
Husam Badran, membro dell'ufficio politico di Hamas, ha dichiarato ad Al Jazeera che "è diventato evidente" a tutte le parti coinvolte nella negoziazione di un accordo di cessate il fuoco a Gaza che Netanyahu è "personalmente responsabile" per aver interrotto gli attuali colloqui e i precedenti round a causa di considerazioni personali e di quelle del suo governo di estrema destra
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Husam Badran, membro dell'ufficio politico di Hamas, ha dichiarato ad Al Jazeera che "e' diventato evidente" a tutte le parti coinvolte nella negoziazione di un accordo di cessate il fuoco a Gaza che Netanyahu e' "personalmente responsabile" per aver interrotto gli attuali colloqui e i precedenti round a causa di considerazioni personali e di quelle del suo governo di estrema destra. Badran ha affermato che, mentre Hamas ha adottato un approccio costruttivo, il primo ministro israeliano "non ha mostrato alcuna reale positivita' che potrebbe portare a una soluzione". Il funzionario palestinese ha aggiunto che Netanyahu ha cercato di dare la colpa ad Hamas, ma che i mediatori, compresi gli Stati Uniti, sono consapevoli che Netanyahu sta "ostacolando qualsiasi accordo".
Gli approfondimenti:
- LO SPECIALE
- Guerra Israele-Hamas, cosa c'è da sapere
- Cos'è Hamas
- Chi sono gli Houthi che attaccano le navi nel Mar Rosso
- Il piano di Netanyahu per il dopoguerra
- Hamas, cosa significa il triangolo rovesciato
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Israele avrebbe organizzato una campagna di persuasione online rivolta a politici USA
Lo rivela il New York Times, che cita fonti del Ministero della Diaspora di Israele. Anche OpenAI e Meta affermano di aver individuato un’operazione di disinformazione portata avanti da una società israeliana. LEGGI L'ARTICOLO
Stato Palestinese, quali sono i Paesi che lo riconoscono ufficialmente
Il 28 maggio Spagna, Norvegia e Irlanda hanno formalizzzato il riconoscimento dello Stato di Palestina, il 30 sarà la volta della Slovenia. A livello globale lo ha già fatto il 70% circa dei membri Onu, tra cui non ci sono Italia, Francia, Germania, Gran Bretagna e Stati Uniti. L'APPROFONDIMENTO
Germania, per ottenere il passaporto tedesco c’è l’obbligo di riconoscere Stato di Israele
È la risposta del governo ai molti episodi di violenza degli ultimi mesi, sia quelli di antisemitismo che quelli in cui si è visto inneggiare al massacro di Hamas in Israele. LEGGI L'ARTICOLO
Medioriente, Hamas: Netanyahu responsabile per stop colloqui
Husam Badran, membro dell'ufficio politico di Hamas, ha dichiarato ad Al Jazeera che "è diventato evidente" a tutte le parti coinvolte nella negoziazione di un accordo di cessate il fuoco a Gaza che Netanyahu è "personalmente responsabile" per aver interrotto gli attuali colloqui e i precedenti round a causa di considerazioni personali e di quelle del suo governo di estrema destra. Badran ha affermato che, mentre Hamas ha adottato un approccio costruttivo, il primo ministro israeliano "non ha mostrato alcuna reale positivita' che potrebbe portare a una soluzione". Il funzionario palestinese ha aggiunto che Netanyahu ha cercato di dare la colpa ad Hamas, ma che i mediatori, compresi gli Stati Uniti, sono consapevoli che Netanyahu sta "ostacolando qualsiasi accordo".
Eshkol Nevo: "Sogno l'abolizione della leva obbligatoria in Israele"
Abbiamo incontrato a Torino in occasione del Salone del Libro Eshkol Nevo che ci ha parlato della sua raccolta di racconti "Legami", della guerra in Medio Oriente e delle prospettive di pace. L'INTERVISTA
Non solo Netanyahu, da Putin a Gheddafi: chi sono i leader finiti nel mirino dell'Aja
Il procuratore capo della Corte penale internazionale ha chiesto di emettere un mandato di arresto contro il premier israeliano - e contro i numero uno Hamas Sinwar - per "crimini di guerra e crimini contro l'umanità". Se accolta, il primo ministro dello Stato ebraico finirebbe in un elenco in cui compaiono molte figure controverse. DI CHI SI TRATTA
Pentagono: molo temporaneo a Gaza cesserà presto di funzionare completamente
Il molo temporaneo per gli aiuti umanitari allestito dalle forze armate statunitensi sulla costa della Striscia di Gaza cesserà presto di funzionare completamente. Ad annunciarlo è stato il Pentagono. Il molo si è staccato ed è rimasto gravemente danneggiato a causa del mare mosso a giugno ed è stato rimorchiato ad Ashdod, sulla costa israeliana. Il portavoce del Pentagono Pat Ryder ha dichiarato oggi che il personale militare statunitense ha tentato senza successo di ri-ancorare il molo sulla spiaggia di Gaza ieri, ma non è riuscito a causa di problemi tecnici e meteorologici. "Il molo cesserà presto le operazioni, e maggiori dettagli su questo processo e sui tempi saranno disponibili nei prossimi giorni", ha detto Ryder.
Israele: dal kibbutz ai grattacieli di Tel Aviv, l’attesa degli sfollati del Sud
I residenti delle comunità attaccate il 7 ottobre aspettano un accordo che liberi gli ostaggi, metta fine alla guerra a Gaza e li riporti nelle loro case. IL REPORTAGE
Sullivan: tema ora è distribuzione efficace aiuti a Gaza
"Il vero problema in questo momento non e' portare aiuti a Gaza, ma distribuirli in modo efficace in tutta Gaza". Lo ha sottolineato il consigliere per la Sicurezza nazionale Usa, Jack Sullivan, cercando di minimizzare la chiusura imminente del molo temporaneo costruito a meta' maggio dall'amministrazione Biden al largo della costa della Striscia per aumentare l'afflusso di aiuti nell'enclave palestinese.
Netanyahu chiede controllo Corridoio Filadelfia e valico Rafah
Tra le condizioni di Israele per una tregua a Gaza c'è "il controllo del Corridoio Filadelfia e del valico di Rafah". Lo ha sottolineato il premier Benyamin Netanyahu ribadendo le 4 linee rosse di Israele per arrivare ad un accordo. Il Corridoio Filadelfia è una striscia di terra, piena di tunnel, che corre lungo in confine tra l'Egitto e Gaza con l'Egitto. Obiettivo di questo controllo - preso dall'Idf nelle scorse settimane con l'operazione di terra a Rafah - è impedire il contrabbando di armi per Hamas.
Idf: 'A Beeri abbiamo fallito, encomio a risposta residenti'
L'Idf "ha fallito nella sua missione di proteggere i residenti del kibbutz Beeri", uno dei più colpiti dall'attacco di Hamas del 7 ottobre. Lo ha stabilito l'indagine operativa dell'esercito israeliano che è stata resa nota oggi e presentata dal capo di stato maggiore Herzi Halevi ai membri del kibbutz stesso, alle famiglie degli ostaggi rapiti dal luogo e al ministro della Difesa Yoav Gallant. Al tempo stesso l'indagine ha messo in risalto "il coraggio dei residenti di Beeri e dei membri della squadra civile di risposta rapida del kibbutz che è encomiabile ed è stata fondamentale per stabilizzare la linea difensiva durante le prime ore di combattimento, impedendo che l'attacco si estendesse ad altre parti del kibbutz". Nell'attacco al kibbutz, ha precisato l'indagine, 101 sono stati i civili uccisi, 32 gli ostaggi portati via a Gaza, 11 dei quali sono ancora nella Striscia trattenuti a Gaza. Durante la battaglia sono caduti 31 addetti alla sicurezza, tra cui 23 soldati dell'Idf e membri della squadra civile di risposta rapida e otto ufficiali della polizia israeliana. Secondo l'inchiesta, sono stati "circa 340 terroristi infiltratisi, tra cui circa 100 agenti terroristici della unità d'elite Nukhba di Hamas, che hanno compiuto massacri omicidi, rapimenti di ostaggi, saccheggi e altri crimini brutali". Riguardo ad uno dei punti più controversi, quello in cui tank dell'Idf colpirono la casa di uno dei residenti in cui Hamas teneva ostaggi, uccidendo tutti, l'inchiesta ha sostenuto che "date le circostanze complesse e difficili, i comandanti e le forze armate hanno preso decisioni professionali e responsabili".
Casa Bianca; progressi nei negoziati per cessate il fuoco a Gaza
"Ci sono progressi. Vediamo la possibilità che venga raggiunto un accordo, ma non possiamo saperlo con certezza. Il nostro team è nella regione per discutere di tutto cio'": lo ha detto il consigliere per la sicurezza nazionale Usa Jake Sullivan commentando i negoziati sull'accordo per un cessate il fuoco ed il rilascio degli ostaggi a Gaza, in una call cui ha partecipato anche l'ANSA.
Gallant: 'Commissione di indagine su cosa ha portato a 7/10'
Il ministro della Difesa israeliano Yoav Gallant ha invocato l'istituzione di una Commissione di inchiesta sulle "condizioni che hanno portato alla costruzione del potere di Hamas negli ultimi 10 anni" e ai fatti del 7 ottobre. La richiesta - giudicata in aperta opposizione al premier Benyamin Netanyahu - ha sottolineato la necessità "che siano esaminati tutti: chi ha il potere decisionale, i professionisti, il governo, l'esercito e i servizi di sicurezza, questo governo e i governi dell'ultimo decennio che hanno portato agli eventi del 7 ottobre". "Si deve - ha spiegato - esaminare me come ministro della Difesa, il primo ministro, il capo di stato maggiore dell'Idf e dello Shin Bet, l'esercito e tutti gli organismi nazionali subordinati al governo".
Sullivan: "Fatti progressi, l'accordo è possibile"
"Ci sono progressi" nei negoziati sull'accordo per un cessate il fuoco ed il rilascio degli ostaggi a Gaza. "Vediamo la possibilità che venga raggiunto un accordo, ma non possiamo saperlo con certezza. Il nostro team è nella regione per discutere di tutto questo". Lo ha dichiarato ai giornalisti il consigliere per la Sicurezza nazionale della Casa Bianca, Jake Sullivan.
Tajani ad Al Jazeera: "L'Italia lavora per la pace e la stabilità"
"Noi lavoriamo per la pace e la stabilità in Medio Oriente: Il cessate il fuoco e la liberazione degli ostaggi sono per noi molto importanti. Lo abbiamo ribadito qui alla riunione Esteri del G7". Lo ha detto il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, intervistato a Washington, a margine del vertice Nato, da Al Jazeera. "Ribadiamo il sostegno dell'Italia alla proposta di pace americana: noi lavoriamo per una soluzione di due popoli due stati".
Netanyahu: "Hamas insiste con richieste inaccettabili"
"Sono impegnato a favore del piano per il rilascio degli ostaggi ma gli assassini di Hamas insistono con richieste che contraddicono il piano e mettono in pericolo la sicurezza di Israele". Lo ha detto Benyamin Netanyahu aggiungendo che come "premier di Israele, e per responsabilità nazionale", non "è pronto ad accettare quelle richieste". Poi ha ribadito le 4 condizioni necessarie: "Consentire che Israele torni a combattere fino al raggiungimento degli obiettivi; nessun contrabbando di armi a favore di Hamas dall'Egitto; nessun ritorno di terroristi armati a Gaza nord; rilascio subito del numero massimo di ostaggi vivi". "Questi - ha continuato Netanyahu - sono i nostri principi ferrei. Sono sicuro che se resistiamo per loro raggiungeremo un accordo che permetterà di rilasciare i nostri ostaggi e garantirà che continueremo a combattere finché tutti i nostri obiettivi non siano completati". "Il modo per liberare i nostri rapiti - ha concluso - è continuare a fare pressione su Hamas con tutte le nostre forze".

©Ansa
Israele consegna una lista di 108 impiegati dell'Unrwa "operativi di Hamas"
Il ministero degli Esteri israeliano ha inviato una lettera al capo dell'Unrwa, Philippe Lazzarini, in cui si elencano i nomi di 108 dipendenti dell'Agenzia Onu per il soccorso e l'occupazione dei profughi palestinesi che sarebbero presunti terroristi di Hamas. Lo ha rivelato il quotidiano tedesco Bild, secondo cui nella lettera si afferma che i nomi fanno parte di una "lista più ampia" di operatori delle Nazioni Unite che sono sospettati di essere membri di Hamas o della Jihad islamica, ma che non sarà diffusa pubblicamente "per motivi di riservatezza".
Per la Bild, secondo cui le accuse sollevano nuovi interrogativi sul finanziamento da parte di Berlino all'Unrwa, Israele chiede che i presunti terroristi vengano immediatamente licenziati.
Medioriente, avanzano i colloqui: la squadra di Israele al Cairo
Proseguono gli sforzi negoziali per raggiungere un cessate il fuoco a Gaza e il rilascio degli ostaggi nelle mani di Hamas: dopo il ciclo di incontri a Doha, la delegazione israeliana guidata dal capo dello Shin Bet, Ronen Bar, si recherà in serata al Cairo per continuare i colloqui. Lo ha annunciato l'ufficio del premier israeliano Benjamin Netanyahu, il quale per tutta la giornata ha avuto dei faccia a faccia con i mediatori tornati dal Qatar per ricevere aggiornamenti, prima della riunione del gabinetto di sicurezza. Secondo il Washington Post, entrambe le parti avrebbero raggiunto un accordo "quadro" con un piano in tre fasi che prevede una 'governance a interim' della Striscia nella seconda fase. "Il quadro è concordato" e le parti stanno ora "negoziando i dettagli su come verrà attuato", ha riferito una fonte americana di alto livello, precisando che nella fase 2 nè Hamas nè Israele governerebbero Gaza. La sicurezza sarebbe fornita da una forza addestrata dagli Stati Uniti e sostenuta da alleati arabi moderati, tratti da un gruppo di circa 2.500 sostenitori dell'Autorità nazionale palestinese a Gaza che sono già stati vagliati dallo Stato ebraico. Sempre nella fase 2 Hamas dovrebbe rilasciare i soldati maschi rimasti in ostaggio ed entrambe le parti si accorderebbero per una "fine permanente delle ostilità" con "un ritiro completo delle forze israeliane" dall'enclave palestinese.
A spingere verso un accordo, secondo il Wp, per Israele è il
desiderio di preparare le forze in vista di un possibile confronto a tutto campo con Hezbollah e con l'Iran, mentre Hamas è "in pessime condizioni" nei suoi covi sotterranei con poche munizioni e rifornimenti. Intanto Hamas ha fatto notare di non aver ancora avuto dai mediatori alcun aggiornamento sui negoziati e ha accusato Israele di continuare a "temporeggiare" per guadagnare tempo e ostacolare l'attuale ciclo di colloqui.
Da Usa nuove sanzioni ai coloni israeliani in Cisgiordania
Gli Stati Uniti hanno annunciato nuove sanzioni contro gli estremisti israeliani accusati di alimentare la violenza nella Cisgiordania occupata. "Oggi imponiamo sanzioni a tre individui e cinque entità israeliane legate ad atti di violenza contro i civili in Cisgiordania", ha affermato in un comunicato il Dipartimento di Stato, precisando in particolare di aver preso di mira l'organizzazione Lehava.
Autorità Striscia: trovati 60 corpi fra le macerie a Gaza
Una sessantina di corpi sono stati scoperti sotto le macerie degli edifici a Shujaiya, un quartiere di Gaza dal quale l'esercito israeliano ha annunciato il ritiro mercoledì sera dopo due settimane di offensiva militare, ha riferito la Protezione civile della Striscia. "Quando le forze di occupazione israeliane si sono ritirate dal distretto di Shujaiya, le squadre della Protezione civile, con l'aiuto dei residenti, sono riuscite a trovare circa sessanta martiri", ha detto in un discorso il portavoce della Protezione civile di Gaza, Mahmoud Basal.
Ministri G7 condannano nuovi insediamenti in Cisgiordania
I ministri Esteri del G7 "si uniscono all'Onu e all'Ue nel condannare" l'annuncio di Smotrich "che 5 avamposti saranno legalizzati in Cisgiordania. Respingiamo inoltre la decisione del governo israeliano di dichiarare 'terre statali' oltre 1.270 ettari in Cisgiordania - la più grande di questo tipo dai tempi degli accordi di Oslo - e di espandere gli insediamenti esistenti in Cisgiordania di 5.295 nuove unità abitative e di realizzare tre nuovi insediamenti". Il programma di insediamenti "è incompatibile col diritto internazionale e controproducente per la causa della pace, invitiamo il governo israeliano a revocare la decisione".
Ufficio Netanyahu: negoziati su Gaza domani al Cairo
I negoziati per la tregua a Gaza e il rilascio degli ostaggi proseguiranno domani al Cairo dove andrà una delegazione israeliana guidata dal capo dello Shin Bet Ronen Bar. Lo ha annunciato l'ufficio di Benyamin Netanyahu aggiungendo che la delegazione negoziale israeliana a Doha, guidata dal capo del Mossad David Barnea, è rientrata in Israele dopo un vertice con i mediatori di Usa, Egitto e Qatar ed ha incontrato il premier. "Nell'incontro" - ha sottolineato la fonte - "si è discusso dei capitoli dell'accordo per il ritorno degli ostaggi e le modalità di attuazione del piano, garantendo nel contempo tutti gli obiettivi della guerra".
Borrell: "Insufficiente la pressione Usa su Netanyahu"
L'Alto rappresentante per la Politica estera dell'Ue, Josep Borrell, ritiene che "non siano state sufficienti" le pressioni degli Stati Uniti sul premier israeliano Benjamin Netanyahu per mettere fine alla guerra contro Hamas a Gaza che ha già provocato quasi 39 mila morti. Washington ha misure più drastiche per influenzare lo Stato ebraico, come la limitazione della vendita di armi, ha aggiunto il capo della diplomazia Ue in un'intervista alla Efe da Washington dove si trova per il vertice Nato. "La pressione diplomatica non è stata sufficiente, resta da vedere se saranno disposti ad adottare altri tipi di misure" che "sono state prese in passato", ha dichiarato Borrell, riferendosi alle restrizioni sulla vendita di armi imposte da presidenti repubblicani come Ronald Reagan e George H.W. Bush, ma senza citarle esplicitamente.
Rientrata la delegazione di Israele, stasera prevista la riunione di gabinetto
La delegazione israeliana impegnata nei negoziati per un accordo per il cessate il fuoco a Gaza e il rilascio degli ostaggi e' rientrata in patria da Doha per presentare i risultati dei colloqui. Il gabinetto politico e di sicurezza si riunira' alle 20.30 ora locale (le 19.30 in Italia) e verranno forniti gli aggiornamenti sui negoziati in corso.
L'Idf presenta indagine sul 7/10 a Be'eri: "Abbiamo fallito"
Il portavoce dell'esercito israeliano , Daniel Hagari, ha presentato ai residenti del Kibbutz Be'eri i risultati dell'indagine dell'Idf sugli eventi accaduti nella comunità durante l'attacco di Hamas del 7 ottobre scorso. "L'Idf non era a Be'eri, non siamo riusciti a proteggere il kibbutz", ha affermato Hagari, scusandosi con i residenti. "Questa è un'indagine militare, non una commissione d'inchiesta statale che dovrebbe essere istituita", ha aggiunto. I membri del kibbutz hanno fatto presente ai militari che si aspettano che gli alti ufficiali si assumano la responsabilità del loro fallimento il giorno del massacro, in modo che l'indagine e le sue conseguenze servano da esempio per le indagini future.
Gaza, cittadini contano i danni dopo il ritiro delle forze israeliane. VIDEO
Erdogan: "I massacri di Gaza come il genocidio di Srebrenica"
''I responsabili delle 'barbarie' a Gaza verranno, prima o poi, ritenuti responsabili davanti al diritto internazionale proprio come i responsabili del genocidio di Srebrenica nel 1995''. Lo ha dichiarato il presidente turco Recep Tayyip Erdogan. "La Turchia continuerà a fare del suo meglio per garantire che giustizia sia fatta e che i responsabili del massacro siano ritenuti responsabili", ha affermato Erdogan in un videomessaggio inviato a una cerimonia di commemorazione del 29esimo anniversario del genocidio di Srebrenica in Bosnia ed Erzegovina.
"Le minacce e i tentativi di Israele di estendere il conflitto devono cessare. Altrimenti, la nostra regione affronterà il rischio di conflitti più profondi e persino di guerra", avverte il presidente turco.
Gallant: "Inviato Usa conferma l'invio di munizioni a Israele"
L'inviato della Casa Bianca per il Medio Oriente Brett McGurk ha confermato l'invio "di importanti munizioni" in Israele, "per alcune delle quali" la spedizione "avverrà nei prossimi giorni". Lo ha fatto sapere il ministro della difesa Yoav Gallant al termine di un incontro con McGurk. "I due - ha spiegato il ministero - hanno discusso dei progressi compiuti nelle colloqui sull'accordo per il rilascio degli ostaggi, ponendo l'accento sulle misure di sicurezza necessarie per prevenire il contrabbando di armi a Gaza".

©Ansa
Hamas, bilancio morti sale a 38.345; 88.295 i feriti
Il ministero della Salute del governo di Hamas ha annunciato un nuovo bilancio di 38.345 morti nel territorio palestinese dall'inizio della guerra con Israele, entrata nel suo decimo mese. Almeno 50 persone sono state uccise nelle ultime 24 ore, ha affermato in un comunicato, aggiungendo che 88.295 persone sono rimaste ferite.
Erdogan: "Attacchi a Gaza come il massacro di Srebrenica"
"Oggi, il popolo palestinese a Gaza e nei territorio occupati è esposto a una brutalità simile a quella vissuta a Srebrenica 29 anni fa". Lo ha affermato il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan. "Istituzioni e organizzazioni internazionali stanno semplicemente assistendo all'uccisione di circa 40mila innocenti, tra cui 16mila bambini, come 29 anni fa", ha detto il leader turco in un videomessaggio in occasione dell'anniversario del genocidio a Srebrenica durante la guerra in Bosnia-Erzegovina. "Come per Srebrenica, i responsabili della barbarie a Gaza prima o poi saranno giudicati davanti alla legge internazionale", ha aggiunto.
Razzi dal Libano sul nord di Israele, un ferito grave
Un cittadino israeliano è rimasto gravemente ferito dopo una raffica di razzi lanciati dal Libano verso il nord di Israele. Lo riferiscono fonti mediche, spiegando che un razzo è caduto vicino al Kibbutz Kabri e ha ferito un uomo in modo grave. Le Forze di difesa israeliane (Idf) hanno confermato che diversi razzi sono entrati nello spazio aereo israeliano dal Libano e sono caduti nella regione della Galilea.
Idf, eliminato capo sicurezza Hamas per Gaza centrale
Le Forze di difesa israeliane (Idf) hanno annunciato di aver eliminato un importante miliziano di Hamas, Hassan Abu Kuwaik, che era a capo del Dipartimento delle operazioni di sicurezza nel centro della Striscia di Gaza. Abu Kuwaik è stato eliminato in un raid aereo nella zona centrale dell'enclave palestinese, spiegano le Idf in una nota, precisando che il miliziano aveva guidato diverse operazioni contro Israele.
I militari israeliani spiegano che, oltre a Kuwaik, è stato eliminato anche Nasser Mahana, capo della squadra dell'intelligence militare di Hamas.
Usa: cauto ottimismo su colloqui per cessate fuoco e ostaggi
C'è ''cauto ottimismo'' da parte degli Stati Uniti nei confronti dei colloqui in corso per raggiungere un accordo di cessate il fuoco per la Striscia di Gaza che permetta il rilascio degli ostaggi ancora trattenuti nell'enclave palestinese. Lo ha dichiarato alla Cnn il portavoce del Consiglio per la sicurezza nazionale della Casa Bianca John Kirby.
''Siamo cautamente ottimisti sul fatto che le cose si stiano muovendo nella giusta direzione'', ha dichiarato Kirby sottolineando che ''ci sono ancora delle distanze tra le due parti'', ma ''crediamo che queste differenze possano essere colmate ed è ciò che Brett McGurk (l'inviato per il Medio Oriente della Casa Bianca, ndr) e il direttore della Cia Bill Burns stanno cercando di fare in questo momento''.
Washington Post: Hamas e Israele per governo ad interim a Gaza
Hamas e Israele avrebbero concordato nella seconda fase dell'intesa sulla tregua a Gaza su "un governo ad interim" nella Striscia di cui nessuno dei due avrebbe il controllo. Lo afferma sul Washington Post il giornalista David Ignatius che cita una fonte Usa secondo cui la sicurezza "sarebbe garantita da una forza addestrata dagli Stati Uniti e sostenuta da alleati arabi moderati, in base ad un gruppo di circa 2.500 sostenitori dell'Anp a Gaza, già controllati da Israele". Secondo la stessa fonte, "la bozza" dell'intesa complessiva è "concordata" e le parti stanno ora discutendo " dettagli su come applicarla".
Leader ortodosso Israele: non arruolatevi nell'Idf
Uno dei massimi leader degli ebrei ortodossi askenaziti in Israele, il rabbino Dov Lando, ha detto che gli studenti delle yeshivà (le scuole religiose) "non dovrebbero affatto presentarsi agli uffici di leva" dell'Idf, rinfocolando così le polemiche roventi nella società e nella politica israeliane. In una dichiarazione al quotidiano ortodosso 'Yated Neeman' - vicino al partito Torah Unita, uno degli alleati chiave del governo Netanyahu - Lando ha spiegato, attaccando le indicazioni sulla leva della Corte Suprema, che "la situazione al momento è che i tribunali hanno dichiarato guerra al mondo della Torah ed hanno aperto un fronte cambiando un accordo che esisteva da anni, ordinando all'esercito di avviare il processo di reclutamento effettivo dei membri della yeshivà".
Pezeshkian a Hamas, continueremo a sostenere Palestina
Il presidente eletto dell'Iran, Masud Pezeshkian, ha assicurato che il suo Paese continuerà a sostenere la Palestina nella sua lotta contro Israele, in un messaggio indirizzato al leader politico del gruppo palestinese Hamas, Ismail Haniyeh. "La Repubblica Islamica dell'Iran, secondo i principi e gli obiettivi della Rivoluzione Islamica e le idee dell'Imam Khomeini, nonché le direttive della Guida Suprema, considera un dovere umano e islamico sostenere la nazione palestinese nella sua lotta contro l'occupazione e l'apartheid del regime sionista", ha detto Pezeshkian nel messaggio riportato dall'agenzia statale Irna. Teheran è uno dei principali alleati del movimento islamista Hamas e guida il cosiddetto "Asse di resistenza" contro Israele, composto, tra gli altri, da Hezbollah e dai ribelli Houthi dello Yemen. Pezeshkian ha vinto il secondo turno delle elezioni presidenziali tenutesi la scorsa settimana in Iran, una nomina anticipata dopo la morte in un incidente aereo del precedente leader, Ebrahim Raisi'. Il presidente eletto entrerà in carica il 30 luglio con una cerimonia davanti al Parlamento iraniano.
Israele: uccisi 2 comandanti di Hamas a Gaza
L'esercito israeliano, mentre continua "l'attività operativa contro gli agenti terroristici insediati nel quartier generale dell'Unrwa nel centro di Gaza", ha annunciato di aver "ucciso due comandanti" di Hamas. Lo ha fatto sapere il portavoce militare secondo cui il primo è "Hassan Abu Kuik, capo della sicurezza operativa delle forze di sicurezza interna di Hamas nei campi centrali di Gaza". "Hassan - ha aggiunto - era un agente militare, attivo nell'ufficio di emergenza di Hamas, e ha guidato numerosi attacchi terroristici contro Israele". Il secondo è "Naser Mehanna, comandante di una squadra dell'intelligence militare di Hamas". Per quanto riguarda il quartiere generale dell'Unrwa a Gaza City, il portavoce ha detto che nell'ultimo giorno in quell'area "le truppe hanno rinvenuto grandi quantità di armi, tra cui droni esplosivi, granate, ordigni esplosivi, cecchini, colpi di mortaio, razzi e Rpg". In contemporanea, c'è stato un raid "su un complesso di combattimento nell'area utilizzata dai terroristi come base per sparare contro le truppe". Le operazioni proseguono anche nell'area di Rafah dove "sono stati eliminati decine di terroristi, smantellati diversi siti di infrastrutture terroristiche equipaggiati con esplosivi, nonché imbocchi di tunnel". "Durante i raid mirati nell'area di Tel al-Sultan, i soldati - ha concluso - hanno localizzato imbocchi di tunnel del terrore, Rpg e altre armi".
Usa, 'cautamente ottimisti sui negoziati per Gaza'
Gli Usa sono "cautamente ottimisti" su una intesa tra Israele e Hamas per una nuova tregua a Gaza e il rilascio degli ostaggi. Lo ha detto alla Cnn - ripreso dai media internazionali - il portavoce della sicurezza nazionale John Kirby aggiungendo che le distanze tra le due parti possono essere superate. "Siamo cautamente ottimisti che - ha spiegato - le cose stiano andando nella direzione giusta". "Ci sono ancora lacune che restano tra le parti ma crediamo che possano essere superate ed è ciò che stanno tentando proprio ora di fare Brett McGurk e il direttore della Cia Bill Burns".
Biden e Starmer, impegno a rafforzare cooperazione
Joe Biden e il primo ministro britannico Keir Starmer hanno riaffermato il loro impegno a rafforzare la cooperazione globale fra Stati Uniti e Grand Bretagna per affrontare le sfide comuni e le opportunita'. Lo riferisce la Casa Bianca, sottolineando che i due leader hanno ribadito il loro impegno a sostenere l'Ucraina e l'importanza di raggiungere un cessate il fuoco fra Israele e Hamas.
Wsj: Usa invieranno a breve a Israele le bombe da 226 chili
Gli Stati Uniti inizieranno a inviare a breve le bombe da 500 libbre, 226 chilogrammi, che avevano inizialmente sospeso, mettendo fine a una pausa durata due mesi imposta per cercare di limitare le vittime civili. Lo riporta il Wall Street Journal citando alcune fonti, sottolineando che le bombe arriveranno a settimane.
Israele: operazione a Shejaiya, uccise decine di terroristi
L'esercito israeliano ha fatto sapere di avere completato la missione, durata circa due settimane, nella zona di Shejaiya, distruggendo - afferma su Telegram - diversi tunnel e uccidendo "decine di terroristi". "Nell'ultimo giorno delle operazioni, i soldati hanno distrutto due tunnel sotterranei come parte dello sforzo divisionale in cui sono stati distrutti otto tunnel - si legge nella nota - .All'interno dei tunnel sono stati trovati armi, computer portatili e apparecchiature di comunicazione. Inoltre, sono state rinvenute attrezzature che consentivano soggiorni prolungati e infrastrutture di elettricità e gas che sarebbero state utilizzate dai terroristi". "I soldati dell'unità di ricognizione dei paracadutisti hanno incontrato una cellula terroristica e ingaggiato un combattimento ravvicinato. Durante la battaglia, i soldati hanno nno individuato con un drone due terroristi armati nascosti tra le macerie. I terroristi hanno tentato di sparare al drone e sono stati eliminati dal fuoco dei carri armati. Durante i combattimenti, i soldati hanno eliminato decine di terroristi, distrutto complessi di combattimento ed edifici dotati di trappole esplosive".