Covid, Cartabellotta a Sky TG24: virus non circola alla stessa maniera in tutte le Regioni

Salute e Benessere

Lo ha dichiarato, in un intervento a "Timeline", su Sky TG24, il presidente della Fondazione Gimbe. Sui vaccini "ci sono tre ordini di problemi: le forniture, la rapidità di somministrazione e le categorie a cui sono state somministrate le dosi", ha aggiunto

“Il virus non sta circolando alla stessa maniera in tutte le Regioni, il dato nazionale non restituisce un quadro omogeneo come è avvenuto in altri momenti della pandemia". Lo ha dichiarato, in un intervento a "Timeline", su Sky TG24, Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe, commentando gli ultimi numeri dell'emergenza sanitaria legata alla diffusione del coronavirus in Italia (LE ULTIME NOTIZIE IN DIRETTA).
A preoccupare, ha spiegato il presidente della Fondazione Gimbe, è l'occupazione dei posti letto in terapia intensiva. "Le terapie intensive hanno superato ieri sera la soglia del 30% di occupazione, però bisogna tenere conto che ci sono Regioni che arrivano al 67% come il Molise o al 57% come l’Umbria e regioni come valle d’Aosta o Sardegna che sono al 10-12%. Parlare di misure nazionali generalizzate è un capitolo delle misure restrittive, poi è evidente che nelle diverse Regioni il virus circola in maniera diversa e ha un impatto sul sistema sanitario diverso”, ha precisato Cartabellotta.

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Commentando l'andamento della campagna vaccinale nazionale anti-Covid, il presidente della Fondazione Gimbe: "Sui vaccini ci sono tre ordini di problemi: le forniture, la rapidità di somministrazione e le categorie a cui sono state somministrate le dosi". Cartabellotta ha poi precisato che "secondo il piano vaccinale, nel primo trimestre dovremmo ricevere 15 milioni e 700mila dosi". "Siamo al 10 marzo e formalmente ne risultano consegnate poco meno del 50%. Se le aziende non dovessero incorrere in penali, che scatterebbero alla fine del trimestre, significa che in tre settimane dovremmo ricevere circa 8 milioni di dosi di vaccino. Mi chiedo come faremo a somministrarle”, ha aggiunto, sottolineando che di quelle ricevute
"ne sono state somministrate circa l’80%, ma in percentuali variabili".
Parlando nel dettaglio della somministrazione dei vaccini attualmente autorizzati, il presidente della Fondazione Gimbe ha dichiarato: "Se per Pfizer c’è un parallelismo tra consegne e somministrazioni, per Moderna c’è un po’ meno e c’è molto poco per AstraZeneca". "Con Pfizer e Moderna si è vaccinato prevalentemente personale sanitario e Rsa, la vaccinazione era logisticamente più semplice da organizzare. Con AstraZeneca ci spostiamo sul territorio e quindi il modello organizzativo regionale, la presenza di un’anagrafe vaccinale, il sistema a chiamata piuttosto che su prenotazione, le risorse umane disponibili stanno creando delle differenze regionali. Poi c’è il problema delle categorie che vengono vaccinate, non abbiamo ad oggi percentuali omogenee di ultraottantenni vaccinati nelle varie regioni, i meccanismi e le priorità regionali stanno funzionando in maniera differenziata”, ha precisato Cartabellotta.

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