Secondo Reuters più di 25 Paesi invieranno rappresentanti alla conferenza, nella quale ci saranno incontri sulla struttura di comando e altre questioni. Intanto, mentre centinaia di migliaia di sfollati rischiano l'allagamento delle tende a causa delle forti piogge, i materiali per rinforzare i rifugi non possono entrare per restrizioni all'accesso da parte di Israele: lo denuncia l'Onu. 16 morti a Gaza per il freddo, tra cui 3 bambini. Abu Mazen: "Grazie a Italia per aiuti umanitari"
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Il prossimo 16 dicembre gli Stati Uniti ospiteranno a Doha una conferenza con i Paesi partner per pianificare la Forza internazionale di stabilizzazione (Isf) per Gaza. Lo riporta il sito di Reuters citando due funzionari statunitensi. Secondo Reuters più di 25 Paesi invieranno rappresentanti alla conferenza, nella quale ci saranno incontri sulla struttura di comando e altre questioni relative alla forza di pace. Intanto la situazione a Gaza sta precipitando, con l'aumento del numero di vittime dell'ondata di freddo e delle inondazioni torrenziali. Fonti negli ospedali della zona hanno dichiarato che 16 persone, tra cui 3 bambini, sono morte a causa del freddo e che più di 15 case sono crollate in diverse zone di Gaza City e del nord, dall'inizio della depressione meteorologica "Biron".Nella Striscia tragedia infinita: altri due bimbi uccisi dal freddo mentre la tempesta flagella i campi profughi. L'Oim denuncia: 'Bloccato l'ingresso dei materiali per rinforzare i rifugi' Mentre centinaia di migliaia di sfollati di Gaza rischiano l'allagamento delle loro tende a causa delle forti piogge, i materiali per rinforzare i rifugi non possono entrare nell'enclave per restrizioni all'accesso da parte di Israele: lo denuncia l'Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (Oim) dell'Onu. La premier Meloni porta il presidente dell'Anp Abu Mazen sul palco di Atreju, la festa di Fdi. 'La sua presenza fa giustizia di tante falsità dette sul governo negli ultimi due anni. È la prova di quanto l'Italia sia centrale nella crisi mediorientale nel percorso verso la pace con la prospettiva dei due Stati', afferma. 'L'Italia prosegua nel percorso per riconoscere la Palestina, noi siamo pronti a collaborare', la risposta di Abu Mazen, che ha visto anche le opposizioni. Nel colloquio, il focus sull'attuazione del piano degli Usa, che avvertono l'Ue: 'Mandate i soldati o a Gaza resta l'Idf'.
Gli approfondimenti:
- Piano di pace per Gaza: il testo integrale dell'accordo
- Da Oslo a Sharm el Sheik, i piani di pace degli ultimi decenni
- Chi sono gli ostaggi israeliani rilasciati da Hamas
- Dagli ostaggi rilasciati alle vittime, i numeri della guerra
- Quali Paesi riconoscono lo Stato palestinese e quali sono contrari. LA MAPPA
- Blocco E1: cos’è l’insediamento di Israele che divide la Cisgiordania
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Difesa civile: 'Saliti a 16 in 24 ore i morti per la tempesta Byron a Gaza'
La Difesa civile di Gaza, che opera sotto l'autorità di Hamas, ha riferito che il numero di persone morte a seguito dei danni procurati dalla tempesta Byron è salito ad almeno 16 nelle ultime 24 ore, compreso tre bambini.
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Dagli ostaggi liberati alle vittime: i numeri della guerra a Gaza
Il giorno dopo la firma ufficiale dell'accordo di pace di Donald Trump a Sharm el Sheikh, i mediatori hanno lavorato alla "fase 2" del piano, in particolare sulla sicurezza e la futura amministrazione della Striscia, quando ancora la prima parte resta fragile. Ma quali sono le cifre di due anni di conflitto?
Dagli ostaggi liberati alle vittime: i numeri della guerra a Gaza
Vai al contenutoMedia: 'Usa martedì a Doha con 25 Paesi per pianificare la Forza di pace a Gaza'
Martedì 16 dicembre gli Stati Uniti ospiteranno a Doha una conferenza con i Paesi partner per pianificare la Forza internazionale di stabilizzazione (Isf) per Gaza. Lo riporta il sito di Reuters citando due funzionari statunitensi. Secondo Reuters più di 25 Paesi invieranno rappresentanti alla conferenza, nella quale ci saranno incontri sulla struttura di comando e altre questioni relative alla forza di Gaza.
La guerra Israele-Hamas e il sì al piano Usa: cos’è successo in 2 anni
Il 7 ottobre del 2023 i terroristi sono penetrati nel Sud dello Stato ebraico, attaccando i kibbutz vicini al confine con la Striscia di Gaza, uccidendo famiglie e sequestrando persone. Le vittime del massacro, in totale, sono state circa 1.300. Israele ha risposto lanciando l’operazione 'Spade di Ferro' con massicci bombardamenti su Gaza, a cui poi è seguita un'offensiva di terra che ha portato all’invasione della Striscia, che ancora oggi è stretta nella morsa israeliana. Si contano oltre 60mila morti. Nel corso dei mesi, il conflitto si è allargato a Hezbollah nel Sud Libano e all'Iran.
La guerra Israele-Hamas e il sì al piano Usa: cos’è successo in 2 anni
Vai al contenutoTajani incontra Abu Mazen, confermato sostegno a piano pace Trump
Il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha incontrato a Roma il presidente dell'Autorità nazionale palestinese, Abu Mazen, nel corso della sua visita in Italia: lo riferisce in una nota la Farnesina, secondo cui "nell'agenda dei colloqui" c'è stato "un punto aggiornato sulla situazione a Gaza". Il ministero degli Esteri afferma che Tajani ha "fornito aggiornamenti sul costante dialogo fra l'Italia e le diversi parti coinvolte, fra cui il colloquio della scorsa settimana con il segretario di Stato Usa Marco Rubio e le missioni dell'inviato speciale per Gaza nelle ultime settimane in Israele, Palestina, Giordania, Egitto e da ultimo a Washington". Sempre secondo la Farnesina, Tajani "ha ribadito la necessità di consolidare il cessate il fuoco e confermato il sostegno al piano di pace del presidente" americano Donald "Trump, auspicando che si possa passare presto alla sua seconda fase, incluso il disarmo di Hamas che - afferma il dicastero - non potrà avere alcun ruolo nel futuro governo palestinese". Tajani ha inoltre dichiarato che l'Italia sta "rafforzando la propria presenza nel Civil Military Coordination Center (Cmcc) di Kiryat Gat, dove sta lavorando per incrementare la sicurezza e i flussi umanitari" e che "i carabinieri ad Eubam Rafah" sono "pronti ad assistere la riapertura del valico, quando vi saranno le condizioni, e a contribuire alla formazione delle autorità di polizia palestinesi", riporta il ministero degli Esteri italiano, secondo cui l'Italia ha annunciato "60 milioni di euro" per "sanità, difesa, governance, sicurezza alimentare e istruzione" e "110 milioni" in "aiuti umanitari, incluso attraverso Food For Gaza".
Onu: numero insediamenti israeliani in Cisgiordania al livello più alto da 2017
L’espansione degli insediamenti israeliani nella Cisgiordania occupata è al livello più alto almeno dal 2017, anno in cui le Nazioni Unite hanno iniziato a monitorare tali dati. E' quanto emerge da un rapporto del segretario generale delle Nazioni Unite visionato dall’Afp venerdì. Nel 2025, "i piani per quasi 47.390 unità abitative sono stati portati avanti, approvati o messi a gara, rispetto a circa 26.170 nel 2024", si legge nel rapporto. Il segretario generale dell’Onu, António Guterres ha condannato quella che ha definito l’espansione "incessante" in una dichiarazione che accompagna il rapporto, affermando che "continua ad alimentare le tensioni, ostacola l’accesso dei palestinesi alle loro terre e minaccia la fattibilità di uno Stato palestinese pienamente indipendente, democratico, contiguo e sovrano".
La questione israelo-palestinese, cos'è e come è nata
L'attacco del 7 ottobre 2023 lanciato da Hamas contro Israele e la conseguente offensiva a Gaza hanno riacceso i riflettori su una contrapposizione che va avanti da decenni e su cui finora non si è riusciti a trovare una soluzione definitiva. Anche se, negli anni, qualche tentativo è stato fatto. Ultimo, il piano Usa accettato dalle due parti (anche se solo per quanto riguarda la prima fase) nell'ottobre del 2025.
La questione israelo-palestinese, cos'è e come è nata
Vai al contenutoJared Kushner, chi è il genero di Trump e il ruolo tra Israele e Hamas
Del genero del presidente americano Donald Trump (marito della figlia Ivanka), si è tornati a parlare dopo l'accordo di tregua tra Israele e Hamas, siglato dopo oltre due anni di conflitto. Insieme a Steve Witkoff, inviato speciale degli Stati Uniti in Ucraina e in Medio Oriente, Kushner ha avuto un ruolo attivo nelle trattative tra le parti: ecco chi è.
Jared Kushner, chi è il genero di Trump e il ruolo tra Israele e Hamas
Vai al contenutoIsraele-Palestina, da Oslo a Sharm: i piani di pace negli anni
Dagli accordi di Camp David al vertice di Sharm el-Sheikh, da tempo si cerca una via diplomatica per la pace in Medio Oriente. Un percorso costellato da tanti fallimenti. Ora, con la firma dell'accordo sulla prima fase del piano Trump per Gaza, l'impressione è di essere a una svolta. Dalla stretta di mano Rabin-Arafat alle proposte per “Due Stati, due popoli”: ecco le tappe per risolvere la questione israelo-palestinese.
Israele-Palestina, da Oslo a Sharm: i piani di pace negli anni
Vai al contenutoGaza, piogge torrenziali allagano campi dei profughi. VIDEO
Il 12 dicembre piogge intense hanno allagato centinaia di tende nei campi per sfollati della Striscia di Gaza, in particolare nell’area di Nuseirat. L’acqua ha invaso i rifugi improvvisati, rendendo impossibile dormire e distruggendo scorte di cibo. Le autorità locali hanno riferito difficoltà negli interventi di emergenza a causa di carenze di carburante e mezzi danneggiati dalla guerra. Le Nazioni Unite avvertono che centinaia di migliaia di persone restano esposte a gravi rischi sanitari, mentre l’ingresso di materiali per rinforzare le tende è ancora limitato.
Crosetto: "Non sono per censurare Albanese,quando parla ci porta voti"
"Non sono per non far parlare Francesca Albanese perché tutte le volte che parla ci regala dei voti. Penso che il governo italiano ha il dovere di difendere tutti i cittadini italiani. Lo abbiamo dimostrato anche quando si è trattato di accompagnare dei cittadini italiani difendendoli in una cosa che non condividevamo come quella della Flotilla. Se in quella cosa nessuno si è fatto male e non ci sono stati incidenti è stato solo esclusivamente grazie ad un lavoro fatto mattina e sera dagli uomini e dalle donne della Difesa". Così il ministro della Difesa Guido Crosetto sul palco di Atreju a Roma.
Crosetto: "Ho denunciato gli schifosi che mi accusano di genocidio"
"Ho firmato la denuncia contro una quantità di persone che affiancano il mio nome e quello di Giorgia Meloni alla parola 'genocidio'. Siccome il termine 'genocidio' è un termine pesante e io non ho mai toccato una persona in tutta la mia vita, io queste persone che affiancano il mio nome al termine genocidio voglio che paghino tutta la vita". Così il ministro della Difesa Guido Crosetto sul palco di Atreju a Roma, che ha aggiunto: "Questi schifosi che si sono permessi di usare quel termine hanno fatto solo propaganda e mai fatto niente di fattivo".
Crosetto: "Dobbiamo creare le condizioni per far finire le guerre"
"Noi siamo convinti che i due popoli debbano poter vivere in pace, debbano avere le condizioni per vivere in pace: vale per la Palestina, vale per l'Ucraina, vale per tutti i luoghi dove c'è guerra. Il tentativo dell'Italia è quello di creare le condizioni perché le guerre finiscano, le tregue si trasformino in pace e la pace si trasformi in rinascita economica. Stiamo parlando di tempi lunghissimi, i disastri fatti in alcune parti del mondo avranno bisogno di decenni, un buon motivo per partire prima possibile". Così il ministro della Difesa, Guido Crosetto, a margine del suo intervento ad Atreju. Sui tempi, "guardate le difficoltà con cui in Kosovo dopo 30 anni si riesce a rimarginare le ferite aperte che sono molto meno gravi di quelle che sono aperte in Ucraina o in Palestina - ha aggiunto - Bisogna lavorare tutti insieme, è la comunità internazionale che deve accollarsi questi percorsi di pace perché da sole quelle nazioni, quei paesi, quei popoli non ce la fanno".
Crosetto: "I ProPal? Un giorno protesteranno contro se stessi"
"Arriverà il giorno in cui" i pro-pal "protesteranno contro se stessi perché non avranno più nulla da dire". Così il ministro della Difesa, Guido Crosetto, a margine del suo intervento ad Atreju ha risposto a una domanda sulle manifestazioni per la Palestina di questi giorni nelle piazze italiane.
Seconda fase tregua a Gaza, l'impatto delle elezioni in Israele e il ruolo di Trump. VIDEO
14 morti a Gaza per il freddo, tra cui 3 bambini
La situazione a Gaza sta precipitando, con l'aumento del numero di vittime dell'ondata di freddo e delle inondazioni torrenziali. Fonti negli ospedali della zona hanno dichiarato che 14 persone, tra cui 3 bambini, sono morte a causa del freddo e che più di 15 case sono crollate in diverse zone di Gaza City e del nord, dall'inizio della depressione meteorologica "Biron". La Protezione civile ha dichiarato che le sue squadre stanno proseguendo le operazioni di soccorso alla ricerca di sopravvissuti al crollo di una casa nel quartiere Sheikh Radwan, a ovest di Gaza City, dovuto alle forti piogge, che hanno causato la morte di 6 persone che si trovavano all'interno dell'abitazione. Il corrispondente di 'Al Jazeera' ha inoltre riferito del crollo di un edificio a più piani nell'area del progetto Beit Lahia, a nord della Striscia di Gaza, senza feriti. Le squadre di soccorso e di protezione civile hanno recuperato anche i corpi di 4 palestinesi, tra cui due bambini, dopo il crollo di una casa nella zona di Bir al-Na'ja, a nord della Striscia di Gaza.
Al-Sisi non vuole incontro con Netanyahu: "Questioni irrisolte"
Il presidente egiziano Abdel-Fattah al-Sisi non ha in programma di incontrare il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu. Lo ha dichiarato al Times of Israel un funzionario governativo a conoscenza della questione, mentre circolano notizie secondo cui il premier israeliano starebbe cercando un incontro con al-Sisi. Il funzionario ha spiegato che l'Egitto non si trova d'accordo con Israele su una serie di questioni irrisolte e questo riduce le possibilità che al-Sisi incontri Netanyahu a breve.
Durante la guerra di Gaza, l'Egitto ha messo in guardia Israele contro operazioni militari che avrebbero spinto i palestinesi a sud, verso la penisola del Sinai, considerando tale possibilità come una linea rossa e una minaccia per la sicurezza nazionale. Il Cairo teme che Israele non abbia escluso questa possibilità, anche visto che i primi progetti di ricostruzione nella città di Rafah, nel sud di Gaza, sono lungo il confine egiziano, afferma il funzionario.
Netanyahu presto al Cairo per un maxi accordo con l'Egitto sul gas
Il premier israeliano Benjamin Netanyahu avrebbe in programma di recarsi al Cairo per firmare un accordo multimiliardario sul gas con l'Egitto. Lo riferisce Times of Israel citando una fonte statunitense di alto livello. Funzionari israeliani starebbero mettendo a punto con diplomatici americani i preparativi della visita, che sarebbe la prima di un premier israeliano in Egitto negli ultimi 15 anni. Netanyahu - scrive il Times of Israel - dovrebbe incontrare il presidente egiziano Abdel Fattah al Sisi e mira a enfatizzare il senso della sua visita come un importante risultato diplomatico e mediatico in vista delle elezioni in Israele e per distogliere l'attenzione dalle controverse questioni interne. L'ufficio del primo ministro ha dichiarato al Times of Israel che "la questione non ci è nota". Nelle ultime settimane, alcuni rapporti hanno riferito che gli Stati Uniti stanno cercando di organizzare un vertice trilaterale tra il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, Netanyahu e Sisi durante la prevista visita del premier israeliano in Florida alla fine di questo mese. All'incontro starebbe lavorando l'ambasciatore israeliano negli Stati Uniti, Yechiel Leiter, che avrebbe assunto il ruolo di principale collegamento di Netanyahu con Washington e con gli Stati arabi, tra cui Siria e Libano, dopo che l'ex ministro per gli affari strategici Ron Dermer si è dimesso dal suo incarico il mese scorso. Netanyahu ha visitato l'Egitto due volte in passato, durante il governo del defunto presidente egiziano Hosni Mubarak. La sua ultima visita di Stato ufficiale risale a 15 anni fa, nel gennaio 2011. Altri viaggi - scrive il Times of Israel - si sarebbero svolti in segreto. L'accordo sul gas, in sé, - osserva Times of Israel - rimane complicato, nonostante i chiari incentivi economici per entrambe le parti. Dovrebbe trattarsi di una intesa a lungo termine del valore di 35 miliardi di dollari, ma il ministro israeliano dell'Energia Eli Cohen ha espresso preoccupazione per il fatto che le esportazioni potrebbero esaurire le riserve di gas naturale di Israele e danneggiare la sicurezza energetica nazionale, e ha quindi ritardato la transazione. "Non permetterò a Netanyahu di firmare un accordo finché non saranno definiti tutti i dettagli, compresi i disaccordi sulla sicurezza che abbiamo con gli egiziani", ha recentemente dichiarato Cohen al Times of Israel.
Hamas: "Dodici persone morte per la tempesta a Gaza"
Almeno 12 persone, tra cui dei bambini, sono state uccise a seguito della tempesta Byron che si è abbattuta su Gaza e ha causato inondazioni e danni ai campi improvvisati per gli sfollati. Lo riferisce l'ufficio stampa del governo gestito da Hamas, come riporta la Bbc. Hamas ha aggiunto che le morti sono state causate dalle inondazioni e dal crollo degli edifici e circa 27.000 tende per gli sfollati di Gaza sono state inondate dall'acqua.
Telefonata Sisi-Macron: "Trovare soluzioni politiche per Gaza e Sudan"
Il presidente egiziano Abdel Fattah Al Sisi ha ricevuto una telefonata dal presidente francese Emmanuel Macron, durante la quale è stata auspicata una soluzione politica per Gaza e Sudan. "I due presidenti - afferma una nota della presidenza egiziana - hanno convenuto che gli sforzi in corso devono portare all'avvio di un processo politico globale che culmini nella creazione di uno Stato palestinese indipendente entro i confini del 4 giugno 1967, con Gerusalemme Est come capitale". Per quanto riguarda la questione sudanese, Sisi ha ribadito il pieno sostegno dell'Egitto all'unità, alla sovranità e all'integrità territoriale del Sudan, nonché il rifiuto di qualsiasi tentativo di minacciarne la sicurezza. Il colloquio ha anche affrontato l'evoluzione della situazione in Cisgiordania. Il presidente egiziano ha ribadito il categorico rifiuto dell'Egitto delle violazioni israeliane, sottolineando la necessità di "sostenere il popolo palestinese e di intensificare la pressione internazionale per porre fine a tali violazioni, nonché di sostenere l'Autorità Nazionale Palestinese nel rispetto dei suoi impegni nei confronti del popolo". Macron - aggiunge la nota egiziana - ha elogiato il ruolo centrale dell'Egitto nella stabilizzazione della regione, in particolare nel consolidamento dell'accordo di cessate il fuoco a Gaza.
Abu Mazen: "Lo Stato di Palestina non deve preoccupare nessuno"
"Lo stato di Palestina non sarà una preoccupazione securitaria per nessuno ma anzi sarà un partner per la costruzione della pace". Lo ha detto il leader palestinese Abu Mazen ospite da Atreju. "Il nostro indirizzo è quello di una pace stabile e duratura con due stati, la Palestina può avere l' assetto del 1967 a fianco di Israele, nel rispetto reciproco, unico modo per garantire pace permanente nella nostra regione".
Abu Mazen: "Grazie a Italia per aiuti umanitari"
"Grazie all'Italia che ha sempre supportato il nostro Paese, nell'addestramento della polizia e negli aiuti umanitari offerti in grande misura, nelle cure mediche per i bambini e nella partecipazione alla forza di sicurezza che vigila nel valico di Rafah". Lo ha detto il presidente dell'Autorità palestinese Abu Mazen parlando dal palco ad Atreju.
Meloni: "Abu Mazen ad Atreju fa giustizia delle falsità contro il governo"
"Sono molto contenta che" Abu Mazen "sia qui ad Atreju, la sua presenza dimostra quanto l'Italia sia stata centrale e protagonista nella difficile crisi mediorientale e quanto possa essere ancora centrale e protagonista nel difficile percorso verso la pace con la prospettiva dei due Stati. E fa giustizia di tante falsità che abbiamo sentito sul governo italiano negli ultimi due anni". Così la premier Giorgia Meloni, introducendo sul palco di Atreju il presidente dell'Anp.
Prima di Abu Mazen Meloni riceve un ostaggio israeliano
Poco prima di incontrare il presidente dell'Anp Abu Mazen, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha ricevuto a Palazzo Chigi Rom Braslavski, il 21enne israeliano rimasto per 738 giorni ostaggio di Hamas. Braslavsky è stato accompagnato nella sede del governo dalla senatrice di FdI Ester Mieli e da Riccardo Pacifici, ex capo della comunità ebraica romana e oggi vicepresidente del European Jewish association, che erano con lui anche domenica scorsa, quando è intervenuto sul palco di Atreju.
Abu Mazen lascia Palazzo Chigi, mezz'ora di incontro con Meloni
Il presidente dell'Anp Abu Mazen ha lasciato Palazzo Chigi, dopo l'incontro con la premier Giorgia Meloni, che è durato circa mezz'ora. Abu Mazen è atteso ad Atreju, dove interverrà alla festa di FdI.
Media, Israele approva 19 insediamenti illegali in Cisgiordania
Il gabinetto di sicurezza israeliano ha approvato la "creazione e regolamentazione" di 19 insediamenti in Cisgiordania, illegali secondo il diritto internazionale. Lo riportano i media israeliani, aggiungendo che tra questi rientrano due insediamenti nella Cisgiordania settentrionale che furono smantellati durante il cosiddetto “disimpegno” del 2005. Il canale israeliano Channel 14 ha riferito che la decisione è stata presa dal ministro delle Finanze israeliano di estrema destra Bezalel Smotrich, che vive lui stesso in un insediamento illegale.
Premier Meloni riceve Abu Mazen a Palazzo Chigi
Il presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha ricevuto a Palazzo Chigi il presidente dell'Autorità Nazionale Palestinese (Anp) Abu Mazen (Mahmoud Abbas). Il leader dell'Anp torna nella Capitale a distanza di poco più di un mese dall'ultima visita ufficiale che, il 7 novembre, lo portò al Quirinale e a Palazzo Chigi per colloqui incentrati sul processo di pace. Ad attendere Abu Mazen nel cortile di Palazzo Chigi, insieme alla Premier e alle alte cariche, il corpo militare dei Granatieri di Sardegna che hanno suonato gli inni.
Erdogan: "Cessate il fuoco a Gaza sia permanente"
"Rendere permanente il cessate il fuoco a Gaza e stabilizzare la Siria". Questo il messaggio che il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha recapitato al collega russo Vladimir Putin durante un faccia a faccia che ha avuto luogo questa mattina ad Ashgabat, capitale del Turkmenistan. "A Gaza e' assolutamente prioritario rendere permanente il cessate il fuoco - ha detto Erdogan-. Per la serenità dell'intera regione è fondamentale che la Siria venga stabilizzata nel più breve tempo possibile".
Tensioni Usa-Qatar, Israele: "Doha mina rapporti con Usa"
Israele ritiene che il Qatar abbia deciso di "distruggere dalle fondamenta le relazioni tra Israele e l'amministrazione Trump". Lo ha dichiarato un alto funzionario israeliano a Ynet secondo cui Doha sarebbe impegnata "nella jihad". Israele considera il Qatar uno dei sospettati di quella che ritiene essere una campagna globale sostenuta dallo Stato, che utilizza agenzie di intelligence e aziende private per diffamare Israele online, ha affermato la fonte. Funzionari israeliani e qatarioti si sono incontrati a New York la scorsa settimana, nel primo di una serie di incontri trilaterali organizzati dall'inviato statunitense Steve Witkoff, che cerca di ricucire i rapporti incrinati dal fallito attacco israeliano di settembre contro gli uffici di Hamas in Qatar. Il primo ministro del Qatar ha dichiarato in un'intervista la scorsa settimana che il suo Paese non pagherà il conto per la ricostruzione di Gaza, nonostante le speculazioni secondo cui sarebbe il principale finanziatore della ricostruzione.
Egitto a Usa, non sottovalutare capacità militari Gaza e nuovi attacchi a Israele
Le "capacità militari che ancora esistono nella Striscia di Gaza'' non andrebbero sottovalutate, anche perché potrebbero esserci nuovi attacchi contro Israele dall'enclave palestinese. E' l'avvertimento che funzionari egiziani hanno rivolto ai loro interlocutori statunitensi questa settimana, secondo quanto hanno dichiarato fonti del Cairo al quotidiano libanese Al-Akhbar.
I funzionari egiziani hanno inoltre dichiarato agli Stati Uniti che il disarmo di Hamas ''è legato alla creazione di uno Stato palestinese con Gerusalemme Est come capitale''. E hanno sottolineato che Hamas non procederà al disarmo a meno che non abbia solide garanzie che Israele non violerà alcun potenziale accordo e non riprenderà gli attacchi.
Gaza, piogge torrenziali allagano campi dei profughi
Israele chiude ancora i valichi con la Striscia di Gaza, fermi gli aiuti
Come ormai ogni venerdì, Israele ha chiuso i valichi di Kerem Shalom e Al Awja con la Striscia di Gaza, impedendo il passaggio degli aiuti provenienti dall'Egitto, sostenendo che venerdì è un giorno festivo in entrambi i Paesi. Lo fa sapere una fonte della sicurezza egiziana. Ieri era stato consentito l passaggio di 350 camion, parte del 92/o convoglio egiziano di aiuti. La fonte ha aggiunto che i camion restanti sono rimasti nel piazzale di fronte al valico di Rafah. L'Egitto - aggiunge la fonte - sta proseguendo i suoi sforzi per riaprire i valichi la prossima settimana, in particolare il valico di Rafah sul lato palestinese, per far passare feriti e malati provenienti da Gaza, così come quelli bloccati in Egitto e Gaza, sotto la supervisione delle Nazioni Unite e delle organizzazioni europee.
Oim, bloccato l'ingresso a Gaza ai materiali per rinforzare i rifugi
Mentre centinaia di migliaia di sfollati di Gaza rischiano l'allagamento delle loro tende a causa delle forti piogge, i materiali per rinforzare i rifugi non possono entrare nell'enclave per restrizioni all'accesso da parte di Israele: lo denuncia l'Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (Oim) dell'Onu. Secondo l'Oim, circa 795.000 sfollati corrono un rischio elevato di inondazioni nelle zone basse e piene di macerie. L'Oim elenca i materiali bloccato: legname e compensato, sacchi di sabbia e pompe idrauliche. Il Cogat, l'organismo israeliano che sovrintende alle questioni umanitarie, non ha ancora risposto.
Sanchez, 'l'Occidente ha fallito su Gaza, doppio standard con l'Ucraina'
"Il grande fallimento della risposta dell'Occidente su Gaza deve farci riflettere, è stato incoerente. Non possiamo chiedere ad altri Paesi di sostenerci in Ucraina, come stiamo facendo, e allo stesso tempo permettere che venga applicato un doppio standard con la Palestina. Non è accettabile. Ci troviamo di fronte a due governi, uno russo e l'altro israeliano, che non rispettano i diritti umani e il diritto internazionale". Lo afferma il premier spagnolo Pedro Sánchez in un'intervista all'Espresso che lo ha nominato Persona dell'Anno 2025. Il premier si dice in disaccordo con Giorgia Meloni sull'accordo di cooperazione tra l'Europa e Israele: "Andava annullato perché Israele non ha rispettato i diritti umani". Sui Giochi olimpici invernali e il trattamento diverso riservato a russi e israeliani, Sánchez ha poi affermato: "È incoerente. La Russia è stata sanzionata da subito, perché non si fa con Israele? Dissento dalla posizione del Comitato olimpico internazionale". Sanchez ha parlato di doppio standard anche in merito ai raid degli Stati Uniti contro il narcotraffico nei Caraibi: "La messa in discussione del diritto internazionale è, ancora una volta, preoccupante e aggrava le critiche di incoerenza dell'Occidente quando si parla di doppi standard. Dobbiamo trovare vie di dialogo e una soluzione pacifica a questa crisi. A mio parere, sono inaccettabili queste operazioni extragiudiziali". Nell'intervista spazio anche ai rapporti tra Europa e Stati Uniti: "Io sostengo che il modo migliore per rafforzare il legame transatlantico nell'era Trump sia irrobustire il pilastro europeo", ha affermato, accusando poi la destra: "Più abbiamo bisogno di europeismo, più governi di stampo nazionalista e reazionario nascono. E non fanno altro che indebolire il progetto europeo".
Idf, 'raid nel sud del Libano contro centro di addestramento di Hezbollah'
Le Idf affermano di aver effettuato poco tempo fa un attacco aereo contro un centro di addestramento di Hezbollah nel Libano meridionale. Lo riportano i media israeliani. Secondo l'esercito, il sito veniva utilizzato dalla forza d'élite Radwan di Hezbollah per preparare attacchi contro Israele.
Israele: Cohen, stiamo valutando costruzione centrale nucleare
Israele sta "seriamente valutando" la possibilità di costruire una centrale nucleare. Lo ha detto il ministro dell'Energia e delle Infrastrutture, Eli Cohen, rivelando in un'intervista riportata da Ynet di aver istituito una squadra di esperti per definire i principi di una strategia nazionale per l'energia nucleare. "Oggi ci sono 63 Paesi sviluppati che gestiscono centrali nucleari, e non c'è motivo per cui non debbano farlo anche qui. La produzione di elettricità da energia nucleare sta diventando ogni giorno piu' economica grazie alle nuove tecnologie, alcune delle quali basate su ricerca e sviluppo israeliani. Quando la fornitura di elettricità viene interrotta, anche solo per poche ore, non funziona nulla e il danno economico è enorme", ha detto Cohen. Il ministro ha rimarcato che in Israele la domanda di elettricità "cresce a un tasso annuo del 3,7%, il che significa che raddoppia ogni 20 anni" e "se a questo si aggiungono le esigenze dell'intelligenza artificiale, dell'informatica quantistica, dei veicoli elettrici e altro ancora, è chiaro che non saremo in grado di evitare l'energia nucleare".
Idf, 'raid nel sud del Libano contro centro di addestramento di Hezbollah'
Le Idf affermano di aver effettuato poco tempo fa un attacco aereo contro un centro di addestramento di Hezbollah nel Libano meridionale. Lo riportano i media israeliani. Secondo l'esercito, il sito veniva utilizzato dalla forza d'élite Radwan di Hezbollah per preparare attacchi contro Israele.
Media, 'uno altro neonato e un bambino di 9 anni morti di freddo a Gaza'
Un neonato è morto questa mattina a causa del freddo nella Striscia di Gaza, dove la tempesta Byron continua a portare morte e distruzione. Lo riportano Al Jazeera e l'agenzia palestinese Wafa, secondo cui il neonato è morto nel campo di Al-Shati. Al Jazeera ha poi riferito della morte per il freddo di Hadeel Al-Masri, 9 anni, in un rifugio per sfollati a ovest di Gaza City. Fonti della Wafa hanno riferito inoltre che 5 palestinesi sono morti stanotte dopo il crollo di una casa che ospitava sfollati a Bir an-Naaja, nel nord di Gaza. All'alba, due persone sono morte dopo che un muro è crollato sulle tende a ovest di Gaza City.
Media: Usa chiedono a Israele di pagare rimozione macerie Gaza
Questa settimana gli Stati Uniti hanno chiesto a Israele di pagare per la rimozione delle macerie dalla Striscia di Gaza e di assumersi la responsabilita' della massiccia operazione di ingegneria, riporta Ynet, citando un alto funzionario israeliano. Secondo la testata. Israele ha accettato la richiesta, che potrebbe costare fino a circa 265 milioni di euro. A Gaza ci sono 68 milioni di tonnellate di detriti, secondo il Programma di sviluppo delle Nazioni Unite. Il primo ministro del Qatar Mohammed Abdulrahman Al Thani ha dichiarato che il suo Paese non paghera' il conto per la ricostruzione di Gaza. Secondo quanto riportato da Ynet, la prossima settimana l'ambasciatore statunitense in Turchia, Tom Barrack, incontrera' il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, per cercare di convincere Israele ad accettare la presenza di truppe turche a Gaza. Un alto funzionario israeliano ha dichiarato all'agenzia di stampa che gli Stati Uniti si stanno concentrando, nei colloqui con Israele, maggiormente sulla ricostruzione e meno su come disarmare Hamas.
Trump: "Lavoriamo duramente per Gaza, 59 Stati ci sostengono"
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato di lavorare "duramente" per Gaza e che "59 Paesi sostengono e supportano il lavoro americano nella Striscia". Trump, parlando con i giornalisti nello Studio Ovale ha aggiunto: "Abbiamo la pace in Medio Oriente, qualcosa che non e' mai successo in passato". Trump ha poi ribadito che i suoi rapporti con il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu sono buoni e che insieme "abbiamo distrutto le capacita' nucleari dell'Iran", cosa che ha permesso di fare "progressi diplomatici".
Israele-Palestina, da Oslo a Sharm: i piani di pace negli anni
Dagli accordi di Camp David al vertice di Sharm el-Sheikh, da tempo si cerca una via diplomatica per la pace in Medio Oriente. Un percorso costellato da tanti fallimenti. Ora, con la firma dell'accordo sulla prima fase del piano Trump per Gaza, l'impressione è di essere a una svolta. Dalla stretta di mano Rabin-Arafat alle proposte per “Due Stati, due popoli”: ecco le tappe per risolvere la questione israelo-palestinese.
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