Dall'energia all'Ucraina e il Medio Oriente, i temi del Consiglio europeo di oggi e domani
MondoIntroduzione
Due giorni di Consiglio Europeo dall'agenda molto "fitta" si aprono oggi, 15 ottobre, a Bruxelles. Sarà un summit "particolare", perché, malgrado l'agenda "pesante", come fa sapere una fonte diplomatica europea, "nessuno" si aspetta "alcuna decisione" sui temi in agenda, molti e complicati. Il caro energia potrebbe prevalere sugli altri, ma sul tavolo ci sono anche la competitività e le guerre in Ucraina e in Medio Oriente.
Quello che devi sapere
Consiglio europeo, l’agenda del primo giorno
Il primo punto all'ordine del giorno del Consiglio, al via dalle 10 di mattina, è la competitività. Poi i leader discuteranno dei prezzi dell'energia e, durante il pranzo, la questione degli squilibri macroeconomici globali, cioè in particolare i rapporti con la Cina, sulla scia della missione a Pechino del commissario al Commercio Maros Sefcovic. Nel pomeriggio si passa al Quadro finanziario pluriennale (Qfp o Mff 2028-34), prima della conferenza stampa. Per la cena è in programma una discussione "strategica" sull'allargamento dell'Unione e sulle riforme che deve fare al suo interno per accogliere nuovi membri.
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L’agenda del secondo giorno
Per la seconda giornata, sempre a partire dalle 10, si parte dalla guerra in Ucraina: i leader ascolteranno il presidente Volodymyr Zelensky sugli ultimi sviluppi. Seguono i temi della difesa e della sicurezza, mentre si intensificano gli attacchi ibridi di probabile o certa matrice russa, e del Medio Oriente. Ultimo tema, le migrazioni. Al termine della riunione si tiene la conferenza stampa conclusiva con i presidenti Antonio Costa e Ursula von der Leyen.
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Meloni e l’immigrazione
Come di consueto, la premier Giorgia Meloni, prima dell'inizio dei lavori, co-ospita una riunione degli Amici della Coesione. Domani, sempre prima dell'inizio del Consiglio, ospita, insieme a Danimarca e Olanda, un incontro informale sulle soluzioni “innovative” per l'immigrazione, tra cui gli hub per i rimpatri in Paesi terzi, modello sul quale l'Italia si è mossa in autonomia, con i centri in Albania. Non partecipa la Francia, che non potrà mai averli per ragioni costituzionali.
La competitività
In tema di competitività, i capi di Stato e di governo partiranno da un punto sull'attuazione dell'agenda “Un'Europa, un mercato”, prendendo atto del raggiungimento in Consiglio Ue di una posizione comune sul Market Integration and Supervision Package, elemento fondamentale dell'Unione dei risparmi e degli investimenti.
I prezzi dell’energia
Sul problema dei prezzi dell'energia, il dibattito dovrebbe essere concentrato soprattutto sulle "misure a breve termine". Von der Leyen ha proposto alcuni interventi, come il rinvio di alcune disposizioni del regolamento sul metano e la revisione del quadro temporaneo sugli aiuti di Stato. Si prevede che i leader chiederanno "ulteriori misure”. Una fonte diplomatica europea spiega che nel suo Paese "siamo un po', per dirla con parole gentili, frustrati dall'assenza di qualsiasi progresso" sul caro energia. "Abbiamo la sensazione che non importi a nessuno, per essere franchi: nessuno produce idee", aggiunge, ricordando che per la crisi dell'auto la Commissione di Ursula von der Leyen si era mossa. "Non abbiamo l'impressione che si stia facendo molto", dice. Sullo sfondo resta l'elefante nella stanza: il problema, irrisolto, del meccanismo della formazione del prezzo dell'elettricità nell'Ue, basato sul prezzo marginale, spesso del gas, che causa non poche storture e che già Mario Draghi da premier aveva sollevato a più riprese a livello europeo.
La flessibilità di bilancio
In questo contesto, è quasi dato per scontato che emerga il tema della flessibilità di bilancio che Italia e Grecia hanno chiesto ufficialmente, con lettere alla Commissione. Meloni ha già preannunciato che lo farà, anche se il tema in sé e per sé non è nell'agenda del Consiglio Europeo. Una fonte diplomatica europea da una parte "loda" l'Italia per "tutti gli sforzi che sta facendo per uscire dalla procedura per deficit eccessivo", cosa che per un Paese dalla crescita debole "non è facile", ma dall'altra, pur sottolineando che non intende fare riferimento a Roma, rimarca che "non è il momento di rendere più flessibili le regole del patto di stabilità".
Il bilancio pluriennale dell'Ue
Sul bilancio pluriennale dell'Ue, “l'obiettivo resta quello di avere un accordo entro fine anno", dice sempre una fonte diplomatica: "Malgrado le differenze, c'è la generale percezione che le cose stanno avanzando", grazie alla nuova negobox della presidenza irlandese (documento elaborato dalla presidenza del Consiglio per orientare i negoziati). Il presidente del Consiglio Antonio Costa potrebbe presentare una sua negobox (sarebbe la terza, dopo quella cipriota e quella irlandese) sulla quale negoziare.
L’allargamento dei confini Ue
Il dibattito strategico su allargamento e riforme arriva in un momento centrale, con il Montenegro sempre più vicino all’Ue. Sarà "probabilmente" mandato un "segnale positivo" nei confronti di Podgorica, che è l'unico Paese tra i quattro di testa (gli altri sono Albania, Ucraina e Moldova) con cui l'Ue sta già "negoziando" il trattato di adesione. Probabile che si discuta anche del procedimento dell'allargamento, che oggi come oggi procede con l'unanimità ad ogni passaggio, mentre secondo i trattati l'unanimità è necessaria solo in alcuni snodi cruciali: potrebbe essere snellito l'iter, con voti a maggioranza qualificata per gli stadi intermedi.
La guerra in Ucraina
Il secondo giorno il dibattito partirà dall'Ucraina, alla presenza del presidente Volodymyr Zelensky, ospite fisso dal 2022: ci sarà una nuova "dimostrazione di unità dell'Ue in sostegno dell'Ucraina". Uno dei punti in discussione sarà "il continuo aumento della pressione sulla Russia", dopo l'ultimo pacchetto da quasi 1.600 nomi inclusi nella lista dei sanzionati adottato ieri dal Consiglio Affari Esteri. Si parlerà anche di come continuare a finanziare l’Ucraina per non soccombere a Mosca: il prestito da 90 miliardi di euro per il 2026-27 "non soddisferà tutti i bisogni". Sembra improbabile che sul tavolo ritorni la confisca degli asset russi congelati.
L’inviato Ue per l’Ucraina
Probabile invece che riemerga il tema dell'inviato dell'Ue per l'Ucraina, che Kiev a chiede con una certa insistenza: gli ucraini preferirebbero avere qualcuno con sé la prossima volta che Volodymyr Zelensky dovesse andare nello Studio Ovale. In Europa si pensa a una figura politica autorevole, ma è escluso che domani esca un nome.
L’accordo Usa-Russia sul gasolio
Rientrerà nel capitolo sull'Ucraina, molto probabilmente, anche l'accordo sul gasolio con la Russia annunciato dal presidente Usa Donald Trump, che l'alto funzionario Ue giudica "deplorevole". Sembra che i leader esprimeranno in qualche forma il loro "rammarico" per la decisione del tycoon, forse nel testo delle conclusioni.
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Sicurezza e difesa
I 27 capi di Stato e di governo Ue discuteranno quindi di sicurezza e difesa, con attenzione particolare sugli attacchi "ibridi" di probabile origine russa, che stanno aumentando.
La guerra in Medio Oriente
Si passerà poi alla guerra in Medio Oriente, sempre più instabile a causa degli attacchi degli Houthi su Riyad, capitale dell'Arabia Saudita. Si discuterà non solo di Iran, ma anche di Gaza e della Cisgiordania, dello Yemen e del Libano, dove l'Ue ha appena approvato una nuova missione. Si toccherà anche la Siria, Paese che "sembra andare verso una stabilizzazione".
Le migrazioni
In chiusura un "dibattito strategico" sulle migrazioni, dopo la nuova lettera di von der Leyen. La strategia dell’Ue "ha prodotto risultati positivi", scrive, con un forte calo dei numeri degli arrivi irregolari, nonostante la crisi estiva a Ceuta.
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