"Qualsiasi Paese che si unisca alle restrizioni economiche" contro l'Iran sarà "considerato un nemico", dice il Segretario del Consiglio supremo di sicurezza nazionale iraniano, Mohsen Rezaei. Al Jazeera accusa l'esercito israeliano di utilizzare proiettili al fosforo in Libano. La Turchia emette un mandato d'arresto internazionale contro Netanyahu per il caso Flotilla. "Erdogan è un dittatore antisemita", replica il premier israeliano
in evidenza
Il Segretario del Consiglio supremo di sicurezza nazionale iraniano, Mohsen Rezaei, avverte che qualunque Paese si unisca alle restrizioni economiche contro Teheran sarà "considerato un nemico". Sul fronte libanese, Al Jazeera accusa l'esercito israeliano di aver impiegato proiettili al fosforo. La Turchia, intanto, ha emesso un mandato di arresto internazionale nei confronti di Benjamin Netanyahu per il caso della Flotilla: immediata la replica del premier israeliano, che ha definito Recep Tayyip Erdogan "un dittatore antisemita". Sul nucleare iraniano è tornato anche Donald Trump, che ha ribadito di non poter "permettere che l'Iran abbia l'arma nucleare", precisando di considerare al momento "lo Stretto di Hormuz un territorio americano".
Gli approfondimenti:
- Stretto di Hormuz, dal transito allo sminamento: cosa prevede l’intesa Iran-Oman
- Cosa prevede il nuovo accordo Israele e Libano che Hezbollah respinge
- Iran, come funzionano le mine nello Stretto di Hormuz e perché è difficile rimuoverle
- Guerra in Iran, quanto hanno speso finora Usa e Israele?
- Guerra in Iran e inflazione, chi rischia di essere più colpito dall’aumento dei prezzi
- Pasdaran, chi sono i Guardiani della Rivoluzione iraniana
- Guerra in Iran, la storia delle crisi e dei conflitti nel Golfo dal 1979 a oggi
Per ricevere le notizie di Sky TG24:
- Il canale Whatsapp di Sky TG24 (clicca qui)
- Le notizie audio con i titoli del tg (clicca qui)
Questo liveblog termina qui:
continua a seguire gli aggiornamenti sul nuovo live del 23 agosto
Trump pubblica immagine di Hormuz: "Nuovo territorio americano"
Sul suo social Truth, Donald Trump ha diffuso un'immagine dello Stretto di Hormuz corredata dalla scritta "nuovo territorio americano". Non si tratta della prima occasione in cui il presidente americano rivendica come proprietà degli Stati Uniti il passaggio marittimo, tra i più strategici al mondo per il transito del greggio.

Per ricevere le notizie di Sky TG24:
- Il canale Whatsapp di Sky TG24 (clicca qui)
- Le notizie audio con i titoli del tg (clicca qui)
Iran: "L'avventatezza di Trump ha spinto il mondo verso le armi nucleari"
Gli attacchi statunitensi contro l'Iran avrebbero alimentato in tutto il mondo la spinta a dotarsi di armi nucleari. È l'accusa lanciata da Mohsen Rezaei, segretario generale del Consiglio supremo per la sicurezza nazionale iraniano, secondo quanto riportato dall'agenzia Tasnim ripresa da Al Jazeera. A pesare, secondo Rezaei, sarebbe la constatazione che l'adesione all'Agenzia internazionale per l'energia atomica e al Trattato di non proliferazione (Tnp) non ha impedito le offensive americane. "Trump ha creato insicurezza nucleare anziché sicurezza nucleare", ha dichiarato, rivendicando la piena adesione di Teheran agli obblighi internazionali: "L'Iran ha accettato tutte le salvaguardie internazionali, le ha rispettate, è membro del Tnp e ha acconsentito alle ispezioni". Il Paese, ha aggiunto, sarebbe "all'avanguardia rispetto a tutti gli altri" nel rispetto delle normative nucleari.
Ucraina e Iran, rischia di nascere un unico grande fronte di guerra?
L'attacco attribuito a Kiev contro una nave iraniana nel Mar Caspio potrebbe rappresentare un punto di svolta nei rapporti tra i conflitti in Est Europa e in Medioriente. Una saldatura dei due fronti avrebbe conseguenze militari, energetiche e politiche e il Vecchio Continente rischierebbe di pagarne il prezzo più alto.
Ucraina e Iran, rischia di nascere un unico grande fronte di guerra?
Vai al contenutoNeutralizzata mina navale Houthi nello Stretto di Bab al-Mandeb
Le autorità yemenite hanno reso noto di aver individuato e disinnescato una mina navale attribuita al gruppo filo-iraniano Houthi in un tratto strategico dello Stretto di Bab al-Mandeb. Secondo quanto riferisce l'agenzia ufficiale Saba, citando una fonte militare rimasta anonima, a intervenire è stata un'unità delle Forze della Resistenza Nazionale, schierate con il governo di Aden, che avrebbe "neutralizzato il pericolo rappresentato da una mina navale" collocata dagli Houthi. L'ordigno, riporta Al Jazeera, si trovava in una "zona strategica della rotta marittima internazionale". Dopo averlo reso inoffensivo, le forze navali hanno adottato le misure necessarie per eliminare la minaccia. La fonte ha definito il ritrovamento "un pericoloso sviluppo nelle minacce degli Houthi alla sicurezza della navigazione" in uno dei passaggi marittimi più trafficati al mondo.
Iran: "Nemico ogni Paese che aderisce alle sanzioni Usa"
Teheran considererà "nemico" qualsiasi Stato che prenda parte alla "guerra economica" lanciata da Washington. Lo ha dichiarato Mohsen Rezaei, segretario del Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale iraniano, parlando alla televisione di Stato. "Qualsiasi Paese che partecipi all'imposizione di restrizioni economiche" contro l'Iran sarà "considerato un nemico", ha avvertito. Rezaei ha poi rivolto un appello diretto: "Dichiariamo a tutti i Paesi che ci circondano e a tutti i Paesi del mondo: non unitevi alla guerra economica condotta dagli Stati Uniti". Le parole arrivano dopo l'annuncio statunitense di un inasprimento delle sanzioni per accrescere la pressione su Teheran.
Un americano su due vuole l'arresto di Netanyahu
Il sindaco di New York Zohran Mamdani ha paventato la possibilità di fare arrestare il primo ministro israeliano – sul quale pende un mandato di arresto della Corte Penale Internazionale per crimini di guerra e contro l’umanità – qualora si recasse nella Grande Mela. Il 49% egli statunitensi si dice d’accordo.
Un americano su due vuole l'arresto di Netanyahu
Vai al contenutoRezaei: se Trump aggredisce, risponderemo con forza
Mohsen Rezaei, Segretario del Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale iraniano, ha minacciato gli Stati Uniti e i Paesi del Golfo in un'intervista televisiva, affermando: "Se Donald Trump intraprenderà nuove azioni aggressive, risponderemo con forza. Se i Paesi vicini collaboreranno con gli americani nella guerra economica, colpiremo i loro interessi. Non una sola goccia di petrolio lascerà il Golfo Persico e lo Stretto di Hormuz".
Libano, Al Jazeera, attacchi Israele con armi al fosforo
Le tensioni sul campo si sono intensificate nelLibano meridionale nelle prime ore di questa mattina, in seguito a un'intensa ondata di bombardamenti di artiglieria e raid aerei israeliani, accompagnati da numerosi attacchi aerei che hanno preso di mira quartieri residenziali e aree boschive. L'esercito israeliano - scrive Al Jazeera ha bombardato diverse aree del Libano meridionale con proiettili al fosforo, in concomitanza con raid aerei e bombardamenti effettuati nelle città dei distretti di Tiro e Bint Jbeil.
Teheran: "Blocco economico? Abbiamo imparato negli anni ad aggirarlo"
"Gli americani hanno perso completamente la speranza negli attacchi militari e ora pensano che un blocco economico possa sostenere i loro sforzi militari". Ad affermarlo in un'intervista televisiva è Il segretario del Consiglio supremo per la sicurezza nazionale iraniano, Mohsen Rezaei secondo quanto riferisce l'agenzia iraniana 'Tasnim'. Il premier israeliano Benjamin Netanyahu "ha promesso a Trump che, se l’Iran verrà sottoposto a un blocco economico per sei mesi -o anche solo per due o tre mesi- si arrenderà. Sarebbe una decisione sbagliata. Il mondo ha capito che le minacce e le spacconate di Trump sono solo parole vuote", sottolinea Rezai aggiungendo che "l'Iran ha imparato nel corso degli anni come aggirare le sanzioni e continuare a vendere il proprio petrolio". "Diciamo a tutti i Paesi che ci circondano di non entrare nella guerra economica contro l’Iran. Chiunque vi entrerà, lo considereremo un nemico", avverte Rezaei sottolineando inoltre che in Iran c'è stata "un’evoluzione nella nostra strategia difensiva. L’Iran di oggi non sarà l’Iran di prima della guerra. Anche l’America arrogante non è più l’America di prima della guerra".
Poco cibo e docce ammuffite: militari allo stremo sulla Uss Lincoln
Docce ammuffite, niente più sapone o dentifricio e pasti troppo scarsi. Le condizioni dei militari americani impegnati sulla portaerei Uss Lincoln sono arrivate allo stremo. Gli oltre 5mila soldati in missione sulla nave impegnata al largo dell’Iran non sono più in condizione di lavarsi, svolgono dei turni estenuanti e ricevono da mangiare solo mezza ciotola di riso e due tortillas a pasto. A denunciare lo stato in cui sono costretti a prestare servizio i marinai statunitensi sono i familiari che hanno raccontato molte testimonianze alla tv Ms Now.
Poco cibo e docce ammuffite: militari allo stremo sulla Uss Lincoln
Vai al contenutoLibano, nuovi raid israeliani su diverse località del sud
Nella serata di sabato 22 agosto sono stati segnalati diversi raid aerei sul Libano meridionale, attribuiti alle forze armate israeliane. Secondo quanto riferisce l'agenzia libanese Nna, tra le località colpite figurano Srebbine, Taybeh, Qantara e Mansouri.
Iran, i possibili successori di Motjaba Khamenei a nuova Guida Suprema
Secondo il portale IranWire, l'attuale Guida Suprema verserebbe in gravi condizioni di salute. Il cinquantaseienne figlio di Ali Khamenei, ucciso il 28 febbraio scorso durante la prima ondata di raid israelo-americani, non è mai apparso in pubblico da quando, l'8 marzo, è stato eletto dall'Assemblea degli esperti. Mentre da mesi si rincorrono le voci su un presunto ferimento durante lo stesso attacco che ha ucciso suo padre, in caso di decesso si aprirebbe la seconda battaglia per la successione in pochi mesi.
Iran, i possibili successori di Motjaba Khamenei a nuova Guida Suprema
Vai al contenutoLa guerra in Iran ha fatto sprofondare di nuovo la popolarità di Trump
Tutte le principali medie dei sondaggi statunitensi rilevano un nuovo picco di impopolarità del tycoon, con percentuali di disapprovazione mai toccate nemmeno durante il primo mandato presidenziale. A pesare sono soprattutto la guerra in Iran e il caro benzina. Un calo che coinvolge anche fasce dell’elettorato che avevano rappresentato alcuni dei suoi principali punti di forza.
La guerra in Iran ha fatto sprofondare di nuovo la popolarità di Trump
Vai al contenutoCisgiordania, palestinesi marchiati con il pennarello: bufera sull'Idf
Un numero scritto sulla fronte e sulle braccia dopo un fermo dell'esercito israeliano. È la denuncia di alcuni palestinesi a Qabatiyah. I vertici militari di Tel Aviv hanno ammesso che i soldati hanno "esagerato". Ma il caso riaccende le polemiche sulla condotta delle forze israeliane. Intanto continuano le violenze dei coloni e gli attacchi anche a Gaza.
Cisgiordania, palestinesi marchiati con il pennarello: bufera sull'Idf
Vai al contenutoCapo esercito Iran visita complesso industriale sotterraneo della Difesa
In concomitanza con la Giornata dell'Industria della Difesa, il capo di stato maggiore delle forze armate e il ministro ad interim della Difesa dell'Iran hanno effettuato per la prima volta una visita a sorpresa a uno dei complessi industriali sotterranei della difesa del Paese. Lo riferisce l'agenzia di stampa iraniana Isna. "Il ministero della Difesa - ha affermato il generale Ali Abdullahi - è stato in grado di produrre attrezzature di gran lunga migliori rispetto al passato, con capacità superiori e di alta qualità, e ha raggiunto una fase di produzione quantitativa di gran lunga superiore rispetto al passato. I nostri cari amici del ministero hanno svolto un ottimo lavoro e, quando entriamo in questo complesso, non vediamo altro che impegno e dedizione, insieme a una grande passione per il progresso". "Il nemico - ha detto inoltre il capo di Stato maggiore - deve anche sapere che non può combattere contro la volontà di una nazione".
Idf: "Colpito nel sud della Siria un terrorista che stava preparando attentati"
L'Idf rende noto di aver aperto il fuoco nel sud della Siria contro "un terrorista che stava portando avanti la preparazione di attentati e rappresentava una minaccia immediata per i soldati". "L'esercito - aggiunge una nota - continuerà a operare per eliminare qualsiasi minaccia nei confronti dei propri soldati e dei civili israeliani".
Media Gaza, un morto e un ferito in un attacco dell'Idf nel centro della Striscia
I media di Gaza riferiscono che un attacco dell'Idf ha provocato un morto e un ferito a Deir al-Balah, nel centro della Striscia.
Siria, attacco israeliano con drone: una persona ferita
I media siriani riportano che una persona è rimasta ferita in un attacco di droni israeliani avvenuto nel sud-ovest della Siria. Lo riporta Times of Israele citando la radio locale Sham FM secondo cui il raid ha colpito un'auto nella città di Beit Jinn, a circa 10 chilometri dal confine israeliano. Le Idf non hanno rilasciato commenti immediati.
Ghalibaf: "I vicini chiedono nuovo ordine sicurezza regionale"
L'Iran ha ricevuto "numerosi messaggi" dai Paesi vicini sulla definizione di nuovi accordi di sicurezza e cooperazione economica nella regione. Lo ha affermato il presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf. "Gli Stati Uniti hanno messo a rischio la sicurezza di ciascuno dei loro alleati, con prepotenza e totale disprezzo dei loro interessi a vantaggio di Israele, tanto che per un momento hanno visto minacciata la loro stessa esistenza", ha dichiarato Ghalibaf. Secondo il capo negoziatore, soltanto un ordine regionale "indipendente e costruito dall'interno potrà garantire realmente pace e sicurezza".
Esperto: "Sanzioni contro Iran non risolvono, Hormuz è l'unico risultato"
"Confidare in un vero accordo tra l'Iran e Trump appare ormai inutile" e scartata l'ipotesi di un attacco militare deciso, "Trump punta sulla guerra economica, ma le sanzioni da sole non sono mai risolutive e difficilmente possono provocare, in tempi brevi, la caduta del regime iraniano". E' il parere di Arduino Paniccia, analista di strategia militare e geopolitica, fondatore e presidente di Asce, Scuola di Guerra Economica e Competizione Internazionale di Venezia, espresso a margine di un incontro a Udine. Le sanzioni secondarie, specifica Paniccia, "significano confrontarsi direttamente con la Cina e la Russia e verificare la reale volontà di Pechino, Mosca e Nuova Delhi di isolare Teheran". Una strategia che "rischia di produrre risultati soltanto nel lungo periodo, ma l'Occidente non ha tempo a sufficienza". Al contrario, "lo Stretto di Hormuz è sostanzialmente riaperto al traffico mercantile ed è questo, al momento, l'unico risultato concreto ottenuto dagli Stati Uniti nel conflitto con l'Iran". "La US Navy finalmente mostra i muscoli - aggiunge l'analista - lungo la rotta vicina all'Oman transitano, sotto la protezione della flotta americana, anche 10-15 navi contemporaneamente tra cargo e petroliere e negli ultimi due giorni oltre 10 milioni di barili di petrolio hanno attraversato lo Stretto tra entrata e uscita". Secondo Paniccia, quindi, "non resta che sostenere la riapertura di fatto di Hormuz, anche con il contributo degli alleati, per evitare che la crisi energetica si trasformi in una crisi inflazionistica, recessiva e, infine, sociale".
Media: "Lancio di pietre contro coloni, security spara e uccide un palestinese"
Tre palestinesi provenienti dalla città di Sa'ir, in Cisgiordania, sono stati fermati durante la notte dalle truppe israeliane con l'accusa di aver lanciato pietre contro alcuni coloni ultraortodossi israeliani. Secondo la polizia, citata dai media israeliani, si tratta di due fratelli di 51 e 45 anni e un altro uomo di 46 anni. I coloni venivano dal vicino insediamento di Metzad. Durante l' incidente, il coordinatore della sicurezza dell'insediamento ha aperto il fuoco. Funzionari sanitari palestinesi citati dall'agenzia di stampa Wafa hanno affermato che gli spari hanno ucciso un diciassettenne e ferito un altro uomo.
Teheran denuncia: "Piloti dispersi detenuti da Qatar in pessime condizioni"
Tre piloti iraniani di due caccia Su-24, abbattuti sul Qatar, sarebbero detenuti "in mare" e si troverebbero in cattive condizioni fisiche. Lo ha affermato Mohammad Bagherzadeh, responsabile del comitato per i dispersi dello Stato maggiore delle Forze armate iraniane, citato dall'agenzia Tasnim, rilanciando un'accusa già respinta da Doha. Bagherzadeh ha chiesto al Qatar di trasferire al più presto i tre piloti sulla terraferma e di ricoverarli in un ospedale adeguatamente attrezzato, sostenendo che il luogo in cui sarebbero attualmente trattenuti non consentirebbe di tutelarne la salute. Il funzionario ha inoltre sollecitato il Comitato internazionale della Croce Rossa a inviare un'eliambulanza per riportarli in Iran.
Il Qatar aveva smentito la scorsa settimana la versione di Teheran secondo cui i tre piloti sarebbero stati catturati vivi e trattenuti da circa sei mesi. Doha sostiene di aver recuperato soltanto i resti di uno dei piloti dopo l'abbattimento degli aerei iraniani, avvenuto a marzo, e di aver invitato le autorità iraniane a esaminare i dettagli delle operazioni di ricerca e soccorso.
Iran, presidente Iraq: "Non permetteremo attacchi dal nostro territorio"
"Non permetteremo che il territorio iracheno venga utilizzato per attaccare qualsiasi altro Paese". Lo ha affermato il presidente iracheno Nizar Amidi, intervenendo nella seconda giornata dell'ottava Conferenza del Dialogo di Baghdad. Gli attacchi lanciati dall'Iraq contro altri Paesi della regione "non hanno alcuna giustificazione", ha sottolineato, precisando che soltanto "due o tre" fazioni armate non hanno ancora consegnato le armi e che prosegue il dialogo per ricondurne il controllo esclusivamente allo Stato. "La Costituzione stabilisce che le armi debbano essere esclusivamente nelle mani dello Stato e anche l'autorità religiosa di Najaf lo chiede", ha aggiunto. "Tutti vogliono evitare che l'Iraq venga trascinato nella guerra in corso nella regione", le cui conseguenze, ha ricordato, "sono state pesanti per il nostro Paese".
Parlando della crisi nello Stretto di Hormuz, Amidi ha sottolineato che la situazione "riguarda il mondo intero, non soltanto l'Iraq", spiegando che Baghdad continua a discutere con Teheran dei "problemi complessi" legati alla via marittima strategica. Il presidente ha confermato che l'Iran ha acconsentito ad agevolare il passaggio attraverso Hormuz di alcune navi che trasportano petrolio iracheno e ha infine affermato di ritenere che gli Stati Uniti vogliano raggiungere un accordo per porre fine alla guerra.
Iran, sfida il D-Day economico Usa ma l'inflazione sfiora l'88%
L'Iran afferma di poter resistere al "D-Day economico" annunciato dagli Stati Uniti e assicura che non cambierà la propria posizione nella guerra né riaprirà lo Stretto di Hormuz, malgrado una situazione finanziaria sempre più grave, con inflazione e disoccupazione in forte crescita. Dopo mesi di conflitto e il blocco imposto da Washington contro navi e porti iraniani a Hormuz, il presidente Donald Trump ha annunciato quella che ha definito "l'operazione economica più devastante mai intrapresa contro un Paese", con l'obiettivo di porre fine alla guerra, vicina ai sei mesi, e riaprire il passaggio marittimo strategico. La risposta di Teheran è stata di sfida. "Abbiamo già visto questo film: la stessa storia, bulli diversi", ha scritto su X il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ricordando le numerose campagne di sanzioni americane imposte negli ultimi decenni senza, a suo avviso, ottenere gli obiettivi prefissati. Il portavoce del ministero degli Esteri, Esmaeil Baghaei, ha assicurato che le nuove misure "non avranno effetto sulla posizione dell'Iran" nella guerra.
Teheran: "La Difesa si è rafforzata negli anni delle sanzioni e della guerra"
"Le capacità di difesa interne dell'Iran hanno avuto un ruolo decisivo nel mantenere l'equilibrio di potere, nell'aumentare le capacità offensive del Paese e nel sventare gli obiettivi del nemico". Lo afferma il comandante delle forze navali dell'esercito, Shahram Irani, sottolineando: "La nostra industria della difesa si è sviluppata negli anni di sanzioni e pressioni esterne, diventando un pilastro fondamentale della sicurezza e della forza nazionale". Secondo la televisione di stato, ha aggiunto che "l'Iran ha scelto la strada di fare affidamento sulle capacità interne, sulla conoscenza interna e sulla volontà nazionale". Il portavoce del Ministero della Difesa iraniano, generale di brigata Reza Talaei-Nik, ha dichiarato inoltre a una tv nazionale che la produzione di alcuni prodotti strategici per la difesa e di beni di prima necessità per la guerra è più che triplicata durante i 40 giorni di guerra.
Esercito iraniano: "La dottrina militare passa da impostazione difensiva a offensiva"
La dottrina militare iraniana sta passando da un'impostazione "difensiva" a una "offensiva" sulla base delle lezioni apprese dalle recenti guerre. Lo ha dichiarato il portavoce dell'esercito iraniano, Mohammad Akraminia, citato dai media di Stato. "In passato la dottrina militare del nostro Paese era difensiva, ma gradualmente, nel corso di queste due guerre, abbiamo assistito a un passaggio da una postura difensiva a una offensiva", ha spiegato. Questo cambiamento, ha precisato, "non significa condurre operazioni preventive contro il nemico", ma "risponderemo immediatamente a qualsiasi atto di aggressione e su una scala più ampia dell'aggressione stessa".
Akraminia ha affermato che Teheran ha riparato i sistemi militari danneggiati nei precedenti combattimenti e ne ha messi in servizio di nuovi. "Lavoriamo senza sosta affinché, se il nemico dovesse commettere nuovamente un errore di valutazione, possiamo infliggergli una risposta ancora più schiacciante di prima", ha detto, aggiungendo che la recente riorganizzazione della catena di comando punta ad accelerare i tempi di reazione. "Da quando siamo entrati in una fase di cessate il fuoco e di silenzio, abbiamo cercato di non perdere neanche un momento, perché non ci fidiamo affatto del nemico", ha sottolineato. Secondo il generale, inoltre, dopo la guerra lo Stretto di Hormuz ha acquisito "un'influenza geopolitica decisiva" nel perseguimento degli obiettivi di politica estera di Teheran.
Guerra Iran Usa, Trump minaccia sanzioni contro alleati di Teheran: chi sono
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha promesso una guerra economica devastante contro l'Iran per tentare di sbloccare l'attuale situazione di stallo. Ma il tycoon già da tempo sta provando a piegare economicamente il Paese, con Washington che ha imposto pesanti sanzioni a Teheran colpendo membri della leadership iraniana e prendendo di mira le vendite di petrolio della Repubblica islamica con il blocco al largo dello Stretto di Hormuz. Ora, però, gli Usa puntano a intervenire anche sulle reti clandestine di commercio e sui circuiti bancari che permettono all’Iran di eludere le sanzioni e procurarsi armi e sui suoi partner commerciali.
Iran Usa, Trump minaccia sanzioni contro alleati di Teheran: chi sono
Vai al contenutoTeheran: "Autorizzato il transito di petroliere irachene a Hormuz"
L'Iran ha autorizzato il passaggio di alcune petroliere irachene attraverso lo Stretto di Hormuz, accogliendo una richiesta avanzata dal governo di Baghdad. Lo riferiscono i media iraniani.
Media: "Bombardamenti e demolizioni israeliane nel sud del Libano"
Le forze israeliane hanno condotto all'alba pesanti bombardamenti di artiglieria e operazioni di demolizione in diverse località del sud del Libano. Lo riferisce l'agenzia di stampa libanese Nna, secondo cui i raid hanno interessato al-Mansouri, l'area di Bayt al-Sayyad e la periferia di Majdal Zoun. Durante la notte l'esercito israeliano avrebbe inoltre effettuato vaste demolizioni nelle tre località, dove, secondo l'agenzia, "non è rimasta alcuna casa senza danni".
Operazioni analoghe sono state segnalate a Haddatha, Beit Yahoun e Aita al-Jabal, mentre raffiche di mitragliatrice sarebbero state sparate verso le vallate circostanti. Un raid aereo israeliano ha inoltre colpito l'area delle alture di Ali al-Tahir, mentre droni israeliani sono stati segnalati in volo continuo sopra villaggi e centri abitati dei settori occidentale e centrale del Libano meridionale.
Cnn: "Transiti Hormuz +27% ma sempre 80% sotto pre-guerra"
Il numero delle navi che attraversano lo Stretto di Hormuz è aumentato del 27% nell'ultima settimana, ma resta pari ad appena un quinto della media registrata prima della guerra con l'Iran. E' quanto emerge da un'analisi della Cnn basata sui dati del centro britannico per le operazioni commerciali marittime (Ukmto). Negli ultimi sette giorni sono state registrate 103 navi in entrata e 89 in uscita dallo stretto, snodo strategico per il commercio energetico mondiale che rimane uno dei principali fronti del conflitto. La maggior parte delle imbarcazioni batteva bandiera di Panama e Liberia, rispettivamente sette e sei, mentre non è stata registrata alcuna nave con bandiera statunitense. La categoria più rappresentata è stata quella delle petroliere adibite al trasporto di prodotti raffinati. Secondo la Cnn, la Marina americana sta guadagnando terreno nello stretto mentre l'Iran perde parte del proprio controllo. Oltre l'80% dei carichi liquidi transitati nelle ultime due settimane ha seguito la rotta omanita, un canale di navigazione autorizzato dalle Nazioni Unite al quale Teheran si oppone fermamente. All'inizio della settimana la Marina statunitense ha contribuito a far uscire dallo stretto oltre 15 milioni di barili di petrolio e prodotti derivati, mentre altri cinque milioni di barili sono stati trasportati attraverso gli oleodotti. Lo ha riferito su X il segretario americano all'Energia, Chris Wright.
Iran: "Gli Usa non possono impedire ad altri il commercio con noi"
Le nuove sanzioni economiche statunitensi contro l'Iran rappresentano un atto di "guerra economica illegale" e una pretesa di esercitare una "sovranità extraterritoriale" su tutti gli Stati membri delle Nazioni Unite. Lo ha denunciato il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baghaei. "Nessuno Stato può legalmente costringere banche, imprese o aeroporti stranieri, ciascuno soggetto alla giurisdizione esclusiva del proprio Paese, a rinunciare a scambi legittimi con uno Stato terzo", ha affermato Baghaei, sottolineando che le sanzioni secondarie "non trovano alcun fondamento nel diritto internazionale". Secondo il portavoce, le misure violano il principio dell'uguaglianza sovrana sancito dall'articolo 2, paragrafo 1, della Carta delle Nazioni Unite e il divieto consuetudinario di ingerenza affermato dalla Corte internazionale di giustizia nel caso Nicaragua. "La coercizione economica concepita per costringere uno Stato sovrano a modificare le proprie legittime scelte politiche costituisce un atto internazionalmente illecito", ha aggiunto. Baghaei ha inoltre collegato le sanzioni al blocco navale contro Teheran, da lui definito "un'aggressione militare", sostenendo che simili misure rendono la sovranità degli altri Paesi "provvisoria, condizionata e revocabile secondo il capriccio di un'altra potenza". "Conformarsi non garantisce immunità né rispetto: significa soltanto ammettere che le proprie banche, imprese e i propri aeroporti operano sulla base di una licenza straniera", ha concluso. Il risultato, ha avvertito, sarebbe "la completa erosione della sovranità come fondamento del sistema internazionale basato sull'Onu" e il rischio di "un disastroso ritorno al colonialismo classico su vasta scala".
Libano, media: "Nuovi attacchi israeliani e demolizioni nel sud"
Le forze israeliane hanno effettuato stamani un intenso bombardamento di artiglieria nella città di al-Mansouri, nei dintorni di Bayt al-Sayyad e alla periferia di Majdal Zoun, nel sud del Libano. Lo riferiscono i media locali, segnalando operazioni di demolizione nelle tre città e nei villaggi, dove, secondo quanto riportato, "non è rimasta alcuna abitazione intatta". Demolizioni simili sono state segnalate a Haddatha, Beit Yahoun e Aita al-Jabal, insieme a raffiche di mitragliatrice dirette verso le valli circostanti.
Teheran: "Pressioni economiche Usa sono un ritorno al colonialismo"
"La dichiarazione degli Stati Uniti relativa alle nuove sanzioni economiche contro l'Iran va ben oltre il proseguimento di una 'guerra economica' illegale contro un singolo Paese. Si tratta di un'affermazione di sovranità extraterritoriale su ogni membro indipendente dell'ONU": lo scrive su X il portavoce del ministero degli Esteri Esmaeil Baghaei sabato. "Nessuno Stato può legittimamente costringere banche, imprese o aeroporti stranieri - ciascuno soggetto alla giurisdizione esclusiva del proprio sovrano - a rinunciare al commercio legittimo con uno Stato terzo". "La coercizione economica volta a costringere uno Stato sovrano a modificare le proprie scelte politiche legittime costituisce un vero e proprio atto illecito a livello internazionale, un abissale ritorno al colonialismo classico su vasta scala", ha aggiunto.
Trump: "L'Iran non avrà mai un'arma nucleare e Hormuz è statunitense"
Teheran: guerra economica di Trump viola il diritto internazionale
L'Iran ha dichiarato che la "guerra economica" pianificata dagli Stati Uniti contro Teheran violerebbe il diritto internazionale. Banche, aziende o aeroporti che rientrano nella giurisdizione esclusiva di un Paese non devono essere costretti da altri Stati "a rinunciare al commercio lecito con uno stato terzo", ha scritto il portavoce del Ministero degli Esteri iraniano Esmail Baghaei.
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha minacciato severe sanzioni contro i Paesi che continuano a sostenere l'Iran, mentre Washington cerca di aumentare drasticamente la pressione economica su Teheran. "La coercizione economica volta a costringere uno Stato sovrano a modificare le proprie scelte politiche lecite costituisce un atto apertamente illecito a livello internazionale", ha affermato Baghaei sostenendo che tali "sanzioni secondarie" violano la Carta delle Nazioni Unite. Insieme al blocco navale statunitense dei porti iraniani, il piano di Trump ridurrebbe la sovranità di altri Paesi a qualcosa di "provvisorio, condizionato e revocabile a capriccio di un'altra potenza", ha affermato Baghaei avvertendo che le misure rischiano di provocare un "ritorno al colonialismo classico su vasta scala".
Trump: 'Iran non può avere l'arma nucleare, Hormuz è territorio americano'
"Non possiamo permettere che l'Iran abbia l'arma nucleare. Non l'avranno mai". Lo ha ribadito Donald Trump, sottolineando di considerare al momento "lo Stretto di Hormuz un territorio americano".