Ddl caccia, via libera del Senato: il testo passa alla Camera. Cosa prevede la riforma

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Introduzione

Il disegno di legge sulla caccia, dopo quasi un anno di vita, ha ricevuto il via libera di Palazzo Madama con 80 voti favorevoli, 56 contrari e due astenuti. Contro il provvedimento, che riforma la precedente legge sul settore, si sono schierate le opposizioni ma anche associazioni ambientaliste che contestano, tra l'altro, l'estensione delle specie cacciabili e le condizioni ambientali in cui è ammessa la caccia. Ecco cosa sapere.

Quello che devi sapere

Il percorso del ddl

L'iter del provvedimento era cominciato il 3 luglio 2025 nelle commissioni Ambiente e Industria mentre le prime proposte sul tema risalgono all'inizio della legislatura, targate Lega e Fratelli d'Italia. Il 17 giugno 2026, dopo l'intervento della relatrice, la senatrice Francesca Tubetti di FdI, è iniziato l’esame del disegno di legge. M5s e Avs hanno presentato due pregiudiziali di costituzionalità, entrambe bocciate. Dopo un’interruzione, si è passati all'esame e al voto degli emendamenti, all'incirca 900 e per lo più delle opposizioni. In serata - dopo una sospensione per mancato numero legale - si è deciso di riprendere i lavori nella mattinata del 18 giugno. Dopo altre due sospensioni dell'Aula per mancanza del numero legale, il capogruppo della Lega Massimiliano Romeo si è fatto portavoce della richiesta da parte del Senato di sospendere la seduta. Le votazioni degli emendamenti sul testo sono quindi riprese il 23 giugno, giorno in cui poi è arrivato il via libera.

 

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La riforma

Nella sostanza, il testo riforma l'attuale legge sulla caccia, la 157 del 1992. Il provvedimento ha la firma del presidente dei senatori di FdI, Lucio Malan e conta 20 articoli. Il centrodestra ha difeso il testo elencando i rischi che vengono dalla presenza di alcuni animali selvatici come gli ungulati, spesso causa di incidenti stradali e di danni agli allevamenti.

 

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Una battuta di caccia
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Le novità

Con la riforma cambia il ruolo dei cacciatori intesi come "bioregolatori" e la caccia diventa formalmente "attività utile alla conservazione e alla tutela della biodiversità e degli ecosistemi". Di conseguenza aumenta il numero di animali cacciabili - ad esempio sparisce il riferimento al lupo dall'elenco delle specie di fauna selvatica tutelate - e aumentano le aree di caccia consentite, come spiagge e aree protette. Si potrà cacciare nelle aziende faunistiche private, visto che viene meno la norma che prima permetteva ai proprietari di imporre uno stop per motivi etici.

I calendari e i limiti

Il ddl incide anche sui calendari venatori, aprendo alla possibilità di cacciare anche durante le fasi di migrazione e nidificazione degli animali, o con il buio perché si potranno usare visori notturni e silenziatori. Previsti, infine, limiti meno rigidi sui richiami vivi ossia gli uccelli usati come esca sonora negli appostamenti di caccia.

Una battuta di caccia
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La rabbia delle opposizioni

In modo compatto, i partiti di opposizione hanno contestato il ddl. Per la segretaria del Pd, Elly Schlein, "non è una riforma, è un tentativo sguaiato e ideologico di frantumare il delicato equilibrio della legge 157. È una resa incondizionata alla frangia venatoria più estremista, in barba alla scienza, al diritto europeo e al dovere costituzionale di tutelare l'ecosistema e la biodiversità. Chiediamo quindi il ritiro immediato del ddl". "Riteniamo che questo provvedimento legislativo sia contra constitutionem. La riforma dell'articolo 9, lo ha introdotto nella Costituzione il concetto di tutela dell'ambiente, protezione e preservazione della biodiversità e della sostenibilità ambientale, anche rispetto alle generazioni future - ha detto il leader del M5S Giuseppe Conte - Una rivoluzione di cui in Parlamento non si sono ancora accorti, perché significa che ogni provvedimento di legge, ogni atto che dovrà essere interpretato, andrà conformato alla Costituzione". "È una vergogna. Non riesco a comprendere come la destra abbia potuto immaginare e portare in Parlamento una proposta di legge così grave. Per capire cosa sta accadendo, basta guardare il contenuto del provvedimento: si apre e si autorizza l'attività venatoria nei parchi e perfino sulle spiagge. Inoltre, si consente la caccia a specie oggi protette, come lo stambecco e l'oca selvatica", ha rincarato il leader di Alleanza Verdi e Sinistra Angelo Bonelli. Nel giorno della votazione al Senato, le opposizioni hanno anche partecipato al sit-in di protesta organizzato da Legambiente, Lac, Lav, Enpa, Lipu e Wwf. 

Le associazioni ambientaliste

Critiche anche numerose associazioni ambientaliste, convinte che le maglie più larghe previste per la caccia mettano a rischio la sicurezza pubblica e le tutele per la fauna selvatica, oltre a innescare poi conflitti con le direttive europee in materia ambientale.

 

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Lipu divulga lettera Vaticano: "Impegno Papa per tutela del creato"

Lipu-BirdLife Italia il 17 giugno aveva divulgato una lettera della Segreteria di Stato del Vaticano indirizzata a loro. "È con emozione e gratitudine che abbiamo accolto la risposta del Papa alla nostra nota di preoccupazione circa il disegno di legge 1552 sulla caccia". Leone XIV - riportava l’associazione in una nota - pur sottolineando l'indiscutibile terzietà della Santa Sede rispetto alle "tematiche legislative degli Stati", ha definito il tema "una questione di grande rilevanza sociale e morale", "pregando affinché siano esauditi i legittimi desideri della Lipu". Il Papa, prosegue la nota, ha inoltre assicurato che la Santa Sede non mancherà di promuovere "il rispetto e la tutela del creato".

 

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