Protesta dei rider in diverse città. Cgil: "2-4 euro a consegna. Basta sfruttamento". FOTO
Da Roma a Milano, in 30 piazze italiane il sindacato chiede l'applicazione del contratto collettivo Merci e Logistica per i fattorini del food delivery, oltre a tutele come malattia, tredicesima e quattordicesima e Tfr. Si parla di "caporalato digitale" e "condizioni di schiavitù"
MOBILITAZIONE NAZIONALE DEI RIDER DI GLOVO E DELIVEROO
- Da Milano a Palermo, passando per Bologna, Firenze, Roma e Napoli. I rider di Glovo e Deliveroo sono scesi in oltre 30 piazze italiane per una mobilitazione nazionale, promossa dalla Cgil, che chiede salari dignitosi, stabilità contrattuali e più diritti. Per gran parte della giornata di oggi, 14 marzo, fa sapere il sindacato, i fattorini delle piattaforme dovrebbero astenersi dal lavoro.
CGIL: "COMPENSI DEI RIDER TRA 2 E 4 EURO A CONSEGNA"
- Dal presidio nella Capitale, in piazza Re di Roma, la segretaria confederale della Cgil, Francesca Re David, parla di turni che molto spesso vanno per "6-7 giorni a settimana, 7-10 ore al giorno e più di 8 consegne quotidiane nel 62% dei casi". I salari restano però "sotto la soglia di dignità: i compensi medi restano molto bassi, tra 2 e 4 euro a consegna, senza riconoscimento delle attese o delle spese sostenute, tanto che oltre la metà dei rider rifiuta consegne a basso prezzo".
CCNL MERCI E LOGISTICA, FERIE, MALATTIA, TREDICESIMA E TFR
- La Cgil chiede quindi l’applicazione del contratto nazionale Merci e Logistica e il riconoscimento "di ferie, malattia, infortuni retribuiti, tredicesima, quattordicesima, Tfr, oltre a maggiori garanzie in materia di salute e sicurezza".
L'INCHIESTA PER CAPORALATO A MILANO
- La mobilitazione arriva dopo che il gip di Milano ha convalidato il controllo giudiziario per Deliveroo, nell’ambito dell’inchiesta per caporalato che ha coinvolto la piattaforma: avrebbe corrisposto paghe sotto la soglia di povertà ai lavoratori, dai 3 ai 5 euro a consegna, e si è quindi affidato all’amministratore giudiziario il compito di regolarizzare le posizioni dei rider.
LA CGIL LANCIA UN APPELLO PER UN NUOVO TAVOLO DI SETTORE
- "Ci aspettiamo - dice Francesca Re di David - che l'intervento della Procura di Milano porti le aziende del food delivery a sedersi attorno ad un tavolo per riconoscere finalmente ai ciclofattorini il contratto nazionale e i loro diritti. Basta sfruttamento".
30-40 KM AL GIORNO PER 20 EURO
- Da una conferenza stampa organizzato a Taranto arrivano testimonianze che confermano i dati diffusi dalla Cgil. "Per ogni ordine - ha raccontato un rider - pagano tre o quattro euro. In un giorno faccio anche 30 o 40 chilometri e alla fine porto a casa circa 20 euro".
CAPOLARATO DIGITALE
- La Cgil Ionica ricorda che "accanto a lavoratori pakistani e afghani, che sono in Italia perché le polveriere dei loro Paesi di origine non consentono più una vita degna, ci sono i rider italiani, spesso ultracinquantenni che la crisi del manifatturiero costringe a sbarcare il lunario". Il sindacato parla di "una guerra tra poveri" in "condizioni di schiavitù, di caporalato digitale".
"MAI UN GIORNO DI RIPOSO PER GUADAGNARE MEGLIO"
- "A comandare è un fantomatico algoritmo che smista le consegne e sta determinando una riduzione dei compensi mensili", ha evidenziato la Cgil Ionica, parlando di rider "che non riescono a percepire più di 400/500 euro" e di altri "che riescono a guadagnare di più" soltanto perché "connessi anche più di 10 ore al giorno, 7 giorni su 7". Rider che non si sono mai potuti permettere "di essere ammalati, o che non hanno mai potuto concedersi un giorno di riposo".