scuole: l'istituto superiore Sella, l'elementare Ricardi di Netro e l'istituto Bosso-Monti. Quando sono arrivati i carabinieri, alcuni componenti del gruppo avrebbero lanciato dei sassi contro: un militare è rimasto ferito, con una prognosi di dieci giorni.
Un 17enne arrestato, altri identificati
Durante le tensioni a Torino, un ragazzo di 17 anni è stato arrestato per resistenza a pubblico ufficiale e denunciato per danneggiamento aggravato. Altri 27 giovani, invece, sono stati identificati da polizia e carabinieri: sette di loro, alcuni con il volto coperto, sono stati fermati mentre cercavano di entrare con la forza in una scuola del centro. Nella zona nordovest della città, le forze dell’ordine hanno bloccato il quarto tentativo di entrare in una scuola da parte di un centinaio di ragazzi che non appartenevano all'istituto. La polizia, inoltre, ha identificato alcuni studenti, tra i 16 e i 20 anni, sospettati di essere i promotori delle agitazioni dei giorni scorsi in un istituto superiore, il Peano, durante le quali sono stati danneggiati arredi e computer. A Torino si sono registrati momenti di tensione non solo tra studenti e forze di polizia, ma anche - davanti ai cancelli dell'istituto alberghiero Colombatto - tra studenti favorevoli e contrari all'occupazione della scuola: insulti, spintoni, lancio di petardi, calci e pugni. Presenti anche militanti di Azione Studentesca, organizzazione giovanile di destra.
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E se a Torino sono una ventina gli istituti superiori occupati, se ne segnalano una decina anche a Roma, tre a Genova, altri a Milano, Napoli e Bologna. E non è escluso che nelle prossime ore possano aumentare. Venerdì, infatti, potrebbe essere una giornata di proteste per la scuola in tutta Italia: mentre due sindacati hanno annunciato la mobilitazione del personale docente e non, gli studenti scenderanno in piazza per il "No Meloni day". Sull'onda di quanto sta avvenendo in Francia e in Spagna, sono previste proteste anche contro il carovita e la "scuola caserma", il tetto agli studenti stranieri, il degrado delle strutture. In vista delle manifestazioni sono scattate le perquisizioni "preventive". A Padova la Digos si è presentata a casa di 14 ragazzi disponendo misure di prevenzione personali per istigazione a delinquere: gli investigatori ritengono che si stavano pianificando azioni violente, tra le quali l'incendio dei cassonetti e di scendere in piazza con passamontagna, petardi e fumogeni.