Introduzione
I nuovi attacchi del presidente Usa contro la premier italiana hanno allargato la frattura tra la Casa Bianca e Palazzo Chigi. Mentre continua la tensione, l’esecutivo vuole provare a raffreddare i toni ed evitare crisi diplomatiche prima del prossimo possibile faccia a faccia tra i due leader al vertice Nato di Ankara, il 7-8 luglio. Occhi puntati anche sulle celebrazioni per l'Independence Day. Gli esponenti del governo sembrano intenzionati a non disertare l’evento nella residenza dell'ambasciatore americano a Villa Taverna, a Roma.
Intanto, il Financial Times scrive: "Meloni è stata a lungo l'alleata europea più fedele di Donald Trump, ma ora ha abbandonato la sua cauta deferenza". Per il quotidiano britannico, il cambio di approccio "arriva proprio mentre Meloni si prepara a una battaglia per la rielezione in cui il suo stretto rapporto con il presidente degli Stati Uniti sta diventando un peso politico sempre più gravoso".
Quello che devi sapere
L’ultimo attacco di Trump
L’ultimo attacco in ordine di tempo è arrivato durante la sera italiana del 21 giugno: Trump ha infatti scritto su Truth che “dopo aver speso miliardi di dollari per la Nato, l'Italia e il suo premier non sembrano nemmeno disposti a prendere parte all'azione contro l'Iran e la sua seria minaccia nucleare. Da decenni li difendiamo, ma quando arriva il momento di difendere noi e il resto del mondo, non ci sono. Non va bene”.
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Cosa è successo ieri
Anche ieri Donald Trump è tornato ad attaccare violentemente Giorgia Meloni. Dopo l’intervista in cui ha detto che la premier italiana al G7 l’ha “implorato” di fare una foto insieme, il tycoon ha usato i social per proseguire lo scontro. “Dopo che gli Stati Uniti hanno sconfitto militarmente l'Iran, lei vuole tornare a essere amica per far risalire i suoi 'numeri'. No, grazie”, afferma su Truth l’inquilino della Casa Bianca che incalza: “La sua popolarità in Italia è in calo, forse perché ha voltato le spalle agli Stati Uniti - un Paese che ama e protegge davvero l'Italia - rifiutandosi di impedire all'Iran di ottenere o sviluppare armi nucleari. Contribuiamo con miliardi alla difesa dell'Italia ma ci ha negato basi per Iran”. Immediata la replica di Meloni, che parla di attacchi “gratuiti e insensati”, e annuncia che sarà la sua ultima risposta: “Non credo che questo sia uno spettacolo all'altezza del nostro compito. La mia popolarità non ti riguarda, concentrati sulla tua”. Quanto agli accordi sulle basi Usa, “non saranno violati finché sarò premier”.
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Meloni cerca di evitare lo scontro
La strategia della premier italiana è quella di provare a tenere separati i rapporti tra i governi, ora platealmente incrinati, dalle storiche relazioni tra i due Paesi. Il video diventato virale negli Usa con Meloni che parla ad Evian con Trump puntandogli il dito sembrerebbe essere stato il motivo della reazione violenta del presidente americano. Ma si tratta di supposizioni non confermate dall’esecutivo.
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I passi diplomatici
Il ministro degli Esteri Tajani ha cancellato il suo viaggio negli Usa per il Business Forum, che è stato quindi annullato. Ma non sono previsti ulteriori passi diplomatici. La prossima data utile per un nuovo possibile faccia a faccia tra i due leader è quella del 7-8 luglio, in occasione del vertice Nato di Ankara.
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Nuovo banco di prova per l’Europa: Trump al vertice Nato
Il caso Meloni agita le diplomazie. Trump, infatti, oltre a colpire la presidente del Consiglio italiana è tornato a criticare la Nato per non aver fatto nulla sull'Iran. Si teme che l’imminente vertice dell'Alleanza di inizio luglio possa diventare un terreno di scontro. Il segretario generale Rutte volerà a Washington mercoledì per vedere il tycoon e, lo stesso giorno, si collegherà con i leader dell'E5, invitati a Berlino da Friedrich Merz. L'obiettivo è arrivare compatti ad Ankara.
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Il summit con Macron
Emmanuel Macron - che si è detto colpito per l'attacco di Trump a Meloni - potrebbe approfondire la questione nel corso del bilaterale di Antibes con la presidente del Consiglio italiana, previsto per il 25 giugno, ovvero il giorno successivo al summit E5.
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Occhio al 4 luglio
A livello nazionale i riflettori sono puntati sulle mosse delle maggioranza e dell'esecutivo in vista della consuete celebrazioni per l'Independence Day, che si festeggia il 4 luglio ma l’evento in Italia è in programma in anticipo il 2 luglio a Villa Taverna. Al momento non sono arrivati ordini dai vertici del governo per disertare i festeggiamenti, né sono state prese decisioni condivise. La presenza della premier, secondo quanto stabilito già parecchi giorni fa, non sarebbe prevista. I leader del campo largo si preparano a disertare l’appuntamento nella residenza dell'ambasciatore americano, fatta eccezione per Matteo Renzi.
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Ciriani: “Non vado a ricevimento”
Dal centrodestra arriva però la prima presa di posizione netta: Luca Ciriani ministro dei Rapporti con il Parlamento, ha anticipato il suo forfait al tradizionale ricevimento all'ambasciata Usa. "Non ci vado, ci sono sempre stato, ma questa volta non c’è nulla da festeggiare", ha detto a Repubblica. "Siamo alleati degli Usa, amici leali, ma non sudditi”.
I dossier caldi sul tavolo Italia-Usa
Secondo molti analisti, tra i motivi degli attacchi di Trump ci sarebbe un malcontento per l’atteggiamento italiano nel conflitto in Iran (e non solo). In particolare, i paletti sull'uso delle basi americane in Italia, le spese per la Difesa ancora a livello ritenuto non adeguato, ma anche la mancata partecipazione al Purl, il programma che prevede l'acquisto di armi Usa destinate all'Ucraina da parte dei Paesi europei. Altro punto di discussione potrebbe essere l'annunciata revisione della presenza militare Usa in Italia. Dopo il colloquio Hegseth-Crosetto non era filtrata la volontà di un disimpegno degli Stati Uniti dalle basi italiane. Ma Trump potrebbe decidere diversamente.
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