Introduzione
Il disegno di legge sulla caccia, dopo quasi un anno di vita, arriva al vaglio dell'Aula di Palazzo Madama. Il primo ok del Parlamento è atteso tra stasera e domani. Contro il provvedimento, che riforma la precedente legge sul settore, si sono schierate le opposizioni ma anche associazioni ambientaliste che contestano, tra l'altro, l'estensione delle specie cacciabili e le condizioni ambientali in cui è ammessa la caccia. Ecco cosa sapere.
Quello che devi sapere
Il percorso del ddl
L'iter del provvedimento era cominciato il 3 luglio 2025 nelle commissioni Ambiente e Industria mentre le prime proposte sul tema risalgono all'inizio della legislatura, targate Lega e Fratelli d'Italia. Ora il testo è approdato al Senato. Questa mattina, dopo l'intervento della relatrice, la senatrice Francesca Tubetti di FdI, è iniziato l’esame del disegno di legge. M5s e Avs hanno presentato due pregiudiziali di costituzionalità, entrambe bocciate. Dopo un’interruzione, nel pomeriggio si è passati all'esame e al voto degli emendamenti, all'incirca 900 e per lo più delle opposizioni.
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La riforma
Nella sostanza, il testo riforma l'attuale legge sulla caccia, la 157 del 1992. Il provvedimento ha la firma del presidente dei senatori di FdI, Lucio Malan e conta 20 articoli. Il centrodestra ha difeso il testo elencando i rischi che vengono dalla presenza di alcuni animali selvatici come gli ungulati, spesso causa di incidenti stradali e di danni agli allevamenti.
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Le novità
Con la riforma cambia il ruolo dei cacciatori intesi come "bioregolatori" e la caccia diventa formalmente "attività utile alla conservazione e alla tutela della biodiversità e degli ecosistemi". Di conseguenza aumenta il numero di animali cacciabili - ad esempio sparisce il riferimento al lupo, dall'elenco delle specie di fauna selvatica tutelate - e aumentano le aree di caccia consentite, come spiagge e aree protette. Si potrà cacciare nelle aziende faunistiche private, visto che viene meno la norma che prima permetteva ai proprietari di imporre uno stop per motivi etici.
I calendari e i limiti
Il ddl incide anche sui calendari venatori, aprendo alla possibilità di cacciare anche durante le fasi di migrazione e nidificazione degli animali, o con il buio perché si potranno usare visori notturni e silenziatori. Previsti, infine, limiti meno rigidi sui richiami vivi ossia gli uccelli usati come esca sonora negli appostamenti di caccia.
Opposizioni sul piede di guerra
In modo compatto, i partiti di opposizione hanno contestato il ddl. La segretaria del Pd, Elly Schlein, ha commentato: “Non è una riforma, è un tentativo sguaiato e ideologico di frantumare il delicato equilibrio della legge 157. È una resa incondizionata alla frangia venatoria più estremista, in barba alla scienza, al diritto europeo e al dovere costituzionale di tutelare l'ecosistema e la biodiversità. Chiediamo quindi il ritiro immediato del ddl”. Il leader del M5s Giuseppe Conte dice che il ddl è “un grave passo indietro nella tutela della natura e della biodiversità. Non si tratta di una modifica tecnica, ma della precisa scelta politica di sacrificare l'interesse generale per soddisfare interessi particolari. Ci siamo opposti in ogni sede utile e continueremo a farlo, dentro e fuori le aule parlamentari. Proveremo in ogni modo a fermare questo scempio”. Angelo Bonelli, deputato Avs e co-portavoce di Europa Verde ha aggiunto che "Giorgia Meloni con la riforma vuole colpire la biodiversità e il patrimonio naturale del nostro Paese. Vogliono estendere l'attività venatoria fino a trasformare parchi, aree protette e perfino le spiagge in luoghi dove si può sparare”.
Le associazioni ambientaliste
Critiche anche numerose associazioni ambientaliste, convinte che le maglie più larghe previste per la caccia mettano a rischio la sicurezza pubblica e le tutele per la fauna selvatica, oltre a innescare poi conflitti con le direttive europee in materia ambientale.
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Lipu divulga lettera Vaticano: “Impegno Papa per tutela del creato”
Lipu-BirdLife Italia ha divulgato oggi una lettera della Segreteria di Stato del Vaticano indirizzata a loro. "È con emozione e gratitudine che abbiamo accolto la risposta del Papa alla nostra nota di preoccupazione circa il disegno di legge 1552 sulla caccia”. Leone XIV - riporta l’associazione in una nota - pur sottolineando l'indiscutibile terzietà della Santa Sede rispetto alle "tematiche legislative degli Stati", ha definito il tema "una questione di grande rilevanza sociale e morale", "pregando affinché siano esauditi i legittimi desideri della Lipu". Il Papa, prosegue la nota, ha inoltre assicurato che la Santa Sede non mancherà di promuovere "il rispetto e la tutela del creato".
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