“L’Iran non può avere un’arma nucleare e non l’avrà”, ha ribadito il presidente Usa. “Non cerchiamo una proroga del memorandum d’intesa che scade oggi”, ha aggiunto. L’Iran, intanto, avverte: “La diplomazia non è infinita”. Ed è braccio di ferro su Hormuz. Il tycoon ha minacciato l'Oman: “Se si mette di mezzo, lo bombarderemo senza pietà”. Sul fronte di Gaza, Trump ha chiesto a Israele di fermare gli attacchi. Netanyahu: “Senza disarmo di Hamas non ci sarà nessuna ricostruzione di Gaza”
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Gli iraniani "vogliono raggiungere un accordo, ma non raggiungeranno il tipo di accordo che ritengo necessario". Lo ha dichiarato Trump parlando con i giornalisti alla Casa Bianca, per poi sottolineare: “Non cerchiamo una proroga del memorandum d’intesa che scade oggi”. “L’Iran non può avere un’arma nucleare e non l’avrà”, ha ribadito il presidente Usa, che ha anche dichiarato di non avere fretta di porre fine alla guerra con Teheran. Il dialogo tra gli Usa e diversi settori del governo iraniano è "probabilmente più intenso di quanto sia mai stato", ma le parti non sono ancora vicine a un accordo, ha affermato l'inviato speciale americano Jared Kushner in un'intervista a Fox News. L’Iran, intanto, ha avvertito: “La diplomazia non è infinita”. Ed è braccio di ferro su Hormuz. Il tycoon ha minacciato l'Oman che tratta un'intesa con Teheran su Hormuz: “Se si mette di mezzo, lo bombarderemo senza pietà”. La tregua e il memorandum d'intesa tra Iran e Stati Uniti "non sono morti", ma si trovano "in coma" e possono ancora essere rilanciati, ha dichiarato Abbas Baqerpour, direttore generale per gli Affari legali del ministero degli Esteri iraniano.
Sul fronte di Gaza, Trump ha chiesto ad Israele di fermare gli attacchi. "Sarebbe meglio se gli israeliani non attaccassero Gaza", ha dichiarato il presidente americano in un'intervista a Fox news assicurando che "Hamas ha accettato di deporre le armi". A Gerusalemme, intanto, il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha incontrato l’inviato americano Jared Kushner e il Board of Peace per discutere del futuro della Striscia. Netanyahu ha ribadito che Israele non ritirerà le proprie truppe da Gaza fino al completamento del processo di disarmo di Hamas. Secondo un funzionario israeliano citato dall’Afp, i due avrebbero inoltre concordato che un generale statunitense supervisionerà il disarmo del gruppo. Kushner ha invitato Israele a “non creare ostacoli al piano di pace”.
Due droni Hadid-110 lanciati dall'Iran hanno preso di mira l'ufficio del primo ministro della regione del Kurdistan Masrour Barzani e la residenza del capo dell'agenzia di sicurezza nel distretto di Pirmam, nella provincia di Erbil. Non sono state segnalate vittime. Lo riferiscono i media locali. Fars: "Sequestrata petroliera emiratina nello Stretto di Hormuz".
Gli approfondimenti:
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Iran, telefonata Erdogan-Trump: Turchia rilancia la via diplomatica
Il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, ha avuto un colloquio telefonico con il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, durante il quale i due leader hanno discusso dei rapporti bilaterali e degli ultimi sviluppi regionali e internazionali. Lo riferisce la presidenza turca. Nel corso della telefonata, Erdogan ha sottolineato l'importanza di sfruttare la via diplomatica per allentare le tensioni tra Iran e Stati Uniti, auspicando la prosecuzione dei negoziati. Il presidente turco ha ribadito che Ankara continuerà a sostenere gli sforzi per favorire la pace.
Erdogan ha inoltre ricordato l'accordo di difesa comune firmato dalla Turchia insieme a Pakistan e Arabia Saudita, definendolo una dimostrazione della volontà dei tre Paesi di contribuire al rafforzamento della stabilità e della sicurezza nella regione. Sul fronte di Gaza, il presidente turco ha sottolineato che, proprio mentre si punta ad avviare la seconda fase del processo di pace, sono aumentate le azioni del governo israeliano contro i palestinesi. Erdogan ha ribadito che la Turchia continuerà a sostenere gli sforzi per una pace duratura nella regione e le iniziative per la ricostruzione di Gaza.
Ucraina e Iran, rischia di nascere un unico grande fronte di guerra?
L'attacco attribuito a Kiev contro una nave iraniana nel Mar Caspio potrebbe rappresentare un punto di svolta nei rapporti tra i conflitti in Est Europa e in Medioriente. Una saldatura dei due fronti avrebbe conseguenze militari, energetiche e politiche e il Vecchio Continente rischierebbe di pagarne il prezzo più alto.
Ucraina e Iran, rischia di nascere un unico grande fronte di guerra?
Vai al contenutoIsraele, chiuse primarie Likud: affluenza cala al 53%
Si sono concluse le votazioni alle primarie del Likud, il partito del premier israeliano Benjamin Netanyahu, con un'affluenza pari al 53,5%, in calo rispetto al 58% registrato nelle primarie del 2022, come registrano diversi media israeliani. I sondaggi più recenti prevedono che il partito otterrà circa 22 seggi su 120 alla Knesset: come sottolinea Haaretz, anche se il partito dovesse superare la soglia dei 30 seggi alle elezioni, solo circa 17 dei suoi attuali 40 parlamentari dovrebbero assicurarsi un seggio.
Il Times of Israel dà conto di rapporti secondo cui un grande numero di cittadini ultraortodossi, tipicamente vicini ai partiti più a destra del Likud e al centro, avrebbero partecipato "in massa" alle primarie. Il tema della loro esclusione alla leva militare obbligatoria, che il Likud e le forze ultraconservatrici hanno lavorato per conservare, sarà al centro delle elezioni di fine ottobre.
Trump: 'Lincoln in condizioni eccellenti'. E attacca la reporter Cnn, 'stai zitta'
Nuovo attacco di Donald Trump ad una giornalista. Questa volta si tratta di una reporter della Cnn che il presidente ha accusato di essere "rumorosa" e di produrre "fake news" intimandole di "stare zitta". La rabbia del tycoon è scattata per una domanda sulla Lincoln, la portaerei da nove mesi in missione finita nel mirino dopo l'allarme lanciato dai familiari dei marinai. "E' tenuta in condizioni eccellenti", ha replicato Trump.
Schumer: "Memorandum di Trump è un fallimento assoluto"
Il leader dei democratici al Senato americano, Chuck Schumer, ha definito il memorandum d'intesa tra Stati Uniti e Iran, scaduto oggi, "uno dei più grandi fiaschi" della politica estera americana. "Il memorandum dei malintesi di Trump con l'Iran è stato un fallimento assoluto e un completo fiasco, che non ha prodotto alcun progresso verso gli obiettivi dichiarati, ma ha danneggiato gli americani con il prezzo della benzina schizzato oltre i 4 dollari al gallone", ha scritto il senatore di New York sul suo account X. Schumer ha aggiunto di ritenere necessario porre immediatamente fine alla guerra attraverso "una diplomazia seria". Le dichiarazioni arrivano nello stesso giorno in cui scade il termine di 60 giorni fissato il 17 giugno tra Teheran e Washington con l'obiettivo di porre fine alle ostilità, senza che sia stato raggiunto nessuno degli obiettivi indicati. La scadenza del memorandum è soprattutto simbolica, dal momento che sia la Repubblica islamica sia gli Stati Uniti lo avevano considerato nullo già da settimane. Da allora si sono verificati nuovi scontri militari e nuovi blocchi nello Stretto di Hormuz, con ripercussioni sul prezzo del petrolio.
Sondaggio Israele : opposizione conquisterebbe Knesset con nuovo partito di Winter
Il blocco dei partiti contrari a Benjamin Netanyahu potrebbe conquistare la maggioranza alla Knesset nelle elezioni del 27 ottobre, arrivando a 63 seggi, se l'ex generale Ofer Winter dovesse presentarsi con un nuovo partito di destra e schierarsi con l'opposizione. È quanto emerge da un sondaggio di Channel 12. Senza il partito di Winter, il blocco anti-Netanyahu otterrebbe 60 dei 120 seggi della Knesset, uno in meno della maggioranza, mentre le formazioni a sostegno del primo ministro arriverebbero a 50 seggi e i partiti arabi ai restanti 10.
Secondo la rilevazione, il partito Yashar guidato da Gadi Eisenkot sarebbe la prima forza con 24 seggi, seguito dal Likud di Netanyahu con 22. B'Yachad, guidato dall'ex premier Naftali Bennett, otterrebbe 15 seggi, i Democratici 11 e Yisrael Beytenu 10. Tra le forze della maggioranza, invece, Ebraismo della Torah Unita e Otzma Yehudit avrebbero otto seggi ciascuno, Shas sette e Sionismo Religioso cinque. I partiti arabi Hadash-Ta'al e Ra'am otterrebbero cinque seggi ciascuno.
Winter, ex generale dell'esercito israeliano, potrebbe ottenere cinque seggi con una nuova formazione e portare così il blocco anti-Netanyahu a quota 63. Secondo Channel 12, il nuovo partito attirerebbe soprattutto elettori di Sionismo Religioso, formazione di estrema destra schierata con Netanyahu.
Israele, Likud sceglie candidati .Netanyahu blinda fedelissimi
Gli iscritti al Likud hanno votato oggi per scegliere i candidati del partito alle elezioni del 27 ottobre, serrando i ranghi attorno al premier Benjamin Netanyahu mentre i sondaggi indicano per la formazione di destra il rischio di un netto arretramento. Dopo quattro anni segnati dalle polemiche sulla riforma giudiziaria, dall'attacco di Hamas del 7 ottobre 2023 e dalla successiva guerra su più fronti, diversi parlamentari uscenti rischiano di perdere il proprio seggio. I sondaggi attribuiscono al Likud tra 22 e 25 deputati, contro i 32 dell'attuale legislatura. Al Palazzo dei congressi di Gerusalemme, centinaia di iscritti hanno indicato manualmente 12 nomi tra i 124 candidati alle primarie. Il partito conta complessivamente 140 mila aderenti. Netanyahu ha tuttavia riservato in anticipo una decina di posti nella lista elettorale a personalità di sua scelta, una decisione destinata a garantirgli la presenza di fedelissimi ma che ha suscitato critiche interne. "Questa non è democrazia. Hanno distrutto il Likud", ha denunciato Avi, un militante trentenne del partito fin dall'adolescenza, che si è detto incerto sul proprio voto alle elezioni di ottobre. Il deputato uscente Amit Halevy ha invece difeso il sistema, pur ammettendo che avrebbe preferito "meno posti riservati": "Alla fine, la grande maggioranza sarà scelta attraverso le primarie, ed è questo che conta". Netanyahu, nonostante le critiche nel Paese, conserva una forte popolarità tra gli iscritti del Likud. Tra i candidati alle primarie figurano diversi ministri e personalità del partito, oltre a numerosi volti meno conosciuti. Alla chiusura dei seggi l'affluenza a livello nazionale è stata del 53% degli iscritti, dieci punti in più rispetto alle precedenti primarie del 2022. I primi risultati sono attesi domani mattina.
Trump: "La pista per i droni proteggerà tutta Washington"
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha difeso la costruzione della "ballroom", la sala da ballo alla Casa Bianca, spiegando che la pista per i droni, che è stata aggiunta al progetto iniziale, "proteggerà tutta Washington". Trump continua a sostenere i lavori che sono stati bloccati da una corte federale perché non autorizzati dal Congresso. Il presidente ha fatto ricorso alla Corte Suprema.
Auto, Ft: crisi globale dell'olio motore, prezzi quasi triplicati
La crisi in Medio Oriente sta mettendo sotto pressione anche la filiera degli oli motore. Secondo quanto riporta il Financial Times, case automobilistiche come Volkswagen, Stellantis e Toyota stanno ricorrendo a nuove miscele e a fornitori alternativi per far fronte alla carenza degli oli base Group III, prodotti altamente raffinati fondamentali per la produzione degli oli motore. Dopo aver utilizzato nei primi mesi di guerra le scorte disponibili, le aziende hanno esaurito le riserve di questi oli di alta qualità, di cui Stati Uniti ed Europa si rifornivano in gran parte dal Medio Oriente. Le case automobilistiche hanno quindi trovato forniture alternative, che però restano limitate e vulnerabili a eventuali nuovi shock.
Auto, Ft: crisi globale dell'olio motore, prezzi quasi triplicati
Vai al contenutoWall Street chiude in rosso, pesano petrolio e tensioni M.O.
La Borsa di New York ha chiuso in territorio negativo, con il rialzo dei prezzi del petrolio e dei rendimenti obbligazionari e le nuove preoccupazioni per il Medio Oriente che hanno spinto alla prudenza gli investitori, in una seduta caratterizzata da scambi ridotti. Il Dow Jones ha ceduto lo 0,51%, il Nasdaq ha perso lo 0,32% e l'indice S&P 500 ha registrato un calo dello 0,52%.
Iran, i possibili successori di Motjaba Khamenei a nuova Guida Suprema
Secondo il portale IranWire, l'attuale Guida Suprema verserebbe in gravi condizioni di salute. Il cinquantaseienne figlio di Ali Khamenei, ucciso il 28 febbraio scorso durante la prima ondata di raid israelo-americani, non è mai apparso in pubblico da quando, l'8 marzo, è stato eletto dall'Assemblea degli esperti. Mentre da mesi si rincorrono le voci su un presunto ferimento durante lo stesso attacco che ha ucciso suo padre, in caso di decesso si aprirebbe la seconda battaglia per la successione in pochi mesi.
Iran, i possibili successori di Motjaba Khamenei a nuova Guida Suprema
Vai al contenutoKushner: 'Demilitarizzazione Gaza può iniziare entro 30 giorni'
Il processo di smilitarizzazione della Striscia di Gaza potrebbe iniziare entro 30 giorni, stando a quanto riferito da Jared Kushner nel corso di un'intervista a Fox News, a seguito di quattro ore di colloqui con il premier israeliano Benjamin Netanyahu. "Potremmo vedere progressi in appena 30 giorni", ha detto l'inviato e genere del presidente Usa Donald Trump", sperabilmente iniziando a rimuovere alcune delle armi e anche riempire alcuni dei tunnel nei prossimi 60-90 giorni".
Al centro dei colloqui, avvenuti all'indomani di contatti tra Kushner e la leadership di Hamas, vi è il disarmo della milizia palestinese e le relative preoccupazioni del governo israeliano, che Kushner ha definito "valide". "Siamo stati in grado di affrontarle e di chiarire alcuni dei malintesi e della disinformazione che circolavano in merito", ha detto, sottolineando che gli Usa non avrebbero dato l'avvio al piano di ricostruzione di Gaza "finché non avverrà la smilitarizzazione".
"Inoltre, non limiteremo il diritto di Israele a difendersi in caso di minacce imminenti. E quindi abbiamo dovuto chiarire cosa ciò significhi", ha proseguito l'inviato presidenziale, affermando di ritenere che la situazione sia "vantaggiosa per tutti. Perché se Hamas consegnerà volontariamente le armi e i tunnel nei prossimi 60-90 giorni, ciò significherebbe ovviamente l'eliminazione di un'enorme minaccia alla sicurezza per Israele, un risultato quasi impensabile". E se i miliziani non dovessero rispettare il proprio impegno, "tutti vedranno che non sono sinceri riguardo alla pace, e allora Israele avrà molto più sostegno dagli Stati Uniti e da altri per andare a finire il lavoro nel modo appropriato", ha concluso.
Un americano su due vuole l'arresto di Netanyahu
Il sindaco di New York Zohran Mamdani ha paventato la possibilità di fare arrestare il primo ministro israeliano – sul quale pende un mandato di arresto della Corte Penale Internazionale per crimini di guerra e contro l’umanità – qualora si recasse nella Grande Mela. Il 49% egli statunitensi si dice d’accordo.
Un americano su due vuole l'arresto di Netanyahu
Vai al contenutoIran, Kushner: "Dialogo con Usa aperto ma accordo lontano"
Il dialogo tra gli Stati Uniti e diversi settori del governo iraniano e' "probabilmente piu' intenso di quanto sia mai stato", ma le parti non sono ancora vicine a un accordo. Lo ha affermato l'inviato speciale americano Jared Kushner in un'intervista a Fox News, nel giorno della scadenza del memorandum d'intesa tra Washington e Teheran. "Non posso entrare nei dettagli, ma posso dire che le conversazioni tra il governo degli Stati Uniti e diverse aree del governo iraniano, a tutti i livelli, sono probabilmente piu' intense di quanto siano mai state", ha detto Kushner. "Ci sono stati molti buoni dialoghi, cosa che ritengo molto utile". Kushner ha tuttavia precisato che "non siamo ancora arrivati" a una piena intesa. "Non c'e' molta fiducia tra Stati Uniti e Iran dopo tutti questi anni senza relazioni e dialogo", ha spiegato. "Ma stanno chiaramente interagendo in modo molto intenso e questo e' piuttosto positivo". Secondo Kushner, Trump "sara' molto paziente" e non intende accelerare i tempi per raggiungere un'intesa. "Non vuole affrettarsi a fare un accordo. Fara' l'accordo giusto quando l'accordo giusto sara' pronto. Ma stiamo avendo conversazioni molto positive e attive". L'inviato americano ha spiegato che Trump resta concentrato sulla pressione economica sull'Iran e considera particolarmente importante il blocco. "Se guardate all'economia iraniana, sta molto peggio. Era gia' in cattive condizioni prima della guerra, ora sta molto peggio", ha affermato. Kushner ha ribadito che per Trump il punto centrale resta impedire all'Iran di dotarsi di un'arma nucleare. Se Teheran sara' disposto a concludere l'intesa discussa con Washington e a rinunciare alla capacita' di produrre un'arma nucleare, ha spiegato, Trump e' disponibile a raggiungere "un accordo che potrebbe essere ottimo per il popolo iraniano". "Ma in questo momento non stanno mostrando alcun interesse a fare qualcosa che abbia senso per noi", ha aggiunto. Secondo Kushner, Teheran deve essere disposto a raggiungere "un vero accordo": "Trump vuole fare un accordo equo, che possa essere vantaggioso per entrambe le parti", ma l'Iran deve accettare due condizioni fondamentali: "niente armi nucleari e niente finanziamento del terrorismo nella regione".
Kushner: "Incontro molto cordiale con Hamas, hanno detto le cose giuste"
"Hamas ha detto le cose giuste, ma ovviamente è molto, molto difficile fidarsi di un'organizzazione terroristica che ha commesso queste terribili atrocità". Lo ha detto l'inviato di Donald Trump, Jared Kushner in un intervista a Fox news da Gerusalemme dove si trova per una serie di colloqui. "Abbiamo avuto un incontro molto cordiale e loro hanno detto le cose giuste. Quindi daremo loro l'opportunità di dimostrare il proprio operato, ma tutto dovrà basarsi su azioni e passi concreti. E spero che sia vero", ha aggiunto.
Poco cibo e docce ammuffite: militari allo stremo sulla Uss Lincoln
Docce ammuffite, niente più sapone o dentifricio e pasti troppo scarsi. Le condizioni dei militari americani impegnati sulla portaerei Uss Lincoln sono arrivate allo stremo. Gli oltre 5mila soldati in missione sulla nave impegnata al largo dell’Iran non sono più in condizione di lavarsi, svolgono dei turni estenuanti e ricevono da mangiare solo mezza ciotola di riso e due tortillas a pasto. A denunciare lo stato in cui sono costretti a prestare servizio i marinai statunitensi sono i familiari che hanno raccontato molte testimonianze alla tv Ms Now.
Poco cibo e docce ammuffite: militari allo stremo sulla Uss Lincoln
Vai al contenutoEnergia, petrolio in rialzo sulla scia delle tensioni Usa-Iran
Le tensioni in Medio Oriente spingono al rialzo i prezzi del petrolio nel giorno della scadenza della tregua tra Usa e Iran. Il Brent, riferimento internazionale, viaggia a 90,76 dollari al barile (+2,41%), mentre il Wti, riferimento americano, sale a 83,59 dollari (+2,60%). Protagonista delle tensioni il presidente Usa Donald Trump, dopo le minacce all'Oman e le dichiarazioni sul rendere lo Stretto di Hormuz un territorio Usa.
Libano, Onu: "Attacchi aerei israeliani nella zona sud"
I caschi blu della missione Unifil dell'Onu nel sud del Libano hanno registrato un'"intensa attivita' cinetica nella loro area durante il fine settimana, compresi cinque attacchi aerei israeliani nei pressi di Al Mansuri". Lo ha detto Stephane Dujarric, portavoce del segretario generale dell'Onu, aggiungendo che ci sono stati anche attacchi aerei israeliani a ovest di Al Qantarah e Tallusah, mentre due attacchi con elicotteri sono stati segnalati a nord-ovest di Deir Siriane. Le violazioni dello spazio aereo libanese da parte di Israele vengono denunciate ormai quotidianamente dall'Onu. A giugno tra Libano e Israele e' stato raggiunto un cessate il fuoco.
Axios: Kushner chiede a Netanyahu 'piccoli passi' a Gaza per verificare serietà impegno Hamas
L'amministrazione Trump vuole che Israele compia "piccoli passi" a Gaza per verificare se l'impegno di Hamas ad avviare il disarmo sia reale. E' quanto l'inviato americano Jared Kushner ha chiesto al premier israeliano Benjamin Netanyahu durante il loro colloquio di oltre quattro ore a Gerusalemme, secondo quanto riferito ad Axios da un funzionario americano. Netanyahu avrebbe espresso forte scetticismo sulla volontà di Hamas di deporre le armi, chiedendo a Kushner anche spiegazioni sull'incontro avuto ieri in Egitto con i leader del movimento palestinese. L'inviato ha risposto che era necessario ascoltarli direttamente per capire le loro reali intenzioni. "L'ultima volta che io e Steve Witkoff abbiamo incontrato i leader di Hamas, questo ha portato alla liberazione di tutti gli ostaggi", avrebbe ricordato Kushner.
Il confronto - secondo Axios - avrebbe permesso di chiarire alcuni malintesi e affrontare parte delle preoccupazioni israeliane, portando a un'intesa sul percorso da seguire, pur lasciando aperte divergenze significative. "Abbiamo concordato con Netanyahu una strada da seguire. Gli israeliani daranno una possibilità al piano. Ora spetta ad Hamas dimostrare se intende davvero rispettare gli impegni", ha spiegato un funzionario del Board of Peace. Kushner avrebbe chiarito che Washington non chiede a Israele di rinunciare a intervenire contro minacce imminenti provenienti da Hamas e che, secondo il piano del Board of Peace, la ricostruzione della Striscia potrà iniziare soltanto dopo il completamento della smilitarizzazione. Il processo prevederebbe la consegna delle armi di Hamas al governo tecnocratico palestinese, che le trasferirebbe a una Forza internazionale di stabilizzazione incaricata di distruggerle. Kushner e Netanyahu avrebbero inoltre concordato la creazione di un meccanismo di "deconfliction", con il coinvolgimento dei mediatori egiziani, per verificare eventuali violazioni ed evitare nuove escalation, oltre a due gruppi di lavoro sulla smilitarizzazione e sulla situazione umanitaria. Netanyahu si sarebbe impegnato a migliorare in particolare le condizioni relative all'accesso all'acqua e ai servizi igienico-sanitari. "Le distanze con gli israeliani non sono così grandi. Nessuno di noi si basa sulla fiducia in Hamas", ha affermato il funzionario americano, secondo cui "se vedremo Hamas consegnare le armi, quello sarà il primo segnale che fa sul serio".
Telefonata Araghchi-Fidan, focus su stretto di Hormuz
Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha avuto un colloquio telefonico con il suo omologo turco, Hakan Fidan, durante il quale ha illustrato gli ultimi sviluppi dei colloqui tra la Repubblica islamica e l'Oman per individuare una rotta adeguata a garantire il passaggio sicuro delle navi attraverso lo Stretto di Hormuz. Lo ha riferito il ministero degli Esteri di Teheran.
Araghchi ha sottolineato l'impegno del suo Paese a proseguire il processo negoziale con l'Oman sulla definizione del percorso per il transito sicuro delle imbarcazioni nello stretto. Hormuz, attraverso cui prima della guerra passava una quota significativa dei flussi energetici mondiali, resta al centro delle preoccupazioni regionali sulla sicurezza della navigazione. Nel corso della telefonata, Araghchi e Fidan hanno inoltre discusso degli ultimi sviluppi regionali e degli sforzi diplomatici in corso, sottolineando la necessità di proseguire gli interventi politici e diplomatici per gestire la situazione, evitare un'escalation delle tensioni e rafforzare la stabilità e la sicurezza nella regione.
Kushner: "Affrontate preoccupazioni Netanyahu, subito disarmo"
Le preoccupazioni sollevate dal premier israeliano Benjamin Netanyahu sul piano per Gaza sono state affrontate e chiarite e ora il processo di disarmo di Hamas può iniziare rapidamente, con i primi progressi possibili già entro 30 giorni. Lo ha affermato Jared Kushner a Fox News dopo il colloquio di quasi quattro ore con Netanyahu e la sua squadra. "Penso che oggi abbiamo avuto un incontro molto positivo", ha detto Kushner. "C’erano alcune preoccupazioni valide che hanno sollevato e che siamo riusciti ad affrontare", oltre ad "alcuni malintesi e informazioni errate" circolate sul piano. Kushner ha ribadito che la ricostruzione della Striscia sarà subordinata alla smilitarizzazione. "Abbiamo un piano per ricostruire Gaza, ma non permetteremo che Gaza venga ricostruita finché non avverrà la smilitarizzazione", ha affermato. Washington, ha aggiunto, non intende neppure "limitare il diritto di Israele a difendersi" in presenza di minacce imminenti. Sul disarmo, Kushner ha indicato tempi relativamente brevi. "Potremmo vedere progressi anche in soli 30 giorni", con l’inizio della rimozione delle armi, mentre nei successivi "60-90 giorni" potrebbero essere neutralizzati anche alcuni tunnel. Se Hamas consegnerà volontariamente armi e tunnel nei prossimi 60-90 giorni, ha spiegato, si arriverebbe all’eliminazione di "un’enorme minaccia alla sicurezza per Israele" e a "un risultato quasi impensabile". Se invece il movimento non rispetterà gli impegni, "tutti vedranno che non è sincero sulla pace" e Israele avrà "molto più sostegno dagli Stati Uniti e da altri per andare a finire il lavoro nel modo appropriato". Kushner ha parlato a Fox News anche dell’incontro avuto ieri in Egitto con Hamas. "Hanno detto tutte le cose giuste", ha affermato, pur sottolineando che è "molto, molto difficile fidarsi" del movimento. "Daremo loro la possibilità di dimostrarlo, ma dovrà essere sulla base di azioni e passi concreti".
Il petrolio chiude in rialzo del 2,8% a New York su incertezze Usa-Iran
Il petrolio chiude in forte rialzo nel giorno della scadenza dei 60 giorni di tregua tra Usa e Iran, tra scenari sempre più incerti: il Wti, il riferimento americano, sale del 2,83%, a 84,73 dollari, mentre il Brent, il benchmark internazionale, guadagna il 2,85%, a quota 91,04.
Araghchi: 'Nulla giustifica attacco sconsiderato a ufficio Barzani'
"Nulla giustifica l'attacco sconsiderato contro l'ufficio del premier Barzani". Lo scrive su X il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, mettendo in guardia gli "amici curdi" da possibili operazioni "false flag", ovvero sotto falsa bandiera, volte a seminare discordia tra Paesi vicini. "Abbiamo protetto i nostri amici curdi contro Saddam e Daesh e siamo grati per la sicurezza che hanno garantito sul nostro confine", ha aggiunto Araghchi.
Il messaggio arriva dopo il colloquio telefonico tra Araghchi e il ministro degli Esteri iracheno, Fuad Hussein, incentrato sugli ultimi sviluppi nella regione e su questioni di interesse comune. Nel corso della conversazione, riferisce il ministero degli Esteri iraniano, Araghchi ha ribadito il sostegno di Teheran "alla sicurezza, alla stabilità e all'integrità territoriale dell'Iraq", sottolineando la necessità di mantenere alta l'attenzione "contro azioni terroristiche, incluso l'attacco contro l'ufficio del primo ministro della Regione del Kurdistan iracheno e contro i complotti che potrebbero compromettere i rapporti di amicizia e fratellanza tra i due Paesi". I due ministri hanno inoltre sottolineato l'importanza di preservare la sicurezza e la stabilità lungo il confine comune tra Iran e Iraq e di rafforzare la cooperazione e il coordinamento bilaterale per prevenire minacce alla sicurezza delle frontiere e qualsiasi situazione di instabilità.
Effetto Iran sugli arsenali Usa: accordo da 22,9 miliardi per salvare le scorte di Tomahawk
Il Dipartimento della Guerra ha annunciato di aver siglato un contratto da 22,9 miliardi di dollari con Raytheon, un'azienda del Gruppo Rtx, assegnato dalla Marina degli Stati Uniti, per accelerare la produzione di Tomahawk. Negli Usa c'è molta preoccupazione sulla tenuta delle scorte di missili dopo l'inizio del conflitto in Iran. La Cnn ha recentemente rivelato che i vertici militari statunitensi temono che i livelli delle munizioni a disposizione degli Stati Uniti stiano scendendo troppo in fretta, soprattutto rispetto ai tempi di produzione, tradizionalmente molto lunghi. Secondo uno studio del Csis, Center for strategic and international studies, oltre mille missili Tomahawk sono stati usati durante l'offensiva statunitense in Iran solo durante il primo mese e mezzo di conflitto. La stima per un ritorno ai livelli di scorte pre-conflitto era fissata al 2031. I Patriot arrivavano a 1.400 unità utilizzate, nella stessa analisi, con un ritorno alle scorte iniziali fissato al 2029. "Il Dipartimento ha invitato l'industria ad espandere la produzione di munizioni, e Rtx ha risposto a tale richiesta", ha detto il Sottosegretario del dipartimento Michael P. Duffey. "Questa commessa per i Tomahawk accresce la nostra capacità di equipaggiare la Joint Force, garantendo che i nostri militari non debbano mai affrontare uno scontro ad armi pari". Secondo l'azienda il contratto supporterà un aumento annuale della produzione a oltre mille missili Tomahawk. Attualmente ne vengono prodotti circa 60, ma nella prima metà del 2026 l'azienda dice di aver consegnato il triplo di missili rispetto alla prima metà del 2025. Secondo il dipartimento l'accordo consente di dispiegare rapidamente le risorse necessarie per "fronteggiare le minacce moderne", offrendo al contempo ai partner industriali la stabilità richiesta per "ampliare l'organico, incrementare i volumi produttivi e rafforzare la supply chain". Inoltre, l'operazione favorisce la Strategia di trasformazione delle acquisizioni adottata dal dipartimento, accelerando la consegna di armamenti e abbattendo le tempistiche. "Garantire che le nostre forze navali e congiunte dispongano della potenza di fuoco letale necessaria per scoraggiare le aggressioni e proteggere la patria è di importanza fondamentale", ha affermato il Segretario ad interim della Marina, Hung Cao. "Questo storico investimento da 22,9 miliardi di dollari accelererà la fornitura dei missili Tomahawk ai nostri soldati a un ritmo senza precedenti. Lavorando a stretto contatto con l'industria per espandere la capacità della nostra base industriale degli armamenti, il Dipartimento sta impiegando ogni strumento a disposizione per far fronte alle esigenze delle operazioni in corso, assicurandosi che le truppe siano equipaggiate per combattere, vincere e tornare a casa sane e salve".
La guerra in Iran ha fatto sprofondare di nuovo la popolarità di Trump
Tutte le principali medie dei sondaggi statunitensi rilevano un nuovo picco di impopolarità del tycoon, con percentuali di disapprovazione mai toccate nemmeno durante il primo mandato presidenziale. A pesare sono soprattutto la guerra in Iran e il caro benzina. Un calo che coinvolge anche fasce dell’elettorato che avevano rappresentato alcuni dei suoi principali punti di forza.
La guerra in Iran ha fatto sprofondare di nuovo la popolarità di Trump
Vai al contenutoIran, Trump: "Fake news su carenze di cibo a bordo della portaerei Lincoln"
Il presidente americano Donald Trump ha liquidato come "fake news della Cnn" le notizie sulle presunte carenze di cibo a bordo della portaerei Uss Lincoln, dispiegata nell'ambito del conflitto iraniano e in mare da oltre otto mesi e mezzo. "Negli anni ne abbiamo dispiegate in mare per periodi molto più lunghi - ha replicato Trump - un ammiraglio mi ha detto: 'sono stato a bordo di navi molto più a lungo'. Persone sulla Lincoln mi dicono che è tutto gestito alla grande".
Iran, Trump: "Non stiamo cercando di estendere il memorandum d'intesa"
Gli Stati Uniti non stanno cercando di estendere il memorandum d'intesa con l'Iran. Lo ha detto Donald Trump ai giornalisti nello Studio Ovale. "Sono in grossa difficoltà, con il 300% dell'inflazione il loro Paese è un disastro - ha detto il presidente americano - il loro esercito è totalmente sconfitto".
Iran, Araghchi sente Fidan: "Avanti su transito sicuro Hormuz"
Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha discusso con il suo omologo turco, Hakan Fidan, degli ultimi sviluppi dei colloqui tra Iran e Oman per individuare "un percorso adeguato per il passaggio sicuro delle navi attraverso lo Stretto di Hormuz". Lo riferisce il ministero degli Esteri iraniano dopo un colloquio telefonico tra i due ministri. Araghchi ha illustrato a Fidan lo stato dei negoziati bilaterali con l'Oman e ha sottolineato "l'impegno della Repubblica islamica dell'Iran a proseguire questo processo". I due ministri hanno inoltre esaminato gli ultimi sviluppi regionali e gli sforzi diplomatici in corso, sottolineando la necessita' di continuare le iniziative politiche e diplomatiche per "gestire la situazione, prevenire un'escalation delle tensioni e rafforzare la stabilita' e la sicurezza nella regione".
Iran condanna attacco a premier Kurdistan: "Operazione sospetta"
L'Iran ha condannato l'attacco con droni che nella notte ha preso di mira l'ufficio del primo ministro del Kurdistan iracheno, definendolo un'operazione "sospetta". Lo riferisce l'agenzia ufficiale Irna. Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baghaei, ha sottolineato in una nota la "determinazione dell'Iran a preservare le relazioni amichevoli con l'Iraq e il Kurdistan". Baghei ha inoltre insistito sulla necessita' di "sventare i sinistri complotti dei nemici dell'Iran e dell'Iraq" che, secondo Teheran, mirano a danneggiare le relazioni tra le parti.
Iran, Trump: "Non cerchiamo proroga memorandum tregua"
Il presidente americano, Donald Trump, ha dichiarato gli Stati Uniti non stanno cercando di ottenere una proroga del memorandum d'intesa con l'Iran che scade oggi.
Il gas risale sopra quota 62 euro sulla piazza Ttf di Amsterdam
Il gas riprende a salire e si porta su un nuovo massimo dallo scorso 27 luglio sopra quota 62 euro. Sulla piazza Ttf di Amsterdam i contratti future sul mese di settembre guadagnano l'1,93% a 62,61 euro al MWh. Sulle negoziazioni, che proseguono senza soluzione di continuità fino al sabato, pesa lo stallo dei negoziati sullo stretto di Hormuz tra Iran e Oman, con la minaccia del presidente Usa Donald Trump di" bombardare senza pietà" il sultanato qualora si dovesse "mettere di mezzo" nel conflitto con l'Iran.
Trump: "Proteggiamo Seul da molti anni. Un aiuto sull'Iran? Mi hanno detto no grazie"
"La Corea del Sud è protetta da noi ormai da moltissimi anni. Di recente ho chiamato il presidente sudcoreano e gli ho detto: 'Vi andrebbe di darci una mano?' Non abbiamo bisogno di aiuto con l'Iran, ma se volete, dateci una mano su questo fronte. Lui ha risposto: "No, grazie". E io ho replicato: 'Un momento. Abbiamo 39.000 soldati laggiù a proteggervi da Kim Jong-un, il vostro vicino di casa... ". Lo ha detto il presidente americano Donald Trump, parlando nello Stuido Ovale. "Non possiamo andare in giro a proteggere tutti questi Paesi, soprattutto quando loro non sono pronti ad aiutarci", ha aggiunto.
Trump insiste: "Dichiarare Hormuz territorio Usa è una grande idea"
"Sarebbe una grande idea dichiarare lo stretto di Hormuz territorio Usa, lo controlliamo già". Lo ha ribadito Donald Trump nello Studio Ovale.
Trump: "Iran vuole accordo ma non quello che è necessario"
Gli iraniani "vogliono raggiungere un accordo, ma non raggiungeranno il tipo di accordo che ritengo necessario". Lo ha dichiarato il presidente americano, Donald Trump, parlando con i giornalisti alla Casa Bianca. "Siamo qui per un solo motivo: l'Iran non puo' avere un'arma nucleare. Lo capite? L'Iran non puo' avere un'arma nucleare e non l'avra'", ha aggiunto.
Trump insiste: "L'Iran non può avere l'arma nucleare"
"Siamo lì per un motivo. L'Iran non può avere l'arma nucleare". Lo ha ribadito Donald Trump nello Studio Ovale.
Iran, al-Zaidi ordina inchiesta su raid contro ufficio premier curdo
Il primo ministro iracheno, Ali al-Zaidi, ha ordinato un'inchiesta sull'attacco con droni che nella notte ha preso di mira l'ufficio del premier del Kurdistan iracheno e l'abitazione del responsabile dell'intelligence della regione autonoma. Lo ha reso noto l'ufficio del primo ministro iracheno in una nota. Zaidi - si legge - ha disposto "la formazione di un comitato investigativo incaricato di identificare le fonti e i punti di lancio dell’attacco" che ha colpito l’ufficio di Masrour Barzani.
Trump: "L'Oman non si è comportato bene ma lo gestiremo"
"L'Oman non si è comportato molto bene, ma li gestiremo come abbiamo fatto con altri Stati". Lo ha dichiarato il presidente americano, Donald Trump, parlando con i giornalisti alla Casa Bianca.
Media: "Usa non hanno grandi divergenze con Israele, non si fidano di Hamas"
''Non ci sono grandi divergenze con Israele: nessuno di noi ha fiducia in Hamas. Se vedremo che Hamas comincerà a consegnare le armi, allora sarà un primo segnale che qualcosa di concreto sta accadendo''. Lo ha detto un alto funzionario Usa citato da Channel 12, in riferimento all'incontro oggi tra Jared Kushner e Benjamin Netanyahu. Per quanto riguarda la questione dei raid dell'Idf sulla Striscia di Gaza, secondo quanto riportato dall'emittente, durante l'incontro Kushner avrebbe sostenuto la posizione di Netanyahu rispetto alla libertà di azione ''quando si presenta una minaccia'', ma gli Usa chiedono di definire meglio il concetto di ''minaccia'' che deve essere ''imminente'' e le parti hanno parlato della possibilità di istituire un meccanismo con una presenza militare Usa che verifichi e autorizzi gli attacchi israeliani. Un tale meccanismo era stato istituto sul fronte libanese dopo il primo accordo per un cessate il fuoco del novembre 2024.
Iran, Guterres su Memorandum: "Non esiste soluzione militare"
"Non esiste" una soluzione militare al conflitto tra Stati Uniti e Iran. Lo ha detto il segretario generale dell'Onu Antonio Guterres, commentando il fatto che il memorandum d'intesa firmato dai due Paesi il 17 giugno e' scaduto oggi, dopo sessanta giorni. "Il messaggio del segretario generale - ha detto il suo portavoce, Stephane Dujarric - e' lo stesso che porta avanti dall'inizio: non esiste una soluzione militare a questo conflitto". Guterres, ha aggiunto, ha esortato Iran e Stati Uniti a "riprendere al piu' presto i negoziati per raggiungere una soluzione pacifica e duratura" e ad "abbassare i toni della retorica che abbiamo sentito negli ultimi giorni".
Media: "Israele vieta l'export della sicurezza verso il Qatar"
Israele ha introdotto il divieto di esportazione delle industrie di sicurezza israeliane verso il Qatar. Il divieto vale anche retroattivamente per accordi siglati negli ultimi quattro anni. Lo riporta Channel 12. Israele non intrattiene relazioni diplomatiche con il Qatar, tuttavia il Paese non è incluso nella lista degli "Stati nemici", il che lascia un margine di apertura verso il business, come accade anche con l'Arabia Saudita. Non è chiaro al momento se la nuova regolamentazione sarà applicabile anche per i numerosi accordi in materia di sicurezza che le aziende israeliane stipulato attraverso Paesi terzi.
Media Iran: "Sequestrata una petroliera degli Emirati mentre passava a Hormuz"
Una petroliera appartenente a una società emiratina è stata sequestrata dall'Iran mentre attraversava lo stretto di Hormuz nelle vicinanze dell'isola di Qeshm: lo afferma l'agenzia Fars, ripresa anche da Sky News. La fonte iraniana aggiunge che il fermo della nave è confermato da dati di navigazione marittima e ricorda che, "secondo le disposizioni" vigenti, le condizioni per il "transito sicuro" a Hormuz sono "l'utilizzo della rotta iraniana", "il pagamento delle tariffe per i servizi" e "l'autorizzazione" da parte di Teheran.
Media Teheran: "Sequestrata petroliera emiratina nello Stretto di Hormuz"
L'Iran ha sequestrato nello Stretto di Hormuz una petroliera appartenente a una società degli Emirati Arabi Uniti. Lo riferisce l'agenzia di stampa iraniana Fars, secondo cui la nave è stata fermata nei pressi dell'isola di Qeshm, sul versante occidentale dello Stretto. Secondo la Fars, per poter attraversare lo Stretto le navi devono seguire la rotta concordata con Teheran, ottenere l'autorizzazione delle autorità iraniane e pagare i servizi previsti per il transito. Il sequestro arriva dopo che l'Iran ha annunciato di aver raggiunto con l'Oman un'intesa sulle rotte di transito attraverso lo Stretto di Hormuz.
Teheran: "Il cessate il fuoco con gli Usa non è morto ma è in coma"
Un funzionario del ministero degli Esteri iraniano ha suggerito che il cessate il fuoco e il memorandum d'intesa con gli Stati Uniti potrebbero ancora essere salvati, dopo la scadenza odierna dell'accordo di 60 giorni. Abbas Baqerpour, direttore generale degli affari legali, ha dichiarato infatti che l'accordo non è morto nonostante le ripetute violazioni, ma piuttosto in un "coma" dal quale potrebbe essere riattivato. Lo riporta l'agenzia iraniana Irna rilanciata da Sky News. Teheran è pronta a tale riattivazione, ma solo se Washington abbandona la sua "abitudine di violare gli impegni" e imporre sanzioni, ha affermato. "Fin dal primo giorno" della firma del memorandum, il 17 giugno, è stato violato sia dagli Stati Uniti che da Israele, ha aggiunto Baqerpour.
Teheran: "Tregua con Usa non è morta ma solo in coma"
La tregua e il memorandum d'intesa tra Iran e Stati Uniti "non sono morti", ma si trovano "in coma" e possono ancora essere rilanciati. Lo ha dichiarato Abbas Baqerpour, direttore generale per gli Affari legali del ministero degli Esteri iraniano, dopo la scadenza dell'intesa di 60 giorni raggiunta il 17 giugno tra Washington e Teheran. Perché ciò avvenga, ha precisato all'agenzia Irna, Washington dovrà però abbandonare la sua "abitudine a violare gli impegni" e a imporre sanzioni. Secondo il funzionario iraniano, il memorandum è stato violato dagli Stati Uniti e da Israele "fin dal primo giorno" dopo la firma.
Fonte Board of Peace: "Israele darà una chance a roadmap per Gaza"
Israele darà una "chance" alla roadmap prevista dal piano per Gaza. È quanto concordato dal premier israeliano Benjamin Netanyahu e dall'inviato statunitense Jared Kushner nel corso di un incontro definito "lungo, approfondito e molto produttivo". Lo ha riferito ad Al Jazeera una fonte del Board of Peace, secondo cui la delegazione dell'organismo ha "concordato con Netanyahu un percorso per il futuro di Gaza". "Ora dipende da Hamas dimostrare di essere realmente disposto a mantenere i propri impegni", ha aggiunto la fonte.
Usa, senatori Dem a Hegseth: "Chiarisca il caso Uss Lincoln"
Un gruppo di quindici senatori democratici americani ha inviato una lettera al capo del Pentagono Pete Hegseth, chiedendogli di chiarire la situazione che riguarda la portaerei nucleare Uss Abraham Lincoln, il cui personale sarebbe con il morale a terra a causa del prolungamento della missione in Medio Oriente. I senatori hanno chiesto informazioni riguardo alle "prove sempre piu' numerose che le condizioni a bordo si sono deteriorate al punto che la sicurezza e la salute del suo equipaggio appaiono a rischio". Nei giorni scorsi alcuni familiari dei marinai hanno parlato pubblicamente di almeno sei tentativi di suicidio. La Lincoln, partita da San Diego, California, a novembre, e' in missione da piu' di otto mesi e mezzo, e da sette non tocca un porto. Si parla di bagni in condizioni igieniche scadenti e di mense sprovviste di cibo. Foto di vassoi semivuoti sono state pubblicate sui social. "Le notizie che ci arrivano sono profondamente preoccupanti e il popolo americano merita risposte", scrivono i senatori. Il presidente Donald Trump aveva liquidato la vicenda, dicendo che i "marinai stavano bene" e che "la missione non era poi cosi' lunga". Hegseth aveva definito le notizie sul malessere dell'equipaggio "completamente sbagliate", mentre il segretario alla Marina Hung Cao ha annunciato venerdi' che la nave avrebbe fatto ritorno alla base. Cao ha, inoltre, accusato i media di "voler dipingere i nostri guerrieri come vittime", ma poi ha ammesso l'esistenza di alcuni casi legati a problemi mentali.
Idf: "Nella notte Hamas ha lanciato una bomba nella Linea Gialla a Gaza"
L'Idf rende noto che durante la notte un ordigno di Hamas è esploso nell'area della Linea Gialla, nel nord della Striscia di Gaza, e miliziani hanno aperto il fuoco verso la stessa zona. Non ci sono stati feriti tra i soldati che, subito dopo, hanno attaccato nell'area. L'esercito israeliano dichiara che "questo è considerato una violazione del cessate il fuoco da parte dell'organizzazione terroristica Hamas. Le forze dell'esercito israeliano del Comando del Fronte Sud sono dispiegate nell'area in conformità con l'accordo e continueranno ad agire per eliminare qualsiasi minaccia immediata". Secondo il Times of Israel l'esplosione e gli spari sarebbero avvenuti in una zona dove ha sede una milizia anti-Hamas.
Media: "Per Kushner nulla da ricostruire prima che Gaza sia smilitarizzata"
Una fonte israeliana ha riferito a Channel 12 che mentre Israele, a livello ufficiale, non crede che Hamas deporrà le armi, "gli americani sostengono invece di credere che ciò possa accadere. L'inviato Usa Jared Kushner durante l'incontro di oggi a Gerusalemme con Benyamin Netanyahu ha ripetuto la frase: "Non c'è nulla da ricostruire prima che la Striscia sia smilitarizzata". La fonte ha aggiunto: "Abbiamo mostrato a Kushner quanto, durante questo periodo, non ci sia stato alcun vero processo di disarmo di Hamas. Gli abbiamo mostrato anche informazioni sui finanziamenti turchi a Hamas".
Media: "Netanyahu ha ottenuto da Kushner ok per raid mirati su Gaza"
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha ottenuto, durante il suo incontro a Gerusalemme con l'inviato statunitense Jared Kushner, l'autorizzazione a continuare attacchi mirati sulla Striscia di Gaza. Lo ha riferito al quotidiano Haaretz una fonte a conoscenza dei colloqui. In precedenza l'ufficio di Netanyahu aveva annunciato in una nota che durante l'incontro era stata concordata l'istituzione di due gruppi di lavoro, uno per il disarmo e uno per avviare i lavori sulle infrastrutture igienico-sanitarie per prevenire focolai di malattie e la contaminazione delle falde acquifere e delle acque costiere. Netanyahu ha affermato che i colloqui sono stati "profondi e costruttivi", spiegando appunto che sono stati istituiti due "gruppi di lavoro", uno dedicato al "disarmo e alla smilitarizzazione di Gaza" e un secondo incentrato su "servizi igienico-sanitari, acqua potabile e altre questioni di salute pubblica che riguardano anche la popolazione israeliana". Il primo ministro israeliano ha anche dichiarato che sia Israele che il Board of Peace concordano sul fatto che il disarmo e la smilitarizzazione debbano avvenire prima di qualsiasi lavoro di ricostruzione a Gaza.
Media: "Per Netanyahu primo passo a Gaza consegna armi all'Isf"
Durante l'incontro con i rappresentanti del Board of Peace e l'inviato statunitense Jared Kushner, il primo ministro Benyamin Netanyahu ha chiesto che il primo passo nel quadro della ricostruzione della Striscia di Gaza sia la consegna delle armi di Hamas al comandante della Forza Internazionale di Stabilizzazione per Gaza (Isf), il generale Jasper Jeffers, affinché vengano distrutte, Un'operazione che si svolgerebbe sotto la supervisione americana. Lo riferisce un alto funzionario israeliano a Ynet.
Netanyahu: "Lavoro con Board of Peace per disarmo Hamas"
Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha annunciato di aver concordato con il Consiglio per la Pace, l'organismo che supervisiona la tregua a Gaza, la creazione di due gruppi di lavoro congiunti, uno dei quali dedicato al disarmo di Hamas e alla smilitarizzazione della Striscia. "Il primo ministro e il Consiglio per la Pace hanno avuto colloqui approfonditi e costruttivi", si legge in una nota dell'ufficio di Netanyahu. "E' stato concordato di istituire due gruppi di lavoro, uno sul disarmo e sulla smilitarizzazione di Gaza, che sia Israele sia il Consiglio per la Pace sono determinati a portare avanti rapidamente e a completare prima dell'avvio di qualsiasi processo di ricostruzione a Gaza". L'annuncio e' arrivato oltre un'ora dopo la conclusione dell'incontro a Gerusalemme tra Netanyahu, Jared Kushner, genero e consigliere del presidente americano Donald Trump, e il rappresentante del Board of Peace, Nickolay Mladenov. Il secondo gruppo di lavoro, precisa la nota, sara' dedicato "ai servizi igienico-sanitari, all'acqua potabile e ad altre questioni di salute pubblica per la popolazione di Gaza, che hanno effetti anche sulla popolazione di Israele". La riunione nell'ufficio di Netanyahu e' durata circa tre ore. Secondo Haaretz, ai colloqui hanno partecipato anche l'ex premier britannico Tony Blair e l'ambasciatore americano in Israele Mike Huckabee. Il quotidiano israeliano riferisce inoltre che Netanyahu e Kushner hanno concordato che, per il momento, Israele potra' continuare a effettuare attacchi "di precisione" nella Striscia. Kushner era arrivato in Israele ieri sera dopo aver incontrato in Egitto una delegazione di Hamas guidata da Khalil al-Hayya, alla presenza anche di Mladenov. Secondo una fonte della sicurezza egiziana, al-Hayya ha ribadito l'impegno del movimento a completare il piano in 15 punti per l'attuazione dell'accordo sul cessate il fuoco. L'ufficio di Netanyahu non ha invece ancora chiarito se il premier abbia modificato la propria posizione sulla roadmap, che aveva respinto il 9 agosto.
Cnn: "Kushner ha detto a Netanyahu di non creare ostacoli sul piano Trump per Gaza"
Nel corso di un incontro durato oltre quattro ore, Jared Kushner ha sollecitato il premier israeliano Benjamin Netanyahu a procedere con il piano di cessate il fuoco a Gaza sostenuto da Donald Trump e a "non creare ostacoli". Lo riferisce una fonte israeliana alla Cnn.
Borsa, L'Europa rallenta nel finale: stallo su Hormuz, Milano +0,05%
Rallentano le borse europee nel finale insieme ai listini Usa per lo stallo sul fronte delle trattative per la riapertura dello stretto di Hormuz. A New York il Dow Jones cede lo 0,42% e il Nasdaq sale dello 0,17%. Milano limita il rialzo allo 0,05%, mentre ampliano il calo Francoforte (-0,22%), Londra (-0,3%), Madrid (-0,75%) e Parigi (-0,67%). Sale a 78,9 punti lo spread tra Btp e Bund tedeschi, con il rendimento annuo italiano in crescita di 2,3 punti al 4%, quello tedesco di 1,4 punti al 3,21% e quello francese di 1,7 al 4,06%. Si ferma il greggio (Wti -0,04% a 82,36 dollari al barile) e sale il gas (+0,67% a 61,79 euro al MWh). Sale l'oro (+0,5% a 4.420 dollari l'oncia), mentre il biglietto verde si indebolisce a 1,16 sull'euro e a 1,35 sulla sterlina. Corrono i produttori di semiconduttori Stm (+4,8%), Soitec (+4,06%) e Asml (+2,6%), su ipotesi di nuovi investimenti nell'intelligenza artificiale, che spingono anche Prysmian (+2,3%). In rialzo il farmaceutico Argenx (+17,04%), che ha annunciato i risultati delle sperimentazioni di un trattamento contro la miosite. Brillante anche Sandoz (+3%), che ha avviato una collaborazione con Henlius sui biosimilari, contrastati invece gli automobilistici Ferrari (+1,22%) e Stellantis (-4%). Cede senza eccezioni il lusso con Kering (-4,38%), Richemont (-3,45), Moncler (-3,35%), Ferragamo (-2,55%), Lvmh (-2,65%) e Cucinelli (-1,7%), positivi i petroliferi Eni (+0,65%), Shell (+0,4%) e TotalEnergies (+0,25%), a differenza di Bp (-0,54%). In ordine sparso i bancari Bper (+0,81%), Sabadell (+0,4%), Mediobanca (+0,35%), Mps (+0,1%), Intesa (-0,22%), Commerzbank (-0,4%), Unicredit (-0,57%) e Banco Bpm (-0,73%).
Smotrich: "Bene che premier non ceda su disarmo Hamas. Ma necessaria conquista Gaza"
'Mi congratulo con il primo ministro per la sua ferma posizione sul disarmo e la demilitarizzazione effettivi di Hamas e della Striscia di Gaza, anche di fronte alle pressioni internazionali''. Lo scrive su X il ministro delle Finanze Bezalel Smotrich. ''Ma questo è solo metà dell'opera. L'obiettivo principale della guerra era ed è tuttora la completa distruzione di Hamas, militarmente, civilmente e governativamente. E questo non avverrà senza la piena conquista e controllo israeliano di Gaza, la presenza di insediamenti israeliani e la persecuzione e l'eliminazione dei leader di Hamas in tutto il mondo. Questo obiettivo è incompatibile con la conduzione di negoziati con i leader di Hamas, che non dovrebbero nemmeno ancora essere in vita. Questa è la radice dell'errore del piano in 15 punti, e dobbiamo chiarirlo ai nostri amici nell'amministrazione americana'', ha aggiunto Smotrich.
Libano, abolizione pena di morte: presidente promulga legge
Il presidente libanese, Joseph Aoun, ha promulgato la legge per abolire la pena di morte dopo la decisione della scorsa settimana del Parlamento di Beirut che ha ufficializzato una moratoria sulle esecuzioni in vigore dal 2004. Lo riferisce l'agenzia libanese Nna.
Fonti: "Netanyahu e Kushner d'accordo su disarmo Hamas sotto supervisione di un generale Usa"
Il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, ha concordato con l'inviato e genero del presidente Trump, Jared Kushner, che il disarmo di Hamas a Gaza dovrà avvenire sotto la supervisione di un "generale americano". Lo ha riferito un funzionario israeliano all'Afp. Secondo la fonte, Netanyahu e Kushner hanno "concordato che il primo passo verso la demilitarizzazione della Striscia sarà la consegna delle armi da parte di Hamas, che dovranno essere dismesse sotto la supervisione di un generale statunitense", ha affermato il funzionario israeliano. Netanyahu ha inoltre ribadito che Israele non ritirerà le proprie truppe da Gaza fino a quando questo passaggio non sarà completato.
Netanyahu a Kushner: "No ritiro da Gaza senza disarmo Hamas"
Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha ribadito all'inviato americano Jared Kushner che Israele non ritirera' le proprie truppe dalla Striscia di Gaza fino a quando il processo non sara' completato. Lo ha riferito all'Afp un funzionario israeliano secondo cui i due hanno concordato che un generale statunitense supervisionera' il disarmo di Hamas. Le due parti "hanno concordato che il primo passo verso la smilitarizzazione della Striscia sara' chiedere ad Hamas di consegnare le proprie armi affinche' vengano messe fuori uso sotto la supervisione di un generale americano", ha affermato il funzionario. Al momento non e' arrivata alcuna conferma da parte degli Stati Uniti dell'accordo riferito dalla fonte israeliana.
Netanyahu: "Con Board of Peace discussioni costruttive. Due gruppi di lavoro"
''Il primo ministro e il Board of Peace hanno avuto discussioni approfondite e costruttive. È stato concordato di istituire due gruppi di lavoro: uno sul disarmo e la smilitarizzazione di Gaza, che sia Israele sia il Board of Peace ritengono debba essere completato rapidamente prima di qualsiasi ricostruzione a Gaza; e un secondo gruppo di lavoro che si concentrerà sui servizi igienico-sanitari, sull'acqua potabile e su altre questioni di salute pubblica per la popolazione di Gaza, che hanno un impatto anche sulla popolazione israeliana''. Lo comunica l'ufficio di Benyamin Netanyahu in una nota a seguito dell'incontro con Kushner, Mladenov e Blair.
Media: a incontro Netanyahu-Kushner presenti capo Shin Bet e intelligence Idf
Durante l'incontro tra Kushner e Netanyahu erano presenti anche David Zini, il capo dello Shin Bet, e Shlomi Binder, il capo dell'intelligence militare, che lo hanno aggiornato sulle violazioni commesse da Hamas dentro la Striscia di Gaza. Lo riportano i media israeliani citando fonti israeliane.
Media Israele: "Tutti d'accordo, smilitarizzazione Gaza e solo dopo ritiro Idf"
"Tutti sono d'accordo sull'obiettivo ultimo, quello di smantellare completamente Hamas, privandolo di armamenti e potere e della completa smilitarizzazione di Gaza per poi procedere solo successivamente con il ritiro completo di Israele". Lo ha detto al sito di notizie israeliano Ynet una fonte del Board of Peace parlando del colloquio tra il premier israeliano Benjamin Netanyahu, rappresentanti dell'organismo e Jared Kushner, inviato e genero di Donald Trump. "Israele ha presentato in modo professionale i propri timori in materia di sicurezza - ha detto la fonte - Il Consiglio ne tiene conto, tiene tutto questo in grande considerazione". "Si può dire - ha concluso - che l'orientamento emerso durante l'incontro è stato positivo". All'incontro con Netanyahu, ha riferito il Times of Israel, c'erano anche il bulgaro Nikolay Mladenov, nominato "alto rappresentante" del Board of Peace, e l'ex premier britannico Tony Blair. Alla Cnn una fonte israeliana ha parlato di un incontro andato avanti per oltre quattro ore.
Herzog a Kushner: "Grato per sforzi di garanzia di futuro sicuro a Israele e Gaza"
''Sono grato per l'impegno costante dell'Inviato Speciale del Presidente Trump, Jared Kushner, e del Board of Peace, guidato da Nickolay Mladenov, nel progredire verso le fasi successive a Gaza, in conformità con il piano in 20 punti del Presidente Trump''. Lo ha dichiarato il capo dello Stato Isaac Herzog al termine dell'incontro con Kushner e Madlenov presso la sua residenza a Gerusalemme, conclusosi poco fa. ''Ho ricevuto l'impressione che gli interessi di sicurezza di Israele sono un elemento importante e centrale del loro piano e ho elogiato e incoraggiato i loro sforzi per garantire un futuro più luminoso e sicuro al popolo di Israele, al popolo di Gaza e all'intera regione'', ha aggiunto Herzog.
Media: "Netanyahu a Kushner, serietà Piano con consegna armi. Nessuno Stato Palestina"
''La parte israeliana ha chiarito durante l'incontro che non verrà concesso nulla che possa spianare la strada a uno Stato palestinese''. Lo riporta Ynet, citando una fonte israeliana presente all'incontro tra Kushner e Netanyahu. La fonte ha aggiunto che ''c'era la percezione iniziale che il Board of Peace volesse iniziare con delle 'zone pilota', ma ora non se ne parla più così. Bensì: Hamas deve dimostrare impegno nella distruzione delle armi, va accertato che non consegni armi non funzionanti. Gli americani sono determinati a continuare il Piano, per Netanyahu la prova sta nell'effettiva consegna delle armi da parte di Hamas''.
Auto, Ft: crisi globale dell'olio motore, prezzi quasi triplicati
La crisi in Medio Oriente sta mettendo sotto pressione anche la filiera degli oli motore. Secondo quanto riporta il Financial Times, case automobilistiche come Volkswagen, Stellantis e Toyota stanno ricorrendo a nuove miscele e a fornitori alternativi per far fronte alla carenza degli oli base Group III, prodotti altamente raffinati fondamentali per la produzione degli oli motore. Dopo aver utilizzato nei primi mesi di guerra le scorte disponibili, le aziende hanno esaurito le riserve di questi oli di alta qualità, di cui Stati Uniti ed Europa si rifornivano in gran parte dal Medio Oriente. Le case automobilistiche hanno quindi trovato forniture alternative, che però restano limitate e vulnerabili a eventuali nuovi shock.
Auto, Ft: crisi globale dell'olio motore, prezzi quasi triplicati
Vai al contenutoCnn: in colloquio 4 ore Kushner chiede a Netanyahu di "non creare ostacoli" per piano Gaza
L'inviato americano Jared Kushner ha esortato il premier israeliano Benjamin Netanyahu ad andare avanti con il piano per il cessate il fuoco a Gaza sostenuto dal presidente Donald Trump e a "non creare ostacoli". Lo riferisce alla Cnn una fonte israeliana informata sui colloqui, secondo cui l'incontro è durato oltre quattro ore. Netanyahu, che a inizio mese ha respinto il piano in 15 punti, avrebbe spiegato che compiere progressi sulla proposta è "problematico" a causa delle elezioni isrealiane previste per la fine di ottobre e della necessità di non perdere il sostegno dell'elettorato di destra.
Netanyahu a Kushner: "No cessate fuoco a Gaza, problema elezioni"
No del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu all'inviato di Donald Trump Jared Kushner sul cessate il fuoco con Hamas a Gaza. Lo riporta la Cnn, secondo cui dopo 4 ore di colloqui a Gerusalemme il primo ministro israeliano avrebbe citato dal difficolta' per le imminenti elezioni in Israele di ottobre. Kushner ha sollecitato Netanyahu a procedere con il piano di cessate il fuoco a Gaza sostenuto da Trump e a "non creare ostacoli", secondo quanto riferito da una fonte israeliana informata sui colloqui. Netanyahu, che aveva respinto il piano in 15 punti all'inizio del mese, ha affermato che far avanzare l'iniziativa risultava "problematico" a causa delle imminenti elezioni israeliane di fine ottobre, ha riferito la fonte alla CNN. Nel tentativo di conquistare l'elettorato di destra e in svantaggio nei sondaggi, Netanyahu si e' mostrato riluttante a concedere aperture sulla questione di Gaza in vista del voto. Il premier ha invece dichiarato a Kushner e a Nickolay Mladenov, coordinatore speciale per il processo di pace, che spetta innanzitutto ad Hamas compiere dei passi concreti, ha riferito la fonte.
Iran, Baghaei: "Raggiunto accordo con Oman su Hormuz, definita mappa transito"
L'Iran ha detto di aver raggiunto un accordo con l'Oman su un piano per il transito delle navi attraverso lo Stretto di Hormuz. Lo ha annunciato il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baghaei, ai giornalisti a Teheran, affermando che "è stato raggiunto un accordo in merito alla mappa del percorso di transito". Oman e Iran stanno ora lavorando per definire i dettagli di una dichiarazione congiunta, ha precisato Baghaei senza indicare ulteriori dettagli. Baghaei ha ammesso che i colloqui con l'Oman sono andati a rilento, "ma avevamo pianificato, e continuiamo a pianificare, di finalizzare l'intesa in un pacchetto: la mappa e una dichiarazione congiunta".
Media Israele cita fonte Board: "Accordo su disarmo Hamas e successivamente ritiro Idf"
Secondo una fonte del Board of Peace che ha parlato con Ynet: "C'è accordo sulla completa smilitarizzazione di Gaza e solo successivamente sul ritiro israeliano". "Israele ha presentato in modo professionale i propri preoccupazioni e timori in materia di sicurezza. Il Consiglio li tiene in grande considerazione. Tutti concordano sull'obiettivo finale di smantellare completamente Hamas, privandolo di armi e potere, di smilitarizzare completamente Gaza e solo successivamente di procedere al ritiro completo di Israele. Si può affermare che l'orientamento emerso durante l'incontro è stato positivo e che vi è una volontà reciproca di dare una possibilità a questa soluzione". Le dichiarazioni, seppure anonime, sono arrivate dopo l'incontro di oggi a Gerusalemme tra Benjamin Netanyahu, l'inviato e genero di Trump Jared Kushner, il direttore esecutivo del Board of Peace Nickolay Mladenov e l'ex premier britannico Tony Blair, consigliere dell'organismo voluto dal presidente Usa.
Portogallo accoglie i primi due bambini palestinesi in cooperazione con Heal Palestine
Il Portogallo riceve oggi i primi due pazienti palestinesi nell'ambito di una cooperazione con l'organizzazione americana Heal Palestine, che opera per fornire assistenza medica ai bambini in Egitto, Messico e, da ora, anche in Portogallo e Spagna. Questi primi due bambini, il cui arrivo è previsto per questo pomeriggio all'aeroporto Sá Carneiro di Porto, sono Dima e Malak, rispettivamente di 16 e 7 anni. Entrambi hanno perso una gamba durante i bombardamenti nella Striscia di Gaza e in Portogallo potranno ricevere protesi e seguire un percorso di riabilitazione presso due ospedali, a Porto e Lisbona. I bambini saranno accompagnati dalle rispettive madri e i costi delle cure mediche saranno a carico delle strutture sanitarie locali. In collaborazione con Heal Palestine, ci sono le associazioni portoghesi Parents for Peace Portugal e il Garpp (Gruppo di sostegno ai rifugiati palestinesi - Portogallo), che stanno coordinando l'alloggio, il trasporto, i servizi di traduzione e interpretariato e il sostegno comunitario alle famiglie durante il loro soggiorno, che si prevede di circa sei mesi.
Iran: Teheran prepara ricordo Ali Khamenei a 40 giorni da sepoltura, domani prime cerimonie
Da Teheran arriva l'annuncio di un programma per una serie di commemorazioni a 40 giorni dalla sepoltura di Ali Khamenei, Guida Suprema dell'Iran fino all'uccisione a fine febbraio all'inizio delle operazioni militari di Usa e Israele contro la Repubblica islamica. L'agenzia ufficiale iraniana Irna riferisce del programma comunicato dal Consiglio di coordinamento per la propaganda islamica che prevede, per domani pomeriggio, cerimonie alla Grande Mosalla di Teheran e per mercoledì iniziative negli uffici governativi. Giovedì, poi, sono previste altre cerimonie nei cimiteri, nelle moschee e nei luoghi di culto della provincia di Teheran. E, riporta ancora l'Irna, la sera, dopo la preghiera, le commemorazioni prevedono anche cortei. Intanto resta il mistero sulle condizioni della nuova Guida Suprema, Mojtaba Khamenei, figlio di Ali Khamenei, che non si è mai fatto vedere in pubblico - né in video (mai neanche un audio) - da quando a inizio marzo ha preso il posto del padre sepolto lo scorso 9 luglio.
Yemen, allarme Onu per aumento vittime civili attacchi Houthi
L'Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Diritti Umani, Volker Turk, ha espresso il suo allarme per l'escalation delle ostilita' in Yemen, dove almeno 17 civili sono stati uccisi questo mese in attacchi perpetrati dai ribelli Houthi contro aree controllate dal governo. Almeno due vittime civili sono state segnalate anche in attacchi contro aree controllate dagli Houthi, ha dichiarato Turk in un comunicato in cui chiede la cessazione immediata dei raid contro la popolazione. "Invito tutte le parti a ridurre le tensioni e a evitare di infliggere ulteriori sofferenze alla popolazione. Gli yemeniti hanno gia' sofferto troppo a causa della devastante eredita' di anni di conflitto, sfollamento e crisi umanitaria", ha affermato. Il responsabile delle Nazioni Unite per i diritti umani ha citato nella dichiarazione attacchi come quello perpetrato contro un campo per sfollati a Jaw al-Naseem, Marib (ovest), dove un missile ha ferito sei civili il 7 agosto e ha ricordato l'offensiva missilistica e con droni lanciata dagli Houthi due giorni dopo contro il porto di Al Mokha (sud-ovest), che ha causato la morte di tre portuali e il ferimento di altri quattro.
Iran, Gros: "Sospiro sollievo per mercati? Dubito... "
Scade oggi la tregua Usa-Iran dell'accordo di Islamabad. "Dubito" che i mercati possano trarre un sospiro di sollievo, dice all'AdnKronos l'economista tedesco della Bocconi, Daniel Gros. "Sembra che in Iran i falchi abbiano preso il sopravvento e puntino piuttosto sull'escalation", argomenta il professore. Rispondendo a una domanda su Trump che ha detto che non si scusa dei rincari della benzina perché servono a fermare l'Iran, Gros risponde: "Possibile che Trump non paghi il prezzo politico per il caro benzina? Non penso".
Pasdaran smentiscono Trump: "Nessun colloquio in corso con gli Usa"
''Solo un'illusione''. Così il portavoce dei Guardiani della Rivoluzione iraniana, Hossein Mohebi, ha smentito il presidente americano Donald Trump, che a Fox News aveva detto di avere un ''canale aperto'' con i Pasdaran. "L'affermazione di Trump riguardo a colloqui riservati con le Guardie Rivoluzionarie è un'illusione nata dal fallimento'', ha dichiarato Mohebi all'agenzia di stampa Tasnim. "Non ci sono colloqui tra funzionari delle Guardie Rivoluzionarie e americani. Questa menzogna di Trump è semplicemente una fantasia frutto delle illusioni e degli incubi causati dalla sconfitta e dalla disperazione in guerra", ha aggiunto Mohebi. "Le fantasie mentali di Trump non lo aiuteranno sul campo", ha proseguito Mohebi, secondo il quale il presidente americano sta cercando di controllare il prezzo del petrolio e dell'energia nel mondo con queste dichiarazioni. Ma l'unica vera via d'uscita, ha affermato, ''è quella di accettare la sconfitta e attuare le condizioni poste dall'Iran'', quindi ''prima gli americani accetteranno la sconfitta e più salveranno il loro Paese da perdite sempre maggiori''.
Pentagono: maxi commessa da 22,9 miliardi con Rtx per i missili Tomahawk
Il Pentagono e RTX accelerano la produzione di munizioni critiche grazie alla maxi commessa della Marina per i missili Tomahawk, nell'ambito di un contratto da 22,9 miliardi di dollari, con Raytheon (una divisione di RTX). L'operazione, si legge in una nota, punta a rafforzare "una capacità fondamentale per gli attacchi a lungo raggio". Il Dipartimento ha chiesto "di espandere la produzione di munizioni e RTX ha risposto all'appello", ha dichiarato Michael P. Duffey, sottosegretario alla Guerra per l'Acquisizione e il Sostegno. La commessa per i Tomahawk "potenzia la nostra capacità di equipaggiare la Joint Force, garantendo che i nostri combattenti non debbano mai affrontare uno scontro alla pari", ha aggiunto. Il contratto consente di rendere operative rapidamente nuove capacità per far fronte alle minacce moderne, offrendo al contempo ai partner industriali la stabilità necessaria per ampliare la forza lavoro, aumentare i ritmi produttivi e rafforzare le catene di approvvigionamento. "Garantire che le nostre forze navali e congiunte dispongano della potenza di fuoco letale necessaria per scoraggiare le aggressioni e proteggere la patria è di fondamentale importanza", ha affermato il segretario ad interim della Marina, Hung Cao. Il Portfolio Acquisition Executive (PAE) per le Munizioni è un'organizzazione del Dipartimento della Marina responsabile dello sviluppo, dell'approvvigionamento e della consegna di munizioni navali e capacità di attacco. "I nostri partner della base industriale della difesa, come RTX, stanno rispondendo all'appello di incrementare rapidamente la produzione di munizioni critiche", ha osservato il portavoce del Pentagono, Sean Parnell. Il contratto "rappresenta esattamente quel tipo di azione decisiva che l'America merita".
Iran, Teheran: "Incontro segreto con Usa a Erbil? Fake news, il resto è guerra psicologica"
"Sono totalmente inventate le notizie che parlano di un incontro segreto tra Iran e Stati Uniti a Erbil" e l' "altra notizia non è altro che un trucco dei media, guerra psicologica per creare divisioni tra gli organi decisionali della Repubblica islamica dell'Iran". Si è espresso così il portavoce della diplomazia iraniana, Esmaeil Baqaei, in dichiarazioni riportate dall'agenzia ufficiale iraniana Irna all'indomani delle rivelazioni del giornalista di 'Axios' Barak Ravid. "Il team di negoziatori gode della fiducia di tutte le istituzioni del sistema, compresi gli apparati della difesa", ha sostenuto ancora il portavoce del ministero degli Esteri di Teheran.
Gaza, proteste violente per uccisione membri clan Abu Warda sabato
Sui social media di Gaza circolano filmati di proteste violente, con pneumatici incendiati e spari in aria, che si stanno svolgendo negli ultimi due giorni nel nord della Striscia di Gaza durante i funerali dei fratelli Wasim e Hassan Abu Warda. I due giovani, appartenenti all'influente clan Abu Warda sono stati uccisi sabato con colpi di arma da fuoco nel quartiere Sheikh Radwan a Gaza City. I famigliari accusano dell'omicidio l'ala militare di Hamas. In un video, ripreso dal canale Jusur News, uno dei membri della famiglia Abu Warda chiede che vengano chiarite le circostanze dell'uccisione dei fratelli e che i responsabili vengano assicurati alla giustizia, aggiungendo che l'omicidio si inquadra in un regolamento dei conti più ampio: ''Quindici membri della famiglia Abu Warda sono stati uccisi da Hamas recentemente, senza alcuna colpa'', afferma. Secondo alcuni post sui social, la tensione potrebbe essere legata all'avvicinamento dell'eventualità del disarmo di tutti i clan e milizie dentro la Striscia di Gaza, come parte della seconda fase del piano di Trump.
Trump: "Sarebbe meglio se Israele non attaccasse Gaza"
Donald Trump ha chiesto ad Israele di fermare gli attacchi a Gaza. "Sarebbe meglio se gli israeliani non attaccassero Gaza", ha dichiarato il presidente americano in un'intervista a Fox news assicurando che "Hamas ha accettato di deporre le armi".
Il petrolio in leggero calo a New York, a 82,20 dollari
Il petrolio cede terreno a New York nel giorno della scadenza della tregua Usa-Iran: il Wti, il riferimento americano, segna un calo dello 0,24%, a 82,20 dollari al barile, mentre il Brent, il benchmark internazionale, segna un rialzo dello 0,17%, a quota 88,67.
Media: "Iran intensificherà attacchi a Hormuz e nella regione se diplomazia con Usa fallirà"
L'Iran intensificherà le tensioni nello Stretto di Hormuz e nell'intera regione se la diplomazia con gli Stati Uniti fallirà. Lo ha dichiarato a Reuters un alto funzionario iraniano, sottolineando un cambio di strategia iraniana che si orienterà verso l'offensiva piuttosto che la difesa. Lo riporta Sky News. Il funzionario ha aggiunto che l'Iran ha fissato una scadenza di poche settimane per la piena attuazione del memorandum d'intesa con Washington. La tempistica sarà comunicata agli Stati Uniti e ai paesi della regione tramite mediatori, secondo il funzionario citato da Reuters.
Trump minaccia l'Iran: "Alzi bandiera bianca e si arrenda"
Il presidente Usa Donald Trump ha invitato l'Iran ad arrendersi, mentre scade oggi la tregua di 60 giorni concordata con Teheran.
In un'intervista esclusiva rilasciata a Fox News, Trump ha confermato l'esistenza di un canale di comunicazione diretto con il Corpo delle Guardie della Rivoluzione islamica (Irgc), che aggira i mediatori e i vertici politici iraniani.
"Dovrebbero alzare bandiera bianca", ha detto il presidente, ribadendo che l'obiettivo resta impedire a Teheran di dotarsi in qualsiasi forma di un'arma nucleare. Trump ha precisato di non avere una scadenza per la trattativa e ha smentito che le elezioni di midterm influenzino la sua strategia militare.
Il presidente ha inoltre lanciato un avvertimento all'Oman, minacciando ritorsioni se il Paese ostacolasse i negoziati, e ha detto di ritenere più opportuno restare fuori dalle elezioni israeliane, pur non escludendo un possibile endorsement.
Sul fronte di Gaza, Trump ha affermato che Israele non dovrebbe condurre attacchi, sostenendo che Hamas starebbe consegnando le armi nell'ambito di un rapporto diretto tra Washington e il gruppo. Il presidente ha infine ridimensionato l'impatto del conflitto sulle scorte di armamenti Usa, sostenendo che quanto finora impiegato sia stato minimo rispetto alla capacità complessiva a disposizione.
Teheran: "Nostra postura difensiva pronta a diventare pienamente offensiva"
L'Iran ha deciso di abbandonare la sua postura difensiva per adottarne una "pienamente offensiva" e ha fissato agli Stati Uniti un termine di alcune settimane per dare piena attuazione al memorandum d'intesa. Lo riferisce un funzionario iraniano a Reuters, citata da Sky News. Secondo la fonte, la scadenza stabilita da Teheran sarà comunicata agli Stati Uniti e ai Paesi della regione attraverso i mediatori. In caso di fallimento della diplomazia, tutte le istituzioni iraniane sarebbero pronte a intensificare le tensioni nello Stretto di Hormuz e nel resto della regione, ha aggiunto il funzionario.
Iran: "Se diplomazia con Usa fallisce intensificheremo attacchi"
Se la diplomazia con gli Stati Uniti fallirà, l'Iran intensificherà le tensioni nello Stretto di Hormuz e nell'intera regione. Lo ha detto un alto funzionario iraniano a Reuters, sottolineando un cambiamento nella politica iraniana, che sarà orientata all'offensiva piuttosto che alla difesa.
Libano, Unifil: "Oltre 130 raid di Israele ad agosto"
L'attività militare israeliana in Libano è aumentata significativamente nelle ultime settimane, con una media di 137 progetti giornalieri registrati dall'Unifil tra le 5 e le 5 del mattino del 16 agosto, come comunicato dalla missione Onu. L'aumento dei raid, che hanno raggiunto i livelli massimi alla fine della settimana, con 208 proiettili registrati nel deserto e altri 185 nel territorio, in un contesto di crescente tensione lungo il confine tra i due Paesi, ha spinto la missione a comunicarlo. L'aumento degli attacchi ha un impatto diretto sulla popolazione civile, molte famiglie si sono trasferite o hanno modificato le proprie abitudini quotidiane a causa dei nuovi episodi di violenza e dell'incertezza sull'evoluzione della situazione, si legge nella nota. In questa situazione, il personale dell'Unifil mantiene una presenza visibile sul terreno attraverso pattugliamenti e attività di sorveglianza, oltre al ripristino delle vie di comunicazione, alla riduzione dei rischi legati agli esplosivi e alla facilitazione dell'accesso umanitario.
Ben Gvir: "Con poteri da Idf a polizia passo verso sovranità in Cisgiordania"
"Accolgo l'appello del ministro della Difesa Israel Katz per trasferire i poteri di polizia e di applicazione della legge in Giudea e Samaria (Cisgiordania) dall'Idf alla polizia israeliana. Si tratta di un passo significativo verso la sovranità israeliana in Giudea e Samaria!". Lo ha scritto su X il ministro di ultradestra israeliano Itamar Ben Gvir. "Per promuovere l'attuazione della proposta, chiedo di trasferire la responsabilità della Guardia di frontiera (Magav) in Giudea e Samaria dall'Idf alla polizia, in conformità con l'accordo di coalizione che finora è stato violato. Inoltre, è necessario trasferire l'autorità per gli arresti amministrativi e le restrizioni amministrative dal ministro della Difesa e dall'Idf al ministro della Sicurezza nazionale (Ben Gvir, ndr) e alla polizia", ha aggiunto. "Fino a oggi questi poteri non sono stati utilizzati contro gli anarchici e contro esponenti di movimenti antisionisti ostili allo Stato di Israele. È arrivato il momento di utilizzare questi strumenti contro i nemici dello Stato. Con l'attuazione di questi provvedimenti, la polizia israeliana potrà assumere concretamente la responsabilità dei poteri di polizia e di applicazione della legge in Giudea e Samaria", ha concluso Ben Gvir.
Kushner da Netanyahu. Il premier israeliano vede anche Mladenov
L'inviato statunitense e genero del presidente Donald Trump, Jared Kushner, sta incontrando a Gerusalemme il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu dopo i colloqui in Egitto con il movimento islamista Hamas per promuovere un piano di pace per Gaza. L'incontro è iniziato in tarda mattinata. Il primo ministro israeliano dovrebbe incontrare anche Nickolay Mladenov, il rappresentante di Gaza nel Board of Peace. Secondo alcuni media israelianiai colloqui partecipa anche l'ex primo ministro britannico Tony Blair, nominato da Donald Trump nel Consiglio. Kushner e i membri della delegazione di Hamas si sono incontrati ieri in Egitto e l'inviato statunitense ha insistito sul completo disarmo del movimento palestinese e sul fatto che non abbia alcun ruolo nel futuro governo di Gaza, secondo fonti vicine ai colloqui. Un alto funzionario di Hamas ha affermato che il gruppo ha espresso a Kushner il proprio impegno nei confronti del piano per Gaza e la richiesta di esercitare pressioni su Netanyahu. "Hamas chiede che l'amministrazione statunitense faccia pressione sul governo Netanyahu affinché rispetti l'accordo sulla roadmap e lo attui. Hamas è in attesa della risposta dell'amministrazione statunitense in merito alla posizione di Israele sull'accordo", ha dichiarato il funzionario all'AFP. Per anni, gli Stati Uniti si sono rifiutati di dialogare con Hamas, che avevano designato come organizzazione terroristica e che aveva guidato l'attacco del 7 ottobre 2013 contro Israele, scatenando la guerra di Gaza. Ma l'amministrazione Trump si è mostrata sempre più disposta a impegnarsi in colloqui diretti con il movimento islamista.
Teheran nega il ritorno in Iran a due diplomatici francesi accusati di interferenze
Il ministero degli Esteri iraniano ha dichiarato che a due diplomatici francesi, arrestati brevemente il mese scorso con l'accusa di "interferenze", non sarà permesso di ritornare nella Repubblica islamica. Lo scorso 20 luglio, il ministro degli Esteri francese Jean-Noel Barrot aveva riferito che i due erano stati presi di mira da funzionari iraniani la notte precedente "in flagrante violazione dell'immunità diplomatica", parlando di "un gravissimo atto di intimidazione" per mano dei servizi di sicurezza iraniani. Oggi il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Esmaeil Baghaei ha replicato alle autorità francesi, affermando che avrebbero dovuto scusarsi per le azioni dei diplomatici, che a suo dire avevano violato la Convenzione di Vienna. "I due individui coinvolti hanno lasciato l'Iran. Abbiamo anche annunciato ufficialmente che non sarà loro permesso di rientrare", ha dichiarato durante una conferenza stampa. Teheran aveva precedentemente accusato i diplomatici di essersi "intromessi negli affari interni dell'Iran con il pretesto di interagire con la società civile".
Hamas: "Bene l'impegno di Trump, ma faccia pressione su Israele affinché rispetti accordi su Gaza"
"Chiediamo al presidente Trump di fare pressione sul governo di occupazione affinché rispetti gli accordi raggiunti per l'attuazione della seconda fase del piano di pace di Trump per la Striscia di Gaza". Lo ha dichiarato il portavoce di Hamas, Hazem Qassem, dopo che il presidente americano Donald Trump ha esortato Israele di fermare gli attacchi contro Gaza. Secondo Qassem, l'appello del presidente americano conferma "l'impegno di Trump nei confronti dell'accordo sul cessate il fuoco".
Houthi: "Colpita una nave militare saudita nel Mar Rosso"
Gli Houthi yemeniti hanno rivendicato di aver attaccato una nave militare saudita e altre quattro imbarcazioni che la accompagnavano nel Mar Rosso, nell'ambito del blocco navale portato avanti contro il regno. Gli Houthi hanno annunciato di aver "colpito con successo una nave da sbarco militare appartenente al nemico saudita, accompagnata da quattro motovedette militari, nel Mar Rosso al largo della costa di Mokha, con diversi missili balistici", secondo il loro portavoce militare, Yahya Saree.
Teheran: "Con l'Oman su Hormuz raggiunto accordo su mappa dei percorsi"
Teheran ha annunciato di aver di fatto chiuso l'accordo con l'Oman sullo Stretto di Hormuz e le parti stanno ora lavorando per definire i dettagli di una dichiarazione congiunta. Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baghaei, ha dichiarato che "è stato raggiunto un accordo in merito alla mappa del percorso di transito". Baghaei non ha fornito ulteriori dettagli, ma precedenti indiscrezioni suggerivano che l'accordo avrebbe riaperto lo stretto, consentendo alle navi di entrare attraverso una rotta vicina all'Iran e di uscire in prossimità dell'Oman.
Trump: "Canale aperto con i Pasdaran, non ho fretta di far finire guerra"
Donald Trump conferma di avere un canale di comunicazione diretto e riservato con le Guardie Rivoluzionarie iraniane e afferma di non avere fretta di porre fine alla guerra. Lo dce lo stesso presidente Usa in una intervista a Fox News. "Sono bravi giocatori di poker, ma stanno morendo", ha detto Trump a Fox News riferendosi ai Pasdaran. "Non ho una scadenza. Non ho fretta", ha aggiunto.
Trump: "Bombarderemo l'Oman se si mette in mezzo su Hormuz"
Il presidente Donald Trump ha dichiarato che gli Stati Uniti "bombarderanno" l'Oman se si metterà di mezzo nel conflitto con l'Iran nello Stretto di Hormuz. "Se l'Oman si mette di mezzo, lo bombarderemo senza pietà", ha detto Trump in un'intervista a Fox News. L'Iran ha dichiarato di essere in trattative con l'Oman per la riapertura dello stretto.
Trump: "Israele non dovrebbe colpire Gaza, Hamas ha accettato disarmo"
Donald Trump ha ribadito a Fox News che Israele "non dovrebbe colpire Gaza". Hamas "ha accettato di posare le armi", ha aggiunto il presidente americano, dopo l'incontro di ieri in Egitto tra alti funzionari del movimento palestinese e Jared Kushner.
Trump: "Munizioni utilizzate finora sono noccioline"
Le munizioni utilizzate finora dagli Stati Uniti nel conflitto con l'Iran sono "noccioline" rispetto alle scorte a disposizione. Lo ha affermato il presidente americano Donald Trump in un'intervista a Fox News, assicurando che gli Stati Uniti dispongono ancora di "molte armi di medio livello". Trump ha invece attribuito al suo predecessore Joe Biden la riduzione delle scorte di alcuni degli armamenti "più avanzati", sostenendo che molti siano stati ceduti durante la precedente amministrazione. Il presidente ha citato in particolare i sistemi di difesa aerea, sottolineando che si tratta proprio delle armi di cui gli Stati Uniti "hanno bisogno ora in Medio Oriente".
Katz ordina piano per trasferire le attività civili in Cisgiordania da Idf a polizia
Il ministro della Difesa Israel Katz ha annunciato che l'Idf presenterà entro due settimane un piano per trasferire le attività di controllo civile in Cisgiordania alla responsabilità della polizia. ''Non permetteremo violenze e azioni di giustizia fai-da-te da parte di soggetti non autorizzati'', ha affermato durante una riunione di sicurezza a cui hanno partecipato anche il Capo di Stato Maggiore Eyal Zamir e il generale Avi Bluth, Capo del Comando Centrale, con competenza sulla Cisgiordania.
Trump: "L'obiettivo numero uno è che l'Iran non possegga l'arma nucleare"
"L'obiettivo numero uno è, e sarà sempre, che l'Iran non possa possedere, in alcun modo, forma o maniera, un'arma nucleare": lo ha scritto Donald Trump su Truth nel giorno in cui scade il cessate il fuoco di 60 giorni tra Usa e Iran.
Teheran: "Raggiunto accordo con Oman su Stretto Hormuz"
L'Iran afferma di aver raggiunto un accordo con l'Oman su un piano per il transito delle navi attraverso lo Stretto di Hormuz. Le parti stanno ora lavorando per definire i dettagli di una dichiarazione congiunta. Lo dice il portavoce del Ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baghaei. "E' stato raggiunto un accordo in merito alla mappa del percorso di transito", ha detto Baghei senza fornire ulteriori dettagli. Secondo le informazioni emerse in precedenza, l'accordo riaprirebbe lo stretto, consentendo alle navi di entrare attraverso una rotta vicina all'Iran e di uscire attraverso una rotta vicina all'Oman. Le navi transiterebbero senza pagare tasse o pedaggi durante il periodo transitorio.
Il Papa riceverà giovedì il presidente libanese Aoun
Giovedì prossimo, 20 agosto, papa Leone XIV riceverà in udienza in Vaticano il presidente della Repubblica del Libano, Joseph Aoun. Lo rende noto la Sala stampa della Santa Sede. L'appuntamento a Palazzo Apostolico è per le ore 9.30. Papa Leone e il presidente Aoun si erano già incontrati a Beirut lo scorso 30 novembre durante il viaggio apostolico del Pontefice in Libano.
Aoun: "Unifil resti nel sud, contribuisce a stabilità"
Il presidente libanese Joseph Aoun si è espresso a favore della permanenza dell'Unifil nel sud del Paese, accogliendo con favore un'iniziativa parlamentare e una petizione che chiedono l'estensione del mandato delle forze internazionali. "La presenza dell'Unifil nel sud è importante per numerose ragioni e contribuisce a stabilizzare la popolazione nei villaggi e nelle città, rafforzando la stabilità attraverso la cooperazione e il coordinamento con l'esercito libanese", ha detto Aoun come si legge in una nota diffusa su 'X' dall'ufficio presidenziale.
''La nostra prima opzione è quella di estendere la presenza delle forze Unifil e, qualora non fosse possibile, la seconda opzione è quella di adottare una formula che garantisca la continuazione della presenza di forze internazionali nel sud, nel rispetto del quadro giuridico previsto, con tali forze che opereranno a fianco dell'esercito libanese e in coordinamento con esso, a sostegno della stabilità e dell'attuazione dei compiti ad esso affidati'', ha aggiunto. Aoun ha affermato che Israele si oppone alla presenza dell'Unifil e da quasi un anno esercita pressioni per il suo ritiro, mentre il Libano chiede che resti.
Netanyahu incontra a Gerusalemme Kushner, Mladenov e Tony Blair
È iniziato a Gerusalemme l'incontro tra il primo ministro Benjamin Netanyahu e l'inviato e genero del presidente Trump Jared Kushner, come riferiscono i media israeliani. Al colloquio prendono parte anche il direttore esecutivo del Board of Peace Nickolay Mladenov e l'ex premier britannico Tony Blair, consigliere dell'organismo creato da Trump. Ieri i tre inviati hanno incontrato i leader di Hamas in Egitto.
Media, Idf ha demolito casa in villaggio Cisgiordania
Le forze israeliane hanno demolito una casa a due piani nel villaggio di Qalandiya, in Cisgiordania. Lo riporta l'agenzia palestinese citando un attivista locale. I soldati israeliani avrebbero fatto irruzione nella zona di al-Bariyat, hanno circondato l'abitazione di un residente e l'hanno demolita, presumibilmente per mancanza di permesso di costruzione. La casa era abitata da due famiglie per un totale di 15 persone, ha aggiunto Wafa.
Media, Houthi lanciano cinque missili verso Bab al-Mandab
Secondo quanto riportato da Al Arabiya, che cita fonti governative yemenite, gli Houthi hanno lanciato cinque missili verso lo Stretto di Bab al-Mandab, al largo delle coste dello Yemen.
Netanyahu indica sindaco New York come nemico di Israele, con Mojtaba, Erdogan e Qassem
In un manifesto elettorale, il premier israeliano Benjamin Netanyahu e il Likud hanno indicato come nemico di Israele il sindaco di New York Zohran Mamdani insieme con presidente turco Recep Tayyip Erdoğan, il leader iraniano Mojtaba e il capo di Hezbollah Naim Qassem. Il primo ministro ha anche postato su X l'immagine con lo slogan: "Vogliono che Netanyahu perda. Non lasciate che vincano".
Siria, virale video militari governativi che intonano slogan pro-Gaza e anti-ebraici
Circola sui social un video, diventato virale nelle ultime ore, che mostra militari delle forze governative siriane intonare cori contro lo Stato ebraico e in sostegno a Gaza durante una parata all'interno della cittadella di Damasco. Il filmato è stato pubblicato da diverse piattaforme, tra cui l'Osservatorio nazionale per i diritti umani in Siria. Il filmato arriva mentre prosegue il negoziato sul dossier della sicurezza tra Damasco e Israele, sotto mediazione statunitense, e a poche settimane dal previsto viaggio del presidente siriano Ahmed al-Sharaa a New York, dove è atteso un incontro con il segretario di Stato americano Marco Rubio. Nel filmato si vedono decine di militari governativi siriani intonare le parole: "Gaza è il nostro slogan... ebreo stiamo arrivando!".
Iran: "Nel memorandum con gli Usa non c'è scadenza, Washington l'ha violato"
Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baghaei, ha affermato che il memorandum di 60 giorni firmato con gli Usa esattamente due mesi fa non ha una "scadenza" e che le discussioni con gli Usa si sono interrotte perché Washington ha violato l'intesa. "Nel testo del memorandum d'intesa non è presente alcun riferimento a una scadenza di 60 giorni. Ciò che era previsto nel memorandum era semplicemente un periodo di 60 giorni per le discussioni relative alla 'revoca delle sanzioni' e alla 'questione nucleare', che, in caso di mancato raggiungimento di un risultato, poteva essere prorogato. La flagrante violazione del memorandum da parte degli Stati Uniti ha interrotto le discussioni", ha affermato Baghaei, come riferisce Isna.
Teheran smentisce l'esistenza di un "nuovo mediatore" con Usa
L'Iran ha smentito l'esistenza di un nuovo mediatore nelle relazioni con gli Stati Uniti, dopo che ieri il sito Axios ha riportato la notizia che il presidente del Kurdistan iracheno, Barzani, ha contatto i Pasdaran per aprire un canale diretto con l'amministrazione Trump. "Il problema principale tra Teheran e Washington non è la mancanza di un mediatore", ha dichiarato il portavoce del ministero degli Affari Esteri, Esmail Baqaei, come riporta l'agenzia Tasnim. "Per quanto riguarda le questioni relative alle relazioni tra Iran e Stati Uniti, Paesi come il Pakistan e il Qatar stanno cercando di svolgere un ruolo di mediazione", ha ricordato il portavoce, "è anche naturale che alcuni Paesi europei esprimano la propria disponibilità, ma questo non significa la formazione o l'accettazione di un nuovo mediatore nel processo di relazioni Iran-Usa". "La principale sfida tra Iran e Stati Uniti non è la questione della mediazione, ma il problema risiede nel tipo di visione, nei calcoli errati e nell'insistenza del governo americano su metodi e approcci che si sono rivelati fallimentari centinaia di volte", ha denunciato Baqaei.
Tony Blair si unisce a Kushner in visita Israele
L'ex primo ministro britannico, Tony Blair, si unirà all'inviato statunitense, Jared Kushner, nella sua visita in Israele dove lo aspetta un'importante giornata di colloqui sul futuro del piano di pace per Gaza. Lo riporta Sky News. Blair è stato inserito dalla Casa Bianca in un "comitato esecutivo fondatore" incaricato di guidare gli sforzi di pace a lungo termine in Medio Oriente. L'ex primo ministro laburista ha definito il piano per Gaza, proposto dal Board of Peace di Donald Trump, un "risultato straordinario" e "qualcosa che molti ritenevano impossibile".
Israele, oggi le primarie del partito di Netanyahu, il Likud
I membri del Likud, il partito di Benjamin Netanyahu, voteranno oggi per scegliere i candidati che si presenteranno alle elezioni parlamentari di ottobre, insieme ai nove candidati precedentemente selezionati dallo stesso primo ministro israeliano. "Domani voterò alle primarie del Likud per una lista vincente che impedirà a Eisenkot e Yair Golan di formare un governo di coalizione con i partiti arabi, come promesso. Confido in voi, membri del Likud, e nella vostra capacità di scegliere saggiamente i vostri rappresentanti", ha scritto Netanyahu ieri sera su X. Le votazioni si svolgeranno presso i seggi elettorali in tutto Israele, dalle 10 alle 21 (dalle 9 alle 20 in Italia), secondo le informazioni pubblicate sul sito web del Likud, ma è possibile che la chiusura dei seggi venga posticipata, come accaduto nelle precedenti primarie. Secondo il quotidiano Haaretz, si prevede che circa 140.000 iscritti al Likud voteranno.
Kushner incontrerà oggi Netanyahu, dopo colloqui con leader di Hamas in Egitto
L'inviato statunitense Jared Kushner incontrerà oggi il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, dopo aver avuto colloqui con i leader di Hamas in Egitto, volti a rilanciare il piano di pace per Gaza sostenuto dagli Stati Uniti, finora respinto da Israele. L'incontro si svolge due settimane dopo che Hamas ha approvato l'ultima fase del piano di Trump per Gaza, che Netanyahu si è rifiutato di sostenere, insistendo sul fatto che qualsiasi accordo debba garantire il 'vero disarmo' del gruppo.
Vandalizzata chiesa a Giaffa, arrestato un ventenne
Un uomo di circa 20 anni è stato arrestato per presunto vandalismo ai danni della chiesa di Sant'Antonio da Padova nel quartiere di Giaffa a Tel Aviv. Lo riporta il Times of Israel. Secondo quanto riferito dalla polizia, ieri mattina e' stata presentata una denuncia per i danni arrecati alla chiesa, dove diverse statue sono state distrutte e numerose croci spezzate. La polizia ha dichiarato di essere riuscita a identificare il sospetto e di averlo arrestato poco fa. L'uomo è stato trasferito in commissariato per essere interrogato. Negli ultimi anni si è registrato un aumento di atti vandalici e aggressioni contro i cristiani in Israele da parte di gruppi estremisti.