Il presidente Usa alza i toni nel giorno in cui termina la tregua con Teheran e torna a minacciare l'Oman sullo stretto di Hormuz. Telefonata Trump-Erdogan, il leader turco ha invitato la Casa Bianca a non smettere di portare avanti la diplomazia
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Il presidente americano alza i toni nel giorno in cui scade la tregua con Teheran e torna a minacciare l'Oman sullo stretto di Hormuz. In una telefonata con Erdogan, il leader turco ha invitato la Casa Bianca a non abbandonare la via diplomatica. Sul fronte di Gaza, Netanyahu pone la sua pregiudiziale davanti all'inviato Usa Kushner e al Board of Peace, nel giorno delle primarie del Likud: senza il disarmo completo di Hamas non ci sarà alcuna ricostruzione della Striscia. Washington intanto stringe: Kushner chiede al premier israeliano di "non creare ostacoli", mentre Trump esorta Israele a fermare i raid su Gaza. Alla scadenza del memorandum tra Stati Uniti e Iran, il tycoon avverte Muscat, che sta trattando un'intesa con Teheran su Hormuz: "Se l'Oman si mette di mezzo, lo bombarderemo senza pietà".
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Iran, droni contro il premier curdo Barzani. Teheran: "Attacco sospetto, possibile false flag"
Il portavoce della diplomazia iraniana, Esmail Baghaei, ha bollato come "sospetto" il raid con droni condotto ieri contro l'ufficio del premier del Kurdistan iracheno, Masrour Barzani, e la residenza del capo dell'intelligence regionale. Barzani ha attribuito gli attacchi a Teheran, definendoli "una pericolosa escalation e una minaccia diretta alla sicurezza e alla stabilità della regione".
Secondo l'agenzia di Stato iraniana Irna, Baghaei ha messo in guardia contro "piani sinistri da parte dei nemici di Iran e Iraq", sostenendo che funzionari iracheni avrebbero segnalato attacchi "false flag" pianificati per incrinare i rapporti tra i due Paesi. Sullo sfondo le ricostruzioni secondo cui i curdi avrebbero fatto da canale riservato tra Washington e Teheran.
Nave colpita da un proiettile nello Stretto di Hormuz, un membro dell'equipaggio ferito
Una nave in transito in uscita dallo Stretto di Hormuz è stata colpita da un proiettile di natura non identificata, che ha provocato danni alla sala macchine e una vittima tra l'equipaggio. Lo riferisce lo United Kingdom Maritime Trade Operations (UKMTO), l'organismo della Marina britannica che monitora il traffico marittimo nell'area, precisando di aver ricevuto la segnalazione martedì. Il resto dell'equipaggio è stato soccorso dalla Guardia costiera dell'Oman.
Iran: "Pronti ad attaccare per rompere il blocco Usa nello Stretto di Hormuz"
Teheran è pronta a un'azione militare per forzare il blocco navale statunitense nello Stretto di Hormuz, qualora la via diplomatica per chiudere il conflitto dovesse fallire. Lo riferisce un funzionario iraniano citato dalla Reuters, secondo cui i negoziati con Washington sono in stallo: gli Stati Uniti avrebbero rifiutato di prolungare l'intesa temporanea sul cessate il fuoco, scaduta lunedì.
I contatti tra le parti proseguono comunque attraverso canali informali. L'ex direttrice dell'intelligence nazionale Usa, Tulsi Gabbard, avrebbe fatto recapitare un messaggio al comandante delle Guardie Rivoluzionarie, il generale Ahmad Wahidi, tramite un leader curdo iracheno vicino ai Pasdaran. Il genero di Donald Trump, Jared Kushner, ha parlato di un'intensificazione dei rapporti con Teheran: "I colloqui tra il governo statunitense e varie componenti del governo iraniano a tutti i livelli sono probabilmente più intensi ora che mai".
Erdogan a Trump: proseguano i negoziati Usa-Iran
Colloquio telefonico tra Recep Tayyip Erdogan e Donald Trump. Il presidente turco ha sottolineato l'importanza di sfruttare al massimo la via diplomatica per allentare le tensioni in Medio Oriente, auspicando in particolare che vadano avanti le trattative tra Washington e Teheran. Erdogan ha poi definito l'Accordo congiunto di difesa della Mecca, siglato questo mese da Turchia, Pakistan e Arabia Saudita, un segnale di "una posizione forte nel garantire la stabilità e la sicurezza regionali".
Nel corso della conversazione si è parlato anche di Gaza. Secondo il leader di Ankara, "in un momento in cui l'obiettivo è passare alla seconda fase del processo di pace, si è registrato un aumento delle azioni del governo israeliano contro i palestinesi". Erdogan ha assicurato che la Turchia "continuerà a sostenere una pace duratura nella regione e le iniziative volte alla ricostruzione" della Striscia.