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Guerra Israele e Siria, colpito ospedale a Gaza City: almeno 7 morti

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MO, Wafa: a Gaza quinto neonato morto per il freddo
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MO, Wafa: a Gaza quinto neonato morto per il freddo
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Ancora ospedali nella Striscia di Gaza trasformati, secondo Israele, in un centro di comando di Hamas e quindi entrati nel mirino dell'esercito. Dopo aver arrestato centinaia di persone all'ospedale Kamal Adwan nel nord della Striscia, nelle ultime ore l'Idf ha prima colpito l'ospedale al-Ahli a Gaza City e poi l'al-Wafaa, nella parte occidentale della città, provocando in quest'ultimo caso la morte di almeno sette persone e il ferimento di diverse altre. In Siria 11 morti in un raid israeliano vicino Damasco

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Almeno sette persone sono rimaste uccise questa mattina quando Israele ha colpito l'ospedale al-Wafaa nella parte occidentale di Gaza City, dopo aver attaccato l'ospedale Ahli, nella stessa zona. L'esercito israeliano ha dichiarato di aver concluso il raid su "un  centro di comando di Hamas" in un ospedale di Gaza nord. “Arrestati  oltre 240 terroristi nella zona". Arrestato per essere interrogato anche il direttore dell'ospedale, Hossam Abu Safiyeh,  sospettato di "essere un agente terrorista di Hamas".

Un neonato è morto questa mattina a Gaza a causa del freddo e delle temperature in calo, segnando il quinto decesso in simili circostanze in meno di una settimana. Secondo fonti mediche, le temperature gelide hanno causato la morte di altri 4 neonati negli ultimi giorni, di età compresa tra 4 e 21 giorni.

In Siria undici persone sono morte - la maggior parte delle quali civili - a seguito di una potente esplosione di un deposito di armi dell'ex regime vicino alla città industriale di Adra, a nordest di Damasco. 


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Medio Oriente, chi sono i leader eliminati da Israele in un anno di guerra

Yahya Sinwar, capo politico di  Hamas, è stato ucciso il 16 ottobre dall'Idf. Ma i leader di peso  “eliminati” da Israele nell’ultimo periodo, durante la campagna militare  che va avanti da oltre un anno nella Striscia di Gaza, sono diversi. Un  martellamento che ha preso di mira Hamas, ma anche altri gruppi legati a  Teheran, come Hezbollah in Libano o le milizie delle Guardie  rivoluzionarie iraniane. LE FOTO


Hezbollah, cosa sapere sul gruppo antisionista libanese

Tra i protagonisti dell'escalation  di tensione in Medio Oriente c’è anche l’organizzazione militare e  politica libanese. Sostenuta ideologicamente e finanziariamente  dall’Iran, controlla una larga parte del Paese, quasi “uno Stato nello  Stato”, e partecipa attivamente alla vita politica. Il suo leader è  stato a lungo - dal 1992 - Hassan Nasrallah, che ha guidato il gruppo  fino al 28 settembre 2024, quando è stato ucciso da un attacco  israeliano su Beirut. L'ANALISI


Che cos'è il Captagon, la "droga della Jihad" trovata in Siria e che effetti produce

Si tratta di una metanfetamina  conosciuta anche come "droga dei kamikaze", spesso mischiata con la  caffeina. Non è molto diffusa in occidente, mentre è una sostanza che si  trova relativamente in abbondanza in Medio Oriente. In Siria sono stati  scoperti diversi laboratori per la produzione del Captagon. Ecco di  cosa si tratta e quali sono gli effetti. DI COSA SI TRATTA


Cecilia Sala, il dipartimento di Stato Usa: “Arresto ingiustificato, venga rilasciata”

La vicenda della reporter romana è seguita anche da Washington che ha chiesto all’Iran "il rilascio immediato e incondizionato dei prigionieri detenuti senza giusta causa". "I giornalisti svolgono un lavoro fondamentale per informare il pubblico, spesso in condizioni pericolose e devono essere protetti", ha dichiarato un portavoce del dipartimento di Stato americano. Ancora incerta la posizione dell’iraniano Abedini Najafabadi, su cui pende la richiesta di estradizione da parte delle autorità americane. LA SITUAZIONE

Cecilia Sala

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Conclusa con successo l'operazione alla prostata per Netanyahu

Si è conclusa con successo l'operazione per la rimozione della prostata del premier israeliano, Benjamin Netanyahu. Lo riferisce Ynet.

La questione israelo palestinese, cos'è e come è nata

L'attacco del 7 ottobre 2023 lanciato da Hamas contro Israele ha riacceso i riflettori su una contrapposizione che va avanti da decenni e su cui non si riesce a trovare una soluzione. Anche se, negli anni, qualche tentativo è stato fatto. L'APPROFONDIMENTO


Al Jolani: "Spero che Trump ritiri le sanzioni"

Il leader de facto della Siria, Al Jolani, nome di battaglia di Ahmed al-Sharaa, in un'intervista ad Al Arabiya ha espresso la speranza che Donald Trump, presidente eletto degli Stati Uniti, ritiri le sanzioni contro Damasco. Al Jolani ha osservato che "le sanzioni erano state imposte alla Siria a causa dei crimini commessi dal regime contro le sue vittime" e "oggi sono quelle vittime che hanno rovesciato quel regime. "Le sanzioni devono quindi essere revocate automaticamente", ha detto ancora Al Jolani, "ci auguriamo che le sanzioni vengano revocate dalla nuova amministrazione americana senza dover avviare negoziati". 

Siria, Al Jolani: "Non vogliamo che la Russia lasci il Paese"

Il leader de facto della Siria, Ahmed al-Sharaa, detto Al Jolani, ha affermato in un'intervista ad Al Arabiya, di non volere che la Russia abbandoni il Paese. Mosca era stata un alleato strettissimo del passato presidente Bashar al-Assad, rifugiatosi proprio a Mosca, e mantiene importanti installazioni militari nel Paese. "La Russia è un Paese importante ed è considerato il secondo Paese piu' potente al mondo", ha detto Al Jolani, sottolineando i "profondi interessi strategici tra Russia e Siria". "Tutte le armi siriane sono di origine russa e molte centrali elettriche sono gestite da esperti russi", ha aggiunto, "non vogliamo che la Russia abbandoni la Siria nel modo che alcuni desidererebbero". 

La nuova Siria di Jolani: "Elezioni tra quattro anni"

"Per convocare nuove elezioni potrebbero essere necessari quattro anni": è il nuovo leader de facto della Siria, Ahmed al-Sharaa, che ha guidato la ribellione contro il regime, a dare per la prima volta una tempistica sulla transizione che dovrà portare il Paese a liberarsi definitivamente delle scorie della lunga epoca di oppressione durante la dinastia degli Assad. Tre anni, la sua previsione, serviranno per la stesura di una nuova costituzione. Ahmed al-Sharaa, noto anche come Abu Mohammed al-Jolani, è tornato a parlare ai media, in questo caso in un'intervista ad Al Arabiya, per tentare di rassicurare la comunità internazionale sul futuro stabile e soprattutto inclusivo della Siria. Con tanti temi toccati, dalle riforme interne ai rapporti con i partner regionali, e non solo. A partire proprio dal voto, che i siriani chiedono a gran voce dopo oltre 50 anni di regime baathista. Per avere una consultazione elettorale legittima, è necessario realizzare un censimento completo della popolazione, ha spiegato al-Sharaa, secondo il quale la popolazione inizierà a vedere miglioramenti significativi nei servizi pubblici entro un anno.

Al-Jolani

©IPA/Fotogramma

Bashar al-Assad, il ritratto dell'ex presidente della Siria cacciato dai ribelli jihadisti

Dopo l'ingresso dei miliziani  insorti a Damasco, il presidente è scappato dal Paese: è a Mosca, dove  gli è stato concesso asilo. Al potere dal 2000, è laureato in Medicina e  ha studiato oftalmologia a Londra. Ha iniziato la carriera politica  dopo la morte del fratello Basil, primogenito del padre Hafez, rimasto  al potere per anni. Negli ultimi giorni il suo regime è stato rovesciato  dall'invasione di vari gruppi ribelli, tra cui forze jihadiste  filo-turche. È accusato di crimini di guerra e crimini contro l’umanità.  IL PROFILO


Cecilia Sala, dalle inchieste in Afghanistan all'arresto in Iran

La giornalista romana, classe 1995, è stata arrestata dalle autorità iraniane lo scorso 19 dicembre. Da quel giorno si trova nel carcere di Evin. Le accuse a suo carico non sono ancora state formalizzate. Si trovava nel Paese per lavorare a nuove puntate del suo podcast "Stories" (Chora Media). Dagli studi alla Bocconi di Milano al successo come inviata e reporter, ecco chi è. IL RITRATTO


Israele, uccisi 6 membri di Hamas coinvolti nell'attacco del 7/10

Ci sono sei terroristi che avevano preso parte all'attacco del 7 ottobre 2023 tra i 14 miliziani di Hamas uccisi nelle operazioni lanciate da Israele lo scorso novembre nell'area di Jabalya, nel Nord della Striscia di Gaza. Lo riferisce l'Idf su Telegram. Nel dettaglio, i sei terroristi eliminati sono Rasem Judeh, Mahmoud Lofi Abd al-Rahman Shalfooh, Mohammed Hamouda, Zaher Abd Rabbo Mohammed Shahab, Mohammed Abd al-Hamid Salah e Ali Magad Ali Ramadan. I primi due erano comandanti di Hamas nel settore di Jabaliya, il terzo comandante nell'area di Beit Lahia. 

Colpito un altro ospedale a Gaza

Ancora un ospedale nella Striscia di Gaza trasformato, secondo Israele, in un centro di comando di Hamas e quindi entrato nel mirino dell'esercito. Anzi due. Dopo aver arrestato negli ultimi giorni centinaia di persone all'ospedale Kamal Adwan nel nord della Striscia, nelle ultime ore le Forze di difesa israeliane (Idf) hanno prima colpito l'ospedale al-Ahli a Gaza City e poi l'al-Wafaa, nella parte occidentale della città, provocando in quest'ultimo caso la morte di almeno sette persone e il ferimento di diverse altre, secondo quanto reso noto dalla locale Protezione civile. Allo stesso tempo, nel 450mo giorno di guerra il freddo ha causato nella Striscia un'ennesima morte in culla, uccidendo un neonato, Juma al-Batran, di appena 20 giorni, e segnando così il quinto decesso del genere a Gaza in una settimana. "Non c'è elettricità. L'acqua è fredda e non c'è gas, riscaldamento o cibo", ha detto ad Al Jazeera disperato il padre del bimbo, Yahya al-Batran.

Ospedale Gaza

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Assad, la moglie Asma gravemente malata di leucemia

La donna era stata precedentemente curata per un cancro al seno e nell'agosto 2019 aveva annunciato di essere "completamente" libera dalla malattia dopo un anno di trattamento. LEGGI QUI

Israele, iniziata operazione per Netanyahu

I medici dell'ospedale Hadassah Ein Kerem hanno iniziato l'operazione per la rimozione della prostata del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, interessata da un ingrossamento benigno. Lo riferiscono i media israeliani. Secondo il Times of Israel, l'intervento durerà circa due ore. Netanyahu è stato sottoposto ad anestesia totale. 

Soldato israeliano morto nel Nord della Striscia di Gaza

Un soldato israeliano è morto nel Nord della Striscia di Gaza. Lo riferisce l'Idf sui suoi canali social, senza specificare le dinamiche del decesso. Si tratta del ventiduenne Yuval Shoham, della 401/ma Brigata Corazzata del nono Battaglione. Sale cosi' a 394 militari caduti il bilancio dell'operazione di terra israeliana nella striscia di Gaza avviata dopo gli attacchi del 7 ottobre 2023. 

Israele, 20 miliziani uccisi in raid ospedale Kamal Adwan

L'esercito israeliano ha riferito di aver ucciso 20 miliziani palestinesi nei raid che da venerdì hanno colpito l'ospedale Kamal Adwan. L'Organizzazione Mondiale per la Salute (Oms) ha affermato che la vasta offensiva ha messo fuori uso quello che era rimasto l'unico ospedale ancora operativo nel Nord della Striscia di Gaza, devastata da oltre un anno di bombardamenti. Secondo l'esercito israeliano, la struttura era utilizzata come "centro di comando" da Hamas, che vi aveva immagazzinato "dispositivi esplosivi", ora neutralizzati. Le forze armate di Tel Aviv hanno poi comunicato di aver arrestato, nel corso dell'operazione "oltre 240 terroristi di Hamas e della Jihad Islamica" e il direttore dell'ospedale, Hossam Abu Safiya, sospettato di essere un militante dell'organizzazione islamista che governa la Striscia di Gaza. Alcuni degli arrestati saranno trasferiti in Israele per essere interrogati ma non è stato specificato se Abuu Safiya sia tra costoro. 

Cinque razzi sparati da Gaza verso Sderot

Dal nord della Striscia di Gaza sono stati lanciati cinque razzi verso la città meridionale israeliana di Sderot. Lo hanno reso noto le Forze di difesa israeliane (Idf) citate da il Times of Israel secondo cui due razzi sono stati intercettati, mentre gli altri tre hanno apparentemente colpito aree aperte. Non ci sono segnalazioni immediate di feriti o danni gravi. È il terzo giorno consecutivo, nota il giornale israeliano, che da Gaza vengono messi a segno attacchi missilistici, mentre l'Idf prosegue con un'offensiva di terra contro Hamas nell'estremo nord della Striscia.

Ong, 11 morti in un raid israeliano vicino Damasco

Undici persone sono morte - la maggior parte delle quali civili - a seguito di una potente esplosione di un deposito di armi dell'ex regime vicino alla città industriale di Adra, a nordest di Damasco. Lo riporta l'Osservatorio siriano per i diritti umani aggiungendo che "si ritiene che l'esplosione sia stata causata da un nuovo attacco aereo israeliano sul territorio siriano come parte degli sforzi di Israele per distruggere l'intera scorta di armi detenuta dall'ex regime" di Assad. 

Idf, lanciati 5 razzi verso Sderot, 2 intercettati

Cinque razzi sono stati lanciati dalla Striscia di Gaza settentrionale verso la città meridionale di Sderot. Lo rende noto l'Idf che aggiunge che due sono stati intercettati, mentre gli altri tre hanno apparentemente colpito aree aperte. Non ci sono segnalazioni immediate di feriti o danni gravi, riporta Times of israel. 

"Food for Gaza", nuova distribuzione aiuti italiani

Continua la distribuzione di alimentari e medicinali alla popolazione palestinese con l'iniziativa del governo italiano "Food for Gaza". Il 27 e il 28 dicembre sono state fornite alla popolazione di Gaza, a cura di Rahma Worldwide, 19 tonnellate di aiuti alimentari italiani, donati da aziende aderenti a Coldiretti e Confagricoltura. Gli aiuti sono arrivati in aereo ad Amman. Il ministro Antonio Tajani ha ringraziato chi partecipa al progetto della Farnesina assieme alle organizzazioni della società civile italiana: "L'Italia vuole essere protagonista di solidarietà, per alleviare le sofferenze di chi soffre per questa guerra. Continueremo con la nostra assistenza alla popolazione civile mentre invitiamo le parti a raggiungere un accordo che permetta di liberare gli ostaggi ad aiutare massicciamente chi è stato colpito in questi mesi dalle operazioni militari", ha detto il ministro.

Idf a Unifil: evitate di pattugliare la zona di Taybe

L'esercito israeliano ha informato la Forza ad interim delle Nazioni Unite in Libano (Unifil) "che la sicurezza delle forze di pace non può essere garantita nelle vicinanze di Taybe e che le pattuglie dovrebbero evitare questa zona".  Lo riferiscono diversi media libanesi cintando Kandice Ardiel, vicedirettrice dell'ufficio stampa dell'Unifil. "La sicurezza delle forze di pace è una priorità assoluta e non faremo nulla che possa esporle a rischi inutili", ha sottolineato Ardiel, che ha, d'altro canto, ricordato all'esercito israeliano che, ai sensi della risoluzione 1701, è necessario garantire la sicurezza e la libertà di movimento dei soldati delle Nazioni Unite in tutta l'area delle operazioni nel sud del Libano. A Taybe, l'Unifil ha una base. 

Siria, Al Jolani: "Elezioni forse tra quattro anni"

Potrebbero essere necessari fino a quattro anni per il regolare svolgimento di elezioni in Siria. Lo ha detto il leader de facto, al Jolani, nome di battaglia di Ahmed al-Sharaa, in un'intervista ad Al Arabiya. E' la prima volta che il leader islamista parla di un possibile calendario per le elezioni dalla caduta del regime di Bashar al-Assad. La stesura di una nuova costituzione potrebbe richiedere fino a tre anni, ha detto al Jolani, e circa un anno prima che i siriani vedano cambiamenti drastici. Al Jolani ha assicurato che il suo gruppo, Hayat Tahrir al Sham, sarà sciolta per dare vita a una tavolo permanente di dialogo nazionale. Al Jolani ha anche cercato di rassicurare Mosca sulle intenzioni del suo governo: la Siria, ha detto, ha interessi strategici con la Russia e che le relazioni tra i due Paesi dovrebbero servire interessi comuni. Ha anche detto di sperare che la prossima amministrazione Trump revochi le sanzioni imposte a Damasco.

Colpito l'ospedale Al Wafaa a Gaza, almeno 7 morti

Almeno sette persone sono rimaste uccise questa mattina quando Israele ha colpito l'ospedale al-Wafaa nella parte occidentale di Gaza City, dopo aver attaccato l'ospedale Ahli, nella stessa zona. Lo scrive Al Jazeera online citando la Protezione civile di Gaza   

Ministero Salute: a Gaza 30 morti in 24 ore

Nella Striscia di Gaza almeno 30 persone sono state uccise in 24 ore, portando il bilancio complessivo delle vittime della guerra a 45.514. Il bilancio aggiornato è stato diffuso dal ministero della Salute nella Striscia di Gaza, sotto il controllo di Hamas. Il ministero ha anche affermato che almeno 108.189 persone sono state ferite in più di 14 mesi di guerra tra Israele e Hamas, innescata dall'attacco del gruppo palestinese del 7 ottobre 2023. 

Siria: Ong, 300 arresti tra sostenitori ex regime Assad

In Siria quasi 300 persone legate all'ex regime del dittatore Bashar al-Assad sono state arrestate in pochi giorni dalle forze di sicurezza delle nuove autorità. Lo ha riferito Rami Abdel Rahmane, direttore dell'Osservatorio siriano per Diritti umani (Osdh), in merito alle operazioni di sicurezza contro le "milizie" di al-Assad, attuate negli ultimi giorni.

Senza fornire cifre, l'agenzia ufficiale Sana ha riferito, giovedì e sabato, di "arresti" contro "membri delle milizie di Assad", nella provincia di Hama o in quella di Latakia, sulla costa occidentale, dove un'operazione ha permesso il sequestro di "armi e munizioni". Le forze di sicurezza del nuovo potere insediato dai ribelli islamici hanno lanciato quattro giorni fa una vasta operazione contro le "milizie" dell'ex dittatore. "In meno di una settimana, quasi 300 persone sono state arrestate, a Damasco e nei suoi sobborghi, nelle regioni di Homs, Hama, Tartous, Latakia e persino Deir Ezzor", ha detto l'Osdh. Tra gli arrestati ci sono "informatori degli ex servizi di sicurezza del regime, uomini armati fedeli al regime e filo-iraniani, soldati e ufficiali di basso grado, che hanno dimostrato di aver commesso omicidi e atti di tortura", ha precisato Abdel Rahmane. "La campagna e' ancora in corso, ma nessuna personalita' di rilievo e' stata arrestata", ha ancora detto, a eccezione del generale Mohammed Kanjo Hassan, capo della giustizia militare sotto al-Assad che, secondo gli attivisti, ha condannato migliaia di condanne a morte dopo rapidi processi contro i detenuti del carcere di Saydnaya. 

Israele, violenze fisiche e sessuali su ostaggi a Gaza

Gli ostaggi rilasciati da Gaza hanno subito violenze fisiche e sessuali. A riferirlo in un rapporto trasmesso alle Nazioni Unite è il ministero della Sanità israeliano, stilato sulla base di testimonianze di ostaggi rilasciati lo scorso anno dalla Striscia di Gaza, compresi bambini. Gli ex ostaggi hanno raccontato di essere stati bruciati, picchiati, privati di acqua e cibo o abusati sessualmente dai loro rapitori. Lo studio dovrà essere consegnato questa settimana ad Alice Jill Edwards, relatrice speciale delle Nazioni Unite sulla tortura, ha annunciato il ministero della Sanità israeliano in una dichiarazione odierna. "L'Onu conosce i fatti. Ha l'obbligo morale di fare tutto ciò che è in suo potere per garantire che gli ostaggi ritornino a casa immediatamente", ha detto il presidente israeliano Isaac Herzog. "Uno degli ostaggi rilasciati afferma di aver subito abusi sessuali da parte di un terrorista di Hamas sotto la minaccia di una pistola", si legge nel rapporto. "Alcune donne hanno testimoniato di essere state legate ai letti mentre i loro rapitori guardavano." Israele ha gia' pubblicato rapporti e testimonianze sulle condizioni di prigionia degli ostaggi, alcuni dei quali denunciano abusi sessuali, che il movimento islamico palestinese Hamas ha sistematicamente respinto. "Gli orrori subiti dagli ostaggi rivelano al mondo la brutalità del nemico che Israele deve affrontare", ha commentato il ministro della Sanità israeliano, Uriel Busso, invitando la comunità internazionale a "aumentare la pressione su Hamas" per il rilascio degli ostaggi ancora detenuti.

Wafa, quinto bimbo morto per il gelo a Gaza, grave gemello

Un neonato è morto questa mattina a Gaza a causa del freddo e delle temperature in calo, segnando il quinto decesso in simili circostanze in meno di una settimana. Lo riferisce l'agenzia palestinese Wafa. Il neonato, identificato come Jumaa Al-Batran, aveva solo un mese e un fratellino gemello, Ali, le cui condizioni sono peggiorate a causa del gelo. I due vivevano in una tenda a Deir al-Balah, nella parte centrale di Gaza. Secondo fonti mediche, le temperature gelide hanno causato la morte di altri 4 neonati negli ultimi giorni, di età compresa tra 4 e 21 giorni. 

Raid Idf su ospedale Ahli e Gaza, colpito il sud Libano

Nelle ultime ore, l'esercito israeliano ha continuato a lanciare attacchi aerei mortali in tutta la Striscia di Gaza, uccidendo almeno tre persone nella parte settentrionale di Gaza City. E' stato colpito dall'artigleria anche l'ospedale arabo al-Ahli, l'unico di Gaza City. Un attacco israeliano a Rafah, nella parte meridionale di Gaza, ha ucciso una coppia nella loro casa, provocando un incendio e ferendone diverse altre. Una persona è stata uccisa in un attacco di droni israeliani a Nuseirat, nella parte centrale di Gaza e attacchi vengono segnalati anche a Jabalia, nel nord della Striscia. Intanto diversi gruppi umanitari internazionali chiedono a Israele di rilasciare immediatamente il dottor Hussam Abu Safia, direttore di Kamal Adwan, arrestato durante l'attacco lanciato venerdi' e concluso ieri, con la cattura di 240 persone definite "terroristi" dagli israeliani. Nel contempo, i bombardamenti proseguono anche nel Libano meridionale, come riferito dalla National News Agency (Nna), colpendo citta' e villaggi, in violazione di un cessate il fuoco concordato con Hezbollah il mese scorso. I raid israeliani hanno comportato anche una "violenta operazione di bombardamento" su aree tra le città di Markaba e Rab Thalathine nel distretto di Marjayoun, ha riferito la Nna. Le truppe di terra israeliane hanno invaso Qantara e Taybeh e hanno bruciato diverse case sul posto, ha aggiunto la stessa fonte, citando l'esercito libanese. L'agenzia Anadolu afferma che le forze israeliane hanno violato l'accordo di cessate il fuoco piu' di 300 volte da quando è entrato in vigore un mese fa. Secondo fonti d'informazione concordanti, i leader israeliani stanno valutando la possibilità di mantenere l'occupazione militare delle aree oltre la scadenza del cessate il fuoco, di 60 giorni. 

Ufficio Netanyahu: accordo limitato con Hamas è "bugia"

L'ufficio del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha respinto un rapporto dei media secondo cui il suo governo e Hamas avrebbero potuto concordare un accordo di tregua "limitato", come gesto di buona volontà prima dell'insediamento del presidente eletto degli Stati Uniti Donald Trump. Un rapporto del canale israeliano 12 aveva affermato che entrambe le parti erano interessate a un accordo piu' ristretto, in tempo per l'insediamento di Trump il 20 gennaio, senza fornire ulteriori dettagli. L'ufficio di Netanyahu ha definito il rapporto "una bugia completa". Anche il quotidiano Times of Israel ha citato un diplomatico arabo di alto rango non identificato che ha negato il rapporto. Dopo che i colloqui su un accordo a Gaza sono ripresi all'inizio di questo mese, il governo israeliano e Hamas si sono scambiati la colpa questa settimana per la mancanza di una svolta. 

Media, 'continuano i raid israeliani sul Libano meridionale'

Raid israeliani sono stati segnalati ieri sera sulle città e sui villaggi del Libano meridionale, in violazione di un cessate il fuoco concordato con Hezbollah il mese scorso. Lo afferma la National News Agency (Nna) del Libano. Gli attacchi includevano una "violenta operazione di bombardamento" sulle aree tra le città di Markaba e Rab Thalathine nel distretto di Marjayoun, ha riferito la Nna. Le truppe di terra israeliane hanno anche invaso Qantara e Taybeh e hanno bruciato diverse case lì, secondo l'esercito libanese. L'agenzia Anadolu afferma che le forze israeliane hanno violato l'accordo di cessate il fuoco più di 300 volte da quando è entrato in vigore un mese fa. 

Macron preme per aiuti umanitari massicci a Gaza

Il presidente francese Emmanuel Macron insiste sulla "necessita' urgente" di "aiuti umanitari massicci" a Gaza, dove la popolazione sta affrontando una "situazione catastrofica" e "perdite umane intollerabili". Lo ha rifesce l'Eliseo in un comunicato stampa. E' "più urgente che mai, dopo quindici mesi di conflitto, garantire il rilascio di tutti gli ostaggi detenuti da Hamas, stabilire un cessate il fuoco permanente e consentire agli aiuti umanitari di raggiungere i gazesi in modo massiccio", ha dichiarato Macron durante le conversazioni telefoniche con il presidente egiziano Abdel Fattah al-Sissi sabato e con il re giordano Abdullah II venerdi'. Ieri Israele ha dichiarato di aver preso di mira un centro di comando palestinese di Hamas in un ospedale chiave nel nord della Striscia di Gaza e ha confermato l'arresto del direttore dell'ospedale. L'ospedale Kamal Adwan era l'ultimo ospedale importante ancora in funzione nel nord del territorio palestinese, devastato da oltre un anno di guerra tra Israele e il movimento islamista Hamas. 

Wafa, 36 palestinesi uccisi oggi nei raid israeliani su Gaza

Almeno 36 palestinesi sono stati uccisi negli attacchi aerei israeliani su Gaza di ieri, la maggior parte dei quali nelle zone settentrionali della Striscia. Lo scrive l'agenzia palestinese Wafa citando fonti mediche di Gaza. Secondo l'agenzia, diversi palestinesi sono stati uccisi e molti altri feriti questa sera nei raid israeliani su Gaza City e Khan Younis.

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