Sondaggio, 71% degli italiani non si sente sicuro. Legittima difesa, 57% vuole più tutele
Secondo l’ultima rilevazione di Youtrend per Sky TG24, quasi 3 intervistati su 4 non si sentono al sicuro, e sul tema sicurezza i giudizi positivi sull’operato del Governo si fermano al 22%. Guardando alle intenzioni di voto, Fratelli d’Italia resta primo partito ma scende al 26,4%, mentre il Pd è sostanzialmente stabile al 21,9%. Futuro Nazionale sale al 7,6% e si porta a soli tre decimi da Forza Italia (7,9%)
LEGITTIMA DIFESA
- All’indomani della condanna definitiva di Mario Roggero, il 57% degli italiani ritiene che la legge sulla legittima difesa dovrebbe cambiare per aumentare i casi in cui si applica. Solo il 10% vorrebbe limitarli e il 20% giudica adeguata la legge attuale (13% non si esprime). È quanto emerge dall’ultimo sondaggio di YouTrend per Sky TG24.
IL PARERE DEGLI ELETTORI SULLA LEGITTIMA DIFESA
- La richiesta di ampliare la legittima difesa è quasi unanime tra gli elettori di Futuro Nazionale (98%) e maggioritaria tra quelli di FdI (83%) e di FI, Lega e Noi Moderati (77%), ma raggiunge il 50% anche tra gli elettori M5S e il 40% tra quelli PD. All’opposto, tra gli elettori AVS e quelli dell’area centrista rispettivamente il 66% e il 55% giudicano la legge adeguata. Nel complesso, l’81% degli elettori di centrodestra amplierebbe la legittima difesa mentre il 37% di quelli del Campo Largo non la modificherebbe.
LA PERCEZIONE DELLA SICUREZZA
- Sempre in tema di sicurezza, solo il 25% degli italiani si sente molto o abbastanza al sicuro rispetto all’eventualità di subire un crimine come un furto o un’aggressione, mentre il 71% si sente poco (40%) o per nulla (31%) al sicuro. Il dato è in calo importante dal 2025, quando la percezione di sicurezza arrivava al 30% contro un 65% di insicurezza.
DONNE E UOMINI
- Il senso di insicurezza è più marcato tra le donne (77%, contro il 64% degli uomini) e nella fascia 35-49 anni (74%).
GLI ELETTORI E LA SICUREZZA
- Il sentirsi non al sicuro è trasversale agli elettorati: riguarda il 71% degli elettori del Campo Largo ma anche il 67% degli elettori di centrodestra e il 73% di quelli di Futuro Nazionale.
INTENZIONI DI VOTO
- Guardando alle intenzioni di voto, Fratelli d’Italia resta primo partito ma scende al 26,4% (-0,5 rispetto al 2 luglio). Il Partito Democratico è sostanzialmente stabile al 21,9% (-0,1) e riduce il distacco a 4,5 punti. Il Movimento 5 Stelle arretra all’11,5% (-0,5). Il dato più rilevante della rilevazione è la crescita di Futuro Nazionale, che sale al 7,6% (+1,2) e si porta a soli tre decimi da Forza Italia (7,9%, +0,3), consolidandosi come quinta forza nazionale a ridosso della quarta.
INTENZIONI DI VOTO/2
- Alleanza Verdi-Sinistra sale al 6,8% (+0,2), mentre la Lega scende al 4,9% (-0,5), ormai staccata di quasi tre punti dal partito di Vannacci. Nell’area centrista Azione sale al 3,7% (+0,3), Italia Viva scende al 2,1% (-0,4) e +Europa sale all’1,9% (+0,6).
INTENZIONI DI VOTO/3
- Infine, Noi Moderati è stabile allo 0,8% (=), mentre gli Astenuti/Indecisi si attestano al 38% (+4,5) con l’arretramento diffuso dei partiti maggiori che si scarica soprattutto sul non voto.
FUTURO NAZIONALE NELLA COALIZIONE DI CENTRODESTRA?
- Tra gli elettori di centrodestra e di Futuro Nazionale, i favorevoli all’ingresso del partito di Vannacci nella coalizione (46%) superano di poco i contrari (39%), con un 15% di indecisi.
NEL CENTRODESTRA
- Ma il quadro interno è molto differenziato: i favorevoli sono maggioranza tra gli elettori FdI (53%) e tra quelli dello stesso Futuro Nazionale (61%), mentre tra gli elettori di FI, Lega e Noi Moderati prevalgono nettamente i contrari (48%, contro il 26% di favorevoli; basi campionarie ridotte per tutti i sottogruppi).
CONFERMA DEL VOTO
- In grafica, la situazione sulla conferma del voto se Fn fosse nella coalizione di centrodestra.
GIUDIZIO SULL’OPERATO DEL GOVERNO
- Il giudizio sull’esecutivo guidato da Giorgia Meloni resta stabile nei positivi (35%, =), mentre i negativi salgono al 58% (+3) a scapito degli indecisi (7%, -3).
GIUDIZIO SULL’OPERATO DEL GOVERNO/2
- Nel centrodestra si conferma un consenso a più velocità: all’apprezzamento pressoché unanime degli elettori FdI si affianca quello più tiepido degli elettori di FI, Lega e Noi Moderati (65% positivo, con un 11% di indecisi) e quello ancora più freddo, ma in recupero, degli elettori di Futuro Nazionale (61% positivo, 39% negativo, contro il 50%-50% del 2 luglio; base campionaria ridotta). Nel complesso, il giudizio è positivo per l’88% degli elettori del centrodestra e negativo per il 92% di quelli del Campo Largo.
GOVERNO E SICUREZZA
- Sul lavoro fatto dal Governo specificamente in tema di sicurezza, i giudizi positivi si fermano al 22% (di cui solo il 3% “molto positivo”) contro il 65% di negativi e il 13% di indecisi: un saldo di ben -43 punti, molto più ampio di quello sul giudizio complessivo (-23).
GIUDIZIO DEGLI ELETTORI SULLA SICUREZZA
- La severità del giudizio intacca lo stesso elettorato di governo: tra gli elettori FdI i positivi scendono al 71% (contro il 99% del giudizio generale), mentre tra quelli di FI, Lega e Noi Moderati prevalgono addirittura i giudizi negativi (54%, contro il 35% di positivi; base campionaria ridotta). Anche fra gli elettori di Futuro Nazionale i negativi sono maggioranza (52%). Nel Campo Largo la bocciatura è quasi unanime.
IL GIUDIZIO SULLA LEGGE ELETTORALE
- Sulla proposta di riforma elettorale del centrodestra - proporzionale con liste bloccate e premio di maggioranza al 42% - prevalgono i giudizi negativi (37%) sui positivi (25%), ma il dato più eloquente è la quota di “non so” che raggiunge il 38%: più di un italiano su tre non ha un’opinione sulla riforma in discussione.
IL GIUDIZIO SULLE PREFERENZE
- Al di là della riforma in discussione, il voto di preferenza in sé raccoglie un consenso ampio e trasversale: il 62% è favorevole (26% “molto”) contro appena il 12% di contrari.
NOTA METODOLOGICA
- Sondaggio svolto con metodologia CAWI tra il 21 e il 22 luglio 2026 su un campione di 810 intervistati rappresentativi della popolazione maggiorenne residente in Italia, indagati per quote di genere ed età incrociate, stratificate per titolo di studio e ripartizione ISTAT di residenza. Il margine d’errore è del +/- 3,4% con un intervallo di confidenza del 95%.