
Un funzionario anonimo di Hamas ha dichiarato che ci sono stati notevoli progressi nei negoziati per un rilascio graduale degli ostaggi e un accordo di cessate il fuoco con Israele: la richiesta di Israele durante la prima fase dell'accordo prevede il rilascio di 34 ostaggi per motivi umanitari. L'agenzia di stampa palestinese Wafa riporta che quattro civili sono stati uccisi e altri sono rimasti feriti nel corso di raid aerei israeliani sulla città di Beit Hanoun, a nord della Striscia di Gaza
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Un funzionario anonimo di Hamas ha dichiarato al notiziario filo-Hezbollah Al Mayadeen - citato dal Times of Israel -, che ci sono stati notevoli progressi nei negoziati per un rilascio graduale degli ostaggi e un accordo di cessate il fuoco con Israele: la richiesta di Israele durante la prima fase dell'accordo prevede il rilascio di 34 ostaggi per motivi umanitari, principalmente tutte le donne e i bambini rimasti, comprese le soldatesse, i malati e gli anziani. In cambio, Israele rilascerà un numero non ancora fissato di prigionieri di sicurezza palestinesi, tra cui alcuni che stanno scontando l'ergastolo.
L'agenzia di stampa palestinese Wafa riporta che quattro civili sono stati uccisi e altri sono rimasti feriti oggi nel corso di raid aerei israeliani sulla città di Beit Hanoun, a nord della Striscia di Gaza. Fonti locali hanno riferito che un jet israeliano ha bombardato una casa della zona, mentre un altro ha preso di mira le aree orientali del quartiere di Zeitoun, a sud-est di Gaza City.
Gli approfondimenti:
- Siria, caduta del regime di Assad: festeggiamenti per le strade di Damasco
- Bashar al-Assad, chi è il presidente della Siria "cacciato" dai ribelli jihadisti
- Abu Muhammad al-Jolani, il ritratto del leader dei ribelli jihadisti in Siria
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Raid aereo Israele su Jabaliya, almeno 10 morti
Almeno 10 palestinesi sono stati uccisi in un attacco aereo israeliano su una casa a Jabaliya, nel nord di Gaza. Lo rende noto la tv Al Jazeera.
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Fonte Hamas, 'si discute del rilascio dei primi 34 ostaggi'
Un funzionario anonimo di Hamas ha dichiarato al notiziario filo-Hezbollah Al Mayadeen - citato dal Times of Israel -, che ci sono stati notevoli progressi nei negoziati per un rilascio graduale degli ostaggi e un accordo di cessate il fuoco con Israele: la richiesta di Israele durante la prima fase dell'accordo prevede il rilascio di 34 ostaggi per motivi umanitari, principalmente tutte le donne e i bambini rimasti, comprese le soldatesse, i malati e gli anziani. In cambio, Israele rilascerà un numero non ancora fissato di prigionieri di sicurezza palestinesi, tra cui alcuni che stanno scontando l'ergastolo. La fonte di Hamas sostiene che durante la prima fase di 42 giorni del cessate il fuoco, Israele consentirà un flusso significativamente maggiore di aiuti umanitari verso la Striscia di Gaza, compresa l'attrezzatura necessaria per riparare e ricostruire gli ospedali e le strutture pubbliche. Il funzionario afferma che Israele ha anche accettato di ritirarsi dalle aree densamente popolate della Striscia durante la prima fase dell'accordo. Afferma che, mentre tutte le parti hanno concordato di riaprire il valico di Rafah al confine con l'Egitto durante la prima fase, la questione di chi manterrà il controllo del valico deve ancora essere risolta. Il Wall Street Journal ha riferito all'inizio di questo mese che Israele ha accettato un ritiro graduale dal corridoio Filadelfia lungo il confine tra Gaza e l'Egitto e che Hamas aveva accettato di non essere coinvolta nella gestione del valico di Rafah. Il primo ministro Benjamin Netanyahu ha da tempo giurato che le truppe israeliane sarebbero rimaste sul corridoio. Il valico è rimasto chiuso da maggio di quest'anno, quando l'Idf ha lanciato la sua offensiva a Rafah, la città più a sud di Gaza, ricorda il Times of Israel.
Alture del Golan, cosa sono e perché Israele ha occupato la zona cuscinetto
L'8 dicembre le forze di terra israeliane hanno attraversato la zona demilitarizzata che si trova al confine tra Israele e Siria e sono entrate nel Paese per la prima volta dalla guerra dello Yom Kippur del 1973 e dei seguenti accordi del 1974. Il dispiegamento è avvenuto nel mezzo dell'avanzata dei ribelli jihadisti che hanno conquistato Damasco e costretto il presidente siriano Assad a fuggire. Così ora una grande bandiera dello Stato ebraico sventola sul versante siriano del monte Hermon, al confine tra i due Paesi, segnalando simbolicamente una svolta storica. Ma cosa significa questa mossa? E che risvolti può avere? LEGGI QUI
Cos'è l'Idf, come sono organizzate e come funzionano le Forze armate israeliane
Create nel 1948, ogg contano su 170mila soldati effettivi, grazie alla coscrizione obbligatoria di tre anni per gli uomini e di due per le donne. Dispongono, inoltre, di 3.500 carri armati. L'APPROFONDIMENTO
Wafa, 3 morti in due raid israeliani nel sud di Gaza
Tre civili sono rimasti uccisi in attacchi aerei israeliani vicino a Khan Younis, nel sud della Striscia di Gaza. Lo ha riferito l'agenzia di stampa Wafa. Un civile è morto in un raid aereo israeliano sulla città di al-Qarara, a nord-est di Khan Younis. Altri due sono rimasti uccisi in un attacco aereo che ha colpito una tenda che ospitava sfollati nella città di al-Fukhari, a est di Khan Younis.
Medio Oriente, chi sono i leader eliminati da Israele in un anno di guerra
Yahya Sinwar, capo politico di Hamas, è stato ucciso il 16 ottobre dall'Idf. Ma i leader di peso “eliminati” da Israele nell’ultimo periodo, durante la campagna militare che va avanti da oltre un anno nella Striscia di Gaza, sono diversi. Un martellamento che ha preso di mira Hamas, ma anche altri gruppi legati a Teheran, come Hezbollah in Libano o le milizie delle Guardie rivoluzionarie iraniane. LE FOTO
Iron dome, cos'è e come funziona il sistema anti missile israeliano
Si tratta di un sistema di difesa terrestre che intercetta razzi e colpi di mortaio a corto raggio. Di solito viene utilizzato dalle forze israeliane per fermare i missili lanciati dai miliziani di Hamas. Inaugurato nel 2011, è composto da diverse batterie che compongono questa "Cupola di ferro" sparse sul territorio israeliano: ciascuna è dotata di un radar che rileva i razzi in arrivo. Insieme alla Fionda di David e ad Arrow, completa la triade di difesa di Israele. L'APPROFONDIMENTO
Hezbollah, cosa sapere sul gruppo antisionista libanese
Tra i protagonisti dell'escalation di tensione in Medio Oriente c’è anche l’organizzazione militare e politica libanese. Sostenuta ideologicamente e finanziariamente dall’Iran, controlla una larga parte del Paese, quasi “uno Stato nello Stato”, e partecipa attivamente alla vita politica. Il suo leader è stato a lungo - dal 1992 - Hassan Nasrallah, che ha guidato il gruppo fino al 28 settembre 2024, quando è stato ucciso da un attacco israeliano su Beirut. L'ANALISI
La questione israelo palestinese, cos'è e come è nata
L'attacco del 7 ottobre 2023 lanciato da Hamas contro Israele ha riacceso i riflettori su una contrapposizione che va avanti da decenni e su cui non si riesce a trovare una soluzione. Anche se, negli anni, qualche tentativo è stato fatto. L'APPROFONDIMENTO
Crisi Siria, ripresi voli interni e commercio con Giordania
Media: Israele demolisce edifici nel sud del Libano
Forze israeliane stanno conducendo sistematiche operazioni di demolizione di edifici nella città di Naqoura, nel Libano meridionale, come si può vedere in un video di un attivista libanese verificato dall'agenzia di fact-checking di Al Jazeera, Sanad. Lo riferisce nel suo sito web la stessa emittente tv del Qatar, aggiungendo che il sindaco della cittadina al confine con Israele ha affermato che le forze israeliane stanno portando avanti la demolizione di Naqoura, notando che il tasso di distruzione è aumentato al 70 percento dall'inizio del cessate il fuoco, rispetto a circa il 35 percento prima che entrasse in vigore. L'esercito israeliano sta facendo saltare in aria o demolendo diversi edifici residenziali anche in altre zone nel Libano meridionale, mentre le sue forze continuano a occupare villaggi di confine, scrive ancora al Jazeera citando l'agenzia di stampa libanese Nna, secondo cui sono state udite esplosioni nella città di Tiro, così come nel villaggio di Harfa, nella città di al-Jebbayn e nel villaggio di Chihine.
Famiglie palestinesi fanno causa agli Usa su Israele
Varie famiglie palestinesi hanno fatto causa al dipartimento di Stato Usa per il sostegno di Washington all'esercito israeliano durante la guerra a Gaza che ha ucciso decine di migliaia di persone e causato una crisi umanitaria. I promotori dell'azione legale, intentata presso la corte distrettuale della capitale, sostengono che Foggy Bottom sotto il segretario di Stato Antony Blinken ha deliberatamente aggirato una legge americana sui diritti umani per continuare a finanziare e sostenere unità militari israeliane accusate di atrocità a Gaza e nella Cisgiordania occupata da Israele.
Media: sei morti in un raid israeliano nel sud di Gaza
Almeno sei persone sono state uccise in un raid israeliano su una casa a Beit Hanoon, nella parte settentrionale della Striscia di Gaza. Lo riferisce Al Jazeera online, notando che le città settentrionali della Striscia di Beit Lahiya, Beit Hanoon e il campo di Jabalia sono sotto assedio israeliano da più di due mesi.
Media: ore cruciali in negoziato per accordo su Gaza
Sono "ore cruciali per raggiungere un accordo a Gaza": lo hanno riferito Al-Hadath e Al-Arabiya, ripresi da Yedioth Ahronoth. "C'e' una svolta significativa su alcune delle questioni controverse", hanno aggiunto le emittenti, sottolineando che Hamas avrebbe accettato che nella prima fase non ci sia una cessazione completa della guerra ne' il ritiro di tutte le truppe israeliane. Inoltre, avrebbe acconsentito all'esilio in Turchia e Qatar di alti esponenti del gruppo scarcerati e a liberare ostaggi malati, anziani e soldatesse. Il gruppo militante palestinese ha pero' rifiutato l'idea di posti di blocco per gli abitanti della Striscia che si spostano da sud a nord e vorrebbe garanzie internazionali sull'impegno di Israele a rispettare tutte le fasi dell'intesa.
Media: civili israeliani entrano in Libano e piazzano tende
Un gruppo di cittadini israeliani ha attraversato il confine con il Libano meridionale e ha allestito delle tende nel villaggio di Maroun El Ras. Lo riferisce l'emittente televisiva libanese Lbci nel suo sito web, citando l'esercito israeliano. Dopo aver inizialmente negato le segnalazioni di attivisti che allestivano tende in territorio libanese, l'esercito israeliano ha confermato che un'indagine ha rivelato che cittadini israeliani avevano effettivamente oltrepassato la Linea Blu di demarcazione di diversi metri a Maroun El Ras. Dopo essere stati identificati dalle forze israeliane, i cittadini sono stati scortati via dal sito. In una dichiarazione relativa all'incidente, scrive ancora Lbci, un portavoce militare israeliano ha affermato che "qualsiasi tentativo di avvicinarsi o attraversare il confine con il territorio libanese senza coordinamento rappresenta una minaccia per la vita e compromette la capacità dell'esercito di operare nella regione e svolgere la propria missione".
Hts: 'Prossimo passo sarà lo scioglimento delle fazioni armate'
Il leader militare del gruppo radicale Hayat Tahrir al-Sham (Hts), alla guida della coalizione che spodestato il regime dell'ex presidente siriano Bashar al Assad, ha annunciato che "il prossimo passo" della nuova dirigenza della Siria sarà lo scioglimento delle fazioni armate, a cominciare dalla sua. affinché vengano fuse nella futura istituzione militare. "In ogni stato, le unità militari devono essere integrate all'interno dell'istituzione militare", ha detto Mourhaf Abou Qasra, conosciuto con il suo nome di battaglia Abu Hassan al Hamwi, in un'intervista nella città costiera di Latakia di cui riferisce L'Orient le Jour online. Htc, ha aggiunto, sarà "la prima a prendere l'iniziativa" di sciogliersi, "nell'interesse generale del Paese".
Media: Netanyahu ordina a Idf di restare in Sira per un anno
L'Esercito israeliano (Idf) ha ricevuto istruzioni dal primo ministro Benjamin Netanyahu di rimanere per un anno, almeno fino alla fine del 2025, nella zona siriana di Hermon conquistata dopo il crollo del regime di Assad: lo riporta Channel 12. La data, spiega l'emittente tv israeliana, è stata fissata in base alla valutazione secondo cui per la fine dell'anno prossimo la situazione politica e di sicurezza in Siria si sarà stabilizzata, e per allora sarà possibile sapere se nel Paese ci sarà un soggetto che rispetterà gli accordi di separazione delle forze del 1974. Ieri, nel corso della sua visita sul versante siriano del Monte Hermon, Netanyahu ha detto che Israele rimarrà sull'altura "finché non verrà trovato un altro accordo che garantisca la sicurezza di Israele".
Siria: Erdogan a Macron: 'Bene decisione Francia riaprire ambasciata'
Il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, ha espresso soddisfazione per la decisione della Francia di riaprire la sua missione diplomatica in Siria nel corso di un colloquio telefonico con il suo omologo, Emmanuel Macron. "Nel corso del colloquio, il presidente Erdogan ha dichiarato di essere rimasto soddisfatto dalla decisione della Francia di riaprire la sua ambasciata in Siria", ha indicato la presidenza turca in una nota pubblicata sul social X. La Turchia ha riaperto sabato la sua ambasciata a Damasco, che era chiusa dal 2012.
Ieri la Francia ha inviato nella capitale siriana ha team di quattro diplomatici che hanno incontrato un rappresentante delle nuove autorità al potere nel Paese dopo la caduta del regime di Bashar al-Assad. I diplomatici avevano anche l'obiettivo di recarsi presso l'ambasciata francese, chiusa dal 2012, "per lavorare alla riapertura, a seconda delle condizioni politiche e di sicurezza". Oltre alla Francia, anche Germania, Regno Unito e Onu hanno inviato delegazioni a Damasco per stabilire contatti con la nuova leadership.
Hezbollah: funerali ufficiali di Nasrallah a inizio del 2025
Il movimento sciita libanese filo-iraniano Hezbollah prevede di organizzare, "all'inizio del 2025", un funerale ufficiale su larga scala per il suo defunto leader Hassan Nasrallah, ucciso in un massiccio attacco israeliano il 27 settembre a Beirut. Lo ha annunciato, riferisce L'Orient le Jour online, un deputato dello stesso Partito di Dio, Hassan Fadlallah. Hezbollah intende allo stesso modo organizzare una cerimonia funebre in grande stile anche per il suo presunto successore di Nasrallah, Hachem Safieddine, a sua volta ucciso da Israele in un massiccio attacco aereo nella notte tra il 3 e il 4 ottobre. "È possibile, tuttavia, che le due sepolture avvengano separatamente", Hachem Safieddine potrà essere sepolto nel sud del paese, ha indicato il deputato, mentre l'ex segretario generale dovrebbe essere sepolto nella periferia sud di Beirut. Nasrallah è stato sepolto temporaneamente in un luogo segreto, nel timore che il funerale venisse preso di mira da Israele. La data esatta non è stata ancora confermata e sarà annunciata da Naim Kassem, l'attuale numero uno del partito, "una volta ultimati i preparativi".
Netanyahu di nuovo in aula per processo corruzione
Il premier israeliano Benjamin Netanyahu si è presentato di nuovo in aula nell'ambito del processo a suo carico per corruzione. E' la quarta udienza ed è stata rinviata a oggi: il giudice ieri ha accordato lo slittamento richiesto dai legali per "circostanze eccezionali" a causa della visita del premier sul lato siriano del Monte Hermon.
Israele, centinaia di studenti manifestano per l'accordo sugli ostaggi
Centinaia di studenti in tutto Israele hanno manifestato stamane, chiedendo un accordo per liberare i 101 ostaggi ancora nelle mani di Hamas a Gaza. Circa 200 istituti hanno preso parte alla protesta, con studenti, insegnanti e genitori che hanno bloccato le strade e fatto picchetti agli incroci, chiedendo il rilascio dei rapiti. L'iniziativa coincide con il 25esimo compleanno dell'ostaggio Matan Zangauker. "Spero che (mio figlio sarà) l'ultimo ostaggio a festeggiare un compleanno in prigionia", ha commentato la madre, Einav.
Onu, a Gaza quasi un milione di persone senza riparo questo inverno
Quasi un milione di palestinesi potrebbero rimanere senza riparo per l'inverno. Lo sostiene l'Onu che riferisce come a causa dell'ingresso limitato di materiali per la costruzione dei rifugi solo 285.000 persone tra settembre e la fine di novembre 2024 hanno ottenuto un riparo. Ciò significa che almeno 945.000 abitanti di Gaza hanno urgente bisogno di una tenda per affrontare la pioggia e il freddo dell'inverno. L'Onu riferisce che fuori da Gaza, 58.000 kit di sigillatura e più di 36.000 teloni sono già stati acquistati per coprire i bisogni di circa 400.000 persone. Ma secondo l'Ufficio delle Nazioni Unite per il Coordinamento degli Affari Umanitari (Ocha), ci vorrebbero almeno due mesi per portarli a Gaza, al ritmo attuale di 10 camion a settimana. Con l'arrivo del freddo inoltre la mancanza di coperte e vestiti caldi sta colpendo "in modo sproporzionato" i bambini che vivono in tende di fortuna, molte delle quali sono state fornite dalle agenzie umanitarie nell'ultimo anno, ma sono diventate inutilizzabili a causa dell'usura e delle inondazioni che le hanno danneggiate. In molte aree gli sfollati hanno eretto precari rifugi di fortuna sulle rovine che rischiano di crollare con l'avvicinarsi dell'inverno e della stagione delle piogge. Secondo l'Organizzazione mondiale della Sanità la mancanza di alloggi adeguati sta aggravando i già considerevoli bisogni sanitari. Tra gennaio e novembre 2024, l'Oms ha registrato più di 1,2 milioni di casi di infezioni respiratorie acute, più di 570.000 casi di diarrea acquosa acuta e quasi 115.000 casi di sindrome da ittero acuto. Infine l'Ocha ha riferito che proprio ieri tre missioni umanitarie per portare cibo e acqua in alcune parti della Striscia di Gaza settentrionale assediata sono state ancora una volta respinte dalle autorità israeliane. L'Onu ha cercato di raggiungere queste zone assediate 40 volte: 38 tentativi sono stati respinti e due sono stati ostacolati. Dunque, ribadisce l'Onu, la situazione relativa alla consegna delle missioni nel nord rimane "estremamente difficile".
Erdogan a Macron: "Bene la riapertura dell'ambasciata in Siria"
Il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, "ha espresso la sua soddisfazione per la decisione della Francia di riaprire la sua ambasciata in Siria", durante una conversazione telefonica con l'omologo francese, Emmanuel Macron. Il leader turco "ha aggiunto che sono stati avviati i lavori per il ritorno dei rifugiati siriani (dalla Turchia) nel loro Paese e che la comunità internazionale dovrebbe collaborare per facilitare condizioni sostenibili che consentano ai siriani di vivere lì e di lavorare per la ricostruzione" della Siria, riferisce la presidenza della Repubblica di Ankara.
Ministero della Sanità di Hamas, i morti a Gaza sono 45.097
Il bilancio dei morti a Gaza è salito a quota 45.097, di cui 38 nelle ultime 24 ore: lo ha reso noto su Telegram il ministero della Sanità di Hamas. I feriti sono 107.244, secondo la stessa fonte.
Meloni: "Rimuovere le sanzioni alla Siria può avvicinare"
"Avrete letto che l'Alto rappresentante Ue, Kaja Kallas, apre alla rimozione delle sanzioni verso la Siria, un altro strumento che può essere utilizzato per avvicinare. Ma è ovvio che ci muoviamo in una situazione che a nessuno di è chiarissima". Lo ha detto la premier Giorgia Meloni in Aula al Senato, in sede di replica dopo la discussione generale sulle sue comunicazioni in vista del Consiglio Ue, rispondendo al senatore di Iv Matteo Renzi.

©IPA/Fotogramma
Siria, inviato Onu: "Elezioni libere e giuste dopo la transizione"
L'inviato speciale delle Nazioni Unite Geir Pedersen ha chiesto "elezioni libere e giuste" e assistenza umanitaria per la Siria, esprimendo la speranza di una soluzione politica nel nord-est, dopo la cacciata di Bashar al-Assad questo mese. Rivolgendosi ai giornalisti a Damasco, Pedersen ha espresso la speranza di "elezioni libere e giuste dopo un periodo di transizione", chiedendo anche "assistenza umanitaria immediata" per il Paese dilaniato dalla guerra e affermando che "speriamo di vedere una soluzione politica" nel nord-est controllato dai curdi.
Malpensa, fermato iraniano: forniva parti droni a terroristi. VIDEO
Idf dirama avviso di evacuazione per civili nel centro di Gaza
Le Idf hanno diramato un avviso di evacuazione per diversi quartieri di Bureij, nel centro di Gaza, in seguito al lancio di razzi dalla zona contro le truppe israeliane che operano nella Striscia. "Le organizzazioni terroristiche stanno di nuovo lanciando razzi da questa zona che è stata più volte allertata in passato", afferma il colonnello Avichay Adraee, portavoce in lingua araba dell'Idf, pubblicando una mappa delle zone che devono essere evacuate. I civili della zona sono invitati a trasferirsi nella zona umanitaria designata da Israele, che si trova nelle vicinanze.
Bbc, Facebook ha limitato le notizie da Gaza dall'ottobre 2023
Secondo una ricerca della Bbc, Facebook ha fortemente limitato la capacità delle agenzie di stampa palestinesi di raggiungere un pubblico durante la guerra tra Israele e Gaza. In un'analisi completa dei dati di Facebook, Bbc ha scoperto che le redazioni nei territori palestinesi (a Gaza e in Cisgiordania) hanno subito un forte calo del coinvolgimento del pubblico dall'ottobre 2023. La Bbc ha anche visionato documenti trapelati che dimostrano che Instagram, un'altra piattaforma di proprietà di Meta, ha aumentato la moderazione dei commenti degli utenti palestinesi dopo ottobre 2023. Meta, il proprietario di Facebook, afferma che qualsiasi insinuazione secondo cui avrebbe deliberatamente soppresso determinate voci è "inequivocabilmente falsa".
Onu, conservare prove crimini di guerra governo Assad
La caduta del regime a Damasco ha riacceso le speranze che i responsabili della guerra civile siriana siano chiamati a rispondere dei crimini commessi: lo ha detto il capo dell'organo investigativo delle Nazioni Unite (l''International, Impartial and Independent Mechanism - Syria'), Robert Petit, aggiungendo che è pronto a lavorare con le nuove autorità per analizzare le potenziali prove relative ai crimini di guerra. Il rappresentante Onu ha detto di aver scritto alle autorità de facto per esprimere la sua volontà di lavorare con Damasco e visitare la Siria per raccogliere "prove che potrebbero coinvolgere alti funzionari del precedente governo". Dopo la caduta del presidente Bashar al-Assad, gli investigatori dell'Onu - che da anni raccolgono prove sulle atrocità commesse in Siria - sperano che la nuova situazione permetta loro di accedere a questa vasta "scena del crimine". "Ora c'è la possibilità di accedere alle prove dei crimini commessi dai più alti livelli del regime", ha affermato Petit. Il funzionario si è anche detto sicuro che le autorità di transizione siano consapevoli della necessità "di conservare le prove di un governo che per 14 anni ha usato tutti gli aspetti dell'apparato per commettere crimini". In particolare gli sforzi delle agenzie Onu sono mirati a documentare il destino delle persone scomparse in Siria che le Nazioni Unite stima siano più di 130.000.
Il Papa: "Preghiamo per la pace, la guerra è una sconfitta"
"Preghiamo per la pace. Non dimentichiamo la gente che soffre per la guerra, la Palestina, Israele, e tutti coloro che stanno soffrendo, Ucraina, Myanmar. Non dimentichiamo di pregare per la pace, perché finiscano le guerre". Lo ha detto il Papa al termine dell'udienza generale. "Chiediamo al Principe della Pace, il Signore, che ci dia questa grazia: la pace nel mondo", "non dimentichiamo: la guerra sempre è una sconfitta, sempre", ha sottolineato Papa Francesco.
Wafa: raid aerei israeliani a nord di Gaza, 4 morti
L'agenzia di stampa palestinese Wafa riporta che quattro civili sono stati uccisi e altri sono rimasti feriti oggi nel corso di raid aerei israeliani sulla città di Beit Hanoun, a nord della Striscia di Gaza. Fonti locali hanno riferito che un jet israeliano ha bombardato una casa della zona, mentre un altro ha preso di mira le aree orientali del quartiere di Zeitoun, a sud-est di Gaza City. L'esercito allo stesso tempo - prosegue la Wafa - ha bombardato con l'artiglieria la parte orientale della città di Khuzaa e il quartiere di Al-Janina, a est della città di Rafah.
Riapre ai camion il valico con la Giordania
Dopo la ripresa dei collegamenti aerei tra Damasco e Aleppo in Siria, riprende l'intenso commercio tra Siria e Giordania dopo la sospensione seguita al dissolvimento dopo 54 anni del regime siriano di Bashar al Assad. Il ministro dell'industria giordano, Yarob Qadat, citato dai media di Damasco, ha annunciato oggi la riapertura del valico Jaber-Nassib tra i due paesi per i veicoli commerciali. Tramite questo valico passano merci non solo dalla Siria ma anche dal vicino Libano e dalla Turchia dirette in Giordania, Arabia Saudita e in tutta la Penisola araba.
Centinaia di studenti in piazza in Israele per chiedere tregua
Centinaia di studenti in tutto Israele hanno manifestato stamattina, chiedendo un accordo per liberare i 100 ostaggi trattenuti a Gaza, nell'ambito di un'iniziativa nazionale organizzata da studenti provenienti da tutto il Paese. Lo scrive Haartez. Gli alunni di circa 200 scuole hanno bloccato le strade e protestatoo agli incroci, con studenti, insegnanti e genitori che chiedono il rilascio degli ostaggi. Gli eventi coincidono con il 25° compleanno dell'ostaggio israeliano Matan Zangauker. Sua madre, Einav, ha detto: "Spero che mio figlio sia l'ultimo ostaggio a festeggiare un compleanno in prigionia".
Media: colloqui per accordo in fase cruciale
Sono in una fase "cruciale" i negoziati per un accordo che porti a un cessate il fuoco nella Striscia di Gaza e alla liberazione degli ostaggi trattenuti nell'enclave palestinese da oltre un anno. A scriverlo è il quotidiano panarabo Asharq Al-Awsat, che cita fonti secondo cui "l'accordo sarò concluso una volta definiti gli ultimi dettagli, in particolare quelli relativi ai nomi degli ostaggi in vita e dei detenuti palestinesi". Stando alle fonti, "c'è una possibilità di arrivare presto all'intesa".
Nell'articolo rilanciato anche dai media israeliani, il giornale scrive che nella prima fase dell'accordo sarebbe prevista la liberazione di 30 ostaggi da parte di Hamas, in cambio della scarcerazione da parte di Israele di un numero imprecisato di detenuti palestinesi, decine di quali sono stati condannati all'ergastolo.
Von der Leyen: "Immagini prigioni vero volto regime Assad"
"La caduta di Bashar al-Assad è una liberazione per il popolo siriano. Abbiamo tutti visto le strazianti immagini provenienti dalle prigioni di Assad, dove tanti innocenti sono stati detenuti, torturati e uccisi. Innocenti come la giovane ragazza che ha trascorso quattordici anni in prigione per un post sui social media. O i bambini nati in prigione, che non avevano mai visto la luce del giorno. Assad aveva costruito un intero sistema di prigioni sotterranee. Questo era il vero volto del regime. Ed è per questo che così tanti siriani sono sopraffatti dalla gioia. Per la prima volta da decenni, la speranza è tornata in Siria". Lo ha dichiarato la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, nel suo intervento in plenaria al Parlamento europeo.
Media, colloqui per accordo in fase cruciale
Sono in una fase "cruciale" i negoziati per un accordo che porti a un cessate il fuoco nella Striscia di Gaza e alla liberazione degli ostaggi trattenuti nell'enclave palestinese da oltre un anno. A scriverlo è il quotidiano panarabo Asharq Al-Awsat, che cita fonti secondo cui "l'accordo sarò concluso una volta definiti gli ultimi dettagli, in particolare quelli relativi ai nomi degli ostaggi in vita e dei detenuti palestinesi". Stando alle fonti, "c'è una possibilità di arrivare presto all'intesa".
Nell'articolo rilanciato anche dai media israeliani, il giornale scrive che nella prima fase dell'accordo sarebbe prevista la liberazione di 30 ostaggi da parte di Hamas, in cambio della scarcerazione da parte di Israele di un numero imprecisato di detenuti palestinesi, decine di quali sono stati condannati all'ergastolo.
Media, riaperto l'aeroporto di Damasco
Il primo aereo da Damasco è decollato oggi alla volta di Aleppo dalla caduta del presidente Bashar al-Assad: lo ha constato l'agenzia di stampa Afp.
Siria, inviato Onu avverte: la guerra non è finita
Il conflitto in Siria non è finito, neanche dopo che Bashar al-Assad ha lasciato il Paese, secondo l'inviato speciale dell'Onu, Geir Pedersen, che ha invitato Israele a "cessare ogni attività di insediamento nel Golan siriano occupato" e affermato che la fine delle sanzioni sarebbe fondamentale per assistere la Siria. Parlando dei combattenti curdi e sostenuti dalla Turchia, Pedersen ha avvertito: "Ci sono state ostilità significative nelle ultime due settimane, prima che fosse mediato un cessate il fuoco". "Un cessate il fuoco di cinque giorni è ormai scaduto e sono seriamente preoccupato per le notizie di un'escalation militare", ha detto Pedersen. "Una simile escalation potrebbe essere catastrofica".
Alture del Golan, cosa sono e perché Israele ha occupato la zona cuscinetto
L'8 dicembre le forze di terra israeliane hanno attraversato la zona demilitarizzata che si trova al confine tra Israele e Siria e sono entrate nel Paese per la prima volta dalla guerra dello Yom Kippur del 1973 e dei seguenti accordi del 1974. Il dispiegamento è avvenuto nel mezzo dell'avanzata dei ribelli jihadisti che hanno conquistato Damasco e costretto il presidente siriano Assad a fuggire. Così ora una grande bandiera dello Stato ebraico sventola sul versante siriano del monte Hermon, al confine tra i due Paesi, segnalando simbolicamente una svolta storica. Ma cosa significa questa mossa? E che risvolti può avere? LEGGI QUI
Onu, processo politico in Siria sia inclusivo
Il consiglio di sicurezza dell'Onu chiede un processo politco "inclusivo e guidato dai siriani" dopo la caduta di Bashar al-Assad. E' quanto si legge in una nota, dove si sottolinea che è necessario consentire ai siriani di determinare il "loro futuro". Il consiglio di sicurezza dell'Onu chiede anche alla Siria e ai Paesi vicini di evitare qualsiasi azione che possa mettere a rischio la stabilità regionale.