Il doppio sisma nel Paese sudamericano ha causato migliaia tra morti e feriti. Ma ancora sono tantissimi i dispersi. Creato un sito per localizzare gli scomparsi. Paura tra gli italiani in zona: “È stato come rivivere l’Irpinia”. Molte persone non hanno notizie dei parenti. Ecco le loro storie
Il Venezuela è in ginocchio dopo il devastante doppio terremoto che ha provocato migliaia tra vittime e feriti, oltre a circa 50mila dispersi, secondo l’ultimo parziale bilancio (TUTTI GLI AGGIORNAMENTI IN DIRETTA). Tra le zone colpite, la capitale Caracas, ma soprattutto la zona costiera dello Stato de La Guaira. Tante persone stanno scavando a mano nude, in cerca dei propri cari, in mezzo alle macerie: “Tutto ci stava cadendo addosso. Sembrava un film horror. È durato tantissimo, circa due minuti", ha raccontato una donna. "Il boato è stato terrificante", ha aggiunto una sua amica.
Il sito per localizzare gli scomparsi del terremoto
Un gruppo di cittadini venezuelani ha aperto un sito internet per aiutare le famiglie a rintracciare i propri cari dispersi dopo il terremoto, che ha provocato anche gravi interruzioni delle comunicazioni. Il portale consente ai cittadini di segnalare parenti e amici con cui hanno perso i contatti e di comunicare quando una persona viene ritrovata sana e salva. "Molte famiglie non hanno ancora notizie dei propri cari. Se non riesci a contattare qualcuno, segnalalo qui. Se invece l'hai ritrovato, faccelo sapere, così il suo nome potrà portare sollievo e non angoscia", si legge nel messaggio che accompagna l’iniziativa. Dalla giornata di ieri sono arrivate decine di migliaia di segnalazioni. La situazione più critica viene segnalata nello Stato di La Guaira, dove i blackout delle comunicazioni rendono difficile ottenere informazioni sull'entità dei danni.
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A La Guaira mancano i soccorsi
In tanti a La Guaira si sono uniti ai vigili del fuoco e ai volontari. Qualcuno ha parlato per ore con i familiari intrappolati per tenerli coscienti. "Mia moglie non ce l'ha fatta. Si stava facendo il bagno quando ci sono state le scosse. Abbiamo tentato di scappare. Io sono riuscito a lasciare il palazzo, lei invece è caduta, ha battuto la testa ed è rimasta bloccata. So che è rimasta nuda, vorrei raggiungerla, almeno per coprire il suo corpo", ha raccontato in lacrime un uomo.
Ancora persone estratte vive dalle macerie
Una donna è stata tirata fuori dalle macerie viva ventiquattro ore dopo il terremoto, a Chacao, uno dei centri più colpiti dal sisma. Il sindaco Gustavo Duque ha raccontato: "Ci troviamo presso l'edificio Don Pepe dove, fortunatamente, stiamo salvando una residente. Dio è grande”. A La Guaira un neonato è stato estratto vivo dalle macerie di un edificio crollato. Oggi una donna è stata salvata dopo quasi 36 ore dalle scosse. "Quando è iniziato il terremoto, mi sono aggrappata con tutte le mie forze allo stipite della porta così forte che mi sono rotta un dito", racconta in un video trasmesso dalla Bbc. Rivolgendosi alla telecamera pochi istanti dopo il suo salvataggio, e ancora su una barella, ha raccontato di essersi aggrappata allo stipite della porta "finché tutti i piani non sono crollati".
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Tre italo-venezuelani morti, 5 feriti e 35 dispersi
Il bilancio di vittime italo-venezuelane per il terremoto nel Paese sudamericano è intanto salito a tre morti e cinque feriti, cui si aggiungono 35 dispersi: lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani durante un punto stampa a Dubrovnik, dove si trova in missione. Tajani ha aggiunto che le persone con cittadinanza italiana censite come italiani residenti in Venezuela sono circa 150mila, "quindi non sappiamo esattamente quello che si troverà sotto le macerie".
La paura degli italiani: “Scosse fortissime, molti senza casa”
Gli italiani in Venezuela hanno raccontato cosa hanno vissuto, parlando di due scosse ravvicinate, a pochi secondi di distanza, con oscillazioni "terribili" e “fortissime". E la paura, la fuga dalle abitazioni, la sensazione di non aver mai vissuto qualcosa simile mentre sembrava di ondeggiare, "come in barca”. "Caracas è devastata", "qui è un disastro", dice chi ha lasciato l'Italia tempo fa, come le migliaia di connazionali emigrati e residenti in Sudamerica da generazioni, o chi fa la spola da uno Stato all'altro. Per Giovanna è un "déjà-vu" del terremoto in Irpinia, quando aveva soltanto 28 anni ed era mamma di un bambino nato da poco più di dodici mesi. "Si trovava ai fornelli, stava preparando la cena quando abbiamo sentito le oscillazioni. Si è spaventata - racconta il figlio - e si è messa sotto l'arco della porta, dove sono più solide le pareti".
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Le testimonianze
"Appena la terra ha iniziato a tremare molti palazzi sono crollati, palazzi di molti piani e densamente abitati", racconta Antonella Pinto, avvocata italo venezuelana residente a Valencia. In tanti poi "erano in casa perché era un giorno festivo". Mentre gli edifici che non hanno ceduto "hanno danni strutturali, moltissimi non hanno più una casa”. Gli attimi di paura vissuti dagli italiani a Caracas vengono raccontati anche su Instagram. Alessandro Rosica, che vive da due anni tra Caserta e il Venezuela, quando ha sentito le due scosse era seduto su un blocco di marmo, in un parco. Il sisma "è stato fortissimo, stavo cadendo. Non ho mai visto in vita mia una cosa così, faceva troppo paura", commenta. E poi gli uccelli che si sono alzati in volo tutti insieme, l'edificio dietro di lui "che si muoveva", le macerie, le auto schiacciate dai semafori. "Dovevo rientrare a breve - dice - ma è tutto posticipato, non ci possiamo muovere. Io non dormo da due giorni".