Covid, effetto vaccini: meno decessi e ricoveri. GRAFICI

Cronaca

Raffaele Mastrolonardo

Nella quarta fase dell’epidemia gli effetti più gravi della malattia non aumentano in proporzione ai casi come nel recente passato

Casi da una parte, decessi e ricoveri dall’altra. Il legame recentemente si è spezzato. Ancora questa primavera i dati andavano tragicamente a braccetto: salivano i contagi e proporzionalmente anche le le morti e le ospedalizzazioni. Nell’estate della quarta ondata caratterizzata dalla variante Delta, invece, le cose non funzionano più così, almeno per ora (e speriamo anche per il futuro). E per questa buona notizia dobbiamo ringraziare i vaccini.

 

Per capire che cosa è successo basta dare un’occhiata ai grafici a corredo di questo articolo che mettono a confronto l’andamento dei nuovi casi di Covid in Italia nelle varie fasi dell’epidemia con quello dei decessi e degli ingressi in ospedale negli stessi periodi.

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Nelle prime tre ondata pandemiche al picco dei nuovi contagi (visualizzato nella parte superiore dei grafici) corrispondeva anche un analogo picco di persone che il Covid portava alla morte e quelle che venivano ricoverate in ospedale a causa del virus (dati visualizzati nella parte inferiore dei grafici). 

 

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Ora la simmetria sembra essersi interrotta: la vetta nella parte più a destra – ovvero quelal che descrive i nostri giorni - compare solo nella metà superiore delle visualizzazioni ed è assente, o è molto meno acuta in quella inferiore. Questo significa che sia i pazienti Covid negli ospedali italiani sia i decessi sono meno di quanti sarebbero stati nei mesi scorsi. 

 

Effetto vaccini (per chi li ha)

Per questo disaccoppiamento dobbiamo dire grazie ai vaccini che, con l’aumento della copertura (in Italia ha raggiunto il 60% della popolazione), proteggono una parte consistente dei cittadini dagli effetti più seri della pandemia. 

 

Non si tratta, ovviamente, di un fenomeno solo italiano. Anche nel Regno Unito, il primo Paese europeo ad essere colpito dalla variante Delta, una mutazione più contagiosa del virus, assistiamo ad un fenomeno analogo. E così ovunque la campagna vaccinale procede più spedita. In queste nazioni, come mostra un’analisi del quotidiano inglese Financial Times i casi salgono - nell’esempio britannico fino a livelli analoghi alle ondate precedenti - ma i decessi non seguono la stessa curva del passato. 

 

Al contrario, laddove i vaccini non sono così diffusi il legame tra contagi e morti continua ad essere quello di sempre, vale a dire molto più stretto e drammatico. 

 

Dopo tutto, come confermano i dati dell’Istituto superiore di sanità in Italia negli ultimi 30 giorni i non vaccinati rappresentano di gran lunga la porzione più alta di ricoverati (76%), terapie intensive (82%) e decessi (75%). Insomma i vaccini, nonostante la variante Delta, stanno facendo il loro lavoro, almeno per quanto riguarda la protezione dagli effetti più intensi del virus.

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