Coronavirus, quasi 30mila operatori sanitari contagiati in Italia

Salute e Benessere

La metà di questi sono infermieri e ostetriche e rappresentano il 12,3% dei casi totali. Solo nel periodo che va dal 4 maggio al 30 giugno, invece, sono stati rilevati 7.596 casi

Sono 29.476 (il 12,3% dei casi totali) gli operatori sanitari che, in Italia, sono stati contagiati dal coronavirus dall’inizio della pandemia e, di questi, quasi 7.600 solo negli ultimi due mesi. A sottolinearlo è il consueto report sull’andamento del Covid-19 nel nostro Paese, condotto dagli specialisti di Gimbe, fondazione senza fini di lucro che si propone “di favorire la diffusione e l’applicazione delle migliori evidenze scientifiche con attività indipendenti di ricerca, formazione e informazione scientifica, al fine di migliorare la salute delle persone e di contribuire alla sostenibilità di un servizio sanitario pubblico, equo e universalistico”, come si legge sul proprio sito.

Infermieri ed ostetriche

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La maggior parte degli operatori sanitari contagiati dal nuovo coronavirus in Italia, si legge nel report basato su rielaborazioni dei dati dell'Istituto Superiore di Sanità (Iss) e della Protezione Civile, sono infermieri e ostetriche, i quali rappresentano circa la metà del totale. Solo nei mesi di maggio e giugno, come detto, ne sono stati identificati ben 7.596, nel periodo che va tra il 4 maggio ed il 30 giugno, ovvero il 26,5% del totale. Ma cosa significano questi numeri? A spiegarlo è direttamente Nino Cartabellotta, presidente di Fondazione Gimbe, secondo cui " o non siamo ancora in grado di garantire agli operatori sanitari il massimo livello di protezione con dispositivi e protocolli di sicurezza oppure ancora che in questa categoria è stata condotta una massiccia attività di testing che ha permesso di identificare un numero più elevato di positivi".

Un tema trascurato

Il dato emerge comunque all’interno di un contesto di generale stabilità del quadro epidemiologico nazionale, ma la volontà del report e di Fondazione Gimbe è stata quella di approfondire “un tema trascurato negli ultimi tempi, ovvero il contagio degli operatori sanitari che durante questi mesi hanno pagato un prezzo molto alto condizionando anche l’evoluzione dell’epidemia. Infatti, oltre alla riduzione della forza lavoro, gli operatori sanitari contagiati sono divenuti inconsapevoli veicoli di infezione, in particolare dei pazienti più fragili”, ha spiegato ancora Cartabellotta.

Il dettaglio dei risultati

Entrando nel dettaglio dei risultati emersi dal monitoraggio, si legge che al 30 giugno risultano contagiati 29.476 operatori sanitari, il 12,3% dei 240.578 contagi totali nazionali. Al 23 giugno risultano 87 operatori sanitari deceduti per Covid-19, per un tasso di letalità dello 0,3%. “Stride la discrepanza con il numero dei 171 medici deceduti resi noti dalla Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici e Odontoiatri”, precisa Gimbe. Al 28 aprile su 20.593 operatori sanitari contagiati il 47,4% sono infermieri e ostetrici, il 22% medici prevalentemente ospedalieri, il 14,6% operatori sociosanitari e il 16% altre professioni sanitarie. Al 16 aprile quasi il 90% degli 11.738 contagiati si concentra tra setting ospedaliero (70,9%) e territoriale (18,5%), mentre il restante 10,6% si divide tra case di riposo, residenze per anziani e altri setting di assistenza residenziale o ambulatoriale. Al 2 aprile quasi l’81% degli operatori sanitari contagiati si concentravano in tre Regioni: Lombardia (61,6%), Emilia-Romagna (10,8%) e Veneto (8,4%).

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