Il sovrano britannico è alla seconda tappa del suo viaggio di nove giorni tra le ex colonie. Dopo l’arrivo alle Bahamas, Carlo ha incontrato il presidente della Guyana, Irfaan Ali, e proseguirà poi il tour verso Antigua e Barbuda, dove sarà raggiunto anche dalla Regina Camilla
RE CARLO IN GUYANA
- Re Carlo è arrivato in Guyana. Il Paese dei Caraibi rappresenta la seconda tappa del viaggio del sovrano britannico tra le ex colonie del Commonwealth.
ACCOLTO DAL PRESIDENTE ALI
- Il sovrano, al suo arrivo all'aeroporto internazionale Cheddi Jagan di Timehri, è stato accolto dal presidente della Guyana, Irfaan Ali.
LA COMMEMORAZIONE
- L’arrivo di Carlo in Guyana coincide con la commemorazione per i 60 anni di relazioni diplomatiche tra il Regno Unito e l'ex colonia britannica che ottenne l'indipendenza nel 1966.
RUM PER IL RE
- Durante la serata e i festeggiamenti in onore del Re, il presidente della Guyana ha offerto al sovrano un assaggio di un tipico rum del Paese prodotto appositamente in onore della visita reale.
IL VIAGGIO
- Il viaggio di Stato nei Caraibi vedrà il sovrano occupato fino al 4 novembre: dopo l’atterraggio alle Bahamas il 28 ottobre, Re Carlo si è spostato in Guyana e proseguirà poi il tour andando ad Antigua e Barbuda. Nell’ultima tappa sarà raggiunto anche dalla consorte, la Regina Camilla.
VERTICE DEL COMMONWEALTH
- Nelle fasi finali del viaggio, a inizio novembre, i sovrani britannici presiederanno il vertice biennale dei leader del Commonwealth, organizzazione nata proprio dalle ceneri dell'ex Impero.
POSSIBILI PROTESTE
- Nonostante i primi giorni stiano trascorrendo serenamente, non mancano i timori per possibili proteste specialmente nei paesi come Guyana e Antigua in cui i cittadini non vedono di buon occhio la monarchia.
LE EX COLONIE
- Sullo sfondo del viaggio, infatti, ci sono le polemiche delle ex colonie che rivendicano un riconoscimento delle colpe del passato imperiale britannico in merito al traffico di schiavi. Le popolazioni locali con i loro governi non chiedono solo delle scuse ufficiali ma anche riparazioni economiche da parte dell'odierno Regno Unito.
PRESIDENTE ALI CHIEDE SCUSE
- La Guyana, ex colonia britannica diventata negli ultimi anni un importante produttore di petrolio, fu teatro nel 1823 di una delle più grandi rivolte degli schiavi dell'epoca coloniale. "Il passo successivo sono le scuse", ha dichiarato nei giorni scorsi Ali, ricordando che Carlo ha già riconosciuto la schiavitù come uno dei periodi più bui della storia.
GRAN BRETAGNA RESPINGE IPOTESI RISARCIMENTI
- Il governo britannico ha finora respinto sia le richieste di scuse ufficiali sia quelle di risarcimenti economici. Per il momento, a causa dei costi potenzialmente siderali che comporterebbe, anche il governo del premier laburista in carica Andy Burnham ha rifiutato l’idea. Durante la permanenza in Guyana, Carlo incontrerà rappresentanti delle imprese e delle comunità indigene, oltre a partecipare a iniziative dedicate alla tutela ambientale.