Coronavirus, Zaia: "Dopo l'alluvione è un altro cataclisma su Venezia. Governo intervenga"

Politica

Il presidente del Veneto: "L'emergenza sta pesando moltissimo sul turismo, serve anche un intervento finanziario per l'industria turistica". E all'esecutivo: "Deve avere la questione come priorità". Il presidente toscano Rossi: "Non esagererei con allarme"

"Il coronavirus è un altro cataclisma che arriva a Venezia dopo la grande alluvione”. A dirlo è il presidente della regione Veneto Luca Zaia. Il virus – aggiunge il governatore leghista – “pesa moltissimo sul turismo”. E “spero che si intervenga, non solo dal punto di vista sanitario, ma anche da quello finanziario a sostenere la nostra industria del turismo che è la prima in Italia". Il presidente veneto sottolinea che "la flessione già si vede in un periodo clou come quello del Carnevale, ma non c'è nessun motivo per non venire a Venezia. Davanti alla più grande industria in Italia, il turismo, e alla prima regione a livello nazionale, il governo deve avere la questione come priorità, sicuramente non alzando l'Iva o altre menate del genere”, ha aggiunto Zaia (LO SPECIALE CORONAVIRUS - TUTTI GLI AGGIORNAMENTI - MAPPA - ELENCO DELLE FONTI ATTENDIBILI - 5 BRITANNICI CONTAGIATI SULLE ALPI FRANCESI - DOMANDE E RISPOSTE - LA VITA SULLA NAVE GIAPPONESE IN QUARANTENA).

Zaia: “È l’anno nero di Venezia”

Il presidente del Veneto poi insiste: "L'alluvione ha avuto risonanza internazionale negativa, ci sono cittadini nel mondo che pensano che a Venezia ci sia ancora l'acqua nei palazzi. Quindi il coronavirus che blocca aerei e tutto quello che ne deriva deprime ancora di più gli arrivi”. "Diciamo che è l'anno nero di Venezia, ma comunque dopo la pioggia viene il sereno", ha aggiunto il governatore. "Intanto c'è un dato positivo: che il ministero ha accolto la nostra proposta, facendo in modo che ci sia l'isolamento fiduciario, la quarantena per gli studenti che vengono dalle zone infette”.

Il presidente toscano Rossi: “Non si esageri con l’allarme”

Sul coronavirus è intervenuto anche un altro governatore, il presidente della Toscana Enrico Rossi: "Non esagererei con l’allarme”, ha affermato. "È giusto prendere tutte le prevenzioni - ha aggiunto - è giusto adottare tutte le misure necessarie per garantire il massimo della sicurezza, ma noi teniamo presente che per ora nel nostro Paese non è morto nessuno, mentre invece mi sfugge il calcolo preciso di quanti morti produce ogni anno la normale influenza, e per la normale influenza bisognerebbe invece estendere la vaccinazione". Inoltre, ha sottolineato Rossi, "noi ci siamo dotati già ai tempi della Sars dei respiratori, perché poi la morte non è automatica se si prende questa influenza del coronavirus, dipende da come si viene curati".

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