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Ramy, Samir e gli altri: i ragazzi eroi che hanno salvato i compagni dal bus in fiamme

Parlano i genitori degli studenti coinvolti

4' di lettura

Samir ha finto di non avere il telefono e lo ha nascosto. Ramy è riuscito a chiamare il 112. Suo padre, di origine egiziana, chiede ora la cittadinanza italiana per il figlio. Viminale pronto a farsi carico delle spese. Gelmini: “A loro l’Ambrogino d’oro”

Hanno avuto la freddezza di nascondere il telefono cellulare sotto il sedile e di chiamare il 112 perché venisse in loro soccorso. È soprattutto grazie a Ramy e Samir, due ragazzini rispettivamente di origine egiziana e marocchina (ma cittadino italiano), se la mattinata di terrore vissuta ieri da 51 studenti di una scuola media di Crema a bordo di un bus nel Milanese dirottato e bruciato dall'autista non si è trasformata in una strage (LE TESTIMONIANZE DEI RAGAZZI - LA FUGA DEI RAGAZZI). Ora, mentre il padre di Ramy chiede la cittadinanza italiana per il figlio ("Valuteremo", ha risposto il ministro Salvini), sono diversi i politici che si sono complimentati per il coraggio dimostrato dai due piccoli eroi. "Proporrò al sindaco Sala che quest'anno l'Ambrogino d'Oro venga assegnato a Samir e agli altri ragazzi eroi che ieri a San Donato Milanese hanno avvertito i carabinieri e sventato una tragedia di immani proporzioni", ha dichiarato Mariastella Gelmini, presidente dei deputati di Forza Italia e coordinatrice regionale del movimento azzurro in Lombardia (LE FOTO - IL BUS IN FIAMME - LA TELEFONATA al 112 - IL RAGAZZINO CHE SI E' OFFERTO COME OSTAGGIO).

La telefonata ai carabinieri

Samir e Ramy erano seduti nelle ultime fila del pullman guidato da Ousseynou Sy. Raccontano al Corriere che il sequestratore “ha vuotato le taniche di benzina lungo il corridoio, tra i sedili, ci ha legati e ha sequestrato i telefoni per impedirci di chiedere aiuto”. Quando ha chiesto il telefono di tutti i presenti, Samir, come riporta La Stampa, ha però avuto la lucidità di rispondere: “Non ce l'ho”. “Dammelo”, ha gridato l' autista. “Oggi non l' ho portato”, la replica del ragazzino, che confessa: “Lo guardavo negli occhi senza dire niente. Forse per questo mi ha creduto. Avevo buttato il telefono sotto al sedile prima che arrivasse”. A quel punto Riccardo, un altro ragazzo, è riuscito a liberarsi dalle fascette di nylon con cui Ousseynou Sy li aveva legati, a raggiungere il telefono e a passarlo a Ramy, che ha composto il numero per i soccorsi. “Ho fatto il 112 – ha raccontato a Repubblica - sapevo che sarebbe arrivato qualcuno. Ho dato la posizione e ho detto ai miei compagni di stare calmi. Ancora pochi minuti”.

Il padre di Ramy: “Gli venga data la cittadinanza”. Viminale pronto a farsi carico delle spese

Una chiamata che si è rivelata provvidenziale e che ha consentito ai carabinieri di intervenire e bloccare la folle fuga del sequestratore verso l’aeroporto di Linate. "Mio figlio ha fatto il suo dovere, sarebbe bello se ora ottenesse la cittadinanza italiana”, ha dichiarato il padre di Ramy. "Siamo egiziani, sono arrivato in Italia nel 2001, mio figlio è nato qui nel 2005 ma siamo ancora in attesa di un documento ufficiale. Vorremmo tanto restare in questo Paese. Quando ieri l'ho incontrato l'ho abbracciato forte". "Valuteremo", ha risposto Salvini. "Stiamo facendo tutte le verifiche del caso. Ora dobbiamo leggere le carte e valuteremo". A quanto si apprende, il Viminale è pronto a farsi carico delle spese e a velocizzare al massimo le procedure.

I messaggi della politica: “Sono degli eroi”

Unanime il messaggio di gratitudine da parte della politica per il coraggio mostrato dai ragazzi. Se Mariastella Gelmini propone di assegnare ai “ragazzi eroi” la massima onorificenza del Comune di Milano, la leader di Fdi Giorgia Meloni su Twitter ringrazia Samir: "Un grazie a questo giovane eroe per il coraggio mostrato durante gli attimi di terrore a bordo del bus e per aver aiutato le Forze dell'Ordine a sventare una possibile strage. Orgogliosi di te Samir". Anche il vicepremier Salvini si complimenta: "Grazie ai giovanissimi che hanno dato l'allarme con grande coraggio".

Data ultima modifica 21 marzo 2019 ore 15:28

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