Covid, vaccini a 12-17enni: come funziona in Ue, Gran Bretagna e Usa

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Esistono alcune differenze nella gestione della campagna vaccinale anti-Covid, considerando la fascia d’età 12-17 anni, in vari Paesi del mondo. Ecco le principali che riguardano l’Europa, dove i ragazzi del Belgio sono in testa alla classifica dei vaccinati, in Gran Bretagna, dove oltre 124mila minori hanno completato il ciclo vaccinale, e negli Usa

Nei vari Paesi del mondo esistono alcune differenze nella gestione della campagna vaccinale anti-Covid, in riferimento ai minori e alla fascia d’età 12-17 anni. Le ha segnalate il “Corriere della Sera”, prendendo in esame ciò che succede in Europa ma anche in Gran Bretagna e negli Stati Uniti.

La situazione in Europa

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Il vaccino contro il coronavirus era stato esteso a fine maggio per la fascia 12-15 anni, in un primo momento considerando solo quello prodotto e sviluppato da Pfizer/BioNTech. In seguito, da fine luglio, stessa sorte è toccata all’altro vaccino a mRna, quello prodotto da Moderna. Gli altri vaccini, quelli a vettore virale, sono attualmente autorizzati per i maggiorenni. Per quanto riguarda l’Europa, l’European Medicines Agency (Ema) ha autorizzato i vaccini di Pfizer, Moderna, AstraZeneca e Johnson&Johnson, i primi due anche per la fascia 12-17 anni. Ciascun Stato dell’Ue ha poi dato indicazioni attraverso l’intervento dell’Agenzia dei farmaci nazionale, con quasi tutti i Paesi che hanno aperto la campagna vaccinale anche agli over 12, escludendo Danimarca e Svezia. Ad oggi, segnala ancora il “Corriere della Sera”, il Paese che fa registrare la percentuale più alta di vaccinati in questa fascia d’età è il Belgio, seguono poi Francia, Malta, Italia (dove l’Aifa ha approvato Pfizer e Moderna per i minori) e Spagna. E’ arrivata dopo la Germania, che solo di recente ha aperto a tutti i soggetti dai 12 anni in su, dopo aver previsto inizialmente la vaccinazione solo ai giovani a più elevato rischio di contrarre il Covid.

Come funziona in Gran Bretagna

In Gran Bretagna il farmaco anti-coronavirus è consigliato a tutta la popolazione dai 16 anni in su con i vaccini di Pfizer e Moderna disponibili per i minorenni. Considerando solo i ragazzi tra 12 e 15 anni, il governo britannico ha indicato la vaccinazione solo per i soggetti fragili o per coloro che vivono a contatto con persone ad elevato rischio di Covid, come i malati di Hiv, i trapiantati o i pazienti oncologici. Gli under 15 considerati vaccinabili dalle autorità sanitarie locali sono, invece, coloro che soffrono di disturbi al sistema nervoso, affetti da sindrome di Down o disturbi dell’apprendimento: tutti fattori che potrebbero metterli a rischio. Ad oggi, nel Paese, oltre 124mila minori hanno completato il ciclo vaccinale.

La scelta degli Stati Uniti

Anche gli Usa hanno adottato una precisa strategia. Nel Paese, infatti, chi ha più di 12 anni è autorizzato solo all’inoculazione del vaccino di Pfizer, mentre Moderna è indicato solo per i maggiorenni. Su indicazione dei Centers for Disease Control and Prevention, la vaccinazione è indicata a tutti coloro che abbiano dai 12 anni in su, senza distinzioni o eccezioni. Attualmente, il ciclo completo ha riguardato il 3,3% dei ragazzi statunitensi tra 12 e 15 anni, meno (il 2,1%) gli adolescenti tra i 16 ed i 17 anni.

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