Governo Meloni, non solo legge elettorale: i temi sull’agenda del Parlamento da settembre

Politica
Ansa/Ipa

Introduzione

Archiviato Ferragosto, ai politici italiani restano ancora alcune settimane di vacanza prima di tornare al lavoro. Il Parlamento, infatti, è in ferie fino a inizio settembre. Poi i ministri del governo di Giorgia Meloni, insieme a deputati e senatori, troveranno ad attenderli riforme e decreti: ecco i provvedimenti e i temi che animeranno le discussioni alla Camera e al Senato dopo la pausa estiva

Quello che devi sapere

Il Parlamento in ferie fino a settembre

Come detto, il Parlamento è chiuso per ferie fino a settembre. Tuttavia, mentre le sedute delle Aule di Montecitorio e Palazzo Madama riprenderanno da mercoledì 9 settembre, già dai primi giorni del mese inizieranno le riunioni delle varie commissioni.

 

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La riforma della legge elettorale

In particolare, alla ripresa dopo la pausa estiva occhi puntati sulle commissioni del Senato: nei primi giorni del mese, dopo lo sprint impresso da governo e maggioranza all'inizio di agosto, dovranno definire la tormentata riforma della legge elettorale. Secondo il calendario che è emerso, gli emendamenti devono essere presentati in commissione entro il primo settembre. L’esame dell’aula di Palazzo Madama, poi, dovrebbe iniziare il 9 settembre e il vito finale è previsto entro il 15 dello stesso mese. L’obiettivo dell’esecutivo, infatti, è di arrivare alla terza lettura alla Camera – e quindi chiudere la questione – entro la fine di settembre.

 

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I nodi

Tuttavia, sulla riforma della legge elettorale restano ancora dei nodi da sciogliere. Il principale, all’interno del centrodestra, è rappresentato dalla questione delle preferenze: su questo tema, gli sherpa della maggioranza hanno raggiunto un'intesa di massima a inizio agosto ma ora questo accordo deve essere tradotto in un emendamento unitario che trovi il consenso di tutte le forze della coalizione.

 

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I possibili ostacoli

Il percorso della riforma, secondo gli esperti, è tutt’altro che semplice e non si esclude che – per eliminare eventuali ostacoli ed evitare sorprese – dopo il voto a Palazzo Madama che dovrebbe procedere senza intoppi non si decida di ricorrere alla fiducia nell'ultimo passaggio a Montecitorio. Alla Camera, infatti, potrebbero arrivare altre sorprese durante il voto finale, quando si potrà chiedere lo scrutinio segreto: un passaggio che ha già mandato sotto la maggioranza nella votazione in prima lettura a Montecitorio sulla delicata questione delle preferenze, che non piacciono a molti parlamentari. Un eventuale esito negativo del voto, secondo fonti sia di maggioranza sia di opposizione, non potrebbe non avere effetti sulla coalizione di governo.

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Rai e Media freedom act

Una volta superato lo scoglio della legge elettorale, ad attendere le Camere ci sono altri provvedimenti importanti. In autunno, deputati e senatori devono prepararsi per il voto sulla riforma della governance Rai e del recepimento del Media freedom act. Prima della chiusura della legislatura, potrebbe esserci un altro passaggio significativo per sbloccare l'indicazione dei nuovi nomi per la Vigilanza. In questo contesto, resta il nodo della presidenza dell'ente radiotelevisivo pubblico: Forza Italia, al momento, sembra essere ferma sul nome di Simona Agnes ma questa candidata non è gradita alle opposizioni, che ne fanno più una questione di metodo – criticando l'imposizione della maggioranza - che di sostanza sulla persona.

I decreti da convertire

Dopo le ferie estive, alla ripresa dei lavori del Parlamento, ad attendere deputati e senatori ci sono anche diversi decreti da convertire in tempi rapidi. Tra gli altri, quello sullo svolgimento dei procedimenti civili e penali a seguito del crollo dell'immobile degli uffici giudiziari di Bolzano, le norme sui carburanti e l'ex Ilva (dove molto probabilmente confluirà anche l'ultima proroga sul taglio delle accise varata dal Consiglio dei ministri del 4 agosto e in scadenza il 25), il decreto Campi flegrei.

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Gli altri provvedimenti

E ancora, c’è il ddl Caccia: su questo provvedimento c'è stata una vera e propria battaglia parlamentare a luglio tra maggioranza e opposizione, anche con alcuni malumori di Forza Italia). Poi c’è il ddl sicurezza: qui potrebbero rispuntare le norme sulle intercettazioni, già stralciate dal decreto giustizia dopo forti tensioni nella coalizione di governo. In attesa anche il dl sull'obbligo di compostabilità di alcune tipologie di imballaggi. Fermo da inizio agosto pure il disegno di legge sul cinema, che tornerà in Aula della Camera alla ripresa dei lavori. E il c’è anche il “Coltiva Italia”, licenziato da Montecitorio e passato al Senato, dove va approvata anche la delega al governo in materia di energia nucleare sostenibile.

 

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