Il coprifuoco serve per ridurre i contagi? Ecco cosa dicono gli studi

Salute e Benessere
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Sicuramente il coprifuoco riduce la mobilità sociale e conseguentemente la diffusione del coronavirus, ma essendo adottato contemporaneamente a tante altre misure anticontagio non è facile capire quanto sia effettivamente efficace. Ecco quanto emerso dalle ricerche di settore condotte in diversi Paesi del mondo

In Italia, come stabilito dal nuovo decreto legge, almeno per le prossime settimane, il coprifuoco resta alle 22.
Ma dal punto di vista scientifico le chiusure notturne servono a ridurre i contagi da Covid-19? Sicuramente il coprifuoco riduce la mobilità sociale e conseguentemente la diffusione del coronavirus, ma essendo adottato contemporaneamente a tante altre misure anticontagio non è facile capire quanto sia effettivamente efficace. Al momento, infatti, nonostante dall'inizio della pandemia diversi studi abbiano cercato di valutare l'impatto del coprifuoco sull'andamento del contagio, non esiste una risposta chiara.

I risultati degli studi

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Sono diversi gli studi che hanno dimostrato un effetto positivo del coprifuoco, ma ce ne sono altrettanti dai quali sono emersi effetti contraddittori. Tra i primi, una ricerca britannica, non ancora sottoposta a peer review, ha concluso che le chiusure notturne hanno un effetto "moderato ma statisticamente significativo". Nello specifico, analizzando i dati del contagio di diverse aree di sette Paesi europei, i ricercatori hanno dimostrato che il coprifuoco avrebbe un effetto molto simile all’uso delle mascherine nei luoghi pubblici, in quanto sarebbe in grado di ridurre l’indice di riproduzione Rt del 13%.
Secondo delle simulazioni condotte dai ricercatori dell’Università di Deft nei Paesi Bassi, invece, l'efficacia del coprifuoco sarebbe più lenta rispetto al lockdown. "Il coprifuoco notturno aiuta a evitare che il numero di infezioni salga alle stelle e può quindi contribuire a limitare il sovraccarico degli ospedali ma a differenza di un lockdown completo ha bisogno di un periodo più lungo per essere efficace e da solo non basta, andrebbe adottato insieme ad altre misure restrittive. Dopo tre settimane, ad esempio, il blocco potrebbe essere allentato, ma il coprifuoco dovrebbe rimanere in vigore per poter mantenere più a lungo l’effetto positivo delle severe restrizioni", ha spiegato uno dei ricercatori, Amineh Ghorbani.

Effetto paradossale

Tra gli studi dai quali sono emersi effetti "paradossali", una ricerca condotta a Wuhan all'inizio dell'epidemia e pubblicata su Science a gennaio ha evidenziato come il coprifuoco e il lockdown abbiano ridotto la trasmissione all’interno della comunità ma  aumentato il rischio delle infezioni in famiglia. Invece, da uno studio francese, che ha analizzato l'andamento del contagio a Tolosa a gennaio (mese in cui il coprifuoco è stato anticipato dalle 20 alle 18) è emerso che la chiusura anticipata avrebbe accelerato la circolazione del coronavirus. Mentre il coprifuoco  alle 20 avrebbe ridotto la circolazione del virus del 38%. Il team di ricerca ipotizza che anticipare il coprifuoco abbia causato assembramenti nei supermercati, provocando un effetto contrario a quello sperato.

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