Lo afferma il presidente Usa ad Axios. Su Truth aggiunge che eventuali nuovi attacchi alle navi saranno attribuiti a Teheran. I ribelli yemeniti hanno già colpito due petroliere saudite nel Mar Rosso e almeno 9 imbarcazioni hanno invertito la rotta a Bab al-Mandab. A Hormuz, dicono i pasdaran, una petroliera è esplosa e altre due hanno fatto dietrofront. Il Brent supera i 100 dollari al barile per la prima volta da maggio
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Il presidente americano, Donald Trump, ha ammonito che se gli Houthi dovessero attaccare di nuovo delle navi, sarà ritenuto responsabile l'Iran.
Intanto ulteriore ondata di attacchi Usa nella notte, anche con il super-bombardiere B-1: due morti vicino al confine iracheno.
Gli Houthi yemeniti avevano attaccato due petroliere saudite che hanno cercato di violare il blocco nel Mar Rosso: sarebbero almeno 9 le navi che hanno fatto dietrofront a Bab-al-Mandab. A Hormuz, dicono i pasdaran, una petroliera ha preso fuoco dopo una esplosione, e altre due hanno fatto dietrofront.
Sale intanto il prezzo del petrolio Brent che supera i 100 dollari al barile per la prima volta da maggio.
Svolta in Medio Oriente col via libera di Trump a un accordo che consente all'Arabia Saudita di dotarsi del nucleare civile, un passo che potrebbe aprire la strada anche all'arricchimento dell'uranio. L'intesa, che avrà una durata trentennale, riserva alle aziende americane un ruolo esclusivo nello sviluppo delle infrastrutture nucleari di Riad. Tagliate fuori Russia e Cina, Israele sorpreso.
Gli approfondimenti:
- Cosa prevede il nuovo accordo Israele e Libano che Hezbollah respinge
- Iran, la Marina militare italiana pianifica l'eventuale invio di 4 navi a Hormuz
- Iran, come funzionano le mine nello Stretto di Hormuz e perché è difficile rimuoverle
- Guerra in Iran, quanto hanno speso finora Usa e Israele?
- Guerra in Iran e inflazione, chi rischia di essere più colpito dall’aumento dei prezzi
- Pasdaran, chi sono i Guardiani della Rivoluzione iraniana
- Guerra in Iran, la storia delle crisi e dei conflitti nel Golfo dal 1979 a oggi
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Iran: esplosioni nell'isola di Qeshm
La televisione iraniana ha riportato che sono state udite esplosioni sull'isola di Qeshm provenienti dallo Stretto di Hormuz.
La guerra dei due stretti
Dopo gli iraniani ad Hormuz, gli Houthi hanno proclamato un blocco navale a Bab el-Mandeb contro le navi dirette ai porti sauditi e sono passati ai fatti, colpendo due petroliere con missili e droni. Il Brent ha sfondato quota cento dollari, il traffico nello stretto tra Mar Rosso e Golfo di Aden è crollato di un terzo, decine di navi fanno dietrofront. Per la prima volta nella storia recente le due porte marittime del petrolio mondiale rischiano di chiudersi insieme
La guerra dei due stretti
Vai al contenutoAttacco aereo Israele su Gaza, almeno due morti
Almeno due persone sono state uccise in un attacco aereo israeliano contro una casa in via al-Jalaa a Gaza City. Lo apprende Al Jazeera da una fonte dell'ospedale al-Shifa. Altre fonti riferiscono inoltre che attacchi aerei israeliani hanno distrutto case nei campi profughi di Bureij e Jabalia, così come nei quartieri Zeitoun e Tal al-Hawa di Gaza City.
Perché i prezzi di benzina e diesel continueranno a salire ancora nei prossimi giorni
I prezzi di benzina e diesel sono ancora in rialzo, sulla scia dei venti di guerra che soffiano sul Medio Oriente: il conflitto tra Stati Uniti e Iran e le tensioni per lo Stretto di Hormuz spingono verso l’alto i listini, scesi a giugno dopo il fragile accordo di pace. Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy rende noto che, in base agli ultimi dati rilevati dall'Osservatorio sui prezzi dei carburanti, il costo medio in modalità self service lungo la rete stradale italiana oggi, 23 luglio, si assesta sui 1,957 euro al litro per la benzina (ieri era di 1,949 euro) e sui 2,141 euro al litro per il gasolio (ieri era di 2,124 euro). Sulla rete autostradale, invece, il prezzo medio al self service è di 2,048 euro al litro per la benzina (ieri era di 2,040 euro) e di 2,213 euro al litro per il gasolio (ieri era di 2,196 euro). Ci si aspetta che i costi salgano ancora nei prossimi giorni. Ecco cosa sta succedendo.
Perché i prezzi di benzina e diesel continueranno a salire ancora
Vai al contenutoGuerra Usa-Iran, cresce la pressione di Trump. Firmato accordo per nucleare civile con Arabia Saudita
Sky TG24, Timeline, Guerra in Medioriente: continuano gli attacchi degli Stai Uniti, con l'Iran che risponde colpendo i Paesi del Golfo
Iran, dodicesima notte consecutiva di attacchi americani
Le forze armate statunitensi hanno completato una nuova serie di raid contro target militari in Iran per la dodicesima notte consecutiva su direttiva del presidente Donald Trump. Gli attacchi hanno colpito strutture missilistiche, droni e difese aeree per ridurre le minacce alle navi commerciali. Dalla fine di febbraio, oltre cinquantamila militari USA operano nell'area del Medio Oriente.
Guerra Usa-Iran, Lagarde: prezzi energia potrebbero aumentare più del previsto
Esercito del Kuwait. intercettati attacchi con missili e droni iraniani
L'esercito del Kuwait ha reso noto che le sue difese aeree stanno "contrastando attacchi di missili e droni" attribuiti all'Iran: lo si legge in un comunicato diffuso via social. "Lo Stato maggiore generale delle forze armate informa che, "qualora vengano sentii rumori di esplosioni, questi sono dovuti all'intercettazione degli attacchi ostili".
Trump: "L'Iran non è pronto a negoziati, avevano cattive intenzioni"
"Stiamo andando molto bene con l'Iran. Stiamo andando estremamente bene. Vorrebbero fare qualcosa, ma dico che non sono ancora pronti" per negoziare e "avevano cattive intenzioni. Non possiamo permettere che abbiano un'arma nucleare. Ed è esattamente quello che è successo". Lo ha detto il presidente Donald Trump, parlando a un evento dedicato a energia e IA nel quartier generale dell'Epa. "E tra l'altro, questo" lavoro avrebbe dovuto "essere fatto da altri. Lo dicono da 27 anni, o meglio da circa tre anni. Questo avrebbe dovuto essere fatto per 50 anni da altri presidenti americani o da altri Paesi. È toccato a noi, ma sembra che noi facciamo ciò che nessun altro fa. Ma io lo farò, e nessun altro ha la capacità di fare alcunché", ha aggiunto il tycoon.
Crosetto: spero che l'Iran non allarghi la guerra
Casa Bianca: "Trump sta perdendo la pazienza col leader repubblicano al Senato"
Il leader della maggiranza repubblicana al Senato Usa, John Thune, finisce nel mirino della Casa Bianca. La portavoce Karoline Leavitt ha detto che la pazienza del presidente Donald Trump nei suoi confronti e verso i senatori del Gop sta venendo meno a causa della loro incapacità a far approvare il 'Save America Act', un pilastro della politica del tycoon in vista del voto di midterm di novembre. "La sua pazienza si sta esaurendo. Vuole che sia approvata la maggior parte possibile del Save America Act entro la pausa dei lavori di agosto - ha ammonito Leavitt nel briefing con i media - Sa che è questo ciò che il popolo americano vuole vedere approvato". Trump ha più volte esortato i senatori repubblicani ad approvare la misura, malgrado Thune abbia ammesso che il partito non dispone dei voti necessari per farlo, oltre a eliminare le procedure parlamentari di ostruzionismo (filibustering) che consentirebbe un'approvazione a maggioranza semplice. Il tycoon, intervenendo a un evento di mercoledì in Georgia, ha detto che lo speaker della Camera "Mike Johnson e il Congresso hanno fatto un ottimo lavoro, ma al Senato stiamo incontrando difficoltà. Quello che sta facendo il Senato semplicemente non va bene". Il Congresso "lo approverà di nuovo. Lo hanno già approvato tre volte e lo approveranno ancora. È come se il Senato fosse il luogo in cui si mandano le cose per farle morire", ha detto Trump., assicurando che "non potremo tollerare questa situazione ancora a lungo".
Schlein: "Governo tace, forse teme la sfuriata di Trump"
"La guerra ha ricominciato a infuocare il Medio Oriente e anche su questo il Governo non ha trovato il modo di dire nulla. Si sono chiusi nel silenzio, probabilmente perche' temono altre sfuriate di Trump". Lo ha detto la segretaria nazionale del Partito Democratico, Elly Schlein a margine della Festa de l'Unita' Mondeggi a Bagno a Ripoli (Firenze). "Noi, anche questa sera da Bagno a Ripoli, da questa storica Festa dell'Unità, ribadiremo che il miglior programma per qualunque governo è riuscire ad attuare fino in fondo la nostra Costituzione, che ha anche un articolo 11 molto importante che dice che l'Italia ripudia la guerra. - aggiunge Schlein - E ci vorrebbe un Governo che si ricordi che questo è scritto nella Costituzione e che faccia e dica qualcosa per porre fine a questi conflitti, ma che anzitutto si preoccupi dei problemi concreti degli italiani", dice.
Katz: "Se Iran attacca Israele, subirà un colpo devastante"
Ci stiamo preparando a ogni eventualità. Se l'Iran attaccherà Israele, subirà un colpo devastante". Lo ha detto il ministro della Difesa Israel Katz durante una consultazione di sicurezza con i vertici dell'Idf questa sera, come riferisce l'ufficio del ministro in una nota.
Germania ritira due navi militari dal Mar Rosso
La Germania ha annunciato il ritiro di due navi militari schierate nei pressi del Mar Rosso, in attesa di una possibile partecipazione a una missione internazionale per la sicurezza dello Stretto di Hormuz, dopo gli attacchi contro petroliere saudite rivendicati dai ribelli Houthi dello Yemen sostenuti dall'Iran. Il cacciamine Fulda e la nave rifornitrice Mosel erano stati inviati a Gibuti in vista di un'eventuale missione di sminamento nello Stretto di Hormuz,subordinata al raggiungimento di un accordo tra Stati Uniti e Iran. Le due unità saranno ora ridislocate nel Mediterraneo a causa della "situazione politica instabile" nella regione, ha reso noto il ministero della Difesa tedesco.
Gb condanna con forza attacchi Houthi nel Mar Rosso: "Solidali con Riad"
Il nuovo governo britannico di Andy Burnham condanna "con forza gli attacchi degli Houthi contro petroliere saudite nel Mar Rosso", sollecita i miliziani sciiti dello Yemen a "fermarsi" e dichiara piena "solidarietà all'Arabia Saudita", storica alleata di Londra nel Golfo. Lo si legge in una nota diffusa dal Foreign Office mentre il neoministro degli Esteri, Ed Miliband, si trova a Manila per una riunione dell'Asean, a margine della quale ha avuto faccia a faccia d'esordio con i colleghi di Usa e Ue, Marco Rubio e Kaja Kallas, nonché con i capi delle diplomazie di Paesi quali India, Giappone e Canada. "Queste azioni sconsiderate - prosegue il Foreign Office - mettono in pericolo vite umane, creano rischi di una catastrofe ambientale, minacciano la stabilità regionale in Medio Oriente e costituiscono una grave violazione del diritto internazionale".
Raid Usa sull'isola di Qeshm nello Stretto di Hormuz
Un'agenzia di stampa iraniana ha riferito che un missile statunitense ha colpito l'isola di Qeshm, situata nei pressi dello Stretto di Hormuz. "A seguito di un attacco del nemico americano, un missile si è abbattuto sulla costa della citta' di Suza, sull'isola di Qeshm", ha riferito l'agenzia Tasnim.
Casa Bianca: "Clausola con Riad non chiesta da Netanyahu"
La Casa Bianca ha escluso che la clausola dell'adesione agli Accordi di Abramo nell'intesa sul nucleare tra Usa e Arabia Saudita sia stata chiesta da Israele. Lo ha detto la portavoce, rispondendo alla domanda di un giornalista, che chiedeva se il premier israeliano Benjamin Netanyahu avesse chiesto a Donald Trump l'inserimento di questa clausola. "Non che io sappia. Come vi ho detto, questa è un'idea che il presidente sostiene da tempo", ha detto la portavoce Karoline Leavitt. "Furono il presidente e il suo tema, durante il primo mandato, ad avviare e firmare gli Accordi di Abramo con diversi Paesi della regione e Israele, e il presidente naturalmente vuole ampliare quel risultato storico ottenuto durante il suo primo mandato", ha aggiunto. Il riferimento è agli accordi raggiunti nel 2020, durante il primo mandato Trump, che prevedevano la normalizzazione dei rapporti tra i Paesi della regione e Israele.
Casa Bianca: "Infantino all'Onu? Non so se Trump e presidente Fifa ne abbiano parlato"
"Non lo so, non so se Infantino e il presidente Trump ne abbiano discusso. So che si sentono piuttosto spesso e che il presidente nutre grande stima per Gianni e per il lavoro svolto con la Fifa". E' quanto ha detto la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, nel corso di un briefing in risposta a una domanda se il presidente Donald Trump abbia parlato con Gianni Infantino del suo interesse a candidarlo come segretario generale dell'Onu. "Come abbiamo appena visto tutti, la Coppa del Mondo è stata un enorme successo qui da noi. Non solo ha portato grandi benefici alle nostre imprese e alle economie locali in tutto il Paese, ma credo abbia dimostrato che l'America è la nazione più grande della terra: il presidente è grato a Gianni per tutto l'impegno profuso nel trasformare quel sogno in realtà qui negli Stati Uniti", ha aggiunto Leavitt.
Casa Bianca: Arabia Saudita aderisca ad Accordi Abramo
Casa Bianca: "Parleremo con Riad, speriamo aderiscano a breve agli Accordi di Abramo"
"Continueremo a parlare con la controparte saudita per finalizzare" l'accordo e "ci auguriamo che aderisca presto agli Accordi di Abramo". Lo ha detto la portavoce della Casa Bianca Karoline Leavitt rispondendo ad alcune domande sull'accordo nucleare con Riad.
Trump: "Sono vicino a una decisione su un attacco massiccio all'Iran"
"Se glielo chiedessi", ha detto Trump ad Axios, Israele "si unirebbe in due minuti" all'eventuale attacco. Ma "non abbiamo bisogno di nessuno" per lanciare una nuova operazione, ha aggiunto. Il presidente Usa ha ribadito che l'Iran "vuole negoziare", ma al momento non è pronto a fare un accordo. "Non hanno ancora sofferto abbastanza", ha commentato.
Trump: "Sto considerando un attacco enorme"
Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha dichiarato ad Axios di stare valutando seriamente la possibilità di riprendere operazioni militari su larga scala contro l'Iran, compresi attacchi "più grandi di quelli condotti durante l'Operazione Epic Fury". In una breve intervista, Trump ha riconosciuto che una simile decisione avrebbe conseguenze, precisando pero' di non aver ancora preso una decisione definitiva. "Sto valutando un attacco massiccio. Più grande che mai. Sono vicino a prendere una decisione. Siamo pronti", ha affermato Trump. Il presidente ha aggiunto che Israele "si unirebbe in due minuti se glielo chiedessi", ma ha sottolineato che "non abbiamo bisogno di nessuno" per lanciare una nuova operazione contro l'Iran. Ha inoltre avvertito che la partecipazione israeliana comporterebbe "conseguenze", lasciando intendere possibili ritorsioni iraniane contro Israele.
Reuters: "Iran ha inviato in Yemen comandanti e attrezzature a sostegno degli Houthi"
L'Iran ha trasportato in Yemen questo mese comandanti del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie (Irgc), consiglieri militari e attrezzature missilistiche e per droni, una mossa che suggerisce che Teheran stia cercando di rafforzare i suoi alleati Houthi. Lo scrive Reuters online citando quattro fonti a conoscenza della questione, tra cui due fonti iraniane anonime, il ministro dell'Informazione yemenita e un analista della sicurezza regionale. Secondo quanto riferito, l'Iran ha trasferito personale dell'IRGC e attrezzature militari con un volo da Teheran alla città portuale di Hodeidah, sul Mar Rosso, il 13 luglio. Tra 10 e 21 membri dei pasdaran, inclusi alti comandanti, erano a bordo del volo della Mahan Air, secondo quanto riferito dalle due fonti iraniane. L'aereo era inizialmente diretto verso Sana'a, la capitale controllata dagli Houthi, ma è stato dirottato su Hodeidah dopo che l'aeroporto è stato attaccato dal governo yemenita sostenuto dall'Arabia Saudita. Secondo una delle fonti, l'Iran ha anche inviato oro a bordo dell'aereo per finanziare le attività degli Houthi. Tre giorni dopo l'arrivo del volo in Yemen, Reuters ha riferito che Teheran aveva chiesto agli Houthi di tenersi pronto a bloccare la rotta petrolifera del Mar Rosso qualora gli Stati Uniti avessero colpito le infrastrutture energetiche iraniane. Lunedì, il gruppo yemenita ha annunciato un blocco navale dell'Arabia Saudita, e ieri ha rivendicato un attacco a due petroliere del regno.
Dubai in crisi di turisti, bonus ai residenti per attirare visitatori
Nel tentativo di rilanciare il turismo, crollato dall'inizio delle ostilità tra Usa e Iran, la città di Dubai sta offrendo di compensare i residenti che convincono i propri familiari e amici a visitarla. Si tratta del programma Dubai Invite, un'iniziativa del dipartimento dell'Economia e del Turismo locale, che permette ai residenti degli Emirati Arabi Uniti di "diventare ambasciatori della città dando il benvenuto ai loro cari a Dubai". In cambio possono ricevere vantaggi come soggiorni in hotel, sconti in ristoranti, biglietti per attrazioni e altro, per un valore superiore a 3.000 dirham (poco meno di 720 euro). Secondo i media locali, rilanciati dalla stampa internazionale, nelle prime 48 ore il programma ha attirato più di 10.000 richieste. 'Dubai Invite' mira ad alimentare il settore turistico emiratino in forte sofferenza dopo anni di crescita, culminato in un 2025 da record, con quasi 20 milioni di turisti accolti. Tuttavia, il traffico aereo verso il Medio Oriente ha risentito fortemente della guerra iniziata a febbraio, in piena alta stagione, che ha causato il dimezzamento del numero di compagnie aeree operative negli aeroporti di Dubai. La città stessa è stata colpita da droni iraniani negli ultimi mesi. L'Afp riporta un lieve aumento dei flussi turistici dopo il fragile cessate il fuoco raggiunto in primavera, che è stato infranto con gli attacchi reciproci delle ultime settimane. Il Guardian scrive di segnalazioni relative a hotel che fronteggiano una crisi delle prenotazioni, con alcuni tra quelli più famosi che hanno preferito chiudere completamente e anticipare piani di restauro e rinnovo, e aziende che soffrono cali di ricavi superiori al 50%. Altri hotel e aziende stanno sfruttando il nuovo programma del governo offrendo sconti fino al 45% e notti gratuite. In parallelo il governo emiratino ha lanciato a maggio un pacchetto economico dal valore di oltre 350 milioni di euro per aiutare le imprese in difficoltà con incentivi come esenzioni dalle tasse comunali per hotel e ristoranti, multe ridotte per le violazioni doganali e tariffe più basse per i permessi di aviazione civile. Tali sgravi vanno ad aggiungersi a un altro pacchetto da 236 milioni di euro, annunciato a marzo, per imprese e famiglie.
Al-Sisi sente Meloni: "Evitare ogni escalation attraverso il dialogo"
Il presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi e la premier Giorgia Meloni hanno esaminato, durante un colloquio telefonico, "le principali questioni regionali ed internazionali, concordando sulla necessità di evitare ogni escalation e di risolvere le crisi attraverso mezzi pacifici e il dialogo". Lo ha reso noto il portavoce ufficiale della presidenza egiziana, sottolineando che "durante il colloquio", che si è tenuto in occasione della festa nazionale in Egitto per l'anniversario della rivoluzione del 1952, i due leader hanno passato in rassegna le relazioni bilaterali tra Egitto e Italia”. "Il presidente al-Sisi - recita la nota - ha espresso apprezzamento del Cairo per i legami storici e di amicizia tra i due Paesi", sottolineando "l'importanza di rafforzare ulteriormente la cooperazione, in particolare nei settori economico, commerciale e degli investimenti”. "Al termine della conversazione, entrambe le parti hanno espresso la volontà di proseguire nel rafforzamento delle relazioni bilaterali e di intensificare il dialogo politico e il coordinamento al fine di contribuire alla sicurezza e alla stabilità regionale", riferisce la presidenza egiziana, secondo cui "Meloni ha infine manifestato il suo desiderio di visitare l’Egitto nel più breve tempo possibile".
Media: "Mossad sventa piano per attentati in Israele"
Il Mossad ha annunciato di aver sventato un piano iraniano per infiltrare in Israele una cellula terroristica per assassinare alti funzionari. Lo ha rivelato l'emittente israeliana I24. L'operazione, ha spiegato il giornalista Guy Azrel, è stata scoperta grazie alla cooperazione di intelligence con diversi servizi stranieri. Secondo Israele, il ministero dell'Intelligence iraniano e i Pasdaran hanno intensificato gli sforzi per compiere attentati terroristici utilizzando reti criminali di proxy per reclutare agenti stranieri capaci di entrare nel paese, raccogliere informazioni e portare a termine attacchi. Il presunto reclutatore è stato identificato come Thurot Ozkur ('Philip'); faceva base in Francia e avrebbe viaggiato in Iran piu' volte per incontrare i suoi datori di lavoro e ricevere pagamenti. Sarebbe stato ingaggiato da due criminali iraniani legati al presunto boss della droga Naji Sharifi Zindashti. Il Mossad ritiene che quello usato da Teheran sia un vero e proprio metodo: utilizzare 'amici degli amici' così da allontanare i sospetti di un coinvolgimento dell'Iran.
Ghalibaf: "Usa volevano punire Teheran, si ritrovano con petrolio a tre cifre"
"Volevano punire l'Iran. Hanno finito per punire se stessi con il petrolio a tre cifre. Strategia da 10 e lode". È il messaggio pubblicato su X dal presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, dopo che il petrolio è tornato a toccare i 100 dollari al barile per la prima volta da maggio. Il post dal tono ironico è stato accompagnato anche dal meme di un ciclista che rappresenta l'economia statunitense mentre si mette da solo un bastone tra le ruote, finendo per cadere a terra.
Nuovo schiaffo a Trump, un'altra risoluzione della Camera contro guerra in Iran
La Camera americana ha approvato un'altra risoluzione che condanna le ostilità in Iran. Con 214 voti a favore e 208 contrari, i deputati hanno dato il via libera alla risoluzione sui poteri di guerra, in quello che è uno schiaffo a Donald Trump. Quattro repubblicani hanno votato insieme ai democratici. La camera e il senato hanno già approvato risoluzioni sui poteri di guerra, ma gli attacchi in Iran sono continuati. Il senato voterà nelle prossime ore una sua risoluzione sui poteri di guerra.
Hezbollah critica Aoun per incontro con Trump: "Sottomesso a Usa"
Hezbollah ha criticato aspramente la visita a Washington del presidente libanese, Joseph Aoun, accusando il governo di Beirut di essersi piegato agli Stati Uniti. Il movimento libanese filo-iraniano ha definito un fallimento la recente missione, sostenendo che abbia mostrato la "sottomissione del governo a una potenza straniera". In una nota i parlamentari del gruppo sciita hanno affermato che l'incontro ha evidenziato "il livello di subordinazione e dipendenza da una tutela straniera", accusando Aoun di non aver ottenuto risultati concreti. Secondo Hezbollah, la missione negli Stati Uniti non avrebbe portato ad alcun "impegno americano" per il ritiro delle forze israeliane dal territorio libanese, indicate dal gruppo come "il nemico".
Al-Arabiya: "Milizia irachena ha condotto attacchi contro Paesi Golfo e Giordania"
Una milizia irachena filoiraniana, chiamata 'Awliya al-Dam' (I vendicatori del sangue, ndr) avrebbe condotto attacchi contro Giordania, Kuwait e Arabia Saudita, presentandoli come operazioni mirate verso basi americane nella regione. Lo riporta l'emittente di proprietà saudita al-Arabiya citando fonti proprie, secondo cui la milizia conta tra i suoi ranghi consiglieri dei Guardiani della Rivoluzione. Le stesse fonti hanno precisato che gli attacchi contro Giordania e Kuwait sono stati condotti con droni lanciati dal territorio iracheno. Le fazioni sciite irachene filoiraniane -sostengono le fonti- avrebbero inoltre potenziato significativamente le proprie capacità con l’impiego di droni con tecnologie avanzate, costituendo cellule operative composte da elementi specializzate nel lancio di questi droni. Il premier iracheno Ali al-Zaidi, in visita oggi a Teheran, ha imposto un ultimatum fissato al 30 settembre per il disarmo e lo scioglimento delle milizie filoiraniane.
Guterres: "La regione è sull'orlo dell'inimmaginabile"
Il conflitto in corso in Medio Oriente ha spinto la regione "sull'orlo dell'inimmaginabile". Lo ha avvertito il segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, intervenendo a una riunione del Consiglio di Sicurezza. "La situazione sta sfuggendo al controllo. È in bilico sull'orlo dell'inimmaginabile. La regione viene trascinata in un circolo sempre più ampio di confronto. Una crisi alimenta l'altra. Un'escalation ne innesca un'altra", ha dichiarato Guterres. "Con il diffondersi di questa dinamica, gli obiettivi politici vengono sempre più oscurati dallo scontro stesso", ha aggiunto.
Pasdaran: "B1 Usa partiti da base Gb che ora obbiettivo"
Le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno minacciato la Gran Bretagna di colpire la base da cui sono partiti i B1 utilizzati dagli Stati Uniti per gli ultimi attacchi. "Il nemico statunitense è ricorso all'impiego di bombardieri B-1 decollati dalla base aerea Raf di Fairford, nel Regno Unito", hanno ricordato i Pasdaran in una nota diffusa dai media iraniani. Da qui l'avvertimento a Londra: "Qualsiasi base utilizzata per condurre operazioni militari contro il territorio iraniano costituisce un obiettivo legittimo".
Il Cairo: "Il partenariato strategico tra Egitto e Stati Uniti è solido"
La "solidità del partenariato strategico bilaterale" tra Egitto e Stati Uniti è stata riaffermata nel corso di un incontro tra il ministro degli Esteri egiziano Badr Abdelatty e il segretario di Stato Usa Marco Rubio in un incontro avvenuto a margine della ministeriale dell'Asean in corso a Manila. Il rafforzamento del partenariato strategico e gli sviluppi regionali e internazionali sono stati al centro del colloquio, riferisce una nota egiziana, oltre all'organizzazione al Cairo del secondo Forum Economico Egitto-USA. Abdelatty ha esortato gli Usa a completare la prima fase del piano Trump per Gaza, garantendo l'accesso senza ostacoli agli aiuti umanitari nella Striscia di Gaza, accelerando l'avvio dei lavori del comitato responsabile della gestione della Striscia di Gaza e dispiegando rapidamente la forza internazionale di stabilizzazione. Ha inoltre ribadito la necessità di "porre fine alle violazioni israeliane in Cisgiordania. Ha quindi auspicato il rispetto del memorandum d'intesa Stati Uniti-Iran e la ripresa dei negoziati per un accordo definitivo. Per il Corno d'Africa, l'Egitto esorta al "rispetto della sovranità, dell'unità e dell'integrità territoriale" e respinge "qualsiasi azione o politica che possa minare la stabilità regionale". Ultimo, ma non per importanza, il contenzioso con l'Etiopia per la diga sul Nilo, sul quale l'Egitto richiama al rispetto del diritto internazionale.
Netanyahu: "Adesione Riad a accordi Abramo sarebbe storico passo verso pace"
"Come ha detto il presidente Donald Trump, l'adesione dell'Arabia Saudita agli accordi di Abramo sarebbe uno storico passo verso la pace in Medio Oriente". E' quanto si legge in una dichiarazione di Benjamin Netanyahu diffusa dall'ufficio del primo ministro israeliano su X dopo che Trump su Truth ha affermato che l'accordo tra Usa e Arabia Saudita per il nucleare civile è subordinato all'adesione di Riad agli accordi per la normalizzazione dei rapporti con Israele.
Netanyahu afferma che è stata "l'azione militare congiunta americana e israeliana contro il regime genocida di Teheran e la repressione israeliana dell'asse del terrore iraniano ad aver creato la possibilità di espandere il cerchio della pace". "Pace attraverso la forza", conclude il post.
Brent corre e supera i 100 dollari, prima volta da maggio
Il Brent corre e supera i 100 dollari al barile per la prima volta da maggio spinto dalle minacce e dagli attacchi in Medio Oriente, che stanno spingendo al rialzo le quotazioni petrolifere
Perché i prezzi di benzina e diesel continueranno a salire ancora
Vai al contenutoUe: inaccettabile l'attacco degli Houthi contro petroliera nel Mar Rosso
"Le recenti minacce degli Houthi yemeniti di imporre un blocco marittimo al Regno dell'Arabia Saudita rappresentano una minaccia diretta alla stabilità regionale e costituiscono una pericolosa escalation. L'attacco a una petroliera nel Mar Rosso è inaccettabile, illegale e aggrava ulteriormente una situazione già instabile nella regione. La navigazione deve essere libera da ostacoli, sia nello Stretto di Hormuz che nel Mar Rosso." Lo dichiara l'ALto Rappresentante Ue Kaja Kallas. "Gli Houthi devono cessare qualsiasi azione che metta a repentaglio la navigazione internazionale e la vita dei marittimi. Devono rispettare il diritto internazionale, come sancito dalla Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare, nonché le risoluzioni del Consiglio di Sicurezza dell'Onu n. 2216 sullo Yemen e le risoluzioni n. 2722 e 2826 sulla libertà di navigazione. L'operazione navale dell'Unione Europea Aspides resta fermamente impegnata a tutelare la libertà di navigazione per tutti nel Mar Rosso e nelle acque internazionali circostanti, in linea con il proprio mandato difensivo e con il piano operativo", conclude.
Media Teheran: anche Francia, dopo Gb, ha ritirato personale da ambasciata
Anche la Francia, dopo la Gran Bretagna, avrebbe ritirato il proprio personale diplomatico dalla sua ambasciata a Teheran. Ne ha dato notizia l'agenzia di stampa Fars, precisando che la misura sarebbe stata adottata "a causa delle preoccupazioni legate alle recenti tensioni", mentre per la dodicesima notte consecutiva gli Stati Uniti hanno bombardato la Repubblica islamica. In precedenza il Foreign Office britannico aveva annunciato in una nota che "a causa della situazione di sicurezza in corso, abbiamo adottato la misura precauzionale di ritirare temporaneamente il personale britannico dall'Iran. La nostra ambasciata continua a operare da remoto".
Trump: se Houthi attaccano navi riterremo Iran responsabile
Il presidente americano, Donald Trump, ha ammonito che se gli Houthi dovessero attaccare delle navi, sarà ritenuto responsabile l'Iran. "Un anno fa gli Stati Uniti d'America hanno attaccato con grande forza gli Houthi per la loro interferenza con il commercio, sparando contro delle navi. Da allora, e durante il nostro conflitto con l'Iran, si sono comportati in modo molto responsabile. Purtroppo, ora hanno ripreso a sparare, sparando contro due navi saudite la scorsa notte. Vi prego di considerare questo post Truth come un monito: se dovessero ripetere questo gesto, gli Stati Uniti riterranno l'Iran responsabile, in quanto gli Houthi sono un surrogato e/o un agente dell'Iran, e infliggeranno pesanti sanzioni militari all'Iran e, naturalmente, agli stessi Houthi, dei quali sono molto deluso perché, fino ad ora, si sono comportati in modo molto professionale e intelligente", ha scritto il capo della Casa Bianca su Truth.
Trump: intesa nucleare civile se Riad rispetta Accordi Abramo
Donald Trump ha assicurato che l'intesa con l'Arabia Saudita è solo per la costruzione di centrali nucleari a uso civile e subordinato al rispetto degli Accordi di Abramo. "L'accordo nucleare civile (non ci sarà arricchimento di materiale!) tra il dipartimento dell'Energia degli Stati Uniti e l'Arabia Saudita - che riguarda solo l'uso non militare come quelli che l'Iran e gli Emirati Arabi Uniti (e altri) hanno già - sarà approvato, ma è totalmente soggetto all'adesione dell'Arabia Saudita agli accordi di Abramo, molto rispettati e di successo", ha scritto il presidente americano su Truth. "Gli Stati Uniti non si oppongono alle strutture nucleari civili (non arricchite)", ha aggiunto.
Droni a confine Kuwait-Iraq, danni ma no feriti
Il valico di frontiera di Abdali, tra Kuwait e Iraq, è stato preso di mira da "droni nemici", che hanno provocato danni materiali senza registrare feriti. Lo ha riferito il ministero della Difesa del Kuwait in una nota. "Le squadre di ispezione e sminamento della Fanteria hanno avviato operazioni di perlustrazione e messa in sicurezza, rimozione dei resti dei droni, per garantire la sicurezza del sito", si legge ancora. Il valico di Abdali si trova nell'estremo nord del Kuwait, nella governatorato di al-Jahra. Sul lato iracheno il posto di frontiera è Safwan, nella provincia di Bassora. Si tratta del principale collegamento terrestre tra i due Paesi per il transito di persone e merci.
Media: Israele apre rifugi a Ramat Gan, Eilat e Karmiel
Il sindaco di Ramat Gan ha ordinato l'apertura dei rifugi della città israeliana, dal momento che "il rischio del lancio di missili dall'Iran nel fine settimana è aumentato". Lo ha riferito Maariv, aggiungendo che anche a Eilat e a Karmiel sono stati aperti i rifugi.
Rubio: "Iran minaccia occhio per occhio? Per Trump è testa per occhio"
Il segretario di Stato americano Marco Rubio ha spiegato che la politica del presidente Donald Trump nei confronti dell'Iran è "testa per occhio", dopo che il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha definito la dottrina di difesa di Teheran è quella di "occhio per occhio". Lo scrive la Cnn
Accordo sul nucleare, firmata intesa tra USA e Arabia Saudita. VIDEO
Premier iracheno arriva a Teheran e incontra il presidente Pezeshkian
Il premier iracheno, Ali al-Zaidi, è arrivato a Teheran, dove si trova in visita ufficiale, e ha incontrato il presidente iraniano, Masoud Pezeshkian. Secondo quanto riferisce Mehr, oltre all'incontro bilaterale privato tra Pezeshkian e al-Zaidi, il programma prevede anche una sessione congiunta tra delegazioni di alto livello di entrambi i governi e la firma di alcuni documenti di cooperazione bilaterale. La visita arriva mentre da dodici giorni Iran e Stati Uniti hanno ripreso attacchi reciproci. Il 14 luglio al-Zaidi si era recato a Washington dove aveva avuto un incontro con il presidente americano, Donald Trump.
Ben Gvir guida centinaia di ebrei ad Al-Aqsa: "Sentiamo esserne legittimi i proprietari"
Il ministro israeliano di estrema destra per la Sicurezza Nazionale, Itamar Ben Gvir, ha guidato centinaia di ebrei nel complesso della moschea di Al-Aqsa a Gerusalemme, violando lo status quo decennale del sito mentre commemorava una giornata ebraica di lutto. La visita è coincisa con Tisha B'Av, il giorno di digiuno ebraico che commemora la distruzione del Primo e del Secondo Tempio. Quest'anno viene osservato dalla notte di mercoledì a tutto giovedì, con gli ebrei che digiunano per circa 25 ore. Oltre alla distruzione dei templi, il giorno è tradizionalmente legato a una serie di calamità che si dice abbiano colpito il popolo ebraico in date simili o vicine nel corso della storia.
Filmati dell'Afp hanno mostrato Ben Gvir e centinaia di altri fedeli nel complesso di Al-Aqsa, inclusi coloni israeliani che si erano messi in fila dalle prime ore del mattino per entrare nel sito. Molti ebrei hanno anche recitato preghiere sulla Spianata delle Moschee. "Guardate cosa sta succedendo qui, gli ebrei stanno pregando e sentono di essere i legittimi proprietari qui," ha detto Ben Gvir in un video girato nel complesso e pubblicato sul suo canale Telegram. "Tutti capiscono che lo Stato di Israele è l'autorità sovrana. C'è ancora molto da fare, e con l'aiuto di Dio, continueremo ad andare avanti".
Situato a Gerusalemme est, annessa unilateralmente da Israele, il complesso è venerato come il terzo sito più sacro dell'Islam e, contemporaneamente, come il luogo più sacro del Giudaismo, dove un tempo sorgevano i due antichi templi. L'accesso è regolato da un accordo di "status quo" decennale tra Israele e la Giordania, la cui fondazione religiosa amministra il sito. In base a tale accordo, gli ebrei possono visitare ma non è loro permesso pregare lì, mentre il culto musulmano dovrebbe continuare ininterrotto. Da quando è entrato nel governo del primo ministro Benjamin Netanyahu, Ben Gvir ha visitato più volte la Spianata delle Moschee, in diverse occasioni accompagnando le sue apparizioni con messaggi politici rivolti contro i palestinesi. Le sue iniziative sono state spesso considerate una provocazione in grado di alimentare tensioni soprattutto dopo l'inizio della guerra a Gaza.
Gb ritira diplomatici residui da Iran, polemica su Burnham per le basi agli Usa
Il Regno Unito ha reso noto d'aver ritirato temporaneamente il suo personale diplomatico residuo dall'Iran - già ridotto sulla scia della guerra dei mesi scorsi innescata dagli attacchi di Usa e Israele - alla luce della ripresa sostanziale delle ostilità dal 7 luglio. L'ambasciata britannica di Teheran, chiusa al pubblico da gennaio, continua peraltro a funzionare con alcuni servizi a distanza, ha precisato il ministero degli Esteri in un aggiornamento relativo ai consigli di viaggio sull'Iran pubblicato sul sito del governo. Lo stesso Foreign Office ha confermato di sconsigliare qualunque viaggio di cittadini britannici in territorio iraniano, evocando "un rischio significativo di essere arrestati, interrogati e posti in stato di detenzione". Ambienti pacifisti della sinistra britannica hanno intanto rilanciato nelle ultime ore la polemica sulla concessione a Washington di basi aeree condivise, sullo sfondo dei nuovi bombardamenti americani. Concessione che il precedente governo laburista di Keir Starmer aveva inizialmente negato, seppure solo in parte, salvo fare rapidamente retromarcia a fronte dell'ira pubblicamente espressa dal presidente Donald Trump. Secondo una linea che risulta adesso confermata su questo punto sotto la leadership di Andy Burnham, al netto dell'immagine più progressista (sulla carta meno gradita alla Casa Bianca) del nuovo ministro degli Esteri, Ed Miliband: al debutto ieri a Manila a una riunione dell'Asean a cui hanno partecipato fra gli altri i capi della diplomazia di Usa e Russia, Marco Rubio e Serghei Lavrov.
Tajani: "Solidarietà a tutti i Paesi che vengono attaccati dall'Iran"
"Noi esprimiamo solidarietà a tutti i Paesi che sono attaccati dall'Iran e che non hanno nulla a che fare con la guerra". Lo ha affermato a Verona il ministro degli Esteri Antonio Tajani, a margine della Conferenza degli istituti di cultura italiani nel mondo. "Noi - ha aggiunto Tajani - facciamo tutto ciò che è in nostro potere per cercare di ridurre la tensione. Il 28 e il 29 ci sarà la due giorni dedicata alla situazione del futuro dello Stato palestinese e il 4 agosto riprenderanno i colloqui a Roma tra israeliani e libanesi. La protezione delle nostre navi mercantili nel Mar Rosso c'è con la missione Aspides con la nostra Marina Militare. Facciamo tutto ciò che è possibile continuando a lavorare a livello diplomatico per ridurre la tensione. Abbiamo parlato a lungo l'altro ieri con il ministro degli Esteri saudita: sono anche loro vittime dell'aggressione iraniana", ha concluso.
Iran, media: "Il premier iracheno porta a Teheran messaggi da Trump"
L’arrivo del premier iracheno Ali Falah al-Zaidi oggi a Teheran avviene in un contesto di crescenti tensioni regionali, mentre Baghdad continua a perseguire una delicata politica di equilibrio tra Stati Uniti e Iran. Si tratta della sua prima trasferta a Teheran a pochi giorni dalla missione ufficiale a Washington, un viaggio che ha suscitato reazioni e dure critiche negli ambienti iraniani, in particolare da parte di Ali Akbar Velayati, storico consigliere del defunto Guida Suprema.
Secondo una fonte del governo iracheno, il viaggio del premier ha una portata bene al dispora di quanto dichiarato pubblicamente, riporta l’emittente qatarina Al Jazeera. “Si tratta di una serie di segnali politici ed economici rivolti direttamente alla leadership iraniana”, ha spiegato la fonte.
Il primo messaggio è che Baghdad vuole dimostrare “buona volontà” e rassicurare Teheran che la recente visita a Washington “non mira a danneggiare l’Iran né avviene a spese dei rapporti bilaterali”, sostiene la fonte.
Il secondo messaggio, secondo la stessa fonte interpellata dall’emittente qatarina, e’ rassicurare Teheran che Washington “non intende rovesciare il sistema iraniano e le dichiarazioni più dure di alcuni funzionari statunitensi vanno lette nel contesto della guerra in corso e delle pressioni politiche e mediatiche”.
Al-Zaidi intenderebbe inoltre spingere per nuovi assetti regionali informali, una sorta di “gentlemen’s agreement” tra le parti in conflitto, convinto che la regione abbia raggiunto “un punto in cui è urgente fermare l’escalation e porre fine alle contrapposizioni dirette”, osserva Al Jazeera.
Oxfam: "Ricostruire Gaza costerà 71,4 miliardi di dollari, 7 volte più che in passato"
Ricostruire Gaza costerà 71,4 miliardi di dollari, ovvero 7 volte più che in passato. Una cifra che secondo l'ultimo report Oxfam riflette solo una parte dell'impatto reale del conflitto scoppiato nel 2023, perché la ricostruzione del tessuto sociale richiederà generazioni. Basti pensare che il livello di sviluppo umano in meno di 3 anni è stato riportato indietro di ben 77 anni, con la cancellazione del sistema di istruzione e culturale. "Qualsiasi Piano per la ricostruzione di Gaza è destinato a fallire, indipendentemente dalla cifra che sarà stanziata, se sarà imposto dall'alto, senza un coinvolgimento delle istituzioni locali, della società civile e degli attori economici - spiega Paolo Pezzati, portavoce per le crisi umanitarie di Oxfam Italia, in un comunicato - Quanto successo negli ultimi 20 anni è lampante. Il costo della ricostruzione dopo le guerre del 2008-09, del 2014 e del 2021 ammontava a 10 miliardi di dollari in totale (ai valori attuali), ma ogni Piano è stato soffocato e reso vano dal blocco ininterrotto di Israele, dall'insufficienza di donatori e dal susseguirsi di offensive militari". Secondo le stime contenute nel report, Gaza ha subito danni e perdite economiche per un totale di 57,9 miliardi di dollari, ma sarà necessario stanziarne oltre 71 per sostenerne la ripresa e la ricostruzione nell'arco dei prossimi 10 anni. In meno di 3 anni sono stati uccisi 73 mila palestinesi, i feriti sono 173 mila e 1,9 milioni di persone sono state ripetutamente sfollate. Nel settembre 2025, la Commissione internazionale indipendente d'inchiesta delle Nazioni Unite ha concluso che Israele ha commesso un genocidio a Gaza. "Per questo con la campagna ¸Palestina - continua Pezzati - chiediamo con forza al Governo italiano un cambio di linea politica, anche in sede europea, a sostegno di un processo di ricostruzione realmente inclusivo, esteso anche alle aree colpite dal conflitto in Cisgiordania e a Gerusalemme est".

©Ansa
Le banche Israele taglieranno i servizi agli istituti palestinesi
Le banche israeliane hanno informato le loro controparti palestinesi dell'intenzione di interrompere a breve alcuni servizi essenziali, cosa che alimenta i timori di una crisi economica in Cisgiordania. Lo hanno riferito dirigenti israeliani e palestinesi.
Gli istituti di credito israeliani citano il crescente rischio di azioni legali legate alle loro transazioni con le controparti palestinesi ma, per diversi funzionari del settore, è soprattutto la crescente instabilità di questo accordo, originariamente concepito come temporaneo, a spingerli a ritirarsi.
Questi servizi sono essenziali per finanziare le importazioni, in particolare di energia elettrica e generi alimentari, da Israele ai territori palestinesi. "Considerato il livello generale di rischio e le crescenti preoccupazioni per potenziali cause civili, le banche israeliane hanno recentemente annunciato la loro intenzione di cessare la fornitura di servizi di corrispondenza bancaria", ha dichiarato ieri il ministero delle Finanze israeliano.
Secondo funzionari bancari palestinesi, le banche palestinesi in questione potrebbero perdere questo accesso già a metà agosto, alcune dal primo settembre.
Perché i prezzi di benzina e diesel continueranno a salire ancora nei prossimi giorni
I prezzi di benzina e diesel sono ancora in rialzo, sulla scia dei venti di guerra che soffiano sul Medio Oriente: il conflitto tra Stati Uniti e Iran e le tensioni per lo Stretto di Hormuz spingono verso l’alto i listini, scesi a giugno dopo il fragile accordo di pace. Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy rende noto che, in base agli ultimi dati rilevati dall'Osservatorio sui prezzi dei carburanti, il costo medio in modalità self service lungo la rete stradale italiana oggi, 23 luglio, si assesta sui 1,957 euro al litro per la benzina (ieri era di 1,949 euro) e sui 2,141 euro al litro per il gasolio (ieri era di 2,124 euro). Sulla rete autostradale, invece, il prezzo medio al self service è di 2,048 euro al litro per la benzina (ieri era di 2,040 euro) e di 2,213 euro al litro per il gasolio (ieri era di 2,196 euro). Ci si aspetta che i costi salgano ancora nei prossimi giorni.
Perché i prezzi di benzina e diesel continueranno a salire ancora
Vai al contenutoL'esercito giordano intercetta droni e missili iraniani
La Giordania ha dichiarato di aver intercettato missili e droni iraniani, mentre Teheran rispondeva agli attacchi aerei statunitensi colpendo gli alleati di Washington nella regione. L'esercito giordano, in una nota, ha aggiunto di aver intercettato tre missili, mentre un quarto è atterrato in una zona disabitata, e di aver intercettato sei droni ieri sera, senza vittime né danni materiali.
Teheran: "Avanti con attacchi finchè continuano raid Usa"
L'Iran continuerà i suoi attacchi nella regione fino a quando non cesseranno i bombardamenti Usa contro la Repubblica islamica. E' l'avvertimento lanciato dall'esercito di Teheran, secondo quanto riportato dalla televisione di stato. "Gli attacchi di rappresaglia delle forze armate continueranno finche' continueranno gli attacchi statunitensi contro le infrastrutture e le zone costiere del paese", ha affermato il portavoce dell'esercito Mohammad Akraminia, aggiungendo che il Paese e' pronto per "ogni scenario nemico".
Soldati israeliani issano bandiera su un castello medievale nel sud del Libano
Le forze israeliane hanno issato la bandiera dello Stato ebraico su una cittadella medievale nel sud del Libano occupato. Lo riferisce il Ministero della cultura libanese e le autorità locali libanesi, secondo cui il municipio di Shaqra e Debbie, nel distretto di Bint Jbeil, ha condannato con forza l'ingresso dei soldati israeliani nell'antica rocca, definendolo un attentato alla sovranità libanese e la violazione di un sito archeologico e storico, "parte del patrimonio nazionale e dell'identità culturale della località e del Libano". Il municipio ha chiesto alle autorità competenti, in particolare alla Direzione generale delle antichità del ministero della Cultura, e all'Unesco di seguire la vicenda e di avviare le procedure per l'iscrizione della fortezza nella lista del patrimonio mondiale
Rubio: "Iran pagherà sempre più, finché non rinsavisce"
Per l'Iran "ogni notte il prezzo sale sempre di più" e andrà avanti così "finché non rinsaviranno". Lo ha detto il segretario di Stato degli Usa Marco Rubio, a Manila a margine della ministeriale dell'Asean, riporta SkyNews. Il segretario di Stato ha risposto ad una domanda sulla minaccia del presidente Donald Trump di colpire ponti e centrali elettriche in Iran, lanciata ieri via social.
Per Rubio l'Iran, "implorando ogni giorno", cerca di raggiungere un accordo, ma il problema è che o vuole "romperlo... o modificarlo. L'Iran non è chiaramente pronto a raggiungere un accordo, almeno non uno che sia disposto a rispettare", ha concluso.
Soldati israeliani issano bandiera su un castello medievale nel sud del Libano
Le forze israeliane hanno issato la bandiera dello Stato ebraico su una cittadella medievale nel sud del Libano occupato. Lo riferisce il Ministero della cultura libanese e le autorità locali libanesi, secondo cui il municipio di Shaqra e Debbie, nel distretto di Bint Jbeil, ha condannato con forza l'ingresso dei soldati israeliani nell'antica rocca, definendolo un attentato alla sovranità libanese e la violazione di un sito archeologico e storico, "parte del patrimonio nazionale e dell'identità culturale della località e del Libano". Il municipio ha chiesto alle autorità competenti, in particolare alla Direzione generale delle antichità del ministero della Cultura, e all'Unesco di seguire la vicenda e di avviare le procedure per l'iscrizione della fortezza nella lista del patrimonio mondiale. Il ministro della Cultura Ghassan Salame ha parlato di "una aggressione provocatoria che merita di essere denunciata e respinta", ricordando che la bandiera israeliana era già stata alzata sui castelli di Shamaa e di Beaufort, sempre nel sud del Libano controllato dalle forze di occupazione dello Stato ebraico. "Le cittadelle del sud del Libano, ha aggiunto il ministro, "sono parte integrante del Libano". L'episodio avviene all'indomani della visita del premier Nawaf Salam a Zawtar al-Gharbiye, una delle zone pilota del dispiegamento dell'esercito libanese, e mentre il comandante in capo delle forze armate, generale Rodolphe Haykal, compie in queste ore un giro di ispezione nella stessa area.
Rubio: "Potrebbe diventare Paese più ricco del mondo"
L'Iran potrebbe diventare il Paese "più ricco" del Medio Oriente. Lo afferma il segretario di Stato degli Usa Marco Rubio a Manila, a margine della ministeriale dell'Asean a Manila, riporta SkyNews. Ma chi prende le decisioni nel Paese, leader religiosi inclusi, lo sta ostacolando, ha continuato. Per Rubio, "alcuni di loro sono dei pazzi, alcuni sono malvagi, alcuni sono dei pazzi malvagi". "Si può essere entrambe le cose", aggiunge Rubio. Il segretario di Stato ha anche ripetuto che l'Irana "non può avere un'arma nucleare".
Iran, Usa rafforzano dispositivo militare nella regione, Trump valuta nuove opzioni
Gli Stati Uniti stanno rafforzando la propria presenza militare in Medio Oriente con l'invio di forze speciali, personale sanitario e nuovi assetti militari, mentre il presidente Donald Trump valuta un possibile ampliamento delle operazioni contro l'Iran. Lo riferiscono fonti a conoscenza del dossier citate dal Wall Street Journal. Secondo le fonti, nell'ultima settimana reparti delle forze speciali sono stati dispiegati nella regione, mentre squadroni di caccia sono stati riposizionati in diversi Paesi del Medio Oriente. Inoltre, bombardieri dislocati in basi negli Stati Uniti e nel Regno Unito sono stati posti in stato di elevata prontezza operativa.
Oltre 150 operatori sanitari, inoltre, sono stati inviati nei giorni scorsi al Landstuhl Regional Medical Center, in Germania, principale struttura di riferimento per la cura dei militari statunitensi feriti nelle operazioni in Medio Oriente.
Petrolio Brent supera 96 dollari al barile
Il prezzo del petrolio Brent è aumentato di oltre il 2% prima dell'apertura delle borse europee, superando i 96 dollari, dopo che i ribelli Houthi in Yemen hanno annunciato un attacco a due petroliere saudite nel Mar Rosso. Il prezzo del greggio di riferimento per il Vecchio Continente ha quindi raggiunto giovedì i 96,47 dollari al barile, il prezzo più alto dall'8 giugno. Nel caso del West Texas Intermediate (Wti), il prezzo al barile ha toccato gli 88,67 dollari, in rialzo del 2,1% rispetto alla chiusura di ieri.
Nelle ultime sedute, i prezzi del petrolio sono aumentati a causa dei timori che il conflitto in Medio Oriente, che minaccia lo Stretto di Hormuz, possa estendersi anche al Passo di Bab el-Mandeb, una rotta vitale per il Mar Rosso. In questo contesto, gli Houthi hanno annunciato un attacco con droni e missili contro due petroliere saudite nel Mar Rosso, accusate di "violazione del blocco imposto" dalle milizie contro l'Arabia Saudita in risposta a quello che il gruppo definisce un continuo "assedio" da parte di Riyadh.
Easa raccomanda stop voli Ue su Giordania fino al 31 agosto
Astenersi dall'operare nello spazio aereo della Giordania, a qualsiasi quota e livello di volo, fino al 31 agosto 2026, salvo revisione anticipata. Lo raccomanda l'Easa, l'Agenzia dell'Unione europea per la sicurezza aerea, nel bollettino informativo sulle zone di conflitto. Nonostante l'8 aprile sia stato annunciato un cessate il fuoco temporaneo tra Usa e Iran, prorogato di 60 giorni il 17 giugno "la sua attuazione è stata soggetta a violazioni ricorrenti e significative, creando nuovamente un elevato livello di rischio in tutta la regione", ricorda l'Easa, e "dalla metà di luglio la situazione della sicurezza è peggiorata rapidamente", gli attacchi missilistici iraniani e gli attacchi con droni contro obiettivi in Giordania "creano un maggiore rischio di errata identificazione di velivoli civili", spiega l'Easa motivando la raccomandazione di oggi.
La Malesia respinge le pressioni Usa sul divieto d'ingresso agli israeliani
La Malesia non modificherà la propria politica che limita l'ingresso dei cittadini israeliani nel Paese e non si lascerà "intimidire" dalle pressioni provenienti dagli Stati Uniti. Lo ha affermato il primo ministro Anwar Ibrahim, commentando una lettera inviata da otto deputati statunitensi al segretario di Stato Marco Rubio. Lo riferisce il South China Morning Post (Scmp). Nella lettera, resa pubblica il 21 luglio, i parlamentari chiedono all'amministrazione statunitense di riesaminare i rapporti di sicurezza ed economici con Kuala Lumpur, criticando le recenti dichiarazioni di Anwar secondo cui la Malesia avrebbe individuato ed espulso eventuali cittadini israeliani presenti nel Paese, compresi quelli con doppia cittadinanza. I deputati sostengono inoltre che il divieto d'ingresso imposto ai cittadini israeliani sia discriminatorio e incompatibile con i valori condivisi dagli alleati, invitando Washington a valutare anche la sospensione di alcuni programmi di cooperazione con la Malesia.
Confesercenti: "Hormuz presenta il conto alle vacanze degli italiani: stangata da 700 mln"
La crisi di Hormuz presenta il conto alle vacanze degli italiani: il rincaro dei carburanti seguito al riacutizzarsi del conflitto potrebbe determinare, nei soli mesi di luglio e agosto, una maggiore spesa per famiglie di circa 700 milioni di euro. Una stangata alla pompa che rischia di sottrarre risorse ai consumi turistici nel momento più importante della stagione. A stimarlo è l'Ufficio Economico Confesercenti. A essere preso in esame è il periodo dal 4 luglio - giorno in cui è ripartito il "prezzo di mercato" dopo la scadenza del precedente decreto "taglia accise" - al 22 luglio: il prezzo della benzina è aumentato di 13,5 centesimi (7,5%) al litro, mentre quello del gasolio è cresciuto di circa 23 centesimi (12,5%). Per un rifornimento da 50 litri significa spendere rispettivamente 7 e 11 euro in più. L'accelerazione si è concentrata dopo l'interruzione della tregua tra Iran e Stati Uniti e il nuovo blocco dello Stretto di Hormuz: in appena una decina di giorni i prezzi sono saliti in media di circa 12 centesimi al litro, con un aggravio per gli automobilisti stimabile in circa 140 milioni di euro solo in questo periodo. Se i prezzi dovessero mantenersi sugli attuali livelli, l'impatto complessivo tra luglio e agosto raggiungerebbe dunque i 700 milioni di euro per le famiglie e le piccole imprese che si riforniscono sulla rete ordinaria.
Guerra Usa-Iran, cresce la pressione di Trump. Firmato accordo per nucleare civile con Arabia Saudita. VIDEO
Pasdaran: "Distrutti in Giordania sistemi antimissilistici Usa"
I Guardiani della Rivoluzione hanno affermato di aver distrutto in Giordania un radar americano del sistema antimissile THAAD, in rappresaglia contro gli attacchi degli Stati Uniti contro l'Iran. In un comunicato diffuso dalla televisione di Stato, i Pasdaran hanno anche riferito della distruzione di un sistema Patriot, progettato per intercettare i proiettili balistici, nonché dell'incendio di un hangar presentato come utilizzato per la manutenzione di elicotteri.
Pasdaran: "Colpite basi Usa in Kuwait"
Le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno riferito di aver attaccato le forze statunitensi presso il campo di Al-Adiri e la base aerea di Ali Al Salem in Kuwait. Lo scrivono i media statali iraniani, secondo cui sarebbero state presi di mira anche i campi di Arifjan e Doha. Le notizie giungono mentre l'Iran continua a colpire i paesi della regione che ospitano forze statunitensi, nel contesto dei continui attacchi americani contro l'Iran. Il Kuwait non ha confermato gli attacchi segnalati.
Prezzo petrolio risale, Brent a 95,63 dollari al barile
Prezzo del petrolio in rialzo. Il Brent , riferimento per l'Europa, è salito del +1,56% a 95,63 dollari al barile. Il prezzo del petrolio Wti, riferimento per gli Usa, è salito di +0,99% a 87,82 dollari al barile.
Riad conferma: "Colpita la nave Encelia, l'equipaggio è al sicuro"
L'agenzia di stampa saudita Spa, ripresa da Al-Jazeera, afferma che la nave di proprietà saudita Encelia è stata presa di mira mentre navigava nel Mar Rosso. Citando una fonte ufficiale dell'Autorità per i Trasporti Pubblici, l'agenzia ha dichiarato che l'attacco ha provocato un incendio a prua della nave. La fonte ha aggiunto che tutti i membri dell'equipaggio sono al sicuro e che le autorità hanno adottato le misure necessarie per mettere in sicurezza la nave e l'equipaggio e per proteggere l'ambiente marino. Gli Houthi yemeniti avevano rivendicato in precedenza la responsabilità degli attacchi a due navi nel Mar Rosso, tra cui l'Encelia. Il gruppo aveva identificato l'altra nave come la Layla.
Usa: "Completati attacchi su Iran, colpiti obiettivi militari"
"Le forze del Comando Centrale degli Stati Uniti (CentCom) hanno completato un'altra serie di attacchi contro l'Iran per la dodicesima notte consecutiva". Lo scrive il CentCom su X. "Le forze statunitensi hanno colpito obiettivi militari iraniani, tra cui infrastrutture marittime, depositi di missili e droni, siti di sorveglianza costiera e sistemi di difesa aerea. Gli attacchi riducono ulteriormente la capacità dell'Iran di attaccare marittimi civili e navi mercantili". "Questo mese, le forze americane hanno preso di mira decine di siti militari iraniani sulla terraferma, riprendendo al contempo il blocco navale contro l'Iran. A oggi, il CentCom ha deviato nove navi mercantili e ne ha disabilitata una per impedire alle imbarcazioni di entrare o uscire dai porti iraniani". "Oltre 50.000 militari statunitensi sono operativi in tutto il Medio Oriente e rimangono altamente vigili, concentrati, letali e pronti".
Usa: "Allerta agli americani nel mondo, rischio escalation in Medio Oriente"
"Avviso a livello mondiale: a causa dell'aumento delle tensioni in Medio Oriente, il contesto di sicurezza rimane complesso, con la possibilità di un'escalation imprevista". E' l'allerta lanciato dal Dipartimento di Stato Usa su X. "I cittadini statunitensi attualmente in Medio Oriente devono prestare la massima attenzione e vigilanza - scrive - ed essere preparati a cancellazioni di voli, chiusure periodiche dello spazio aereo e potenziali disagi ai viaggi. Alcune compagnie aeree nella regione hanno posticipato la ripresa dei voli precedentemente programmati; altre hanno cancellato alcune rotte". "Le sedi diplomatiche statunitensi, anche al di fuori del Medio Oriente, sono state prese di mira. L'Iran e i gruppi che lo sostengono potrebbero colpire altri interessi statunitensi all'estero o in luoghi associati agli Stati Uniti e ai cittadini statunitensi in tutto il mondo, comprese aziende e altre istituzioni statunitensi". "I cittadini statunitensi al di fuori del Medio Oriente dovrebbero riconsiderare i viaggi da e per la regione. I cittadini statunitensi che viaggiano nella regione o che la attraversano dovrebbero verificare con le proprie compagnie aeree che i loro voli siano ancora programmati. In caso di modifiche al volo, contattare direttamente la compagnia aerea per informazioni".
Axios: "Gli Usa sono tornati a usare il super-bombardiere B-1"
L'esercito statunitense ha utilizzato un bombardiere a lungo raggio B-1 per colpire obiettivi del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche in Iran, secondo quanto riferito da funzionari statunitensi. Lo scrive Axios. Si tratta della "prima missione condotta dagli Stati Uniti con un B-1 da quando sono ripresi i combattimenti con l'Iran 12 giorni fa. L'utilizzo dei bombardieri B-1, in grado di trasportare una ventina di bombe da 900 kg o decine di missili da crociera - prosegue l'articolo - ha segnalato una significativa escalation ed espansione della campagna militare statunitense. Il B-1 può volare a velocità supersonica a bassa quota, trasportando un carico bellico più pesante di qualsiasi altro tipo di bombardiere. Il B-1 ha lanciato la sua missione da una base aerea nel Regno Unito ed è stato avvistato su siti web di tracciamento aereo". Axios fa notare che il CentCom "non ha menzionato la missione del B-1 nel suo comunicato". Non è chiaro cosa abbia colpito il B-1 e se la massiccia missione sia stata più efficace di altri attacchi degli ultimi giorni.
Media Iran: "Colpite due navi da ricerca e soccorso"
"Nella mattinata odierna, due imbarcazioni di ricerca e soccorso marittimo, 'Naji 15' e 'Naji 16', sono state colpite e gravemente danneggiate in un atto ostile da parte del nemico americano-sionista. La missione di queste imbarcazioni è esclusivamente di soccorso e umanitaria". Lo afferma, secondo l'agenzia iraniana Fars, la Direzione Generale Porti e Navigazione dell'Hormozgan.