Tamponi per il Coronavirus, tutto quello che c’è da sapere: tipi, tempi e costi

Salute e Benessere

Pietro Adami

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Sono diverse le tipologie di test che si possono effettuare per scoprire se una persona ha contratto l’infezione. Dai tamponi oro-faringei e naso-faringei molecolari a quelli antigenici rapidi fino ai test sierologici, passando per l’attendibilità dei singoli esami e le novità introdotte con l’ordinanza sui passeggeri di rientro da Paesi giudicati pericolosi, ecco alcune informazioni utili per orientarsi

L’infezione del nuovo coronavirus SARS-CoV-2 che provoca la malattia Covid-19 si può scoprire attraverso specifici test a cui vengono sottoposte le persone per cui si sospetta un possibile contagio. Esistono due macro tipologie di test: quelli di biologia molecolare, ovvero effettuati con l'ormai noto tampone rinofaringeo, e i test sierologici, eseguiti utilizzando poche gocce di sangue prelevate con una puntura al dito o con un tradizionale prelievo endovenoso. Ecco i diversi tipi di tamponi, come vengono eseguiti e analizzati, l’attendibilità, le tempistiche e i costi (LO SPECIALE).

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Il tampone per rilevare la presenza del coronavirus è un comune tampone faringeo. È un esame rapido (eseguito in pochi secondi) che viene effettuato inserendo un bastoncino con una sorta di cotton-fioc, ma in materiale sintetico, all’estremità: può essere inserito nella bocca (tampone oro-faringeo) o nel naso (tampone naso-faringeo). Il test è semplice, ma non può essere fatto da chiunque, deve essere eseguito da personale addestrato e protetto da mascherina, guanti, occhiali e camice monouso. Il tampone viene strofinato leggermente sulla mucosa del faringe posteriore, infilando il tampone in bocca fino ad arrivare nei pressi delle tonsille per il tampone faringeo; del naso, infilando il tampone in una narice e procedendo fino a raggiungere la parete posteriore del rinofaringe (parte superiore del faringe). Il prelievo è comunque rapido e appena fastidioso.

Come vengono analizzati

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Successivamente il materiale prelevato viene sigillato ermeticamente e sottoposto ad un’analisi biochimica volta ad identificare la presenza di SARS-CoV-2 nel campione. Questa tecnica di biologia molecolare, nota come PCR (Reazione a Catena della Polimerasi), consente di amplificare i frammenti di RNA virale (la macromolecola che trasporta l’informazione genetica del virus) presenti nel tampone per valutare la presenza del patogeno e fare diagnosi di malattia da Covid-19. I primi risultati sono disponibili normalmente nell’arco di 4-5 ore; i tamponi effettuati a livello regionale che abbiano ottenuto un risultato positivo, sono poi inviati al laboratorio di riferimento dell’Istituto superiore di sanità, dove avviene una controprova che ha lo scopo di individuare eventuali falsi positivi (soggetti risultati positivi al test svolto a livello territoriale pur non essendo malati) o di dare conferma definitiva di infezione da SARS-CoV-2.

tamponi coronavirus
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I test rapidi antigenici

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Esistono poi - anche se ancora in via di sperimentazione - test antigenici, cosiddetti rapidi: in sintesi servono a identificare nelle secrezioni naso-faringee le proteine che compongono la struttura del SARS CoV-2. Hanno due vantaggi: la rapidità e il costo minore a carico del sistema sanitario.  I test della ricerca dell’antigene (dopo il prelievo del materiale sempre tramite tampone) vengono infatti eseguiti mediamente in 12-13 minuti. A fronte dei 15-20 euro di costo per il tampone classico, la spesa per un test rapido si aggira sugli 8-12 euro. Un test rapido all'esame degli esperti del Cts è quello testato in Veneto: 7 minuti per ottenere il risultato con un costo di 12 euro. Lo ha sperimentato l'Ulss 2 del Veneto. I dati sono stati già trasferiti  allo Spallanzani di Roma e al Ministero della Salute ed è stato già provato  su circa mille persone.

Quanto è attendibile il risultato del tampone

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Premesso che ogni esame ha i suoi falsi positivi e negativi, l’attendibilità del tampone dipende dalla precisione del macchinario impiegato, dal periodo intercorso dal contagio e dal tipo stesso di tampone. Il tampone solitamente risulta positivo già 2-3 giorni dal momento dell’infezione (detto momento zero), quindi già nella fase di incubazione e prima della comparsa dei sintomi, e rimane positivo per tutta la durata dei sintomi e anche oltre, per diversi giorni e, in alcuni casi, settimane. Nei primi 4 o 5 giorni un tampone oro-faringeo avrà maggiori possibilità di individuare il patogeno, ovvero nei giorni nei quali la persona sarà particolarmente infettiva senza dimostrare alcun sintomo. Successivamente il virus tenderà a migrare, diminuendo la presenza nelle zone periferiche. Il tampone non è infallibile, anzi, la sua sensibilità (capacità di individuare effettivamente il virus in un soggetto infetto) non supera il 70-80%. È per questo che il test viene ripetuto una seconda volta, o talora anche più volte, se il primo risulta negativo e i sintomi rimangono indicativi di Covid-19. Due tamponi consecutivi negativi eseguiti a distanza di 24 ore l’uno dall’altro, nel paziente oramai privo di sintomi e non prima di 14 giorni dal loro inizio, sanciscono poi l’avvenuta guarigione.

Come posso accedere ai test e i costi

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Il costo del tampone per il coronavirus è coperto dal Servizio Sanitario Nazionale. Date le strutture e il personale limitato però, non ci si può sottoporre liberamente al test. Quello che si può fare, se si pensa di essere positivi, è contattare il proprio medico. Sarà lui a prescrivere la necessità di tampone. In alternativa esistono laboratori privati che offrono test a pagamento: il costo varia da regione a regione e da struttura a struttura, in alcune supera anche i 100 euro.

test coronavirus
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Dal 13 agosto è in vigore un'ordinanza emanata dal ministro della Salute, Roberto Speranza che prevede test molecolare o antigenico, da effettuarsi con tampone, per chi arriva da Croazia, Grecia, Malta e Spagna. Sono diverse le possibilità per effettuare questo test: la prima è quella di farlo in loco (Croazia, Spagna, Grecia, Malta) nelle 72 ore precedenti al rientro a casa; la seconda è effettuarlo al rientro, entro 48 ore dall’ingresso nel territorio nazionale, al momento dell’arrivo in aeroporto, porto o luogo di confine, ove possibile, o presso l’azienda sanitaria locale di riferimento o presso laboratori privati. In questo ultimo caso bisogna comunque avvisare il Dipartimento di Prevenzione riguardo i risultati dei tamponi. Chiunque sia in attesa di sottoporsi al test presso l’azienda sanitaria locale di riferimento oppure è in attesa dei risultati deve sottoporsi all’isolamento fiduciario presso la propria abitazione o dimora seguendo le indicazioni generali indicate dalle diverse regioni.

Test sierologici

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A differenza dei test di biologia molecolare e di quelli antigenici effettuati con tampone rinofaringeo, i test sierologici rapidi sono eseguiti tramite un piccolo prelievo di sangue al dito e permettono in pochi minuti di rivelare la presenza nel sangue di anticorpi sviluppati contro il virus Sars-Cov-2. Sono diverse anche le 'informazioni' che forniscono. Il tampone serve per sapere se l'infezione è in atto nel momento in cui l'esame viene effettuato, mentre il sierologico individua la presenza di anticorpi prodotti dal nostro sistema immunitario in risposta al virus, ci dice cioè se siamo entrati in contatto con il Covid. L'assenza di anticorpi non esclude la possibilità di un'infezione in fase precoce con il rischio che un individuo, pur essendo risultato negativo, risulti contagioso. Il test sierologico può suggerire se una persona ha anticorpi (IgM positivi) che indicano un'infezione recente o passata (IgM negativi e IgG positivi). La positività al test, la cui affidabilità non è ritenuta elevata dalla comunità scientifica, deve comunque essere confermata da un tampone. Non è raro che ci siano discrasie tra l'esito del test rapido e quello del tampone.

Tra i test sierologici si annoverano anche quelli quantitativi, effettuati tramite un normale prelievo di sangue: sono ritenuti più attendibili di quelli rapidi, ma per avere il risultato finale occorre generalmente più tempo.

I diversi test negli aeroporti

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A seguito dell’ordinanza per monitorare i passeggeri di rientro negli aeroporti italiani da Spagna, Malta, Grecia e Croazia, nei diversi scali sono stati organizzati - non senza qualche problema - presidi sanitari per effettuare i tamponi direttamente all’arrivo. Anche in questo caso le regioni si sono attrezzate in modo diverso: mentre ad esempio a Fiumicino vengono eseguiti test rapidi che fanno parte della categoria dei ‘sierologici', negli scali lombardi si effettuano test molecolari.

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