Iran, ministro degli Esteri: "Colloqui con Usa in programma venerdì in Oman"

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"I colloqui nucleari con gli Stati Uniti sono programmati per essere tenuti a Muscat alle 10 di mattina di venerdì. Sono grato ai nostri fratelli omaniti per aver predisposto tutti gli accordi necessari". Lo ha scritto su X il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi. Poche ore dopo la conferma è arrivata anche dalla Casa Bianca

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"I colloqui nucleari con gli Stati Uniti sono programmati per essere tenuti a Muscat alle 10 di mattina di venerdì circa. Sono grato ai nostri fratelli omaniti per aver predisposto tutti gli accordi necessari". Lo scrive su X il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, nonostante in precedenza alcune fonti avessero parlato di colloqui saltati per disaccordo tra le parti.  Secondo una fonte, l'amministrazione Trump ha accettato l'incontro in "rispetto" delle richieste degli alleati e per "continuare a seguire la via diplomatica. Le 10 in Oman corrispondono alle 7 in Italia. 

Aumenta la tensione militare nel Golfo: abbattuto dagli Usa un drone di Teheran che si era avvicinato alla portaerei Lincoln. Secondo i media iraniani il drone abbattuto stava completando una missione di sorveglianza in acque internazionali.

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Shirin Ebadi: “Il regime degli ayatollah crollerà molto presto"

La magistrata Premio Nobel per la Pace nel 2003 traccia, per Sky TG24 Insider, il cammino verso il nuovo Iran. Prima la fine della Repubblica Islamica, poi la possibilità, per il popolo, di autodeterminarsi e scegliere liberamente il proprio governo. L'intervista.

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Trump e l'Iran: qual è il vero bersaglio? Tre scenari

Il Guardian ha ricostruito le prese di posizione del presidente americano sull’Iran nel solo ultimo mese, che sono passate da un’escalation all’altra senza una traiettoria riconoscibile. E allora resta da chiedersi quale sia il vero bersaglio della pressione americana. Forse l'Europa? Le spiegazioni possibili sono almeno tre.

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La Casa Bianca conferma i colloqui con l'Iran in Oman venerdì

La Casa Bianca ha confermato che venerdì in Oman riprenderanno i colloqui tra Stati Uniti e Iran. La notizia, riportata da Afp e confermata da fonti Usa, era stata anticipata dal ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi. 

Pasdaran, chi sono i guardiani della Rivoluzione iraniani

Difendere e preservare l'ideologia e l'integrità della Repubblica islamica è, sin dalla sua nascita, il compito centrale del Sepah-e Pasdaran, il Corpo delle Guardie della Rivoluzione islamica. L'organizzazione nasce nel 1979, insieme alla Repubblica islamica voluta dall'ayatollah Ruhollah Khomeini, e dopo il ruolo decisivo nel conflitto Iran-Iraq degli anni Ottanta continua a rappresentare il cuore del sistema khomeinista. Dall’Ue arriva intanto il primo sì a inserire i Pasdaran nella lista delle organizzazioni terroristiche,  dopo la spietata repressione delle ultime proteste.

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L'Armada di Trump che minaccia l'Iran: cos'è e da cosa è composta

La pressione degli Stati Uniti su Teheran cresce rapidamente, tra movimenti militari su larga scala e dichiarazioni sempre più esplicite della Casa Bianca. Washington segnala così di voler alzare il livello dello scontro, almeno sul piano strategico e politico.

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Media: "Witkoff domani in Qatar, poi a Miami. Ma Usa ancora aperti al dialogo con l'Iran"

L'inviato della Casa Bianca Steve Witkoff e il genero e consigliere di Trump, Jared Kushner, dovrebbero recarsi in Qatar domani per discutere della situazione con l'Iran e da lì, "secondo l'attuale pianificazione, si prevede che torneranno a Miami senza proseguire per l'Oman per l'incontro con gli iraniani". Lo riferisce Channel 12 aggiungendo che "secondo funzionari americani, se gli iraniani sono disposti a tornare al formato originale, gli Stati Uniti sono pronti a incontrarsi già questa settimana o la prossima".

Shirin Neshat: 'Difficile vedere da lontano ciò che accade in Iran'

L'artista iraniana ha curato recentemente la regia di "Orfeo ed Euridice" al Teatro Regio di Parma. "È stata un'esperienza intensa", ha detto a Sky TG24 Insider, perché questo mito racconta la tragedia della perdita attraverso un amore fatale ed è da sempre fonte d'ispirazione per poeti, artisti, scrittori.

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Axios: "Gli incontri fra Usa e Iran in Oman ci saranno"

Gli incontri in Oman di venerdì fra Stati Uniti e Iran ci saranno. Lo riporta Axios citando fonti americane, secondo le quali i piani di incontro sono tornati in essere dopo che diversi leader arabi e musulmani hanno fatto pressioni urgenti sull'amministrazione Trump. Secondo una fonte, l'amministrazione Trump ha accettato l'incontro in "rispetto" delle richieste degli alleati e per "continuare a seguire la via diplomatica".

Araghchi: "Incontro con Usa in programma venerdì in Oman"

"I colloqui nucleari con gli Stati Uniti sono programmati per essere tenuti a Mascate alle 10 di mattina di venerdì circa. Sono grato ai nostri fratelli omaniti per aver predisposto tutti gli accordi necessari". Lo scrive su X il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi. Le 10 in Oman corrispondono alle 7 in Italia. 

Usa-Iran, le tre richieste di Trump per l'accordo sul nucleare

Venerdì gli inviati di Washington e Teheran si incontreranno in Turchia, sedendosi allo stesso tavolo per trovare un nuovo accordo e scongiurare il rischio di una escalation militare. La Casa Bianca pone posizioni molto nette che gli ayatollah sono disposti a trattare.

Usa-Iran, le tre richieste di Trump per l'accordo sul nucleare

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Iran, Trump: "Se ricostruisce il nucleare rimanderemo i caccia"

Il presidente americano, Donald Trump, ha annunciato in un'intervista a Nbc News che e' pronto a rimandare i caccia in Iran se dovesse cercare di riprendere il suo programma nucleare. "Ho sentito che l'Iran sta cercando di riprendere il suo programma nucleare, se lo farà invieremo di nuovo i caccia", ha affermato. Secondo il capo della Casa Bianca, "la pace in Medio Oriente non sarebbe stata possibile senza distruggere le capacità nucleari iraniane". 

Trump: "Khamenei dovrebbe essere molto preoccupato ora"

Il presidente americano, Donald Trump, ha affermato che il leader supremo dell'Iran, Ali Khamenei, "dovrebbe essere molto preoccupato ora". Nelle ultime ore e' saltato l'incontro di negoziati tra gli Stati Uniti e l'Iran che era in programma venerdì a Istanbul.

Alta tensione Iran-Usa, le opzioni di Teheran in caso di attacco

Consapevole di non poter competere con la superiorità militare statunitense, l'Iran sta lavorando da decenni a un sistema di ritorsione fondato su strumenti asimmetrici, pensati per imporre costi elevati e destabilizzare non solo il Medio Oriente, ma anche l'economia globale. Oggi, con nuove minacce da Washington e un'armada "imponente" in arrivo nella regione, quelle opzioni tornano al centro dello scenario.

Alta tensione Iran-Usa, le opzioni di Teheran in caso di attacco

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Media Israele: "Saltano i colloqui Usa-Iran, posizioni troppo distanti"

Secondo fonti diplomatiche di Ynet, sarebbe stato annullato il round di colloqui previsto per venerdì tra Usa e Iran che avrebbe dovuto svolgersi nella capitale dell'Oman, Mascate. "Mentre l'Iran chiedeva di discutere esclusivamente della questione nucleare, gli americani non sarebbero disposti a limitare l'agenda dei negoziati a un solo tema", scrive il quotidiano israeliano, con le fonti parlano di "posizioni troppo distanti". 

Media: "Salta incontro di venerdì, no Usa a sede Oman"

I colloqui sul nucleare previsti per venerdì sono stati annullati perché l'Iran si è tirato indietro dagli accordi. Lo riporta il media israeliano N12 citando funzionari americani. Secondo X gli americani hanno rifiutato la richiesta degli iraniani di spostare i colloqui da Istanbul all'Oman. 

Axios: domani Witkoff e Kushner vedranno Al-Thani in Qatar

Gli inviati speciali di Donald Trump, Steve Witkoff e Jared Kushner, si recheranno domani in Qatar per discutere di Iran con il premier, lo sceicco Mohammed bin Abdulrahman bin Jassim Al-Thani. Lo riferisce Axios citando funzionari statunitensi, secondo cui al termine del viaggio i due inviati hanno attualmente in programma di far ritorno a Miami senza incontrare gli iraniani. 

Egitto e Turchia chiedono il ritiro di Israele da Gaza, Libano e Siria

Una serie di preoccupazioni per la violazione degli accordi internazionali da parte di Israele a Gaza, in Libano, in Siria e perfino nei confronti dell'Onu e della sua agenzia per i rifugiati, l'Unrwa, è stata espressa dal presidente egiziano Abdel Fattah Al Sisi e dal turco Recep Tayyip Erdogan, non solo durante la conferenza stampa congiunta che ha seguito il loro incontro di oggi al Cairo ma anche nero su bianco, in una dichiarazione congiunta in 40 punti che spazia da questioni economiche alla politica internazionale. Nel documento firmato al termine del Consiglio di cooperazione strategica tra Egitto e Turchia (che tornerà a riunirsi nel 2028 ad Ankara), si afferma la comune "determinazione a rafforzare il coordinamento e la cooperazione nei consessi internazionali e regionali, a sostegno degli sforzi globali per affrontare le sfide comuni, tra cui la pace e la sicurezza internazionale, lo sviluppo sostenibile, i cambiamenti climatici, la protezione ambientale e la sicurezza alimentare".

Iran, Erdogan: "Solo la diplomazia può evitare la guerra con gli Usa"

Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan mette in guardia dagli "enormi rischi" che deriverebbero per tutta la regione da un intervento militare americano in Iran e insiste per una soluzione diplomatica che allenti la tensione. "Sono consapevole e voglio sottolineare gli enormi rischi che deriverebbero da un intervento militare nei confronti del nostro vicino Iran. Ribadisco che la diplomazia deve essere la via da seguire nella risoluzione di tutti i problemi, incluso il nucleare" ha dichiarato Erdogan dalla capitale egiziana il Cairo, a margine di un incontro con il presidente egiziano al Sisi.

Mezzaluna rossa: "Ucciso a Gaza un nostro operatore"

Un operatore della Mezzaluna Rossa palestinese è stato ucciso oggi mentre rispondeva a una chiamata di soccorso a Khan Yunis, nella parte meridionale della Striscia di Gaza. Lo ha annunciato la Federazione Internazionale delle Società di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa (Ficr). La Ficr si è detta "indignata per l'uccisione di Hussein Hassan Hussein Al-Samiri". Nonostante il cessate il fuoco in vigore dal 10 ottobre tra Israele e Hamas, dopo due anni di guerra, la violenza continua quotidianamente e oggi attacchi aerei israeliani hanno ucciso 23 persone a Gaza, secondo il ministero della Salute nella Striscia. 

Iran, Rubio: "Se vogliono incontrarci siamo pronti"

"Se gli iraniani vogliono incontrarci, noi siamo pronti". Lo ha dichiarato il segretario di Stato americano, Marco Rubio, che non ha quindi confermato la notizia - riportata dai media di Stato iraniani - che i colloqui tra i due Paesi si terranno venerdì in Oman. Nel corso di una conferenza stampa durante la riunione ministeriale sui minerali critici a Washington, Rubio ha precisato che i colloqui dovranno riguardare anche il programma missilistico di Teheran.

Erdogan al Cairo con Sisi: "Insieme per la pace a Gaza, in Libia, in Iran"

Una piena consonanza di vedute tra Turchia ed Egitto sui grandi dossier aperti, Gaza, Libia, Iran, ma anche su Somalia, Sudan, Siria, è stata affermata dal presidente turco Recep Tayyip Erdogan in una conferenza stampa seguita ad un incontro al Cairo con il presidente egiziano Abdel Fattah Al Sisi. "La Turchia sta collaborando con l'Egitto su iniziative volte a rendere possibile la pace a Gaza e continuerà a impegnarsi in questo senso", ha dichiarato Erdogan. "Nonostante un cessate il fuoco durato mesi, la tragedia umanitaria nella Striscia continua", ha detto ancora, elogiando gli sforzi del Cairo "per far sì che gli aiuti umanitari inviati dalla Turchia finiscano nelle mani dei palestinesi a Gaza". "Nostro obiettivo comune con l'Egitto continua a essere il mantenimento dell'unità e dell'integrità territoriale della Libia per stabilire una stabilità duratura nel Paese", ha aggiunto. "Risolvere i problemi con l'Iran, inclusa la questione nucleare, attraverso mezzi diplomatici è il metodo più appropriato", ha detto ancora con riferimento alle crescenti tensioni tra Washington e Teheran. Riguardo alla Siria, Erdogan ha sottolineato che la Turchia "sostiene la profonda trasformazione del Paese, poiché la regione trarrà grandi benefici dalla sua integrità territoriale e dall'unità politica". La Turchia, come l'Egitto, "respinge il riconoscimento da parte di Israele della regione separatista del Somaliland", e sostiene la necessità di proteggere la sovranità e l'integrità territoriale della Somalia. Per il Sudan, entrambi i Paesi chiedono "un cessate il fuoco e una pace sostenibile".

Iran, Rubio: "Non sono sicuro si possa raggiungere un accordo"

"Noi preferiremmo incontrarci e parlare, non sono sicuro che si possa raggiungere un accordo con questi signori, ma cercheremo di scoprirlo". Lo ha dichiarato il segretario di Stato americano, Marco Rubio, riferendosi agli annunciati colloqui con l'Iran. "Questo è un presidente che preferisce sempre una soluzione pacifica", ha aggiunto Rubio, riferendosi a Donald Trump, nel corso di una conferenza stampa durante la riunione ministeriale sui minerali critici a Washington. 

Marco Rubio

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Iran, Araghchi a colloquio con omologo saudita

Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha avuto un colloquio telefonico con il suo omologo saudita, Faisal bin Farhan. Lo riportano i media locali, precisando che i due ministri hanno discusso degli sforzi a livello regionale per una de-escalation e dei probabili colloqui tra Teheran e Washington. 

In precedenza Araghchi aveva avuto una serie di contatti con altri suoi omologhi della regione, nello specifico i ministri degli Esteri di Egitto, Qatar, Oman e Turchia. Proprio l'Oman venerdì dovrebbe ospitare i colloqui tra Iran e Stati Uniti.

Media Gaza, alto comandante della Jihad ucciso dall'Idf nella Striscia

Secondo il media della Striscia 'Gaza24live', poco fa un alto comandante della Jihad islamica palestinese è stato ucciso in un attacco israeliano nella zona centrale dell'enclave. "Ali Al-Razayneh è stato colpito e ucciso a Deir al-Balah". Su questo specifico fatto l'esercito israeliano non ha ancora rilasciato dichiarazioni. 

Rubio: "Necessario includere missili balistici in negoziati con Iran"

Affinché i colloqui con l'Iran portino a qualcosa di significativo, dovrebbero "includere la discussione sui missili balistici": lo ha detto il segretario di Stato Usa Marco Rubio in una conferenza stampa a Washington. 

Media: "Idf hanno eliminato comandante Jihad islamica in attacco a Gaza"

Le Idf hanno eliminato il comandante della brigata della Jihad islamica nella Striscia di Gaza settentrionale, Ali al-Razaina, in un attacco contro una tenda a Deir al-Balah, nella Striscia di Gaza centrale. Lo riporta Ynet News.

Gaza, primi rientri dopo la riapertura del valico di Rafah. VIDEO

Wsj: "Colloqui in Oman possibile vittoria tattica di Teheran"

L'Iran potrebbe aver ottenuto una "vittoria tattica" riuscendo a spostare i colloqui con gli Usa in Oman, un luogo "più discreto", dove i funzionari iraniani saranno "meno esposti" alle pressioni delle grandi potenze regionali come la Turchia e al controllo dei media internazionali presenti a Istanbul. E' quanto sostiene il Wall Street Journal, mentre da Teheran alcune agenzie di stampa hanno confermato l'incontro venerdì tra le delegazioni dei due Paesi a Muscat, la capitale del sultanato del Golfo.

"L'Iran sta cercando di cambiare sede dei colloqui, ritenendo che il formato multilaterale e aperto proposto dalla Turchia comporti troppi rischi a fronte di benefici limitati", ha affermato Oral Toga, ricercatore presso il Centro per gli Studi Iraniani in Turchia. "Questa mossa è un tentativo strategico di inclinare i termini della negoziazione a proprio favore", ha aggiunto.

Secondo il giornale Usa, gli Stati Uniti e l'Iran sono in disaccordo su una serie di questioni. Teheran vuole discutere solo del suo programma nucleare, mentre l'Amministrazione Trump chiede di allargare i colloqui al programma missilistico iraniano e al sostegno alle milizie alleate nella regione.

Teheran

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Erdogan sull'Iran: "Interventi dall'estero creano rischi regionali"

"Interventi dall'esterno creeranno rischi per l'intera regione". Lo ha affermato il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, parlando della situazione in Iran, nel contesto delle tensioni con gli Stati Uniti e di un possibile intervento militare di Washington. "La diplomazia dovrebbe essere utilizzata per arrivare a una soluzione", ha aggiunto il leader turco, durante una conferenza stampa congiunta con l'omologo egiziano Abdel-Fattah El-Sisi a Il Cairo, trasmessa dalla tv di Stato Trt, facendo riferimento ai negoziati sul dossier nucleare iraniano tra Teheran e Washington che sono in programma venerdì in Oman. 

Media: "I colloqui in Oman solo su nucleare e sanzioni"

I colloqui bilaterali di venerdi' Oman tra Iran e Stati Uniti saranno dedicati esclusivamente alla questione nucleare e alla revoca delle sanzioni contro l'Iran. Lo ha riferito l'agenzia di stampa Tasnim. L'agenda non è stata confermata dagli Usa, che puntano a mettere sul tavolo anche il programma missilistico di Teheran e il suo ruolo nella regione. L'Isna ha confermato che sarà il ministro degli Esteri Abbas Araghchi a guidare la delegazione iraniana, di cui faranno parte anche i suoi vice Majid Takht Ravanchi e Kazem Gharibabadi. 

Hamas: "L'Idf cerca un pretesto per colpire il nostro popolo"

Hamas respinge le accuse delle Idf secondo cui il movimento islamista avrebbe sparato contro le truppe israeliane e condanna l'ondata di attacchi del'esercito con la stella di David nella Striscia, che avrebbe ucciso almeno 21 persone dall'alba. Gli attacchi sono avvenuti dopo che l'Idf ha dichiarato che uomini armati hanno aperto il fuoco contro le truppe nel nord di Gaza durante la notte, ferendo gravemente un ufficiale di riserva. L'esercito ha accusato Hamas di una "palese violazione" del cessate il fuoco.

Hamas ha dichiarato che "le affermazioni di Israele secondo cui uno dei suoi soldati sarebbe stato colpito da una sparatoria non sono altro che un pretesto per continuare a uccidere il nostro popolo" e ha aggiunto che gli attacchi delle Idf "rappresentano un deliberato sabotaggio degli sforzi per rispettare il cessate il fuoco". Hamas ha affermato che quattro minorenni sono stati uccisi in successivi attacchi delle Idf. Secondo il ministero della Salute di Gaza, guidato da Hamas, che non fa distinzione tra civili e combattenti, dall'alba gli ospedali della Striscia hanno ricevuto un totale di 38 feriti e i corpi di 21 persone uccise negli attacchi delle Idf.

Iran, media di Teheran: "Venerdì colloqui con gli Usa in Oman"

Anche l'agenzia di stampa iraniana Tasnin ha confermato la notizia, evidenziando che i colloqui saranno "indiretti" e si terranno a Muscat, la capitale dell'Oman. Oltre alla questione nucleare, la Tasnim sostiene che la revoca delle sanzioni contro l'Iran sarà l'altro tema sul tavolo.

Capo di stato maggiore: "L'Idf deve frenare la violenza dei coloni in Cisgiordania"

"L'esercito israeliano deve affrontare e frenare la violenza dei coloni in Cisgiordania", ha dichiarato il capo di stato maggiore Eyal Zamir esortando i soldati ad "agire e non a restare a guardare". Intervenendo alla cerimonia di passaggio di consegne per il nuovo capo dell'agenzia Coordinatrice delle attività governative nei territori (Cogat), Zamir ha affermato che "l'Idf deve proteggere la popolazione civile non coinvolta". "I comandanti, i soldati e le altre organizzazioni di sicurezza hanno la missione e l'obbligo morale di agire immediatamente e di non restare a guardare non appena vedono atti illegali da parte di gruppi violenti", ha aggiunto. 

Iran, l'agenzia Fars pubblica le foto di basi Usa nell'area

L'agenzia di stampa iraniana Fars ha pubblicato negli ultimi giorni immagini delle basi statunitensi in Medio Oriente, mentre la tensione tra Teheran e Washington resta alta nonostante la prospettiva di colloqui diretti. Dopo che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha minacciato un'azione militare contro l'Iran in seguito alla repressione delle proteste e se non riuscirà a raggiungere un accordo per limitare il suo programma nucleare, Teheran ha ripetutamente minacciato ritorsioni immediate contro Israele e obiettivi statunitensi in caso di attacco, indicando le basi militari americane nel Golfo come potenziali obiettivi. 

La Fars, considerata vicina alle forze di sicurezza del Paese, ha pubblicato per due giorni consecutivi immagini delle basi statunitensi nella regione. Le immagini non riportano alcun commento ma soltanto il giorno della settimana e la data secondo il calendario persiano. L'immagine di ieri mostrava una vista dall'alto della base aerea di Al Dhafra, fuori Abu Dhabi, utilizzata dalle forze armate statunitensi e francesi. Oggi invece, l'agenzia ha mostrato la base aerea di Isa, nel Bahrein, alleato degli Stati Uniti, dove sono schierati anche aerei statunitensi. La France Presse ha confermato che le immagini della base aerea di Isa sono datate. 

Costa: "L'Unrwa essenziale, operi senza restrizioni"

L'Agenzia delle Nazioni Unite per il soccorso e l'occupazione nei territori palestinesi (Unrwa) "svolge un ruolo essenziale nel fornire assistenza sanitaria e istruzione a milioni di palestinesi in tutta la regione, in particolare a Gaza, e deve poter operare senza restrizioni, ora e in futuro". Lo dichiara via social il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa dopo un incontro con il leader di Unrwa Philippe Lazzarini, sottolineando che il mandato dell'ente, che il governo israeliano ha bandito dall'operare in Israele e nella zona occupata di Gerusalemme Est, "rimane più che mai pertinente. L'Ue continuerà a fornire sostegno politico e finanziario all'Unrwa, come ha fatto per decenni", conclude, ringraziando Lazzarini "per la sua visita di addio a Bruxelles e per la sua leadership alla guida dell'Unrwa in questi tempi difficili".

Tajani: "L'Iran dia un segnale, non serve un'escalation atomica ora"

"Ci auguriamo che possa andare a buon fine il colloquio tra americani e iraniani per scongiurare una guerra". Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani affermando di aver parlato oeri con i ministri degli esteri turco, quello egiziano e del Qatar. "Oggi parlerò con il ministro degli esteri dell'Oman per appoggiare tutte le azioni di mediazione per impedire che sia la forza a prevalere sul dialogo, però dipende anche da ciò che faranno gli iraniani come risponderanno alle richieste americane", ha spiegato il titolre della Farnesina. "Ci preoccupa l'escalation nucleare da parte iraniana, quindi mi auguro che possano di nuovo inviare gli ispettori dell'Aiea in Iran a vedere ciò che accade, potrebbe essere un primo segnale che gli iraniani potrebbero dare agli Stati Uniti e a tutta la comunità internazionale. Non c'è bisogno di un'escalation atomica in questo momento", ha detto ancora.

Tajani

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Ok Usa a incontro a Muscat, modalità da definire

Gli Stati Uniti hanno accettato di spostare a Muscat, in Oman, l'incontro bilaterale con l'Iran inizialmente previsto a Istanbul. La decisione, anticipata dal Financial Times, è stata confermata da un diplomatico arabo sentito dall'Afp. Restano però ancora da definire le modalità dei colloqui tra l'inviato americano Steve Witkoff e il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, ha spiegato la fonte. "Gli iraniani hanno richiesto un incontro in Oman e gli americani hanno approvato, ma i parametri delle discussioni sono ancora in fase di sviluppo", ha detto il diplomatico. 

Procura Israele accusa 12 persone tra cui riservisti di contrabbando con Gaza

La procura del distretto Sud di Israele ha presentato al Tribunale di Be'er Sheva atti di accusa contro 12 persone coinvolte nel contrabbando di merci da Israele a Gaza in cambio di profitto economico. Tra i 12 non compare il nome del fratello del direttore dello Shin Bet, indagato per il sospetto che abbia preso parte al contrabbando. Gli imputati, alcuni dei quali riservisti, avrebbero contrabbandato merci proibite nella Striscia "in modo sistematico e sofisticato", sfruttando le vulnerabilità nell'area dei valichi e l'attività militare nella zona, nonché presentando false dichiarazioni di ingresso nell'enclave nell'ambito di presunte attività di sicurezza legittime. La procura ha dichiarato che "gli imputati hanno compiuto le loro azioni essendo consapevoli della possibilità che le merci proibite giungessero nelle mani di Hamas, prevedendo come altamente probabile che ciò potesse contribuire ad aiutare il nemico nella  guerra contro Israele, alla luce del suo rafforzamento, anche economico, derivante tra l'altro dalle loro azioni. Per questo motivo sono accusati del reato di assistenza al nemico in tempo di guerra". Dagli atti di accusa emerge che le merci contrabbandate includevano sigarette, telefoni cellulari, batterie, cavi di comunicazione, pezzi di ricambio per veicoli per un valore di milioni di shekel. 

Ben Gvir attacca l'Alta Corte: "Giudici vogliono licenziare me e la nazione"

In una video-dichiarazione il ministro israeliano di ultradestra Itamar Ben Gvir accusa l'Alta Corte di giustizia di voler annullare la volontà degli elettori dopo che i giudici hanno ordinato al primo ministro Benjamin Netanyahu di spiegare perché non ha licenziato il titolare del dicastero della Sicurezza nazionale  il politico di estrema destra in seguito alle accuse di "abuso sistematico dei suoi poteri" presentate il mese scorso dal procuratore generale Gali Baharav-Miara. "L'Alta Corte di Giustizia non vuole solo licenziare me, vuole licenziare la nazione, vuole licenziare milioni di elettori e privarli del diritto di voto", ha affermato Ben Gvir, "non accadrà, non hanno autorità, non ci sarà un colpo di stato". 

Israele posta video-shock, mezzo polizia Iran investe dimostranti

Il ministero degli Esteri israeliano ha pubblicato un video sul suo account X in farsi in cui si vede un grosso mezzo della polizia iraniana che durante una manifestazione si lancia contro i dimostranti investendoli, inseguendo quelli che scappano e passando con le ruote sopra le persone a terra. "Esiste un crimine che la Repubblica islamica no ha commesso?", il commento del ministero nel post.

Il Cairo: "Continui sforzi per de-escalation tra Usa e Iran"

L'Egitto continua a lavorare coordinando "gli sforzi regionali e internazionali per creare le condizioni favorevoli alla ripresa del dialogo tra Stati Uniti e Iran, con l'obiettivo di raggiungere un accordo globale ed equilibrato che tenga conto degli interessi e delle preoccupazioni di tutte le parti e contribuisca a rafforzare la sicurezza e la stabilità". Lo ha detto il ministro degli Esteri egiziano Badr Abdelatty in una nota diffusa oggi dopo la telefonata ricevuta ieri sera dal vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani.    "I due ministri - fa sapere il ministero egiziano - hanno discusso delle modalità per rafforzare le relazioni bilaterali tra i due Paesi amici e degli ultimi sviluppi relativi alla questione nucleare iraniana".    "Il ministro Abdelatty - ha riferito un portavoce - ha elogiato il rapporto privilegiato tra i due Paesi amici durante la chiamata, sottolineando il desiderio di rafforzare tutti gli aspetti delle relazioni bilaterali e di estenderle a una portata più ampia. Ha inoltre espresso il desiderio di continuare a sostenere le relazioni economiche e di investimento con l'Italia e di rafforzare gli scambi commerciali tra i due Paesi, oltre a rafforzare la cooperazione nel campo delle energie rinnovabili".

'Dalla parte di chi manifesta', presidio a Cagliari per proteste in Iran

La Sardegna dalla parte del popolo iraniano che sta manifestando in piazza da settimane. Sabato 7 febbraio in Piazza Garibaldi a Cagliari si terrà il presidio "Dalla parte di chi manifesta - In Iran protestare non è un crimine", promosso da Associazione Tonino Pascali - Sardegna Radicale insieme ad Amnesty International, Il Manifesto Sardo, UAAR Cagliari, Gioventù Federalista Europea (GFE) e Movimento Federalista Europeo (MFE) Cagliari.  Hanno aderito alla manifestazione anche Partito Democratico, Italia Viva, Europa Verde, Sinistra Italiana, Progressisti, ORA!. Azione e ulteriori realtà politiche e associative.    "Negli ultimi mesi, in Iran sono esplose proteste diffuse contro gravi violazioni dei diritti umani e l'aggravarsi di condizioni economiche e sociali - spiegano in un comunicato gli organizzatori - Secondo fonti indipendenti, l'uso di forza letale da parte delle forze di sicurezza ha causato migliaia di vittime e feriti, mentre centinaia di migliaia di persone sono state arbitrariamente arrestate. Amnesty International e altre organizzazioni internazionali per i diritti umani denunciano un quadro di repressione indiscriminata, che include: spari su manifestanti pacifici; arresti di operatori sanitari, giornalisti e difensori dei diritti umani; detenuti esposti a torture, maltrattamenti e detenzione in condizioni inumane; blackout delle comunicazioni e pesanti restrizioni all'informazione".     Con il presidio le organizzazioni promotrici vogliono esprimere "solidarietà alle persone che in Iran esercitano pacificamente il diritto di manifestare", e chiedere "l'immediata cessazione della violenza, degli arresti arbitrari e delle violazioni dei diritti umani", oltre a "sollecitare la liberazione delle persone detenute per aver manifestato pacificamente e richiamare la comunità internazionale a monitorare e intervenire per proteggere i diritti civili e politici nel paese".

Papa: "Scongiurare corsa ad armamenti, minaccia pace tra nazioni"

"La situazione attuale esige di fare tutto il possibile per scongiurare  una nuova corsa agli armamenti che minaccia ulteriormente la pace tra le  nazioni. E' quanto mai urgente sostituire la logica della paura e della  diffidenza con un'etica condivisa capace di orientare le scelte verso  il bene comune e di rendere la pace un patrimonio custodito da tutti".  Lo ha detto papa Leone XIV al termine dell'udienza generale, ricordando  che "domani giunge a scadenza il Trattato New Start sottoscritto nel  2010 dai presidente degli Stati Uniti e della Federazione Russia, che ha  rappresentato un passo significativo nel contenere la proliferazione  delle armi nucleari".

Usa-Iran, le tre richieste di Trump per l'accordo sul nucleare

Venerdì gli inviati di Washington e Teheran si incontreranno, sedendosi allo stesso tavolo per trovare un nuovo accordo e scongiurare il rischio di una escalation militare. La Casa Bianca pone posizioni molto nette che gli ayatollah sono disposti a trattare.

Usa-Iran, le tre richieste di Trump per l'accordo sul nucleare

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Mo, Erdogan da Al Sisi, in agenda Gaza e stabilità regione

Dopo l'Arabia Saudita, il presidente turco Recep Tayyip Erdogan e' oggi al Cairo per incontrare il presidente Abdel Fettah Al Sisi. Al seguito di Erdogan non solo la first lady Emine, ma anche una nutrita schiera di ministri, tra cui il capo della diplomazia Hakan Fidan. Erdogan e al Sisi parleranno della crisi in Medio Oriente, dei passi da compiere nel Board of Peace per Gaza, ma anche delle misure per garantire stabilita' all'intera area. I due Paesi, reduci da dieci anni di gelo, hanno ora l'obiettivo di 15 miliardi di dollari di interscambio e il vertice interministeriale servira' a consolidare i legami in ambito commerciale, energetico, turistico e la collaborazione nell'ambito della Difesa. Con il principe erede al trono saudita Mohammed Bin Salman, Erdogan aveva discusso di cooperazione economica ma anche del tentativo turco di mediare per allentare la tensione tra Iran e Usa. Ankara aveva proposto una riunione a Istanbul con al tavolo sia gli americani sia gli iraniani, ma Teheran ha fatto sapere ieri che preferirebbe l'Oman per un bilaterale.

Borsa: l'Europa apre positiva e supera i timori per l'Ia

Le Borse europee aprono positive e superano i timori sugli investimenti per l'intelligenza artificiale. Sotto i riflettori restano le tensioni geopolitiche, in particolare tra Iran e Stati Uniti.    Avvio in rialzo per Parigi (+0,49%), Francoforte (+0,26%) e Londra (+0,2%).

Il prezzo del gas apre in rialzo a 33,42 euro al megawattora

Avvio in rialzo per il prezzo del gas mentre si guarda alle tensioni geopolitiche tra Iran e Usa e all'andamento delle condizioni climatiche. Ad Amsterdam le quotazioni guadagnano l'1,66% a 33,42 euro al megawattora. 

Media: il principe iraniano in esilio invitato alla conferenza di Monaco

La Conferenza sulla Sicurezza di Monaco (Msc) ha invitato come ospite il principe ereditario iraniano in esilio Reza Pahlavi, secondo quanto riportato  dal quotidiano tedesco Bild. La conferenza è in programma nella città bavarese dal 13 al 15 febbraio. Un agente di polizia ha dichiarato che, sulla base delle informazioni attuali, "ci aspettiamo che partecipi anche come oratore alle manifestazioni. L'attenzione dell'opinione pubblica mondiale quel fine settimana sarà completamente concentrata su Monaco". Bild riferisce che la polizia prevede circa 100.000 dimostranti e che saranno schierati circa 6.000 agenti di polizia. Il principe Reza Pahlavi ha proclamato il 14 febbraio giornata mondiale di azione e solidarietà con la rivolta del popolo iraniano "Leone e Sole", invitando gli iraniani all'estero, in particolare quelli di Monaco, Los Angeles e Toronto, a scendere in piazza e a fare pressione sulla comunità internazionale per un sostegno immediato e concreto al popolo iraniano, riporta Iran International. La polizia di Monaco stima che la manifestazione indetta dal principe in esilio potrebbe essere una delle più grandi manifestazioni degli ultimi anni. 

Trump: "Noi vogliamo negoziare con l'Iran"

Media: Usa acconsentono a richiesta su Oman sede colloqui

L'amministrazione Trump ha acconsentito alla richiesta dell'Iran di tenere in Oman, e non piu' in Turchia, i colloqui previsti tra i due Paesi, nei giorni scorsi sull'orlo di un conflitto armato. Lo riferisce ad Axios una fonte araba. E' ora in corso una discussione sul possibile allargamento della riunione ad altri Paesi a maggioranza musulmana, aggiunge la fonte. 

Media Iran: drone abbattuto dagli Usa era in missione di ricognizione

I media iraniani, tra cui l'agenzia di stampa semi-ufficiale Fars, riferiscono che il drone iraniano abbattuto dagli Stati Uniti stava completando una missione di sorveglianza in acque internazionali. Oggi l'esercito statunitense ha abbattuto un drone iraniano che si era avvicinato "aggressivamente" alla portaerei Abraham Lincoln nel Mar Arabico.

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