Primo caso di influenza stagionale, in leggero anticipo, su un bimbo di 9 mesi

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Identificato a Parma il ceppo di tipo A, sottotipo H3N2, un virus "non nuovo, rispetto al quale una gran parte della popolazione adulta ha già sviluppato gli anticorpi", ha spiegato Adriana Calderaro, che dirige la Scuola di Specializzazione in Microbiologia e Virologia del Dipartimento di Medicina e Chirurgia dell’Università di Parma. Per questo motivo gli esperti non si aspettano grandi numeri nella popolazione adulta e definiscono la situazione, al momento, “non allarmante”

In leggero anticipo rispetto agli anni scorsi, è stato identificato il primo caso di influenza stagionale, che segna l'avvio della stagione influenzale 2020 – 2021 in Italia. L'isolamento è avvenuto a Parma, il 26 settembre, grazie al lavoro delle professoresse Flora De Conto e Maria Cristina Arcangeletti, nei laboratori di Virologia Molecolare e Virologia Isolamento agenti virali dell’Unità di Virologia, diretta dalla professoressa Adriana Calderaro, che dirige la Scuola di Specializzazione in Microbiologia e Virologia del Dipartimento di Medicina e Chirurgia dell’Università di Parma. Il caso riguarda un bambino di 9 mesi e l'isolamento ha evidenziato un virus influenzale del ceppo A, sottotipo H3N2.

Un virus non nuovo

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Si tratta di un virus "non nuovo, rispetto al quale una gran parte della popolazione adulta ha dunque già sviluppato gli anticorpi", ha spiegato Calderaro in un’intervista concessa all’agenzia Ansa. Proprio per questo motivo, ha sottolineato l’esperta, "non ci attendiamo grandi numeri nella popolazione adulta". La situazione, ha poi aggiunto, "lascia ben sperare sul fatto che si possano venire a determinare meno sovrapposizioni con la sintomatologia da Covid". In particolare, ha sottolineato ancora la virologa, il virus individuato nel piccolo è già circolato negli anni scorsi, nello specifico negli ultimi 4 anni. “Molta della popolazione adulta ha già incontrato questo virus", dato che fa ritenere che non dovrebbero verificarsi grandi numeri in termini di casi con la speranza che si possa venire a determinare, di conseguenza, una minore sovrapposizione tra casi di influenza stagionale e casi con sintomatologia analoga ma da Covid-19. Al momento, ha detto Calderaro, "la situazione non è allarmante". Non lo stesso si può dire per la fascia d’età dei bambini: "È presumibile che molti non siano entrati in contatto con questo virus influenzale, data l'età, e dunque siano più suscettibili". Il ceppo in questione, comunque, è "ricompreso nella formulazione del vaccino antinfluenzale di quest'anno".

L’anticipo non preoccupa

Il leggero anticipo con cui quest'anno è stato isolato il primo caso di influenza stagionale, però, non preoccupa. "Tale anticipo non è particolarmente indicativo, nè indica una maggiore virulenza del virus”, ha chiarito l’esperta. “I virus influenzali, in realtà, circolano tutto l'anno, continuamente e indipendentemente dalle stagioni, ma la comparsa di casi influenzali dipende da vari fattori". Tra questi, ha sottolineato, "la numerosità dei soggetti ricettivi nella popolazione e le condizioni meteo che, con l'arrivo del freddo, favoriscono la permanenza in luoghi chiusi e più affollati". Segnalato il caso di Parma, per i medici restano valide le indicazioni già emanate dal Ministero della Salute con la circolare relativa alla stagione influenzale 2020-21, in cui si raccomanda vivamente la vaccinazione antinfluenzale per le fasce fragili della popolazione, come anziani e malati cronici, e la si estende anche ai bambini da 6 mesi a 6 anni ed ai soggetti a partire dai 60 anni di età.

Un caso “ancora sporadico”

Secondo Fabrizio Pregliasco, virologo dell’Università di Milano, quello isolato nel bimbo a Parma "è il primo caso di influenza stagionale ma si tratta di un caso ancora sporadico e l'epidemia vera e propria di influenza stagionale si avrà più avanti", ha detto all’Ansa, sottolineando come nella stagione compariranno anche altri virus influenzali ma "simili a quelli circolati nelle stagioni precedenti e ricompresi nel vaccino”, fattore che spiega il minor numero di casi pronosticati dagli esperti. Si tratta, secondo Pregliasco, di un primo caso “sicuramente indicativo per l'avvio della stagione influenzale, ma ci vorranno ancora settimane per l'effettiva epidemia influenzale che raggiungerà il culmine con l'arrivo delle temperature più rigide". Nessun allarmismo, dunque, “considerando che in questo primo periodo vedremo anche molte forme simil-influenzali", ha detto il virologo. Il virus isolato A-H3N2, ha confermato, "è ricompreso nel vaccino antinfluenzale di quest'anno, quindi vaccinarsi è sicuramente utile". Cosa aspettarsi adesso? "Questo non sarà l'unico virus influenzale che circolerà e ci sarà una quota di A-H1N1 e di virus di ceppo B. Sono virus già circolati negli anni scorsi e quest'anno ricompresi nel vaccino in forme leggermente variate", ha spiegato Pregliasco.

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