Caso Epstein, non solo l’ex principe Andrea: chi è stato arrestato o si è dovuto dimettere
Dal Regno Unito agli Stati Uniti, dagli Emirati alla Norvegia. Avvocati, imprenditori, politici. Sono molti i personaggi di alto profilo che hanno dovuto dimettersi dalla loro carica o che si sono ritirati a vita privata per i rapporti che hanno avuto con il finanziere pedofilo. Anche di questo si è parlato nella puntata di "Numeri" del 19 febbraio
CASO EPSTEIN, I PERSONAGGI PUBBLICI CHE NE STA PAGANDO LE CONSEGUENZE
- L’arresto dell’ex principe inglese Andrea Mountbatten-Windsor, accusato di aver condiviso informazioni riservate con il finanziere pedofilo Jeffrey Epstein quando ricopriva il ruolo di emissario commerciale di Londra, è solo l’ultimo di vari casi che hanno coinvolto personaggi di alto profilo. Molti hanno dovuto lasciare gli incarichi che ricoprivano, altri si sono ritirati a vita privata. Anche di questo si è parlato nella puntata di Numeri, approfondimento di Sky TG24, del 19 febbraio.
REGNO UNITO: ANDREA MOUNTBATTEN-WINDSOR, PETER MANDELSON E MORGAN MCSWEENEY
- La testa di Andrea non è infatti la prima a cadere. Restando nel Regno Unito, l’epicentro delle ultime onde sismiche del caso Epstein, il primo a pagarne le conseguenze è stato Peter Mandelson, ex ambasciatore negli Usa nominato dal premier Starmer: ha dovuto dimettersi a settembre 2025 per aver ricevuto 75mila dollari da Epstein. Si è dimesso anche chi aveva consigliato il nome di Mandelson a Starmer, cioè l’ormai ex capo di gabinetto Morgan McSweeney.
NEGLI USA
- Negli Usa molto si è discusso dell’avvocato di punta di Goldman Sachs, Kathy Ruemmler, che ha annunciato le sue dimissioni (entro la metà dell’anno). Aveva scambiato mail con Epstein, anche in riferimento a una “donna russa” che lei chiedeva se fosse stata “fornita” a qualcuno. Già dimesso dal Cda di OpenAI Larry Summers, ex segretario al Tesoro, sempre per comunicazioni a sfondo sessuale con Epstein. Indagato dalla NFL Steve Tichs, presidente dei New York Giants, a causa dei rapporti con il finanziere pedofilo.
NEL RESTO DEL MONDO
- Passando al resto del mondo, l’emiratino Ahmed Bin Sulayem ha lasciato la presidenza della multinazionale della logistica DP World. Incarico lasciato anche dallo slovacco Miroslav Lajčák, ex consigliere per la sicurezza nazionale. Poi c’è la Norvegia, altro Paese dove la casata reale, come quella britannica, è parzialmente implicata nello scandalo. In questo caso si è dimessa Mona Juul, ex ambasciatrice in Iraq e Giordania.
AHMED BIN SULAYEM, MONA JUUL E MIROSLAV LAJČÁK
- Il sultano Ahmed bin Sulayem nel 2005 riceveva una mail in cui Epstein scriveva: “Mi è piaciuto il video di torture”. Nel settembre 2015 raccontava al pedofilo di una ragazza, scendendo nei dettagli. L’ambasciatrice Juul ha avuto stretti rapporti con Epstein, che secondo i files voleva lasciare in eredità una grossa somma ai suoi figli. A carico dello slovacco Lajčák ci sono conversazioni in cui, con toni leggeri, parlava con Epstein di donne e di un imminente incontro con il ministro degli Esteri russo Lavrov.
THOMAS PRITZKER, BRAD KERP E JACK LANG
- Poi c’è Thomas Pritzker, cugino del governatore dell'Illinois, che si è dimesso dal suo incarico di presidente esecutivo di Hyatt Hotels. Brad Kerp ha detto addio al ruolo di presidente del grande studio legale Paul Weiss dopo che è emersa la sua corrispondenza con il finanziere, in cui discutevano del suo patteggiamento per le accuse di traffico sessuale. Si è dimesso anche il presidente dell'Istituto del Mondo Arabo di Parigi, Jack Lang (ministro della Cultura di Mitterrand). Anche lui aveva stretti rapporti con Epstein.