Midterm Usa, scontro Gop-Dem sulla riforma dei collegi elettorali. Ecco gli scenari
A cinque mesi dal voto di Midterm, Repubblicani e Democratici duellano sul gerrymandering, il ridisegno dei distretti negli Stati. A seconda della configurazione cambia la distribuzione dei votanti e in questa fase potrebbe favorire il partito del presidente, Donald Trump. La modifica delle “regole del gioco” infiamma il dibattito anche in Italia dove il 26 giugno è atteso il testo di riforma elettorale, la quinta in 35 anni. Di questo si è parlato a “Numeri” di Sky TG24, nella puntata andata in onda l'1 giugno
USA VERSO LE ELEZIONI DI MIDTERM
- Negli Stati Uniti mancano cinque mesi alle elezioni di metà mandato. Tra Repubblicani e Democratici sono in corso manovre febbrili per condizionare l’esito di un voto che potrebbe risultare decisivo per la seconda presidenza di Donald Trump, il cui indice di popolarità ha raggiunto nuovi minimi. Di questo si è parlato a Numeri, di Sky TG24, nella puntata andata in onda l'1 giugno.
COS'È IL GERRYMANDERING?
- A novembre gli elettori americani saranno chiamati a rinnovare l’intera Camera dei Rappresentanti e un terzo del Senato. L’elezione avviene tramite un sistema maggioritario dove ogni Stato è diviso in collegi e, soprattutto nel caso della Camera, chi vince accede al Congresso. Da mesi alcuni Stati hanno approvato il gerrymandering, il ridisegno dei collegi che a seconda della configurazione potrebbero cambiare la distribuzione degli elettori e incidere sul risultato.
QUANTO CONTA IL DISEGNO DEI COLLEGI?
- Come mostrato nel grafico, facendo un esempio semplificato con gli stessi elettori a seconda di come si disegnano i collegi l’esito può variare in favore dell’una o dell’altra parte.
IL CASO DELL'ILLINOIS
- Negli Stati Uniti la modifica progressiva dei collegi ha portato interi territori ad assumere forme anomale, per nulla omogenei o coincidenti con le contee. È il caso, per esempio, del 13esimo distretto elettorale dell’Illinois per la Camera dei Rappresentanti che ad oggi si presenta come una sorta di “anguilla” che buca da sud a est una porzione significativa di territorio.
BATTAGLIA APERTA TRA STATI "ROSSI" E "BLU"
- Epicentro dello scontro a distanza tra Repubblicani e Democratici sono una manciata di Stati che si danno battaglia a colpi di decreti e cause legali. Texas, Missouri, Ohio e Nord Carolina hanno ridisegnato i collegi in favore dei Repubblicani. California e Utah invece lo hanno fatto per i Democratici.
QUANTI SONO I SEGGI SOTTRATTI AL PARTITO AVVERSARIO?
- Secondo il New York Times, il gerrymandering condotto a livello statale ha portato in questa fase 16 seggi potenziali in più ai Repubblicani, solo 6 ai Democratici. Tramite questo meccanismo, validato da una recente sentenza della Corte Suprema USA, i Dem rischiano di perdere quel vantaggio che, stando ai sondaggi, consentirebbe di riconquistare il controllo della Camera.
GLI ELETTORI USA SENZA DOCUMENTI
- Non c’è solo il ridisegno della mappa elettorale del Paese. L’offensiva di Donald Trump in vista del voto di novembre punta ad altri aspetti a partire dall’obbligo di presentarsi ai seggi con un documento di identità. Come mostra un’analisi condotta nel 2024 dal Center for Democracy and Civic Engagement (CDCE) dell’University del Maryland, il 9% degli elettori americani non ha facile accesso a documenti che attestino la cittadinanza. Con l’introduzione dell’obbligo una fetta di votanti verrebbe tagliata fuori in automatico.
LA STRETTA DELLA FLORIDA
- In alcuni Stati poi sono previste modalità di organizzazione del voto restrittive che escludono intere fasce di popolazione. È il caso, per esempio, della Florida dove, come evidenzia il Sentencing Project, l’esercizio del diritto è negato a chi ha subìto condanne penali anche molto lontane del tempo. Tale legislazione esclude circa il 12% di elettori neri residenti nel Sunshine State.
SCONTRO SUL VOTO VIA POSTA
- La battaglia pre-elezioni si consuma anche sulla modalità di scelta. Trump attacca da tempo il voto per posta, pratica che sin dall’elezione del 2020, in pieno Covid, ha preso piede in molti Stati. Come rileva la rivista Politico, alle ultime presidenziali i voti espressi per corrispondenza hanno favorito Kamala Harris nel 28% dei casi, 10 punti sopra lo stesso Trump.
RIFORMA DELLA LEGGE ELETTORALE IN ITALIA
- La modifica delle "regole del gioco" infiamma il dibattito politico anche in Italia dove il 26 giugno prossimo è atteso l'approdo alla Camera del testo base per la riforma della legge elettorale. Negli ultimi 35 anni gli elettori sono andati al voto con quattro diversi meccanismi, da ultimo il Rosatellum. La legge è invece rimasta invariata in altri Paesi europei: maggioritario secco nel Regno Unito, maggioritario con ballottaggio in Francia, proporzionale in Spagna, misto in Germania.