Iran, Trump non esclude raid. Dagli Usa dazi al 25% per chi commercia con Teheran. LIVE

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Donald Trump "ha dimostrato di non avere paura di utilizzare le opzioni militari, nessuno lo sa meglio dell'Iran" ha detto la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt. Il regime attiva un canale diplomatico con Witkoff per tentare di disinnescare la minaccia di un intervento militare Usa. Il presidente degli Stati Uniti intanto ha annunciato un dazio del 25% su qualsiasi paese che commerci con Teheran

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Donald Trump "ha dimostrato di non avere paura di utilizzare le opzioni militari, nessuno lo sa meglio dell'Iran" ha detto la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt. Il regime attiva un canale diplomatico con Witkoff per tentare di disinnescare la minaccia di un intervento militare Usa. Il presidente degli Stati Uniti intanto ha annunciato un dazio del 25% su qualsiasi paese che commerci con Teheran

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Idf: "Esercito in allerta, ma proteste sono questione interna"

Le Forze della difesa israeliana (Idf) restano ''in stato di allerta''  rispetto alla situazione iraniana, ma ''le proteste in corso in Iran  sono una questione interna''. Lo ha scritto su 'X' il portavoce militare  delle Idf, il generale di brigata Effie Defrin.

Iran, ambasciata Usa: "Lasciate il paese, rischio escalation"

Un messaggio di Security Alert pubblicato nelle ultime ore sul sito  dell'ambasciata virtuale degli Stati Uniti a Teheran segnala un  possibile rapido peggioramento della crisi in Iran e invita i cittadini  statunitensi a lasciare immediatamente il Paese. Nel testo, con data 13  gennaio 2026, si avverte che le proteste in corso “stanno aumentando e  potrebbero diventare violente”, con il rischio di arresti, feriti,  blackout di internet e forti restrizioni ai trasporti. Il  tono e il contenuto dell’avviso – particolarmente dettagliato sulle  modalità di uscita via terra e sulle limitazioni dell’assistenza  consolare – potrebbero essere il segnale preparatorio a sviluppi  militari o a un’ulteriore escalation regionale nelle prossime ore. Gli  Stati Uniti non hanno relazioni diplomatiche formali con l’Iran dal  1980, dopo la crisi degli ostaggi di Teheran. In assenza di  un’ambasciata fisica, Washington ha creato una “ambasciata virtuale”,  una piattaforma online gestita dal Dipartimento di Stato che fornisce  informazioni ufficiali, avvisi di sicurezza, servizi per i cittadini e  contenuti di diplomazia pubblica rivolti sia alla popolazione iraniana  sia agli americani presenti nel Paese. Non si tratta di uno strumento  simbolico, ma di un canale operativo, spesso utilizzato per  comunicazioni sensibili in momenti di crisi.

Israele in allerta per "scenari a sorpresa" in Iran

Le forze di difesa israeliane (Idf) affermano di essere in allerta per "scenari a sorpresa" legati alle proteste in corso in Iran e dopo che gli Usa hanno annunciato di valutare la possibilita' di un intervento militare contro il regime di Teheran. Lo riferisce il quotidiano Times of Israel. Nonostante l'allerta decretata, l'Idf non ha apportato alcuna modifica alle linee guida per i civili, come invece fa solitamente in caso di minaccia concreta. "Le proteste in Iran sono una questione interna", ha scritto su X il portavoce militare israeliano, il generale di brigata Effie Defrin. Israele ha attaccato l'Iran nel giugno dello scorso anno: il conflitto durato 12 giorni ha causato la morte di circa 1.200 iraniani e 30 israeliani. La scorsa settimana, l'Iran ha dichiarato che avrebbe reagito in caso di attacco da parte di Israele o degli Stati Uniti.

Iran:alle 11.30 sit-in +Europa davanti ambasciata Teheran a Roma

Questa mattina alle ore 11.30 +Europa terra' un sit-in davanti all'ambasciata dell'Iran a Roma in via Nomentana 361 per protestare contro la sanguinosa repressione del regime verso i manifestanti e per sostenere le proteste dei giovani e delle giovani che chiedono liberta', democrazia e diritti, si legge in una nota. "Chiederemo inoltre che le sedi diplomatiche dei paesi europei a Teheran vengano aperte per dare un rifugio e visti ai perseguitati del regime", spiega il segretario di Piu' Europa Riccardo Magi.

Iran, Merz: regime vive "i suoi ultimi giorni o settimane"

Il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha affermato che il regime iraniano sta vivendo i suoi "ultimi giorni e settimane", tenuto conto della brutale repressione delle proteste in corso nel Paese. "Quando un regime riesce a mantenere il potere solo con la violenza, e' di fatto allo stremo. Credo che stiamo assistendo agli ultimi giorni e settimane di questo regime", ha detto Merz durante una visita a Bangalore, nell'India meridionale, le cui dichiarazioni sono state trasmesse dalla televisione tedesca.

Pahlavi: "Abbiamo già un piano per il dopo Khamenei"

"Abbiamo già un piano, non ci sarà il vuoto. Ci siamo preparati anni per  questo momento. Il nostro Iran Prosperity Project ha linee  dettagliate". Lo dice al Corriere della Sera Reza Pahlavi - il figlio  dello scià di Persia Mohammed Reza deposto dalla rivoluzione khomeinista  nel 1979 - che ora vive in esilio negli Stati Uniti. Parlando del dopo  Khamenei, afferma che "la prima fase che affronteremo è quella  dell'emergenza, per garantire nei primi 180 giorni la continuità dei  servizi e della sicurezza. Poi arriverà la fase della stabilizzazione:  far funzionare il Paese, assicurare i servizi essenziali, ripristinare  la fiducia economica e mantenere una governance di base. Seguirà un  processo costituzionale ed elezioni nazionali". L'Iran  Prosperity Project, spiega, "è un progetto che guido e che fornisce una  roadmap per la ripresa economica e il reinserimento dell'Iran nella  comunità internazionale. Abbiamo già oltre cento esperti fuori e dentro  il Paese. Sto anche lavorando con imprenditori di successo e talenti di  tutto il mondo. L'obiettivo non è solo sopravvivere alla transizione. È  sbloccare il nostro vero potenziale. Un Iran libero può essere prospero:  un Paese che commercia con il mondo, attira investimenti, crea posti di  lavoro e dà futuro ai suoi giovani, invece di farli fuggire. Migliaia  di persone hanno risposto al mio appello e sono scese in strada. Ora si  entra in una nuova fase, quella in cui gli iraniani reclamano le loro  strade, i loro quartieri. Mentre le folle crescono, la capacità del  regime di reprimere si indebolisce, e sempre più membri delle forze di  sicurezza e delle istituzioni sceglieranno di stare con il popolo. La  comunità internazionale può giocare un ruolo cruciale aiutando a  proteggere i civili, assicurando che il regime non spenga Internet, e  chiarendo che ci saranno conseguenze per la violenza di massa". "Le  parole di sostegno di Trump al popolo iraniano contano - prosegue  Pahlavi - Hanno dato coraggio a chi rischia la vita per la libertà.  Questo momento non esisterebbe senza la pressione sul regime islamico.  Gli ayatollah gridano 'Morte all'America'. Gli iraniani invece vogliono  un Paese libero in pace anche con Usa e Israele. Il regime ha ucciso  migliaia di civili. Per noi, il sostegno degli Usa per difendere i  civili e neutralizzare la macchina repressiva è benvenuto. Non servono  stivali stranieri sul campo, ma azioni che impediscono ai pasdaran e  alle forze di sicurezza di continuare la violenza contro il popolo.  Negoziare con la dittatura non porterà la pace. Il mio ruolo non sarà  quello di far pendere la bilancia a favore della monarchia o della  repubblica, sarò imparziale nel processo: voglio che gli iraniani  abbiano finalmente il diritto di scegliere liberamente".

Iran, Albanese: "Australia al fianco del popolo iraniano"

''Siamo al fianco del popolo iraniano nella sua lotta per la dignità e  la libertà''. Lo ha dichiarato il primo ministro australiano Antony  Albanese su 'X'. ''Condanniamo il regime iraniano e sosteniamo un Iran  democratico che rispetta i diritti umani'', ha aggiunto.

Media: "In Iran riattivate telefonate internazionali"

Le telefonate internazionali sono riprese in Iran dopo essere state bloccate per giorni, a causa delle manifestazioni in corso nella Repubblica Islamica. Lo constatano i media internazionali. Da venerdì era impossibile effettuare chiamate all'estero. Internet rimane bloccato, secondo il monitor Netblocks.

Bahrami: "La forza di questa rivolta è nelle donne"

"Ci sono tutti i presupposti per una nuova rivoluzione in Iran, dove c'è un popolo che sta combattendo nelle piazze, senza badare troppo ai pericoli che corre". Lo afferma, in un'intervista a La Stampa, Ramin Bahrami, pianista, esperto di Johann Sebastian Bach, parlando della crisi in Iran. "Ogni volta che ci sono dei tumulti - aggiunge - la prima cosa che fanno quei meschini al potere è tagliare la connessione ad Internet, anche se la popolazione di tanto in tanto riesce a collegarsi di straforo mandando qualche immagine".    Ancora una volta alla base delle proteste ci sono le giovani generazioni, in particolare le ragazze iraniane... "È la dimostrazione del fatto - prosegue Bahrami - che la donna persiana non può essere fermata o manipolata. È libera nella sua intimità. Questo è legato anche alla storia dell'Iran, che 4mila anni fa era guidato da sovrane". Reza Ciro Pahlavi, figlio dell'ultimo scià deposto dopo la rivoluzione del 1979, si è detto pronto a tornare dopo decenni passati in esilio negli Stati Uniti... "Magari - afferma ancora - non sarà la persona più preparata al mondo, ma di certo è l'unica alternativa possibile. Sono d'accordo con la sua proposta di guidare una transizione al termine della quale sarà il popolo a decidere".    "Smettiamola di credere che con questi signori sia possibile parlare. In Iran c'è un popolo in fiamme che chiede la rivoluzione e l'Occidente deve aiutarlo nel debellare il regime al potere dopo avercelo messo cinquant'anni fa". Cosa auspica per il futuro del suo Iran? "Che divenga un Paese alleato di un mondo sano, dove le armi verranno gettate per prendere in mano gli strumenti musicali" conclude Bahrami.

Iran, Madrid convoca ambasciatore iraniano: "Libertà espressione sia rispettata"

La Spagna ha convocato l'ambasciatore iraniano a Madrid per esprimere  "forte ripudio e condanna" della repressione delle proteste che, secondo  i gruppi per i diritti umani, ha causato centinaia di morti. Lo ha  affermato il ministro degli Esteri spagnolo José Manuel Albares a  Catalunya Radio. "Il diritto  degli uomini e delle donne iraniane a protestare pacificamente, la loro  libertà di espressione devono essere rispettati" e "gli arresti  arbitrari devono cessare", ha dichiarato Albares.

Iran: "Ripresi collegamenti telefonici internazionali"

Dall'Iran e' di nuovo possibile fare chiamate internazionali. Lo riporta un cronista della France Prese, secondo cui il blocco di Internet nel nord del Paese va avanti da quasi 110 ore.

Iran, Panahi: "A chi manifesta serve il sostegno internazionale"

La repressione in Iran prende di mira persone "indifese" che hanno bisogno del sostegno della comunita' internazionale per "porre fine" al regime. Lo ha detto il regista iraniano Jafar Panahi, vincitore della Palma d'Oro a Cannes e del Leone d'Oro e Venezia e dietro la macchina da presa di un film come 'Un semplice incidente', adesso nelle sale italiane. "Il popolo iraniano oggi e' indifeso e, nonostante tutto, e' in piazza", ha dichiarato all'emittente televisiva France Inter, denunciando la brutalita' della repressione, che ha causato almeno 600 morti.

Netblocks: in Iran blackout di internet da oltre 108 ore

Il blocco di internet a livello nazionale imposto in Iran nel contesto delle proteste anti governative è in corso da oltre 108 ore. Lo riporta l'osservatorio della rete Netblocks, che ha monitorato la restrizione imposta a internet da quando è entrata in vigore l'8 gennaio. Ieri, il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, aveva ammesso che la rete era bloccata nel Paese, aggiungendo che i servizi internet sarebbero stati ripristinati "in coordinamento con le autorità di sicurezza", mentre varie cancellerie occidentali e l'Unione europea hanno contestato la censura oltre che la repressione delle proteste. Secondo i dati dell'agenzia degli attivisti iraniani dei diritti umani Hrana, aggiornati a ieri sera, sono in tutto 646 le persone che sono rimaste uccise durante le manifestazioni, tra cui nove minorenni e 133 membri delle forze dell'ordine ma 579 segnalazioni di decessi sono ancora in fase di revisione, anche a causa del blocco imposto sulla rete.

Cina a Trump: "Difenderemo gli interessi sui legami commerciali con l'Iran"

La Cina tutelerà "con decisione i suoi legittimi diritti e interessi" dopo le minacce del presidente americano Donald Trump di dazi a carico di chi manterrà i rapporti commerciali con l'Iran. Lo ha detto la portavoce del ministero degli Esteri Mao Ning, secondo cui Pechino "ha sempre creduto che non ci sono vincitori delle guerre tariffarie". Ieri il tycoon ha annunciato su Truth che, "con effetto immediato, qualsiasi Paese che intrattenga rapporti commerciali con la Repubblica Islamica dell'Iran dovrà pagare una tariffa del 25% su tutte le transazioni commerciali effettuate con gli Usa. Questo ordine è definitivo e vincolante".

Iran, Wsj: “Teheran dà caccia a utenti di Starlink per impedire diffusione video proteste”

Le autorità iraniane stanno dando la caccia agli utenti di Starlink per  impedire che i video delle proteste diventino globali. Lo scrive il Wall  Street Journal notando che i video ripresi dalle strade sono uno dei  pochi modi per ottenere informazioni sulla portata delle proteste e  sulle azioni delle autorità iraniane. Il servizio Starlink di Elon Musk è  vietato in Iran. Così, ha detto al Wall Street Journal Amir Rashidi,  direttore dei diritti digitali e della sicurezza presso Miaan Group, nel  fine settimana le autorità hanno iniziato a cercare e confiscare le  parabole Starlink nella parte occidentale di Teheran. Rashidi, che è a  capo dell'organizzazione no-profit statunitense contraria alla censura  di Internet, ha parlato di ''una guerra elettronica", aggiungendo che i  disagi sono più intensi nelle zone di Teheran dove si svolgono le  proteste e la sera, quando i dimostranti si radunano. Una  delle opzioni che verranno presentate oggi al presidente americano  Donald Trump è quella di inviare altri terminali Starlink in Iran. Trump  ha già detto si giornalisti che avrebbe chiesto a Musk informazioni su  questa possibilità. I terminal Starlink sono illegali in Iran e vengono  introdotti clandestinamente, spesso su piccole imbarcazioni provenienti  da Dubai o attraverso il confine con il Kurdistan iracheno. Hanno  iniziato ad arrivare alla fine dell'ultima grande ondata di proteste nel  2022, quando Musk ha dichiarato che la sua azienda avrebbe chiesto  un'esenzione dalle sanzioni per i suoi terminali. L'Iran  ha bloccato la maggior parte delle connessioni Internet per i 90  milioni di abitanti del Paese alla fine della scorsa settimana, dopo che  le proteste scoppiate il 28 dicembre per il carovita si sono  trasformate in manifestazioni in oltre cento città del Paese. Affidarsi a  Starlink ''è l'unica via", ha affermato Mahmood Amiry-Moghaddam,  co-fondatore di Iran Human Rights con sede in Norvegia, che ha ricevuto  filmati delle proteste a Mashhad.

Iran, la mappa delle proteste che sfidano il regime

Le manifestazioni contro la situazione economica e il governo iraniano  si sono moltiplicate nelle ultime settimane, a partire da Teheran e  dalle maggiori città, fino a raggiungere tutto il territorio del Paese.  Ecco come si è evoluta la situazione.

Iran, la mappa delle proteste che sfidano il regime

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Iran, dai siti missilistici al nucleare: Pentagono presenta opzioni a Trump

Il Pentagono sta presentando al presidente americano Donald Trump una  vasta gamma di opzioni di attacco nei confronti dell'Iran, mentre  continua a essere valutata la strada diplomatica. Lo scrive il New York  Times citando funzionari americani e spiegando che tra gli obiettivi  potrebbero esserci i siti missilistici e il programma nucleare di  Teheran, già colpito nella guerra dei 12 giorni a giugno. Un  funzionario citato dal giornale afferma comunque che le opzioni più  probabili restano un attacco informatico o un attacco contro l'apparato  di sicurezza interna iraniano che sta usando la forza contro i  manifestanti in piazza. Trump sarà informato delle varie opzioni in un  briefing oggi, ma in ogni caso, scrive il New York Times, la risposta  americana avverrà tra diversi giorni e potrebbe suscitare una  rappresaglia iraniana.

Iran, Cina replica a Trump: "Con guerre tariffarie no vincitori"

La divisione del mondo a sfere di influenze procede. Da un lato gli Usa, dall'altro la Cina. E anche sull'Iran le due potenze si scontrano, a colpi di dichiarazioni. Dopo che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato che avrebbe imposto dazi del 25 percento nei confronti di qualsiasi paese che faccia affari con l'Iran (con un chiaro riferimento a Pechino), la Cina ha dichiarato di opporsi a "tutte le sanzioni unilaterali illegali e alla giurisdizione remota". Reuters riferisce che secondo una dichiarazione dell'ambasciata cinese a Washington, "la posizione di Pechino contro l'imposizione indiscriminata di dazi e' coerente e chiara. Le guerre tariffarie commerciali non hanno vincitori, e coercizione e pressione non possono risolvere i problemi". "La Cina - sottolinea l'ambasciata - prendera' tutte le misure necessarie per proteggere i suoi legittimi diritti e interessi".

Iran, Huckabee: "Sì cooperazione con Usa ma no piano per attacco"

L'ambasciatore statunitense in Israele, Mike Huckabee, ha escluso la possibilita' di un attacco militare contro l'Iran, affermando che in questo momento "ne' Washington ne' Tel Aviv stanno pianificando un intervento militare". Non ci stiamo preparando a un attacco" ha affermato durante un'intervista a Sky News: "C'e' una cooperazione per monitorare i controlli, ma e' un errore pensare che i due Paesi stiano formulando piani per l'Iran".

Petrolio: prezzi in rialzo su piazze Asia, Brent 64,2 dlr

I prezzi del petrolio sui mercati asiatici sono in rialzo, i contratti si attestano sui 64 dollari al barile, il livello piu' alto in oltre un mese, dopo che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato nuovi dazi sui partner commerciali dell'Iran. Al momento i contratti sul Brent passano di mano a 64,2 dollari (+0,48%), mentre quelli sul Wti a 59,8 dollari (+0,56%).

Costa (Consiglio europeo): "Regime fermi repressione, Ue con chi chiede diritti"

Il regime iraniano "deve fermare la repressione violenta del proprio popolo". Lo ha scritto su X il presidente del Consiglio Europeo, Antonio Costa. "Stiamo con i coraggiosi iraniani che chiedono diritti fondamentali, dignita' e liberta'", ha aggiunto Costa.

Cina replica a Trump: "Con guerre tariffarie no vincitori"

Dopo che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato che avrebbe imposto dazi del 25% nei confronti di qualsiasi paese che faccia affari con l'Iran (con un chiaro riferimento a Pechino), la Cina ha dichiarato di opporsi a "tutte le sanzioni unilaterali illegali e alla giurisdizione remota". Reuters riferisce che secondo una dichiarazione dell'ambasciata cinese a Washington, "la posizione di Pechino contro l'imposizione indiscriminata di dazi e' coerente e chiara. Le guerre tariffarie commerciali non hanno vincitori, e coercizione e pressione non possono risolvere i problemi". "La Cina - sottolinea l'ambasciata - prenderà tutte le misure necessarie per proteggere i suoi legittimi diritti e interessi". 

Dipartimento di Stato avverte cittadini Usa: "Lasciate il Paese"

Il Dipartimento di Stato americano ha emesso un avviso per i cittadini statunitensi che si trovano in Iran. Nella dichiarazione, spiega il quotidiano israeliano Ynet, si comunica che "i cittadini dovranno aspettarsi interruzioni prolungate di internet, pianificare mezzi alternativi di comunicazione e, se ciò è sicuro, considerare di lasciare l'Iran via terra verso l'Armenia o la Turchia". Il Dipartimento avvisa inoltre che "i cittadini statunitensi sono a rischio significativo di interrogatori e arresti in Iran", dal momento in cui presentare un passaporto americano o una prova di legami con Washington "potrebbe essere un motivo sufficiente per ordinare l'arresto di una persona". 

Iran, media: presentate a Trump diverse opzioni per attacchi

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha ricevuto un pacchetto di "una vasta gamma di programmi, strumenti militari e operazioni segrete" che potrebbero essere usati contro la Repubblica Islamica, nel pieno caos a seguito delle proteste che vanno avanti ormai da due settimane. Lo svela l'emittente CBS News, citando due funzionari del Dipartimento della Difesa statunitense. Queste opzioni, spiegano le fonti, vanno "ben oltre i bombardamenti aerei convenzionali". Anche il New York Times fa sapere che dal Pentagono sono state presentate diverse opzioni di attacco, tra cui il programma nucleare iraniano già colpito nella guerra dei dodici giorni tra Tel Aviv e Teheran, e che ha visto l'intervento anche di Washington. Tuttavia, per ora i funzionari sarebbero più propensi a un attacco al sistema informatico iraniano. 

Trump: "Dazi Usa del 25% a chiunque commerci con l'Iran"

"Con effetto immediato, qualsiasi Paese che intrattenga rapporti commerciali con la Repubblica Islamica dell'Iran dovrà pagare una tariffa del 25% su tutte le transazioni commerciali effettuate con gli Stati Uniti d'America. Questo ordine è definitivo e vincolante": lo annuncia Donald Trump su Truth. 

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