Covid, Cartabellotta: “Con le zone gialle ci sarà una risalita dei casi”

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Lo ha detto, nel corso di un’intervista radiofonica, il presidente della Fondazione Gimbe. “Tornando quasi tutta Italia in giallo, è evidente che ci sarà una risalita dei casi, dipenderà dal comportamento dei cittadini quanto rilevante sarà questa salita. I controlli servono, però questo è il momento di una grande alleanza tra politica, cittadini e servizi sanitari", ha commentato

Sono in vigore da oggi, lunedì 26 aprile, i nuovi colori delle Regioni italiane, nell’ambito dell’ultimo decreto anti-Covid attuato da Governo. L’Italia, infatti, è per la maggior parte gialla, con solo una Regione in zona rossa (Sardegna) e cinque Regioni in zona arancione (Basilicata, Calabria, Puglia, Sicilia e Valle d'Aosta). Ma, proprio con il ritorno delle zone gialle e le varie riaperture, si potrebbe verificare una risalita dei casi, la cui entità dipenderà dai comportamenti dei cittadini. A dirlo, la previsione di Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe, intervenuto ai microfoni di Radio Cusano Campus.

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"Dopo 6 mesi di sperimentazione si sono evidenziati dei limiti di questo sistema, bisognerebbe effettuare un tagliando”, ha spiegato Cartabellotta, nel corso dell’intervista radiofonica. “Oggi non considerare le persone fragili vaccinate è un errore, perché dove più fragili sono vaccinati ci si può permettere qualche riapertura in più”, ha sottolineato. “Noi oggi sappiamo che il colore rosso funziona sempre, l'arancione presenta un'efficacia minore e non perfettamente costante, il giallo non determina nessun impatto sulla riduzione dei contagi, soprattutto da quando c'è la variante inglese”, ha poi continuato il numero uno di Fondazione Gimbe. “Tornando quasi tutta Italia in giallo, è evidente che ci sarà una risalita dei casi, dipenderà dal comportamento dei cittadini quanto rilevante sarà questa salita. I controlli servono, però questo è il momento di una grande alleanza tra politica, cittadini e servizi sanitari", ha riferito ancora.

 Il coprifuoco alle 23

Una proposta utile, sempre secondo Cartabellotta, sarebbe stata quella di allungare il coprifuoco fino alle 23. "Credo ci sia stata molta fantasia interpretativa. Quando si è insediato il governo Draghi, si diceva che si sarebbe sentita una sola voce, invece ieri ne abbiamo sentite diverse che ci hanno disorientato. Il coprifuoco è alle 22, secondo me sarebbe stato più coerente con le nuove norme prolungarlo fino alle 23, ovviamente con adeguato potenziamento dei controlli”, ha aggiunto l’esperto. “Questo non è stato fatto, non penso però che debba essere oggetto di interpretazioni, come è sembrato dalle parole di Gelmini e Sibilia. Fare vedere che ci sono discordanze interpretative e voci non univoche non è un bene", ha quindi concluso.

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