Un caffè, un panino o un dolce tra tombe e mausolei: la proposta sta facendo discutere la capitale argentina. Al centro della polemica c’è un nuovo progetto commerciale pensato per uno dei luoghi simbolo della città
Il celebre cimitero della Recoleta potrebbe presto ospitare un’attività commerciale. Il governo della città di Buenos Aires, guidato dal sindaco Jorge Macri, ha infatti avviato una gara per affidare la gestione di uno spazio all’interno dello storico camposanto e trasformarlo in un punto di ristoro. Il progetto prevede un locale di appena 24 metri quadrati, ricavato da una cripta oggi inutilizzata, oltre a un negozio di souvenir e all’organizzazione di visite guidate in orario serale. L’idea di poter entrare nel cimitero per prendere un caffè, mangiare qualcosa o acquistare un ricordo ha però sollevato dubbi e critiche, anche per la particolare natura del luogo. L’amministrazione difende l’iniziativa sostenendo che si tratta di valorizzare un ambiente attualmente privo di utilizzo e di ampliare l’offerta per i visitatori di uno dei luoghi più conosciuti e frequentati della capitale argentina.
Da Sarmiento a Evita, il cimitero che custodisce la storia argentina
La discussione assume un peso particolare considerando chi riposa alla Recoleta. A poca distanza dallo spazio destinato alla possibile caffetteria si trovano le tombe di figure centrali della storia argentina, come Domingo Faustino Sarmiento, ex presidente e protagonista dell’istruzione nazionale, Bartolomé Mitre, militare, storico e presidente, e Ramón Castillo. Nel cimitero è sepolto anche Patricio Peralta Ramos, fondatore di Mar del Plata. Ma è soprattutto la tomba di Eva Perón, una delle icone assolute del peronismo e della storia politica argentina, a rendere la Recoleta un luogo dalla forte dimensione simbolica. Qui il confine tra patrimonio storico, attrazione turistica e attività commerciale diventa quindi particolarmente delicato: per l’amministrazione il progetto può contribuire a rendere più vivo e fruibile il complesso, mentre per i critici il rischio è quello di trasformare uno spazio destinato alla memoria in un luogo di consumo.