Il bilancio delle vittime è salito a 920 morti. Tra questi, anche tre italo-venezuelani: lo ha riferito Tajani. Estratto vivo dalle macerie un neonato. Una donna salvata dopo 36 ore. La presidente ad interim Rodriguez ha confermato il prossimo arrivo di soccorritori internazionali. Squadre di soccorso specializzate, coordinate dalle Nazioni Unite, sono in viaggio per aiutare nelle ricerche di sopravvissuti. Leone XIV ha inviato un primo aiuto di 100mila euro al Venezuela
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Il bilancio delle vittime del terremoto in Venezuela è salito a 920 morti. Sarebbero oltre 50.000 le persone che risultano ancora disperse dopo. Come ha precisato il ministro degli Esteri Antonio Tajani, tra le vittime ci sarebbero anche tre italo-venezuelani, 5 sarebbero feriti e 35 dispersi. Almeno 70mila le famiglie rimaste senza casa. Una donna è stata estratta viva dalle macerie di un edificio crollato a La Guaira dopo quasi 36 ore.
Nel frattempo, un neonato è stato estratto vivo dalle macerie. La presidente ad interim Rodriguez ha confermato il prossimo arrivo di soccorritori internazionali. La comunità internazionale si mobilita. Squadre di soccorso specializzate, coordinate dalle Nazioni Unite, sono in viaggio verso il Paese per aiutare nelle ricerche di sopravvissuti. Un team della Protezione civile italiana con 40 vigili del fuoco partirà stamattina per Caracas. Madrid mette a disposizione 54 militari esperti in operazioni di soccorso, il presidente francese Macron annuncia che Parigi attiverà un team di 85 soccorritori, mentre dalla Germania arriveranno 6 aerei da trasporto. Leone XIV, attraverso l'Elemosineria Apostolica, ha inviato un primo aiuto di 100mila euro al Venezuela.
Numeri di emergenza:
- Unità di Crisi: +39 0636225
- Ambasciata italiana in Venezuela: +58 (0) 414 272
- Consolato italiano in Venezuela: +58 (0) 414 210 1699
Gli approfondimenti:
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Terremoto Venezuela, moglie del calciatore Bello muore proteggendo la figlia: salva Alana
Dopo il crollo della loro casa a La Guaira, Andrea ha protetto con il proprio corpo la figlia di appena un anno. La donna non è sopravvissuta, ma i soccorritori hanno estratto viva la piccola Alana. È la moglie del difensore venezuelano Héctor Bello, del Marítimo de La Guaira. La storia commuove il Paese
Venezuela, fa scudo alla figlia: muore la moglie del calciatore Bello
Vai al contenutoSi cercano italiani dispersi in Venezuela dopo il terremoto
Gli esperti: "Il numero vittime e feriti aumenterà"
Terremoto in Venezuela, inizia il dramma dei senzatetto
Mentre le autorità venezuelane incentrano in queste ore i loro sforzi nel soccorso delle persone rimaste ancora intrappolate sotto le macerie del terremoto inizia a delinearsi anche il dramma di migliaia di famiglie che non possono fare ritorno nelle loro abitazioni. Le ultime cifre ufficiali divulgate oggi dal presidente dell'Assemblea Nazionale, Jorge Rodríguez, oltre ad aggiornare il numero delle vittime a 920 parlano di un totale di 3007 persone 'sinistrate'. Si tratta di un numero che appare tuttavia ridotto rispetto al livello di distruzione che ha interessato oltre all'intero dipartimento costiero del Guaira, con circa 500 mila abitanti, anche diversi municipi della capitale Caracas dove vivono almeno 2 milioni di persone. Il ministro dell'Interno, Diosdado Cabello, ha parlato d'altra parte di aiuti alimentari distribuiti a 70 mila famiglie e, secondo stime "preliminari" divulgate oggi dall'Onu e dall'Organizzazione internazionale per le migrazioni, potrebbero essere addirittura 6 milioni le persone interessate in diversi gradi dalle conseguenze del terremoto. Il quadro dell'emergenza dei senzatetto inizia ad emergere di fatto nelle ultime ore in diverse aree del Guaira e della capitale, dove si osservano famiglie accampate ai piedi di edifici abbandonati con le poche cose che sono riuscite a recuperare. Il governo riferisce di 383 edifici distrutti, ma un censimento delle abitazioni con danni strutturali severi che le rendono inabitabili non è stato ancora effettuato e sono centinaia gli appelli - pubblicati anche sui social - da parte di persone che chiedono ispezioni per sapere se è possibile fare ritorno a casa. "Siamo a due palazzine di distanza da una crollata, non possiamo passare la notte lì perché non è sicuro", ha affermato una vicina del comune di Chacao, sottolineando che le numerose scosse di replica (oltre 302 rilevate dal governo) hanno prodotto ulteriori danni al suo edifico che già presenta fratture visibili. Una situazione che si ripete anche nel vicino municipio di Altamira e che nel Guaira riguarda la quasi totalità delle strutture
Tajani: "Morti 3 italo-venezuelani, 35 dispersi"
Terremoto Venezuela, due anziani si tengono per mano mentre la terra trema. VIDEO
Quando il terreno ha iniziato a tremare l’uomo si è alzato dal divano per capire cosa stesse succedendo, per poi avvicinarsi alla moglie, disabile e bloccata sulla sedia a rotelle, per aiutarla e proteggerla
Sisma Venezuela, 2 anziani si tengono per mano durante scossa. VIDEO
Vai al contenutoTerremoto Venezuela, i racconti dei testimoni: “Scosse fortissime, molti senza casa”
Il doppio sisma nel Paese sudamericano ha causato migliaia tra morti e feriti. Ma ancora sono tantissimi i dispersi. Creato un sito per localizzare gli scomparsi. Paura tra gli italiani in zona: “È stato come rivivere l’Irpinia”. Molte persone non hanno notizie dei parenti. Ecco le loro storie
Terremoto Venezuela, testimoni: “Scosse fortissime, molti senza casa”
Vai al contenutoTrump: "Molti americani ad aiutare, con Caracas rapporto ottimo"
''C'è stato un terremoto tremendo'' in Venezuela, ''molte persone sono morte''. Lo ha dichiarato il presidente americano Donald Trump intervenendo alla conferenza della 'Faith & Freedom Coalition' a Washington. ''Abbiamo inviato molti americani lì ad aiutare. Il Venezuela è fantastico. Abbiamo un ottimo rapporto'' con Caracas, ha aggiunto Trump.
Unicef: "3,9 milioni di bambini nelle aree sisma"
L'Unicef, Fondo delle Nazioni Unite per l'infanzia, ha dichiarato che si stima che 3,9 milioni di bambini vivano nelle aree colpite dai terremoti in Venezuela, esponendo migliaia di bambini e le loro famiglie a rischi ancora maggiori. Per consentire interventi immediati, l'Unicef ha stanziato 1,5 milioni di dollari provenienti dalle proprie risorse interne e un milione di dollari dal Fondo globale per il finanziamento tematico degli interventi umanitari.
Terremoto in Venezuela, le immagini prima e dopo il sisma
Le fotografie satellitari rivelano le conseguenze catastrofiche dell’evento sismico che ha colpito il Paese sudamericano
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Vai al contenutoIl numero dei feriti sale a 3.360
Secondo quanto ha riferito Rodriguez in un comunicato televisivo, il numero dei feriti è salito a 3.360 mentre le persone individuate con vita e ancora sotto le macerie sarebbero 172. A livello di strutture e infrastrutture - secondo il rilevamento delle autorità - il numero di edifici e abitazioni distrutte o severamente danneggiate è di 383, a cui vanno aggiunti anche 13 ospedali, 25 centri commerciali, e oltre 1000 infrastrutture. Rodríguez ha aggiunto inoltre che fino a questo momento (alle 13 ora locale - le 17 in Italia) sono state registrate 302 repliche dalla scossa principale. Il presidente dell'Assemblea ha infine informato che sono stati approntati rifugi per i senzatetto e ha rivolto un appello alla popolazione a non dirigersi da Caracas alla zona del Guaira a portare aiuti per non ostruire le vie di comunicazione e la circolazione dei mezzi di soccorso. Nelle ultime ore era stato segnalato infatti sui social il congestionamento della principale autostrada che collega la capitale verso nord con la zona costiera, la più colpita dal terremoto.
Sisma Venezuela, squadre soccorritori da almeno dodici Paesi
Sale a 920 morti il bilancio delle vittime
Il bilancio delle vittime del terremoto in Venezuela è salito a 920 morti.
Msf dona più di 600 kit traumatologici a supporto degli ospedali venezuelani
Più di 600 kit traumatologici a supporto degli ospedali venezuelani per lesioni potenzialmente letali quali emorragie gravi, ferite toraciche aperte e ostruzioni delle vie aeree. Li ha donati l'organizzazione internazionale Médecins Sans Frontières (Msf), a seguito dei terremoti, per venire incontro alle strutture sanitarie locali, le cui strutture sono state duramente colpite dal sisma. "I kit traumatologici di emergenza sono progettati per trattare lesioni potenzialmente letali come emorragie gravi, ferite toraciche aperte e ostruzioni delle vie aeree - si legge in un comunicato-. A differenza di un kit di primo soccorso standard destinato a tagli minori, i kit traumatologici si concentrano sulla prevenzione della perdita rapida di sangue prima dell'arrivo dei soccorritori. Msf ha già donato oltre 200 kit traumatologici di emergenza all'ospedale José María Vargas di La Guaira. Oggi doneremo altri 400 kit traumatologici di emergenza ad altri ospedali". Secondo l'organizzazione internazionale, "nei primi 3 giorni successivi a eventi drammatici di questo tipo, le esigenze più urgenti riguardano le operazioni di ricerca e soccorso e la risposta ai bisogni immediati. Le autorità e le organizzazioni locali sono state mobilitate e siamo in stretto contatto con il Ministero della Salute e altri partner locali, pronti a fornire ulteriore sostegno", prosegue il comunicato. Dall'esperienza di Msf nei terremoti, anche la componente di salute mentale. "E' molto importante, ma non sempre viene considerata prioritaria. Valuteremo quale sia la capacità attuale e siamo pronti a fornire sostegno in tal senso".
Ambasciatrice Uzzo ringrazia il popolo italiano
"Ringrazio il governo e il popolo italiano per la solidarietà che sta mostrando verso il mio Paese. Il legame tra noi è forte, molti venezuelani, me compresa, hanno origini italiane. Sta arrivando la protezione civile, che è un modello per i soccorsi in questo genere di catastrofi. Abbiamo bisogno di personale che scavi nelle macerie, di personale medico per cercare di salvare più persone possibile. Stanno arrivando aiuti da molti Paesi, abbiamo bisogno che in questo momento il Venezuela sia aperto al mondo". Lo afferma a Rainews24 l'ambasciatrice del Venezuela in Italia, Maria Elena Uzzo.
Aiuto alla Chiesa che Soffre stanzia 100mila euro per il Venezuela
Come prima risposta alla catastrofe, la fondazione pontificia Aiuto alla Chiesa che Soffre ha approvato un aiuto immediato di 100.000 euro per la Chiesa in Venezuela. "La fondazione intende così sostenere - riporta una nota - l'opera dei sacerdoti e delle comunità religiose che, pur avendo subito gravi danni, stanno accompagnando le vittime, accogliendo le famiglie e offrendo sostegno spirituale alle comunità colpite dalla paura, dal lutto e dall'incertezza".
Onu, 6,8 milioni di persone colpite dal sisma
Sono circa 6,8 milioni le persone che sono state colpite dalle scosse di terremoto che hanno interessato Caracas. Lo ha dichiarato Zoe Brennan dell'Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (Oim), l'agenzia delle Nazioni Unite per le migrazioni, spiegando ai giornalisti che circa 6,76 milioni di persone potrebbero essere colpite nel Paese, in base alle ultime stime sulla popolazione e sui danni.
Le prime valutazioni basate sulle mappe satellitari indicavano che il 31,5% degli edifici di Catia La Mar, una città costiera a nord-ovest di Caracas, aveva subito danni, ha affermato Brennan.
Sale la preoccupazione degli italiani in Venezuela: "Telefonate in aumento"
Aumentano di ora in ora le chiamate degli italiani residenti in Venezuela all'Unita di Crisi della Farnesina. Sale infatti la preoccupazione per i dispersi di nazionalità italiana nel Paese in seguito al devastante sisma di ieri. In particolare, spiega la consigliera dell'Unita di crisi Maria Teresa Del Re, "molte domande arrivano sulla situazione a La Guaira", uno dei centri più colpiti del Paese.
Difesa: "Domani parte secondo velivolo Aeronautica"
La Difesa, su disposizione del ministro Guido Crosetto, a seguito della richiesta della Protezione civile, ha reso disponibile un ulteriore velivolo dell'Aeronautica Militare in partenza domani e che trasporterà personale specializzato e materiale tecnico dei vigili del fuoco necessario alle attività di soccorso alla popolazione colpita dal terremoto in Venezuela.
Tajani: "Morti 3 italo-venezuelani, 35 dispersi"
In partenza domani secondo velivolo dell'Aeronautica militare
La Difesa, su disposizione del ministro Guido Crosetto, a seguito della richiesta della Protezione Civile, ha reso disponibile un ulteriore velivolo dell'Aeronautica Militare in partenza domani e che trasporterà personale specializzato e materiale tecnico dei Vigili del Fuoco necessario alle attività di soccorso alla popolazione colpita dal terremoto in Venezuela.
Crosetto: "Vicini alle comunità colpite dal sisma in Venezuela"
"La Difesa italiana, in coordinamento con ministero degli Esteri e il Dipartimento della Protezione civile, è vicina alle comunità venezuelane colpite dal sisma. Un impegno concreto che conferma la vocazione dell'Italia all'aiuto, sostegno e protezione nei confronti di chi soffre". Così il ministro della Difesa, Guido Crosetto in merito alla partenza dell'aereo dell'Aeronautica militare con a bordo unità di soccorso dei vigili del fuoco e operatori dei servizi sanitari regionali per portare aiuto alla popolazione.
Istituto Friedman a Tajani: "Dall'Italia gli aiuti siano 10 volte superiori"
"Caro Ministro Antonio Tajani, ci aspettiamo tutti che gli aiuti dell’Italia al Venezuela per il grave sisma e la tragedia in corso, siano di almeno 10 volte superiori a quelli annunciati finora. Si tratta di fatto di una regione italiana: 150.000 mila cittadini italiani e oltre 2 milioni di origini italiane. Il Venezuela è un pezzo d’Italia, i nostri fratelli hanno bisogno di noi". Così Alessandro Bertoldi, direttore esecutivo dell’Istituto Milton Friedman, scrive su X al Ministro degli Esteri Antonio Tajani.
Italiano a Caracas: "Gente disperata scava tra le macerie, mancano gli aiuti"
E' ''la disperazione della gente'' quella che anima le strade di Caracas mentre cresce il bilancio dei morti accertati, anche tra gli italo-venezuelani, dei due terremoti che hanno scosso la capitale venezuelana. Gente ''disperata per la mancanza di aiuti'', che scava tra le macerie in cerca di eventuali sopravvissuti, ''perché mancano militari e vigili del fuoco per tirare le persone fuori'' da quel che resta dei palazzi crollati, ''almeno 250 secondo le autorità''. Gente che rivolge ''molti appelli sui social e richieste di aiuto anche in tv'', che fatica a comunciare, ''perché manca luce ed elettricità''. A raccontarlo all'Adnkronos è Roberto Romanelli, giornalista della Voce di Caracas, raggiunto al telefono nella sua abitazione nel quartiere Colinas de Bello Monte che ''per fortuna non ha subito danni''.
Nato 72 anni fa in Venezuela, di origini marchigiane, Romanelli denuncia ''la mancanza, l'insufficienza di personale'' incaricato di prestare soccorso e rilancia le ''richieste di aiuto di cittadini disperati'', ''in molti hanno perso la casa'', che aspettano l'intervento ''dei pompieri, della protezione civile per tirare fuori i loro cari che sono rimasti sepolti sotto le macerie'', perché ''forse possono essere ancora in vita''. Mentre ''la situazione sta tornando alla normalità'', quindi, ''ora l'attenzione è focalizzata sui dispersi, sulle operazioni di salvatagaggio'' e sull'attesa di aiuti, anche da Roma. ''Il consolato italiano si è attivato per aiutare i cittadini italiani. L'Italia sta mandando degli aiuti'' e altri sono stati mandati ''dagli Stati Uniti, El Salvador, Colombia'', afferma. Romanelli si trovava in casa con la sua famiglia quando sono arrivate le prime scosse del terremoto. ''Ci siamo diretti verso la porta di casa e ci siamo abbracciati aspettando che passasse, la scossa è stata abbastanza lunga. Abbiamo saputo poi che erano due scosse che si sono sovrapposte'', con ''la seconda è stata più forte di 7.5''. In quei momenti ''ci siamo spaventati, c'era la sensazione che potesse cadere il palazzo'' e ''poi siamo usciti tutti per strada, anche i vicini di casa''. Qui, racconta, ''qualcuno gridava, qualcuno piangeva, qualcuno pregava. Però fortunatamente nella zona nostra non ci sono stati danni'', ma ''se n'è andata via la luce, sono state interrotte le comunicazioni''.
Il terremoto mette a nudo la crisi del sistema sanitario in Venezuela
"Sono sopraffatti. Non hanno quasi niente. Bisogna portare tutto da soli. Mi hanno chiesto bacitracina, Gerdex per i punti, garze… mi hanno persino chiesto di portare antidolorifici. Non posso comprare niente di tutto ciò, non ho niente". Questa la testimonianza raccolta e pubblicata oggi dal portale Efecto Cocuyo alla zia di una ragazza trovata tra le macerie e ricoverata d'urgenza all'ospedale Domingo Luciani di Caracas dopo il terremoto che ha colpito mercoledì il Venezuela. Un infermiere dello stesso ospedale, una delle maggiori strutture pubbliche nella capitale, conferma la versione della testimone e riferisce che "c'è urgente bisogno di garze, mascherine, otturatori, guanti, pannolini, bisturi, cuffie, camici chirurgici, rubinetti a tre vie e camici per pazienti". "Abbiamo bisogno di tutto", ha detto. Una situazione - riferiscono i media locali - che si ripete in altre strutture della capitale come l'Ospedale Generale Dr. Miguel Pérez Carreño e l'Ospedale Ana Francisca Pérez de León. La presidente ad interim Delcy Rodríguez aveva informato ieri che sono otto gli ospedali della zona tra Caracas e la Guaira che hanno registrato danni alle strutture, e che due di questi sono stati dovuti evacuare e i pazienti trasportati in altri nosocomi. La crisi delle forniture e dell'approvvigionamento negli ospedali pubblici era già stata segnalata di fatto ad aprile, quando il presidente della Federazione medica venezuelana (Fvm), Douglas León Natera, aveva lanciato l'allarme sulla carenza di materiale negli ospedali del Paese, dove la disponibilità di risorse era inferiore al 10% nella maggior parte dei casi. Due giorni prima del terremoto lo stesso Natera aveva nuovamente chiesto trasparenza riguardo alla distribuzione delle 71 tonnellate di medicinali consegnate dagli Stati Uniti al Venezuela nel febbraio 2026.
Tajani: "Faremo tutto ciò che possiamo per aiutare la popolazione"
"Sono partiti e stanno arrivando in Venezuela i soccorsi italiani, l'unità di crisi del ministero degli Esteri, i vigili del fuoco, la protezione civile", ha dichiarato Tajani. "Tra oggi e domani arriveranno un centinaio di esperti di soccorso nei casi di calamità naturali", ha aggiunto. "Continueremo a fare tutto ciò che è in nostro potere per aiutare la popolazione civile. Seguendo attraverso l'unità di crisi del ministero degli Esteri, la nostra ambasciata e i nostri consolati in Venezuela la situazione, in modo particolare dei nostri connazionali, e cercheremo di portare tutti gli aiuti possibili alle vittime di questo tremendo terremoto". "Stanno arrivando aiuti da tutto il mondo - ha proseguito il ministro -, è partito anche il meccanismo di protezione civile dell'Ue. Facciamo tutto quello che è necessario, in contatto con le autorità venezuelane. Ho parlato sin dal primo momento con la presidente ad interim e con il ministro degli Esteri, cercheremo di fare tutto quello che loro chiedono per dare un contributo concreto alle operazioni di soccorso", ha detto Tajani.
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Sisma Venezuela, 2 anziani si tengono per mano durante scossa. VIDEO
Vai al contenutoArcivescovo di Caracas: "Grato al Papa, la Chiesa è vicina"
Il ringraziamento al Papa per l'aiuto e per il sostegno con l'invio di centomila euro; il dolore per una distruzione dalle conseguenze ancora inimmaginabili; l'impegno a portare avanti una ricostruzione che accompagni il popolo, concretamente e spiritualmente. Monsignor Raul Biord Castillo, arcivescovo metropolita di Caracas, in collegamento dalla capitale venezuelana, parla di tutto questo con i media vaticani. "Il Papa - dice Biord Castillo - mi ha scritto, ha scritto anche alla Conferenza episcopale, ha letto i nostri messaggi, i comunicati, ha visto i video. E noi lo ringraziamo veramente, a lui, alla Santa Sede, alle Conferenze episcopali, alle Caritas. In questo momento è importante sentire la solidarietà, sentirsi parte di una Chiesa che è universale. E quindi ringraziamo molto per ciò che riceviamo". Ora ci vorrà il tempo necessario a capire quali saranno i progetti da affrontare per la ricostruzione. "Alla crisi economica che c'è nel Paese, al grande debito estero, e a tutte le altre difficoltà ora si aggiunge anche quest'altra. Ci vorrà del tempo per capire le effettive priorità".
Venezuela, il terremoto riaccende il caso degli stipendi dei vigili del fuoco
I due violenti terremoti che hanno colpito il Venezuela hanno riportato l'attenzione sulle difficili condizioni di lavoro dei vigili del fuoco, tra i primi a intervenire nelle operazioni di soccorso e ricerca dei sopravvissuti. Mentre proseguono gli interventi nelle aree devastate dal sisma, sindacati e associazioni di categoria denunciano da tempo stipendi insufficienti, carenza di mezzi e gravi difficoltà operative. Lo stipendio base dei vigili del fuoco, come quello degli altri dipendenti pubblici, è fermo a 130 bolivar mensili dal marzo 2022, una somma che al cambio attuale equivale a meno di 30 centesimi di dollaro. Dallo scorso aprile il governo della presidente ad interim Delcy Rodriguez ha introdotto un reddito minimo complessivo di 240 dollari al mese, composto in larga parte da bonus e indennità. Secondo i rappresentanti della categoria, tuttavia, la misura non risolve il problema dei salari né quello della perdita del potere d'acquisto. Le rivendicazioni riguardano anche le condizioni di lavoro. Molti corpi dei vigili del fuoco, in particolare quelli volontari, denunciano la mancanza di veicoli efficienti, dispositivi di protezione individuale, attrezzature moderne e risorse economiche adeguate per affrontare incendi, crolli e calamità naturali. Diverse organizzazioni sostengono inoltre che negli ultimi anni alcuni pompieri siano stati oggetto di provvedimenti disciplinari o arresti dopo aver denunciato pubblicamente le condizioni in cui sono costretti a operare.
Protezione civile: "Domani parte altro volo con aiuti"
Proseguono senza sosta le attività coordinate dal Dipartimento della Protezione civile per il trasporto di personale e di materiali utili a fronteggiare l'emergenza causata dai forti terremoti che hanno colpito il Venezuela. Nella mattinata di domani, sabato 27 giugno, decollerà un secondo velivolo dell'Aeronautica Militare che trasporterà tende autoportanti per l'assistenza alla popolazione, oltre al personale e alle ulteriori componenti che andranno a completare il modulo Tast (Technical assistance and support team) dei vigili del fuoco, dedicato al supporto logistico e cartografico della base operativa sul campo. Gli aiuti si aggiungeranno al volo partito oggi con a bordo operatori dei Servizi sanitari regionali e dei vigili del fuoco con compiti di ricerca e soccorso, assistenza medica e logistica, oltre a personale del Dipartimento e dell'Unità di crisi della Farnesina. Il Dipartimento della Protezione civile, in stretto raccordo con il ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione internazionale e il ministero della Difesa, proseguirà nelle attività di ricognizione dei fabbisogni e in quelle di supporto e assistenza alla popolazione colpita.
Tajani: "Dall'Italia in arrivo un centinaio soccorritori"
"I soccorsi italiani dell'Unità di crisi del ministero degli Esteri, dei vigili del fuoco e della protezione civile sono partiti e stanno arrivando in Venezuela: in tutto tra oggi e domani arriveranno un centinaio di esperti in soccorso in caso di calamita' naturali". Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, parlando con I giornalisti a Dubrovnik. "Continueremo a fare tutto in nostro potere per aiutare la popolazione civile, seguendo attraverso l'Unità di crisi del ministero degli Esteri, attraverso la nostra ambasciata, attraverso i nostri consolati in Venezuela, la situazione, in modo particolare dei nostri connazionali e cercheremo di portare tutti gli aiuti possibili alle vittime di questo tremendo terremoto", ha aggiuntoTajani. "Ho parlato fin dal primo momento con la Presidente ad Interim e con il miinistro degli Esteri. Abbiamo dato la disponibilità italiana e subito ci siamo mossi per inviare aiuti. Quindi faremo tutto ciò che loro chiedono per cercare di dare un contributo concreto alle operazioni di soccorso", ha concluso il titolare della Farnesina.
Tajani: "Tre italo-venezuelani morti, 5 feriti e 35 dispersi"
"Abbiamo ancora dati molto approssimativi. Ci sono alcuni italo-venezuelani che sono deceduti certamente, io credo tre. Ci sono cinque feriti al momento accertati. Ci sono 35 sicuramente dispersi. Tenendo presente che gli italiani iscritti all'Aire, cioè che sono censiti come italiani in Venezuela, sono circa 150mila, non sappiamo esattamente quello che si troverà sotto le macerie". Lo ha dichiarato ai giornalisti a Dubrovnik il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, aggiornando il bilancio delle vittime italo-venezuelane del sisma in Venezuela.
Ambasciatrice del Venezuela: "Ringrazio l'Italia per la solidarietà"
"Ringrazio il governo ed il popolo italiano per la solidarietà che sta mostrando verso il mio Paese. Il legame tra noi è forte, molti venezuelani, me compresa, hanno origini italiane". Lo ha detto l'ambasciatrice del Venezuela in Italia, Maria Elena Uzzo, a RaiNews 24. "Sta arrivando la protezione civile, che è un modello per i soccorsi in questo genere di catastrofi. Abbiamo bisogno di personale che scavi nelle macerie, di personale medico per cercare di salvare più persone possibile. Stanno arrivando aiuti da molti Paesi, abbiamo bisogno che in questo momento il Venezuela sia aperto al mondo", ha concluso.
Gli esperti: "Il numero di vittime e feriti aumenterà"
Associazione Insieme per il Venezuela: "Offerte d'aiuto da tutta Italia"
"Vorremmo dare il nostro piccolo contributo con dei medicinali, alcol, mascherine, in generale cose che possono essere utili per l'emergenza sanitaria che si avvicina. Stiamo ricevendo messaggi da tutta Italia, tante persone si stanno mobilitando per dare aiuto". Lo ha dichiarato all'Adnkronos Myriam Rodriguez, tesoriera dell'associazione 'Insieme per il Venezuela', riferendosi alle iniziative in programma dopo il terremoto che ha colpito il Paese. Rodriguez ha manifestato la sua gratitudine per i numerosi aiuti che stanno arrivando in Venezuela da tutto il mondo, sottolineando come "le istituzioni di sicurezza venezuelane non sono preparate a gestire una situazione del genere".
Rodriguez ha sottolineato come "una delle maggiori cause che hanno portato danni così ingenti è sicuramente la condizione di deterioramento dei palazzi. Nel 1999 La Guaira, una delle zone più colpite dal sisma, ha subito fortissime piogge, che hanno determinato una compromissione delle infrastrutture che non è mai stata oggetto di adeguata manutenzione. Tanti palazzi sono crollati e si parla di 100mila persone disperse. Per questo è necessario tutto l'aiuto possibile". Rodriguez ha infine invitato a partecipare alla raccolta fondi, organizzata dall'associazione, che si terrà sabato 27 giugno a Via dei Cinquecento a Milano presso la Chiesa parrochiale di San Michele Arcangelo e Santa Rita. Maggiori dettagli potranno essere trovati sulla pagina Instagram 'insiemeperilvenezuela'.
Appello Onu a solidarietà: "Evitare tragedia maggiore"
Le agenzie delle Nazioni Unite e altre organizzazioni umanitarie hanno lanciato un appello alla solidarietà internazionale in seguito ai due devastanti terremoti che hanno colpito il Paese per evitare una tragedia ancor maggiore. "Il popolo venezuelano ha bisogno di solidarietà ora. La comunità internazionale non deve permettere che questa emergenza si trasformi in una tragedia umanitaria ancora più grande", ha avvertito in una dichiarazione il Comitato permanente interagenzie (Iasc), che riunisce Ong e agenzie delle Nazioni Unite.
Appello di Sos Villaggi dei bambini: "Urgente bisogno di aiuti per bambini e famiglie"
Gli operatori di Sos Villaggi dei bambini hanno rilevato che, a seguito del terremoto avvenuto in Venezuela nella giornata di ieri, è in continuo aumento il numero di bambini soli e delle famiglie che hanno dovuto lasciare le proprie abitazioni per paura di nuove scosse, trovando riparo in strada, in spazi aperti o in strutture provvisorie. In questo scenario, Sos Villaggi dei Bambini richiama l’attenzione sull’impatto particolare che le emergenze hanno sui bambini e sulle bambine, soprattutto su chi vive già in condizioni di fragilità o non può contare su una rete familiare solida e, in particolare, lancia un appello per contribuire alla risposta umanitaria in Venezuela. “La ricostruzione sarà un cammino lungo e complesso - ha dichiarato Ilvana Martinis, direttrice nazionale di Sos Villaggi dei bambini in Venezuela - Abbiamo urgente bisogno di aiuti per alleviare il dolore di migliaia di bambini, bambine e famiglie".
Onu: "6,8 milioni di persone colpite dal terremoto in Venezuela"
Fino a 6,8 milioni di persone potrebbero essere state colpite dai due violenti terremoti che mercoledì hanno devastato il Venezuela. È la stima diffusa dalle Nazioni Unite attraverso l'Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim), secondo cui circa due milioni di persone vivono nella sola area metropolitana di Caracas. L'Onu precisa che si tratta di una valutazione preliminare, destinata a essere aggiornata con il proseguire delle verifiche sul terreno. Secondo l'Oim, il crollo di edifici e i danni alle infrastrutture essenziali stanno limitando l'accesso ai servizi di base, mentre la priorità resta la ricerca dei sopravvissuti sotto le macerie. Le agenzie delle Nazioni Unite avvertono inoltre che il numero degli sfollati è destinato ad aumentare con l'emergere di nuovi danni e con l'evacuazione delle aree più colpite. Nel corso della stessa conferenza stampa, ripresa dai media locali, le agenzie Onu hanno riferito che una ventina di ospedali d'emergenza negli Stati di La Guaira, Miranda, Aragua, Carabobo, Falcón, Zulia, Yaracuy e Lara, oltre che nel distretto di Caracas, hanno subito danni strutturali. Il governo della presidente ad interim Delcy Rodriguez ha chiesto alle Nazioni Unite l'invio di tre squadre mediche d'emergenza dotate di capacità chirurgiche, una delle quali è già in partenza dagli Stati Uniti. Caracas ha inoltre richiesto medicinali, attrezzature e forniture sanitarie, che le agenzie dell'Onu stanno acquistando e preparando per la spedizione attraverso Panama o direttamente verso il Venezuela.
Crosetto: "Impegno concreto nell'aiuto di chi soffre"
Decollato da Pratica di Mare il velivolo dell'Aeronautica Militare con a bordo unità di soccorso dei vigili del fuoco e operatori dei Servizi sanitari regionali per portare aiuto alla popolazione del Venezuela. "La Difesa italiana - scrive su X il ministro Guido Crosetto - in coordinamento con ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e Dipartimento Protezione civile, è vicina alle comunità venezuelane colpite dal sisma. Un impegno concreto che conferma la vocazione dell'Italia all'aiuto, sostegno e protezione nei confronti di chi soffre".
Rodriguez: "La Guaira sarà 'militarizzata' dopo terremoto"
La leader ad interim del Venezuela, Delcy Rodriguez, ha annunciato l'intenzione del governo di "militarizzare" lo Stato di La Guaira. La regione costiera a nord di Caracas - la più colpita dalla doppia scossa sismica - è stata dichiarata "zona disastrata" e secondo le Nazioni Unite avrebbe subito il crollo di almeno 100 edifici, tra cui grattacieli residenziali.
Sndmae: "Solidarietà a popolazione e a personale Farnesina"
l Sdmae, sindacato rappresentativo della carriera diplomatica, a seguito del violento terremoto che ha colpito diverse zone del Paese, esprime la propria vicinanza e solidarietà alla popolazione venezuelana e a tutto il personale del ministero degli Esteri e della coperazione internazionale presente in Venezuela, che con grande senso di servizio, nonostante la difficile situazione, sta assicurando l'operatività delle sedi. Un pensiero speciale va alle famiglie delle vittime e per tutti coloro che sono impegnati nelle attività di soccorso, si legge in una nota.
Madrid: "Atterrato in Venezuela aereo con aiuti di emergenza e soccorritori"
È atterrato in Venezuela l'aereo A330 dell'Aeronautica spagnola con a bordo 59 militari dell'Unità militare di Emergenze (Ume) dell'esercito, due ingegneri dell'esercito, oltre a 8 unità canine e materiale di appoggio alle operazioni di ricerca dei dispersi fra le macerie nel Paese in ginocchio per il terremoto. Con il volo sono giunte anche una quarantina di unità delle squadre di ricerca e salvataggio dei vigili del fuoco della Comunità di Madrid, con quattro unità cinofile per la localizzazione di vittime, e sanitari del Servizio di urgenza medica, con un team dell'Agenzia spagnola di cooperazione internazionale, per identificare le prime necessità di carattere umanitario. Lo si apprende da fonti governative. La Moncloa sta realizzando un monitoraggio permanente della situazione in Venezuela, "cercando di entrare in contatto con tutti gli spagnoli nella zona colpita" e fa appello perché "si mettano in contatto con il consolato per aiutarli" nelle difficili circostanze. A tal fine, mantiene operative le linee di emergenza consolari e le reti sociali del ministero degli Esteri e dell'ambasciata a Caracas. E' intanto salito a 4 il numero vittime spagnole, fra i 589 morti finora confermati dalle autorità venezuelane, e almeno 99 i dispersi di nazionalità spagnola informa il ministero degli Esteri. Il governo di Spagna ha "dato ordine di mobilitare fino a un milione di euro. attraverso le istituzioni multilaterali presenti nella zona, per tentare di contribuire in questi primi momenti a mitigare le conseguenze devastanti" dei terremoti. Ed è in contatto permanente con il cancelliere venezuelano, Yvan Gil, per le necessità che si vanno identificando.
Rodriguez aggiorna bilancio: "589 morti e 2.980 i feriti"
Si aggrava ulteriormente il bilancio delle vittime del terremoto che ha colpito il Venezuela. Secondo quanto riferito dalla leader ad interim Delcy Rodriguez, sarebbero almeno 589 i morti e 2.980 i feriti. "Salveremo coloro che sono ancora intrappolati - ha detto Rodriguez - Lavoriamo senza sosta per questo"
Il Brasile invia soccorsi in Venezuela dopo un colloquio Lula-Rodriguez
Il presidente del Brasile Luiz Inacio Lula da Silva ha annunciato l'invio di una missione umanitaria in Venezuela dopo un colloquio telefonico con la presidente ad interim Delcy Rodriguez per fare il punto sull'emergenza causata dai due terremoti che mercoledì hanno colpito il Paese, causando oltre 235 morti e migliaia di feriti e dispersi. Intervenendo a un evento pubblico, Lula ha spiegato di aver chiesto direttamente a Rodriguez quali fossero le necessità più urgenti e ha invitato i presenti a rivolgere un applauso al popolo venezuelano. "Dobbiamo aiutare il Venezuela in questo momento difficile", ha affermato. Il presidente ha inoltre annunciato una riunione con i ministri competenti per definire gli aiuti da inviare, tra cui vigili del fuoco, personale della Protezione civile, medicinali e generi di prima necessità. Secondo la presidenza una prima squadra di ricerca e soccorso urbano composta da 44 specialisti e nove tonnellate di attrezzature partirà venerdì mattina da San Paolo a bordo di un aereo cargo KC-390 dell'Aeronautica militare brasiliana. Una seconda missione è prevista per sabato e trasporterà un ospedale da campo in grado di effettuare interventi chirurgici, oltre a generatori solari e medicinali destinati alle aree più colpite.
Arrivati 61 militari spagnoli con unità cinofile
Sono atterrati nella città venezuelana di Valencia 59 militari spagnoli delle unita' di risposta alle emergenze e due genieri della fanteria per collaborare alla ricerca delle migliaia di dispersi dopo il devastante terremoto che ha colpito il Paese. Lo riferisce su X il ministero della Difesa di Madrid. Il contingente comprende "unità cinofile, specializzate in ricerca e soccorso, che saranno essenziali nelle zone più colpite dal doppio terremoto", spiega il comunicato.
Caldo: Goldman Sachs: "Con super Niño +1,3% rincari alimenti eurozona entro 2028"
Il super Niño rialza le temperatura ma anche i prezzi alimentari con rincari dell'1,3% in due anni nella zona euro. È quanto emerge da un'analisi di Goldman Sachs. "Un ampio consenso all’interno della letteratura delle banche centrali e accademica dimostra che gli eventi El Niño fanno aumentare significativamente i prezzi globali delle materie prime alimentari con un certo ritardo", si legge. In base alle stime dell'investment banking, uno shock El Niño di 1,0 °C determina un aumento massimo del 9,55% dei prezzi all’ingrosso globali dei prodotti alimentari dopo due anni. Rapportato all’evento “molto forte” previsto per il 2026 (che implica un aumento della temperatura di 1,65 °C), il modello di GS prevede un’impennata cumulativa del 15,8% dei prezzi delle materie prime alimentari, che si realizzerà pienamente entro il secondo semestre del 2028. "L’impatto sui prezzi al consumo dei prodotti alimentari, tuttavia, è più incerto. Il nostro quadro statistico stima che questo shock delle materie prime del 15,8% si tradurrà in un aumento dell’1,3% del livello dei prezzi dei prodotti alimentari, alcolici e tabacco nell’area dell’euro, che si concretizzerà principalmente entro i primi 24 mesi", conclude.
Esperto: "Allerta di Google utile solo se lontani dall'epicentro"
Il sistema di allerta di Google che in Venezuela, in alcuni casi, ha inviato un messaggio di avviso sugli smartphone poche decine di secondi prima del terremoto, può essere stato di qualche utilità soltanto per chi si trovava molto lontano dall'epicentro, come chiarisce all'ANSA Salvatore Stramondo, direttore del Dipartimento Terremoti dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia. "È importante sottolineare che il sistema di Android non prevede i terremoti", afferma Stramondo. "Usa gli accelerometri presenti nei cellulari, che possono individuare il primo scuotimento, più leggero, prodotto dalle onde primarie, chiamate onde P, che sono più veloci". La parte principale dell'energia distruttiva del terremoto è trasportata, invece, dalle onde secondarie o onde S, più lente. Nell'epicentro, la differenza di tempo tra l'arrivo delle due tipologie di onde è minima, dunque l'avviso può aver dato il tempo di mettersi in sicurezza solo a chi si trovava a chilometri di distanza, che ha ricevuto il messaggio qualche decina di secondi prima dell'arrivo della scossa.
Sisma Venezuela, Farnesina: impiegati 100 soccorritori italiani
Venezuela, Vigili Fuoco: 40 unità per ricerca in macerie
La vittima italo-venezuelana "ha salvato la moglie"
Era originario di Calascibetta, nell'Ennese, la prima vittima italo-venezuelana del terremoto in Venezuela: Giuseppe Colaianni, 55 anni, è morto vicino a Caracas dopo avere messo in salvo la moglie. "Amava il rock e dato che aveva comprato la sua prima chitarra a Bologna era diventato tifoso della squadra di calcio - ricorda Giovanna Colaianni, la cugina che vive a Calascibetta - quando veniva a trovarci mi raccomandava sempre di fargli trovare il tiramisù, dolce che adorava". Giuseppe era sposato con una venezuelana, aveva due figli, Antonella di 22 anni, che studia lingue in Francia ed Egidio, 27 anni, che lavora come ingegnere chimico a Firenze. La coppia era appena tornata, appena 20 giorni fa, da un lungo soggiorno in Francia. Per due anni si erano, infatti, trasferiti lì per stare vicini alla figlia. Due giorni fa alle 18 ora del Venezuela, mezzanotte in Europa, Giuseppe e la moglie erano a telefono con la figlia Antonella che faceva il compleanno. L'avevano videochiamata per farle le auguri. "Ad un certo punto - racconta la cugina - Antonella mi ha raccontato che la telefonata si è bruscamente interrotta. E' stata l'ultima volta che questa ragazza ha visto il padre". Giuseppe Colaianni lavorava in una ditta di logistica internazionale. Appena ha sentito la prima scossa è riuscito a portare in salvo la moglie, ma poi è stato travolto dalla macerie.
Msf: 'A Caracas molte persone in strada, noi pronti a donare kit medici'
"A Caracas ci sono ancora molte persone in strada perché non sono riuscite a tornare a casa o perché le loro abitazioni sono danneggiate. Ho visto persone con i loro zaini (con le cose che sono riuscite a portare via) che non possono spostarsi" E' la testimonianza di Halima Hussein, coordinatrice medica di Medici senza Frontiere a Caracas. "Le autorità stanno cercando di organizzare dei rifugi nelle scuole e negli stadi di baseball. Siamo in contatto con l'ospedale di la Guaira, il principale nella zona, per valutare i bisogni e stiamo cercando di verificare l'elenco completo dei nostri kit medici per poterli donare non appena possibile, forse già oggi. Siamo anche in contatto con la maggior parte del nostro staff nel paese, ma mancano ancora alcune persone all'appello perché non tutte le linee telefoniche sono state ripristinate" ha detto Halima Hussein.
Venezuela, Madrid: 3 cittadini spagnoli morti nel sisma, 99 dispersi
Almeno tre cittadini spagnoli sono morti nel duplice terremoto che ha colpito il Venezuela mercoledì, e altri 99 risultano dispersi. Il nuovo bilancio delle vittime è stato diffuso dal ministro degli Esteri spagnolo José Manuel Albares. "Sono stati inoltre localizzati quattro spagnoli, attualmente intrappolati sotto le macerie, e stiamo lavorando per garantire che le squadre di soccorso possano raggiungerli", ha aggiunto Albares. Al 1° gennaio 2026, secondo i dati del Ministero spagnolo per le migrazioni, risiedevano in Venezuela 147mila spagnoli. Il governo spagnolo ha annunciato lo stanziamento di un milione di euro in aiuti al Venezuela.
Ha fatto scudo alla figlia di un anno, morta la moglie di un calciatore venezuelano
Ha fatto da scudo alla sua bimba di appena un anno per ore, dopo il crollo della loro casa a La Guaria sotto le scosse del violento terremoto: Andrea non ce l'ha fatta ma la piccola Alana è stata estratta viva dai soccorritori. E' la straziante storia - riportata dai media locali - della moglie e della figlioletta del calciatore venezuelano Héctor Bello , difensore del Marítimo de La Guaira (Seconda Divisione). Una storia che rimbalza sui social e sta commuovendo l'intero Venezuela. Dopo intense ricerche, le squadre di soccorso hanno ritrovato il corpo senza vita della donna tra le macerie, ma sono riuscite a trarre in salvo la bambina. "Ci hai lasciati soli nella lotta", ha commentato il calciatore sui social nel più profondo dolore, riporta la Prensa De Monaga, pubblicando immagini di famiglia e dedicando commoventi messaggi di addio alla sua compagna.
Il prete riminese in Venezuela: 'I condomini crollano, gente intrappolata'
"La zona dove io vivo non è stata particolarmente colpita. Sto girando adesso per il barrio. Ci sono alcune case più diroccate, però la vita umana è salva. Moltissimi hanno dormito in strada o vicino a casa, ma non in casa per la paura delle ripetizioni delle scosse. Invece, dalle informazioni che sto raccogliendo, la parte sud, a una ventina di chilometri da dove io vivo, la zona più residenziale, è stata molto colpita". Lo racconta don Aldo Fonti, parroco riminese che vive in una casa famiglia nella regione de La Guaira, dichiarata "zona di disastro". Il sacerdote risiede tra i quartieri di Montesano e Canaima. La sua testimonianza è riportata dal sito della diocesi di Rimini: "Stanotte è arrivata una ragazza, che ha i familiari qui, lei abitava in uno di questi condomini e mi ha raccontato proprio della tragedia, di condomìni che stanno cadendo, gente intrappolata. È realmente una tragedia che adesso ha delle dimensioni di cui ancora non riusciamo neanche noi a renderci conto, a descrivere. E La Guaira realmente sembra la zona molto più colpita". "Cosa posso dire se non pregare il Signore perché con la solidarietà adesso tra di noi, soprattutto quelli che viviamo qua ma anche dal di fuori, possa riuscire a a lenire tante sofferenze che già si stanno aprendo e squarciando qui nella nel nostro litorale centrale di La Guaira", aggiunge.
Venezuela, Farnesina: parte volo Aeronautica con personale sanitario e Vigili del Fuoco
La Farnesina, attraverso l’Unità di Crisi, l’Ambasciata d’Italia a Caracas e il Consolato Generale, segue costantemente l’evolversi della situazione in Venezuela fin dai primi minuti successivi al violento terremoto che ha colpito il Paese, prestando assistenza consolare ai cittadini coinvolti nel sisma.
Dopo la conferma del decesso di un cittadino italiano-venezuelano residente AIRE nell’area di Vargas-La Guaira, è in fase di accertamento il possibile coinvolgimento di altri cittadini italo-venezuelani, mantenendo un costante contatto con le Autorità locali, si legge in una nota. Al momento risulta coinvolta anche una cittadina italo-venezuelana ricoverata in ospedale con alcune fratture. Prosegue sul campo la raccolta di informazioni su connazionali eventualmente dispersi.
Per fornire aiuto alla popolazione venezuelana, è in partenza un volo dell’Aeronautica Militare coordinato dal Dipartimento della Protezione Civile, con a bordo personale sanitario e Vigili del Fuoco con compiti di Ricerca e Soccorso, assistenza sanitaria e coordinamento logistico nel quadro del Meccanismo di Protezione Civile dell’Unione europea, già attivato ieri su richiesta venezuelana. Sul volo è presente anche una squadra dell’Unità di Crisi della Farnesina, che avrà compiti di raccordo tra la Protezione Civile, l’Ambasciata e le Autorità locali e coordinerà le attività di assistenza consolare. La Farnesina opera in stretto raccordo con il Dipartimento della Protezione Civile e con le autorità venezuelane per agevolare le operazioni di assistenza.
Venezuela, la terra ha tremato anche in California e Giappone, 3 terremoti in 8 ore
Nel giro di otto ore, tre violenti terremoti hanno colpito aree geografiche molto distanti tra loro: il nord della California, dove mercoledì si è verificata una scossa di magnitudo 5.6 gradi della scala Richter, il Giappone, colpito al largo della costa settentrionale da un sisma di 7,2 gradi e il Venezuela, con le due scosse successive, di magnitudo 7,1 e 7,5. Il susseguirsi a breve distanza di ore dei tre episodi ha fatto circolare teorie ed illazioni su un potenziale legame tra i tre moti tellurici.
I tre terremoti hanno un punto in comune: ad essere colpite sono state zone situate lungo margini di placche tettoniche ben noti per essere ad alto rischio sismico, spiega William Barnhart, assistente coordinatore del programma sui rischi sismici dell'US Geological Survey. I tempi sono una semplice coincidenza, sottolinea al Guardian.
"I terremoti si verificano ogni giorno in tutto il mondo. La maggior parte di essi avviene lontano dalle zone abitate", continua, spiegando che questo caso è stato particolare perché sono stati rilevati "terremoti piuttosto significativi in aree in cui le persone li hanno avvertiti". Un forte terremoto può innescare scosse in altre parti del mondo. E' però insolito che un simile effetto a cascata si verifichi a migliaia e migliaia di chilometri di distanza, secondo Martin Hudson, professore di ingegneria civile e ambientale presso l'UCLA, citato dal quotidiano britannico. La prima scossa che ha colpito il Venezuela invece ha probabilmente innescato il successivo terremoto di magnitudo 7.5 a causa della loro vicinanza. "Una faglia può essere pronta a cedere e poi supera il punto di rottura perché si verifica un terremoto nelle vicinanze", ha aggiunto.
Venezuela, Rocca: 'Team di Ares 118 in partenza, Lazio risponde presente'
"In queste ore drammatiche per il Venezuela, colpito da un violento terremoto, il cuore del Lazio c’è. Questa mattina un team di Ares 118 Lazio è in partenza dall’aeroporto militare di Pratica di Mare per partecipare alla missione internazionale di supporto alle strutture sanitarie locali, su richiesta della Protezione Civile". Lo scrive su Facebook il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, che aggiunge: "A loro va il mio grazie più sincero. Sono professionisti altamente qualificati, abituati ad affrontare le emergenze più complesse, che mettono competenza, umanità e coraggio al servizio di chi ha più bisogno, anche a migliaia di chilometri da casa. Il Lazio risponde presente".
Sisma Venezuela, Farnesina: 65mila italiani in zone colpite
Sisma Venezuela, oggi partenza team soccorritori italiani
Terremoto in Venezuela, partito dalla Germania primo volo con soccorsi e aiuti
A seguito del devastante terremoto in Venezuela, il primo aereo con a bordo soccorritori e aiuti umanitari provenienti dalla Germania è in viaggio verso la zona colpita dal disastro. Da Wunstorf, nella Bassa Sassonia, è decollato un aereo da trasporto del tipo A400M, come ha riferito un giornalista della dpa presente sul posto. A bordo del velivolo della Bundeswehr, oltre ai soldati, ci sono anche le squadre di soccorso dell'Agenzia federale di soccorso tecnico (THW), nonché tonnellate di materiale e attrezzature. La squadra del THW si era radunata giovedì sera a Colonia. In totale, oggi dovrebbero volare in Venezuela 48 membri del THW per soccorrere le persone intrappolate negli edifici crollati. Tra questi ci sono anche quattro addestratori di cani da soccorso, ciascuno con un cane al seguito.
In Venezuela donna estratta viva dopo quasi 36 ore
Una donna è stata estratta viva dalle macerie di un edificio crollato a La Guaira dopo quasi 36 ore dalle due scosse di terremoto che hanno sconvolto il Venezuela. "Quando è iniziato il terremoto, mi sono aggrappata con tutte le mie forze allo stipite della porta così forte che mi sono rotta un dito", racconta in un video trasmesso dalla Bbc. Rivolgendosi alla telecamera pochi istanti dopo il suo salvataggio, e ancora su una barella, ha raccontato di essersi aggrappata allo stipite della porta "finché tutti i piani non sono crollati".
Venezuela: 41 vigili del fuoco in partenza da Pratica di Mare
Prevista stamattina la partenza di un team di vigili del fuoco formato da 41 unità per il Venezuela colpito dal sisma. Il dispositivo dei vigili del fuoco, organizzato dal Centro Operativo Nazionale del Viminale, è composto da 25 esperti del Modulo USAR ITA-02 (provenienti da Piemonte, Liguria, Veneto e Lombardia), specializzati nelle complesse operazioni di ricerca e soccorso sotto le macerie. A loro si affiancheranno 2 tecnici per la valutazione dello scenario emergenziale, 12 operatori del modulo TAST (Technical Assistance and Support Team) di Lombardia e Toscana, dedicati al supporto logistico e cartografico della base operativa sul campo, e 2 specialisti CO.EM. (Comunicazione in Emergenza) per il coordinamento del flusso comunicativo. Il decollo, a bordo di un aereo messo a disposizione dall’Aeronautica Militare, avverrà dalla base dell'aeroporto militare di Pratica di Mare, all'interno di una missione internazionale organizzata dal Dipartimento della Protezione Civile in collaborazione con il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.
Unità crisi Farnesina: "65 mila italiani nell'area del sisma in Venezuela"
Sono 3.000 gli italiani che vivono nell'area attorno all'epicentro del terremoto che ha devastato il Venezuela. Un numero che sale a 65.000 italiani se si prende in considerazione l'intera area colpita dal sisma. A riferire i dati è Maria Teresa Del Re, consigliera dell'Unità di crisi della Farnesina che seguirà la missione italiana in Venezuela in partenza da Pratica di Mare. "C'è una situazione complicata - spiega -, le operazioni di ricerca e soccorso vanno avanti lentamente. Sia l'unità di crisi che il consolato stanno ricevendo da ieri numerose telefonate da parte di nostri connazionali che vivono lì. Si tratta di una situazione molto fluida". La consigliera ha confermato il decesso di una persona italo-venezuelana, ma - ha spiegato - non si esclude la possibilità che ci siano altre vittime italiane "vista l'entità del terremoto".
Venezuela: Starlink offre connessione gratuita per clienti colpiti da terremoto
"Per coloro che sono stati colpiti dai devastanti terremoti in Venezuela, Starlink sta fornendo servizio gratuito fino al 25 luglio per nuovi e clienti esistenti. Stiamo anche lavorando per distribuire rapidamente terminali Starlink e ripristinare la connettività nelle aree più colpite". Così, in un post su X, Starlink ha dichiarato di offrire il suo sistema di connessione internet via satellite. In un post separato, la presidente ad interim venezuelana Delcy Rodriguez ha ringraziato il proprietario di Starlink e il team, "per aver supportato coloro che sono stati colpiti dai terremoti in Venezuela con connettività gratuita. Ogni connessione conta in momenti come questi".
Sanitari e soccorritori, in partenza la missione italiana in Venezuela
E' in partenza dall'aeroporto di Pratica di Mare la missione del governo italiano per il Venezuela, coordinata dal Dipartimento della Protezione Civile in collaborazione con il ministero degli Esteri e i vigili del fuoco. Il team, composto da 97 persone tra sanitari, soccorritori e funzionari dell'unità di crisi della Farnesina, raggiungerà l'area colpita dal terremoto a bordo di un velivolo messo a disposizione dell'Aeronautica Militare per offrire sostegno alla popolazione venezuelana e aiutare nella ricerca dei dispersi sotto le macerie. "Sentiamo una grande responsabilità e un senso di apertura delle relazioni - dice il capo missione Paolo Vaccari - Portiamo con noi personale sanitario, di ricerca e soccorso e beni di assistenza primari. Stanno chiedendo in particolare tende e non è escluso che le manderemo anche noi in futuro". "La situazione è molto complessa, simile al terremoto in Turchia o quello in Nepal. La prima cosa che faremo è prendere contatti con le autorità locali per capire le esigenze operative - spiega Ciro Bolognese, team leader del modulo Usar dei vigili del fuoco -, sicuramente ci dedicheremo al soccorso e ricerca in maceria per tentare di salvare vite umane".
Madrid: in Venezuela morti almeno 2 spagnoli, 80 dispersi
"Il numero di persone non localizzate in questo momento è di 80", hanno segnalato fonti del ministero degli Esteri, lamentando "profondamente la morte di due spagnoli confermata dai loro familiari". Il ministero ha informato anche della morte nei terremoti in Venezuela dell'autista dell'ambasciata di Spagna a Caracas, di nazionalità venezuelana, con la moglie e le due figlie. "Si sta facendo un monitoraggio continuo", ha assicurato il ministro degli Esteri, José Manuel Albares, in dichiarazioni riprese da Tve, invitando tutti gli spagnoli presenti nel Paese, compresi quelli di passaggio, a mettersi in contatto con l'ambasciata, il consolato e il ministero degli Esteri, dove sono disponibili i numeri di emergenza consolare. In precedenza Albares aveva parlato di 68 spagnoli dispersi per i due sismi nel Paese centroamericano fra la comunità di oltre 150.000 connazionali iberici che vivono in Venezuela, dove secondo l'ultimo bilancio si registrano almeno 235 morti e 4.300 feriti.
A.Fontana: "Da Lombardia stanotte partiranno 4 medici e 3 infermieri per Venezuela"
"Questa notte, intorno a mezzanotte, partiranno dalla Lombardia 4 medici e 3 infermieri coordinati da Areu, pronti a mettere la loro professionalità e la loro umanità al servizio degli ospedali venezuelani". Lo scrive su Facebook il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana. "I nostri sanitari -spiega il governatore- fanno parte di un contingente nazionale di 30 professionisti della salute, provenienti anche da Veneto, Lazio, Piemonte e Toscana, che domani mattina intorno alle 6, decollerà da Pratica di Mare con un volo militare". "A loro -conclude Fontana- va il ringraziamento di tutta la Lombardia. Ancora una volta, i nostri medici e infermieri dimostrano che la solidarietà, la competenza e il senso del dovere non conoscono confini. Siamo orgogliosi di voi".
Sito ricerca in Venezuela, oltre 50.000 le persone disperse
Oltre 50.000 persone risultano ancora disperse dopo i terremoti che hanno colpito il Venezuela nella notte tra mercoledì e giovedì. Lo riporta il sito web venezuelano dedicato alle persone scomparse. Il sito permette alle persone di condividere i dettagli e l'ultima posizione dei propri cari, nella speranza di contribuire alle operazioni di ricerca e soccorso in tutto il paese.
Venezuela, Unicef: 3,9 milioni di bambini vivono nelle zone colpite dai terremoti
Si stima che 3,9 milioni di bambini vivano nelle zone colpite dai potenti terremoti di magnitudo 7,5 e 7,2 che hanno scosso il Venezuela il 24 giugno, mettendo a rischio migliaia di bambini e famiglie. I terremoti hanno colpito le comunità di Caracas e degli stati di Aragua, Carabobo, Falcón, La Guaira, Miranda e le zone circostanti. Nelle regioni più colpite si sono verificati decine di crolli di edifici e, secondo quanto riferito dalle notizie, tra le vittime figurano anche dei bambini. Mentre le autorità continuano a valutare l’entità dei danni, le segnalazioni indicano che sono state colpite abitazioni, infrastrutture pubbliche e servizi essenziali, mentre le comunità rimangono a rischio di possibili scosse di assestamento. "Le immagini che ci giungono dal Venezuela e le testimonianze che riceviamo dai colleghi sul campo sono strazianti", ha dichiarato Catherine Russell, Direttrice generale dell’UNICEF. «Il nostro pensiero va ai bambini e alle famiglie che hanno perso i propri cari e a tutti coloro la cui vita è stata stravolta. Man mano che l’entità dei danni diventa più chiara, la sicurezza, la protezione e il benessere dei bambini devono rimanere al centro della risposta". I bambini sono tra le persone più vulnerabili quando si verificano delle catastrofi. Nelle ore e nei giorni a venire, i bambini colpiti potrebbero subire lesioni, separazioni familiari, sfollamenti, stress e interruzioni dei servizi, tra cui l’accesso all’assistenza sanitaria, all’acqua potabile, l’istruzione e la protezione. Migliaia di famiglie avranno bisogno di assistenza urgente mentre proseguono le valutazioni dei danni. Abitazioni, scuole, strutture sanitarie, reti idriche e altre infrastrutture fondamentali potrebbero aver subito danni, compromettendo l’accesso ai servizi essenziali e aumentando i rischi per i bambini e chi se ne prende cura. L’UNICEF sta collaborando con le autorità nazionali e i partner per valutare i bisogni delle popolazioni colpite e sostenere gli interventi di risposta, al fine di garantire che i bambini e le famiglie abbiano accesso alle cure mediche, ai servizi di protezione, al sostegno psicosociale, all’acqua potabile e a spazi sicuri. L’UNICEF è presente sul campo e continua a impegnarsi a sostegno degli sforzi nazionali volti a rispondere alle esigenze dei bambini colpiti e delle loro famiglie, in particolare dei più vulnerabili. Prima dei terremoti, l’appello “Azione umanitaria per i bambini 2026” dell’UNICEF a favore del Venezuela ammontava a 137,6 milioni di dollari USA, di cui era stato finanziato solo il 35%.
Venezuela: generale Marines Usa a Caracas per coordinare aiuti
Un primo distaccamento militare statunitense, guidato da un generale dei Marines, e' arrivato a Caracas la notte scorsa per "coordinare" gli aiuti statunitensi alle vittime del doppio terremoto in Venezuela. Lo ha riferito il Comando meridionale Usa (Southcom) in un post su X. Il generale dei Marines Kevin Jarrard ha il compito di "supervisionare il supporto del dipartimento della Guerra agli sforzi di soccorso per il terremoto in Venezuela", si legge nel post. Lavorera' "a stretto contatto con i partner per pianificare, coordinare e dirigere le capacita' logistiche e operative senza pari delle forze militari statunitensi", si spiega. E' stato "il governo ad interim del Venezuela ad avere formalmente richiesto il supporto degli Stati Uniti", assicura la nota. Le truppe Usa "utilizzeranno aeromobili ad ala fissa e ad ala rotante per fornire servizi di mobilita' specializzati e assistere il personale del governo degli Stati Uniti, le squadre di ricerca e soccorso e i partner che stanno valutando i danni e fornendo assistenza per il salvataggio" dei dispersi, precisa Southcom.
Dalla Spagna in Venezuela un centinaio di soccorritori, anche ospedale da campo
La Spagna ha inviato due squadre di soccorso in Venezuela dopo il violento doppio terremoto che ha colpito il Paese. Nella notte è decollato dalla base madrilena di Torrejon de Ardoz un aereo A330 dell'Areonautica militare spagnola, con a bordo 59 militari dell'Unità militare di Energenza (Ume), specializzati nelle operazioni di ricerca e soccorso urbano. Secondo il ministero della Difesa, il contingente comprende soccorritori Usar, otto unità cinofile e due ingegneri dell'Esercito. Il premier, Pedro Sanchez, che ha avuto un colloquio telefonico con la presidente ad interim venezuelana, Delcy Rodriguez, ha inoltre confermato che alla prima si è unita una seconda squadra dei servizi di emergenza, composta da 40 vigili del fuoco specializzati negli interventi sugli edifici crollati, con 8 cani di ricerca e personale sanitario, oltre a un team dell'Agenzia spagnola per la cooperazione allo sviluppo (Aecid), che prevede di allestire un ospedale da campo nel Paese colpito.
Usa: "Arrivati in Venezuela i primi soccorritoti militari americani"
Un primo distaccamento militare statunitense, guidato da un generale dei Marines, è arrivato venerdì a Caracas per "coordinare" gli aiuti americani alle vittime del doppio terremoto in Venezuela, ha annunciato l'esercito americano. "Il maggiore generale dei Marines Kevin J. Jarrard è arrivato oggi a Caracas, in Venezuela, per sovrintendere al supporto del Dipartimento della Guerra per gli sforzi di soccorso in seguito al terremoto in Venezuela", ha annunciato il Comando militare statunitense per l'America Latina e i Caraibi (Southcom), senza specificare il luogo. Il testo precisa che "il governo ad interim del Venezuela ha formalmente richiesto il supporto degli Stati Uniti a seguito dei terremoti", specificando che il personale militare statunitense utilizzerà aerei ed elicotteri nelle operazioni di soccorso. In precedenza, il Segretario alla Difesa statunitense Pete Hegseth, aveva annunciato su X che, "su richiesta del Presidente Trump, il Dipartimento della Guerra è stato immediatamente mobilitato per sostenere il popolo venezuelano".
Venezuela: salvati dagli smartphone grazie agli alert di Google sul terremoto
Salavati dagli smartphone: molte persone che possiedono telefonini con il sistema Android hanno potuto mettersi in salvo grazie agli alert lanciati dai loro dispositivi, addirittura minuti prima che il Venezuela fosse colpito dai due terremoti mortali. Molte nazioni hanno sviluppato sistemi per allertare la popolazione pochi secondi prima dell'inizio del terremoto. Anche in paesi come il Venezuela, che non dispongono di tali sistemi, l'app Google Android Earthquake Alerts può inviare avvisi. Secondo l'US Geological Survey, diversi paesi dispongono di sistemi di allerta precoce per i terremoti (a volte abbreviati in EEW), tra cui Stati Uniti, Messico, Giappone, Turchia, Romania, Cina, Italia e Taiwan. Il Venezuela non dispone di un sistema nazionale di allerta precoce per i terremoti. Le scosse di terremoto consecutive di magnitudo 7.2 e 7.5 di mercoledì sera sono state tra le più forti a colpire il Paese in oltre un secolo. Tuttavia, molte persone in Venezuela hanno ricevuto avvisi secondi o addirittura minuti prima dell'inizio del terremoto tramite il sistema di allerta terremoti di Google per Android. Il sistema di allerta si basa su dati raccolti tramite crowdsourcing dai sensori dei singoli telefoni cellulari per rilevare eventi sismici e inviare avvisi agli altri utenti di telefoni nella zona. Dal suo lancio nel 2020, il sistema si è notevolmente ampliato, passando da 250 milioni di persone che hanno ricevuto avvisi in quell'anno a oltre 2,5 miliardi oggi, secondo Richard Allen, direttore del Laboratorio di Sismologia di Berkeley. Secondo il sito web di Allen, il sistema allerta circa 60 terremoti al mese, avvisando in media 18 milioni di telefoni. Pericles Sanchez, uno scrittore venezuelano di 39 anni residente a Caracas - riporta Ndtv News - ha ricevuto un allarme terremoto sul suo telefono Android pochi minuti prima che il sisma raggiungesse la sua abitazione, il che gli ha permesso di correre fuori. Sanchez ha affermato che la casa della sua famiglia non ha subito danni. "Abbiamo iniziato a sentirlo solo quando eravamo già fuori", ha detto Sanchez. Diogenes Lopez, 36 anni, un immigrato venezuelano, ha raccontato che l'app di allerta terremoti sul suo telefono lo ha avvisato delle scosse nella sua terra d'origine, nonostante ora viva a Bogotà, in Colombia. Avendo vissuto in precedenza in Cile, dove i sistemi di allerta terremoti sono ampiamente utilizzati, ha immediatamente ingrandito la mappa e si è reso conto che l'epicentro era vicino alla sua città natale. "Ho subito pensato al peggio", ha detto Lopez. "Tutta la mia famiglia è lì". "In Venezuela non esiste la cultura antisismica che si riscontra in paesi come il Cile o il Giappone. La gente non è abituata a questo tipo di eventi e non sempre sa come reagire", ha affermato, aggiungendo di temere che gli edifici in stato di degrado del Venezuela non resisterebbero a lungo.
Madrid: in Venezuela morti almeno 2 spagnoli, 80 dispersi
Almeno due cittadini spagnoli risultano morti e almeno altri 80 dispersi in Venezuela dopo il devastante duplice terremoto di ieri. Lo rende noto il ministero degli Esteri di Madrid.
Artisti e influencer mobilitati per gli aiuti alle vittime del terremoto
Artisti, influencer e organizzazioni internazionali hanno avviato campagne di solidarietà per sostenere le popolazioni colpite dal devastante terremoto che ha colpito il Paese. Attraverso i social media e piattaforme di raccolta fondi, numerosi artisti e creator hanno invitato a donare per garantire cibo, acqua potabile, kit igienici e altri beni di prima necessità agli sfollati. Tra i primi a intervenire il cantautore argentino-venezuelano Ricardo Montaner, che ha definito la tragedia "urgente e importante", invitando a soccorrere le persone colpite. Anche l'attrice Catherine Fulop, la youtuber, cantante e attrice venezuelana naturalizzata statunitense Lele Pons, i cantanti J Balvin, Carlos Baute e Danny Ocean hanno rilanciato appelli e iniziative benefiche attraverso i propri canali social. Sul fronte istituzionale, la Banca di sviluppo dell'America Latina e dei Caraibi (Caf) ha annunciato uno stanziamento di 300 mila dollari per sostenere gli interventi di emergenza e le operazioni di assistenza umanitaria nelle aree devastate dal sisma.
Ministero Salute: "Bilancio vittime terremoto sale a 235"
Il bilancio delle vittime dei due potenti terremoti che hanno colpito il Venezuela è salito ad almeno 235. Lo ha dichiarato il ministero della Salute di Caracas. Mentre i venezuelani si affrettavano a trovare e salvare le persone intrappolate negli edifici crollati, il ministro della Salute Carlos Alvarado ha aggiornato il bilancio delle vittime, portandolo a 188, e quello dei feriti a oltre 1.500 a seguito del terremoto di mercoledì.
"Purtroppo, abbiamo ricoverato circa 235 pazienti arrivati privi di segni vitali o deceduti all'arrivo nelle nostre strutture sanitarie", ha dichiarato Alvarado alla televisione di stato. Il bilancio delle vittime precedente era di 188. Migliaia le persone che risultano disperse.
Caracas schiera l'esercito e mezzi pesanti nella zona più colpita dal terremoto
La presidente ad interim del Venezuela, Delcy Rodríguez, ha incontrato lo stato maggiore dell'esercito per coordinare le misure di soccorso urgenti per lo stato di La Guaira, la zona più colpita dal terremoto. Lo riporta la Bbc, riferendo che saranno mobilitate le forze di sicurezza statali e mezzi pesanti per rimuovere l'ingente quantità di detriti. E' stato inoltre concordato di aprire vie di comunicazione prioritarie per le operazioni di soccorso e di organizzare la logistica di supporto per la fornitura di acqua, cibo, coperte e materassi alle persone che hanno perso la casa.
Rodriguez: "Solidarietà dall'Onu per la tragedia che ha colpito il nostro popolo"
"Ho parlato con il Segretario Generale delle Nazioni Unite, António Guterres, il quale mi ha espresso la sua più profonda solidarietà con il popolo venezuelano e le sue condoglianze per la tragedia che colpisce il Venezuela". Lo ha scritto su X la presidente ad interim del Venezuela Delcy Rodriguez.
Starlink offrirà servizi internet gratuiti in Venezuela
Starlink offrirà servizi internet gratuiti in Venezuela, dopo il terremoto che ha sconvolto il Paese sudamericano. "Starlink sta offrendo un servizio gratuito fino al 25 luglio a clienti nuovi e già esistenti. Stiamo inoltre lavorando per distribuire rapidamente i terminali Starlink e ripristinare la connettività nelle aree più colpite", afferma la società statunitense.
Usa inviano navi militari e arei per aiutare il Venezuela
Gli Stati Uniti stanno dispiegando due navi da guerra, oltre ad aerei da trasporto ed elicotteri, per fornire supporto logistico alle operazioni di soccorso in Venezuela, dopo il violento terremoto che ha colpito il Paese. "Queste forze forniranno servizi di mobilità specializzati e supporto al personale del governo americano, alle squadre di ricerca e soccorso", afferma lo Us Southern Command.
Il musicista Dudamel prepara un piano d'aiuti internazionali per il sisma
Il direttore d'orchestra venezuelano Gustavo Dudamel sta organizzando un piano di aiuti internazionali per sostenere la popolazione colpita dal terremoto che ha devastato il suo Paese. Sottolineando l'urgenza di agire, il musicista ha dichiarato: "Ci sono occasioni in cui le parole non bastano, per questo sto lavorando a un immediato piano di supporto e solidarietà internazionale, di cui a breve potrò darvi maggiori dettagli". Il maestro ha espresso il proprio lutto aggiungendo: "Mia amata Venezuela, provo una profonda tristezza per questa terribile tragedia che si è verificata nel nostro Paese. I miei pensieri sono con tutti voi". Infine, ha lanciato un appello per infondere coraggio, ricordando che la nazione "si è sempre rialzata dalle avversità con forza, unione e speranza".
Soccorsa una donna viva dalle macerie a 24 dal terremoto
Una donna è stata tirata fuori dalle macerie viva ventiquattro ore dopo il terremoto in Venezuela. E' accaduto a Chacao, uno dei centri più colpiti dal sisma. Lo ha reso noto sui social il sindaco Gustavo Duque. "Ci troviamo presso l'edificio Don Pepe dove, fortunatamente, stiamo salvando una residente. Dio è grande", ha dichiarato il primo cittadino dall'esterno dell'edificio distrutto.
Oltre 70mila famiglie senza tetto e 4.300 feriti
In questo momento ci sono oltre 70mila famiglie venezuelane senza un tetto. Lo ha reso noto il ministro dell'Interno parlando alla tv pubblica, aggiungendo che a La Guaira, lo stato più colpito dal terremoto, sono crollati 100 edifici. Le aree più danneggiate nello stato sono Caraballeda e Catia La Mar. In precedenza il ministro della Salute aveva informato che i feriti al momento sono 4.300.
Amnesty: "Il terremoto può aggravare la crisi umanitaria in Venezuela"
In seguito ai terremoti del 24 giugno in Venezuela, Amnesty International ha lanciato un allarme sui danni per la popolazione, chiedendo un intervento immediato. La segretaria generale Agnès Callamard ha espresso solidarietà, avvertendo: "Ora c'è il rischio di aggravare ulteriormente una crisi dei diritti umani e un'emergenza umanitaria già gravi e prolungate, di cui il popolo venezuelano soffre da oltre un decennio. Il sistema sanitario del Paese è stato decimato". L'organizzazione denuncia la carenza di informazioni ufficiali e sollecita la diffusione di dati credibili sui dispersi e sulle vittime. Inoltre, esige la rimozione della censura sulla stampa e sulle reti sociali, oltre all'abrogazione della legge contro le organizzazioni non governative, per permettere soccorsi tempestivi e senza ostacoli. Un punto cruciale riguarda le persone detenute. L'ente chiede l'accesso alle prigioni per verificare la sicurezza dei carcerati e fornire cure mediche essenziali. Infine, fa appello agli Stati esteri affinché mobilitino risorse su larga scala, operando in cooperazione con la società civile locale nel pieno rispetto del diritto internazionale.
Il bilancio provvisorio del terremoto sale a 235 morti
Il bilancio delle vittime del terremoto in Venezuela ha raggiunto quota 235, come ha annunciato il ministro della Salute Carlos Alvarado. "Purtroppo abbiamo registrato 235 pazienti arrivati privi di segni vitali o deceduti dopo l'arrivo presso le nostre strutture sanitarie", ha dichiarato Alvarado in televisione. Il dato precedente era di 188 morti.