Attacco di Trump a Meloni, continua la polemica. La premier: “Non credo sia finita qui”

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Il leader Usa sull’incontro con la presidente del Consiglio al G7 di Evian: “Mi ha implorato di fare una foto con lei! La voleva così tanto. L'avrei anche non fatta, ma mi è dispiaciuto per lei”. La replica: “Sono allibita. Io e l'Italia non imploriamo mai. Dispiace che non abbia la stessa determinazione con i nemici dell'Occidente”. Poi Trump insiste: “Non la voglio come fan, non c'era per Hormuz”. La premier sarebbe “preoccupata”

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Continua a far discutere l’attacco del presidente Usa Donald Trump alla premier italiana Giorgia Meloni. Durante una conversazione telefonica con La7, il tycoon è tornato sull’incontro al G7 di Evian definito "del disgelo" e, riferendosi alla presidente del Consiglio, ha detto: “Mi ha implorato di fare una foto con lei. Voleva una foto con me così tanto! L'avrei anche non fatta, ma mi è dispiaciuto per lei”. Frasi che hanno provocato subito critiche e reazioni, tanto che il vicepremier Antonio Tajani ha annullato la sua visita a Miami e il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha chiamato Meloni. Solidarietà alla premier è arrivata da esponenti di maggioranza e opposizioni, oltre che da diversi leader stranieri. Meloni ha risposto a Trump con un video postato sui suoi social: “Sono allibita. Io e l'Italia non imploriamo mai. Dispiace che non abbia la stessa determinazione con i nemici dell'Occidente”. Poi il tycoon ha rincarato la dose: “Non la voglio come fan, non c'era per Hormuz”. Da quanto filtra, Meloni sarebbe preoccupata per questo duello diplomatico che potrebbe continuare: "Certo che sono preoccupata, non credo sia finita qui", avrebbe detto secondo quanto ricostruito dal Corriere della Sera. E lo staff della premier avrebbe sollevato dubbi sulla salute mentale del presidente Usa.

L’attacco di Trump e la risposta di Meloni

Meloni, quindi, sarebbe convinta che gli attacchi di Trump potrebbero continuare e per questo – spiega il Corriere – sta elaborando insieme al suo staff e al resto del governo come reagire. “Certo che sono preoccupata, non credo sia finita qui”, avrebbe detto tornando a Roma da Bruxelles. La premier non ha nascosto la sua irritazione anche nel video con cui ha deciso di rispondere a Trump. Intanto, racconta ancora il Corriere, tra lo staff di Meloni “si attribuisce l’accaduto al profilo clinico di Trump”. Dall’altra parte, si cerca di capire cosa possa aver spinto Trump a fare quelle dichiarazioni. Il quotidiano di via Solferino ipotizza che al leader Usa potrebbero non essere piaciuti i tanti video di Meloni e Trump – non tutti autorizzati dallo staff americano – che sono stati diffusi: alcuni, soprattutto quelli in cui la premier sembra puntare l’indice verso il tycoon, sono diventati virali negli Usa.

Cacciari: “Trump un villano, volgarità a cui è meglio non rispondere”

Sul caso è intervenuto anche  il filosofo ed ex parlamentare Massimo Cacciari, che in una intervista al Corriere della Sera ha detto: “Trump è un villano, con una signora non ci si comporta così. La mia solidarietà a Giorgia Meloni". Parlando della reazione di Giorgia Meloni all'attacco di Trump, lui non avrebbe "nemmeno risposto" perché "di fronte a frasi del genere, in un momento storico come questo, alle persone di buonsenso dovrebbe solo cadere la lingua. Sia a chi le riceve, sia a chi è chiamato a commentarle come me, sia a chi è costretto a occuparsene come voi. Stiamo parlando di una battuta volgare - evidenzia - che non merita la nostra attenzione". Se non ci sia una sottovalutazione politica dell'Italia, per Cacciari "non c'è nessuna sottovalutazione di nessun governo, né italiano, né europeo, né cinese, né arabo, perché quell'interlocutore con questa battuta si qualifica da solo". E se quella di Trump possa essere una tattica per destabilizzare avversari e alleati: "Ma quale tattica, ma non scherziamo per piacere. Io ci vedo solo un uomo che dice cose per lo più a caso e questa volta le ha dette molto più pesanti del solito, ma come si fa... Il problema è che continuiamo ad amplificarle".

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Boccia: “Parole inaccettabili, ma fallita politica estera di Meloni”

Il caso, comunque, infiamma la politica italiana: il capogruppo del Partito Democratico al Senato, Francesco Boccia, in una intervista al Messaggero,  ha definito  "inaccettabili" e da respingere "senza ambiguità" le parole di Donald Trump sulla premier Giorgia Meloni, sostenendo però anche che rivelano "il fallimento della strategia politica su cui la premier ha costruito il suo posizionamento internazionale". Per Boccia “la questione è tutta politica, e la Meloni ha puntato su un rapporto personale con Trump che non ha rafforzato il peso dell'Italia, ma ha prodotto concessioni che hanno pesato sulle finanze pubbliche e aumentato le nostre dipendenze. L'offesa personale di Trump ci indigna e la condanniamo senza se e senza ma, ma non si può trascinare l'Italia su terreni che riguardano rapporti personali". Boccia ha concluso sostenendo che "quando si sbaglia politica estera, poi arriva il conto economico, che stanno pagando imprese e cittadini".

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