Scuola, gli scienziati: “Urgenti i tamponi su vasta scala”

Salute e Benessere

E’ l’appello lanciato in un documento di “Lettera150”, think tank composto da circa 150 professionisti e accademici di diverse discipline, nato sull'onda dell'emergenza legata alla diffusione del Covid-19

"La ripresa delle attività scolastiche e l'avvicinarsi dell'autunno rendono urgente organizzare la macchina pubblica per procedere con tamponi su vasta scala così da individuare subito gli infetti, isolare i focolai sul nascere ed evitare il riesplodere dell'epidemia". Queste le considerazioni emerse in un documento di “Lettera150”, think tank composto da circa 150 professionisti e accademici di diverse discipline, creatosi sull'onda dell'emergenza legata alla diffusione del Covid-19.

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Scuola - Agenzia Fotogramma

Il progetto di Crisanti

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Secondo gli scienziati, così come sostenuto dal virologo Andrea Crisanti, potrebbe essere necessario in questa fase processare fino a 400 mila tamponi ogni giorno. Proprio il microbiologo, l’esperto che aveva ideato lo screening di massa realizzato dalla Regione Veneto, aveva messo a punto un Piano nazionale di sorveglianza, emerso all’attenzione dell’opinione pubblica nonostante fosse ancora da perfezionare. Si tratta di un progetto che prevede la quadruplicazione dei tamponi con una spesa iniziale di 40 milioni di euro, più un milione e mezzo al giorno per la gestione. Inviato poi al Ministero della salute e al Comitato tecnico scientifico che dovranno valutarlo, il progetto ha l’obiettivo di voler “aumentare in modo esponenziale i test” per scovare i positivi al coronavirus, come confermato da Crisanti stesso alcuni giorni fa. “Quadruplicare il numero attuale di tamponi per affrontare con più sicurezza la riapertura delle scuole e la ripresa di tutte le attività lavorative": questa l’idea del virologo.

Le parole di Azzolina e Conte

Intanto ha parlato, intervenendo alla Camera, la ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina. “Faccio un appello a tutti: teniamo fuori la scuola dalle dispute elettorali. È da irresponsabili strumentalizzare l'educazione delle nostre ragazze e dei nostri ragazzi, per un pugno di voti. Restiamo sul terreno della dialettica politica", ha detto. "Con la ripresa delle attività scolastiche emergerà, altresì, una verità: il Governo ha fatto quello che era suo dovere fare in un costante equilibrio tra diritto all'istruzione e diritto alla salute, il Parlamento ha approvato leggi che hanno consentito di intervenire puntualmente nella gestione dell'emergenza e nella programmazione del nuovo anno scolastico", ha poi aggiunto. "Non è con il 14 di settembre che si esaurisce il nostro impegno, anzi. Abbiamo di fronte la sfida delle risorse europee. Il settore dell'Istruzione merita attenzione e strategie che guardino ai prossimi dieci anni e non solo all'immediata contingenza. La scuola, dunque, riparte. È il frutto di una lunga estate di lavoro", ha concluso la Azzolina. "Da padre ancor prima che da Presidente del Consiglio comprendo le preoccupazioni dei genitori ma posso garantire che il Governo sta lavorando alacremente affinché il rientro a scuola avvenga in piena sicurezza. Non c'è alcun motivo per essere pessimisti, perché per la scuola abbiamo fatto in pochi mesi ciò che in decenni non è stato fatto, stanziando da gennaio a oggi 7 miliardi di euro, di cui 2,9 solo per la ripartenza", ha invece affermato il premier Giuseppe Conte, in un'intervista al Foglio.it .

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