Lo speciale di Sky TG24 sulla guerra in Iran
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Guerra a Gaza, Hamas accetta negoziati anche senza una tregua permanente

Hamas accetta di negoziare sugli ostaggi anche in assenza di un cessate il fuoco permanente. Lo ha riferito un alto funzionario della fazione palestinese che governa Gaza. Nel frattempo, Hezbollah ha detto di aver bombardato la base militare israeliana Nimra, con dozzine di razzi Katyusha. L'azione è avvenuta in risposta all'attacco di un drone israeliano su un'auto a Baalbek in Libano che ha ucciso un combattente di Hezbollah, che secondo Israele sarebbe una figura di spicco nell'unità di difesa aerea del gruppo

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Hezbollah ha annunciato di aver bombardato la base militare israeliana Nimra, a ovest di Tiberiade, con dozzine di razzi Katyusha. La dichiarazione su Telegram afferma che l'azione è avvenuta in risposta all'attacco di un drone israeliano su un'auto a Baalbek in Libano che ha ucciso Meitham Mustafa al-Attar, un combattente di Hezbollah che Israele sostiene fosse una figura di spicco nell'unità di difesa aerea del gruppo.

La ricerca di una intesa per la tregua a Gaza tra Israele e Hamas potrebbe prolungarsi. Secondo il quotidiano israeliano Haaretz, lo Stato ebraico avrebbe infatti avanzato nuove richieste che potrebbero prolungare i colloqui con Hamas per un cessate il fuoco nella Striscia di Gaza e per un accordo sugli ostaggi in cambio di prigionieri. 

L'agenzia di stampa palestinese Wafa afferma intanto che in Cisgiordania le forze israeliane hanno arrestato stanotte 16 persone durante un'operazione nella città di Silwad, a est di Ramallah.


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Idf, maggiore israeliano ucciso nei combattimenti a Rafah

Un ufficiale dell'Idf è stato ucciso stamattina durante i combattimenti a Rafah, nel sud di Gaza. Lo annuncia l'esercito israeliano citato dal Times of Israel.
Il soldato ucciso è il maggiore Jalaa Ibrahem, 25 anni, comandante di compagnia del 601° battaglione del Corpo di ingegneria da combattimento, della città drusa di Sajur. La sua morte porta a 326 il bilancio di Israele nell'offensiva di terra contro Hamas a Gaza e nelle operazioni militari lungo il confine con la Striscia.

Ufficio Netanyahu pubblica 5 condizioni per tregua con Hamas

Il premier israeliano Benyamin Netanyahu ha pubblicato un elenco di cinque condizioni israeliane per l'accordo con Hamas, tra le notizie sui progressi compiuti nei negoziati negli ultimi giorni. Lo riporta Haaretz.
Nell'annuncio fatto dall'ufficio di Netanyahu, si legge che "il primo ministro continua a rivendicare i principi già concordati da Israele: l'accordo deve consentire a Israele di tornare a combattere finché non saranno raggiunti gli obiettivi di guerra; il contrabbando di armi dall'Egitto a Hamas non sarà permesso; a migliaia di terroristi armati non sarà permesso di ritornare nel nord di Gaza; Hamas dovrà restituire a Israele il maggior numero possibile di ostaggi vivi".
Il leader dell'opposizione Yair Lapid ha criticato la decisione di pubblicare l'elenco. "A cosa serve questo? Siamo in un momento cruciale dei negoziati, la vita degli ostaggi dipende da questo, perché fare annunci così provocatori? In che modo questo aiuta il processo?" ha affermato.

Papa ha visto anche mamma con bimbe palestinesi fuggite da Gaza

Tra i migranti, i malati e i disabili che papa Francesco ha incontrato stamani, come annunciato c'era anche la giovane signora di venti anni, palestinese giunta poche settimane fa a Trieste con un volo umanitario dopo essere fuggita da Gaza insieme con la piccola Julia, bambina affetta da un grave linfoma. La signora era incinta, le si sono rotte le acque in aereo mentre arrivava in Italia ed ha partorito a Trieste una bambina cui ha dato il nome di Maya.
"Ringrazio l'Italia che ha accolto me e le mie bambine - ha detto in inglese - Ho lasciato tutta la mia famiglia a Khan Younis sotto i bombardamenti". Il suo desiderio è "completare gli studi universitari di Medicina" che aveva cominciato in Palestina e, se dovesse rimanere in Italia, che ci fosse un "riconguingimento familiare" con suo marito.
La signora è arrivata in Italia con un volo umanitario della ong inglese Save a child insieme con un gruppo di bimbi palestinesi malati e i relativi parenti. Inizialmente la ong intendeva portare il gruppo di in Gran Bretagna ma le autorità non hanno concesso il visto, cosa che invece ha fatto l'Italia.
La ong allora, attraverso l'intermediazione del pediatra e volontario Marino Andolina, ha contattato l'ospedale pediatrico triestino Burlo Garofolo che ora ha in cura i piccoli insieme con altre realtà sanitarie della regione Fvg.

"Idf ordinò uso forza anche a discapito civili Israele il 7 ottobre" (2)

Haaretz afferma che non è ancora chiaro se e quanti siano stati feriti civili o soldati a seguito di questi ordini, ma documenti e testimonianze di soldati, così come di ufficiali di medio e alto livello dell'Idf suggeriscono che la pratica è stata utilizzata in modo "diffuso" il 7 ottobre in mezzo a una mancanza di informazioni chiare, mentre l'esercito lottava per rispondere all'attacco. In risposta a quanto scritto da Haaretz, un portavoce dell'Idf ha affermato che sono in corso indagini interne su quanto accaduto il 7 ottobre e nel periodo precedente. "L'obiettivo di queste indagini è imparare e trarre lezioni che potrebbero essere utilizzate per continuare la battaglia. Quando queste indagini saranno concluse, i risultati saranno presentati al pubblico con trasparenza", si legge nella dichiarazione. L'inchiesta di Haaretz è l'ultimo resoconto dei media israeliani che fa luce sulle carenze dell'intelligence militare e delle risposte operative in merito all'offensiva di Hamas, il singolo attacco più mortale su suolo israeliano dalla fondazione dello Stato nel 1948.

"Idf ordinò uso forza anche a discapito civili Israele il 7 ottobre"

Nel caos iniziale dell'attacco di Hamas del 7 ottobre, le forze armate israeliane hanno utilizzato il cosiddetto 'Hannibal Protocol', una direttiva che prevede l'uso della forza per impedire il rapimento dei soldati, anche a costo della loro vita o quella degli ostaggi israeliani. A scriverlo è il quotidiano israeliano Haaretz - rilanciato dal Guardian - secondo cui la procedura operativa è stata utilizzata in tre strutture militari attaccate da Hamas, mettendo potenzialmente in pericolo anche i civili.
Un altro messaggio consegnato alla divisione israeliana di Gaza alle 11.22, circa cinque ore dopo l'inizio dell'attacco, ordinava: "Non un solo veicolo può tornare a Gaza". Una fonte del comando meridionale ha dichiarato al giornale israeliano che "tutti sapevano ormai che tali veicoli potevano trasportare civili o soldati rapiti. Tutti sapevano cosa significava non far tornare nessun veicolo a Gaza".

Gallant: "Combatteremo Hezbollah anche con la tregua a Gaza"

Il ministro della Difesa israeliano Yoav Gallant afferma che l'Idf continuerà a combattere Hezbollah in Libano anche se Israele raggiungerà una tregua nella Striscia di Gaza. "Ho dato ordini chiari alle forze sia del sud che del nord, sono due settori separati. Anche se raggiungessimo un accordo sugli ostaggi, e spero vivamente che riusciremo a farlo nel sud, ciò non sarà legato a ciò che sta accadendo qui, a meno che Hezbollah non raggiunga un accordo" con Israele, ha detto alle truppe durante una visita nella regione del Monte Hermon. "Anche se c'è un cessate il fuoco (a Gaza), qui continuiamo a combattere", ha detto.

Media, il capo della Cia atteso anche al Cairo in settimana

l direttore della Cia William Burns dovrebbe visitare il Cairo questa settimana per i colloqui sul cessate il fuoco a Gaza. Lo riferisce la televisione egiziana Al Qahera News, citando una fonte di alto rango. Secondo quanto riportato dai media, Burns si recherà anche in Qatar questa settimana, dove terrà un incontro a quattro con il capo del Mossad David Barnea, il capo dell'intelligence egiziana Abbas Kamel e il primo ministro del Qatar Mohammed bin Abdulrahman Al Thani.

Media: "Cittadino Usa ferito in raid Hezbollah su Israele"

Un cittadino americano è rimasto gravemente ferito da un missile anticarro lanciato da Hezbollah verso la Galilea occidentale, nel nord di Israele. Lo scrive Haaretz secondo cui anche un soldato e un civile israeliani sono rimasti leggermente feriti nell'attacco. I due sono stati evacuati al Galilee Medical Center nella città settentrionale di Nahariya.

Hamas accetta negoziati anche senza una tregua permanente

Hamas accetta di negoziare sugli ostaggi anche in assenza di un cessate il fuoco permanente. Lo ha riferito un alto funzionario della fazione palestinese che governa Gaza. Hamas aveva richiesto che Israele "accettasse un cessate il fuoco completo e permanente" per avviare i colloqui sullo scambio di ostaggi e porre fine alla guerra che durava da nove mesi, ha ricordato il funzionario, aggiungendo che "questo passaggio è stato aggirato, poiché i mediatori (del Qatar) hanno promesso che finché fossero continuate le trattative sui prigionieri, il cessate il fuoco sarebbe continuato"

Governo Gaza, morto in raid israeliano sottosegretario ministero del Lavoro

Il sottosegretario del Ministero del Lavoro di Gaza, Ihab al Ghusein, è morto oggi in un attacco israeliano nella parte occidentale dell'enclave palestinese. Secondo quanto reso noto dalle autorità del governo di Gaza, sotto il controllo di Hamas, Al Ghussein è morto insieme ad altre quattro persone durante un attacco ad una scuola a ovest della Città di Gaza che ospitava sfollati. Le autorità di Gaza hanno ricordato che la moglie e la figlia di Al Ghusein erano morte in precedenti attacchi dell'esercito israeliano all'enclave. Al Ghussein, 45 anni, aveva precedentemente ricoperto diverse posizioni di leadership nel movimento Hamas e nel governo, incluso quello di portavoce ufficiale del Ministero degli Interni e della Sicurezza Nazionale.

Starmer invita a "cautela" al confine tra Israele e Libano

Il primo ministro britannico KeirStarmer ha invitato tutte le parti a esercitare "cautela" sul confine tra Israele e Libano, nella sua prima conversazionetelefonica dopo l'elezione con il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu. Starmer ha detto al suo omologo che "lasituazione al confine settentrionale di Israele è molto preoccupante ed è fondamentale che tutte le parti agiscano concautela", ha riferito un portavoce dell'ufficio di Downing Street. Discutendo del conflitto, il primo ministro ha ribaditole sue condoglianze per la perdita di vite umane durante gli attacchi del 7 ottobre, ha detto il portavoce."Ha poi esposto la chiara e urgente necessita' di un cessate il fuoco, della restituzione degli ostaggi e di un immediatoaumento del volume degli aiuti umanitari che raggiungono i civili". Nel colloquio con Netanyahu, Starmer ha aggiunto cheera anche "importante garantire le condizioni a lungo termine per una soluzione a due Stati, anche assicurando che l'Autorità Palestinese avesse i mezzi finanziari per operare in modo efficace".

Attacco Hezbollah dal Libano, grave cittadino Usa

Un cittadino americano è rimasto gravemente ferito in un attacco rivendicato da Hezbollah nel nord di Israele. Lo ha riferito il Times of Israel, precisando che nel raid condotto vicino al moshav di Zarit, al confine con il Libano, sono state ferite in modo lieve altre due persone, tra cui un militare.

Console Israele preannuncia querela contro attivista Parodi

Il console onorario di Israele per Toscana, Emilia Romagna e Lombardia Marco Carrai annuncia che domani presenterà una denuncia/querela contro l'attivista Cecilia Parodi per istigazione all'odio razziale e all'omicidio, perchè in un video sul suo profilo Instagram "ha testualmente detto: 'Odio gli ebrei, odio gli israeliani, voglio vederli appesi nelle piazze…' oltre ad usare altri epiteti sullo stesso registro".
Il video, si afferma ancora nella nota diffusa da Carrai "è stato poi rimosso dai social, ma l'attivista ha commentato le critiche ricevute con un altro reel su Instagram in cui non si scusa affatto per le sue dichiarazioni, e incredibilmente afferma che un 'crollo di nervi', dopo mesi di 'genocidio è comprensibile'". Carrai ricorda di aver fatto denuncia per un altro messaggio sul profilo Instagram, del luglio 2023, nel quale lo "fece oggetto di ingiurie".

Procura respinge richiesta legali Netanyahu su rinvio testimonianza premier

L'ufficio del procuratore generale di Israele ha respinto la richiesta del primo ministro Benjamin Netanyahu per un rinvio al marzo 2025 della sua testimonianza nelle tre indagini che lo vedrebbero implicato in reati di corruzione. Resta dunque in vigore il precedente ordine sul rilascio di una dichiarazione del premier entro il primo novembre.

Gli avvocati di Netanyahu avevano chiesto il rinvio per mancanza di tempo per preparare la difesa a causa della guerra a Gaza, ma la Procura ha risposto che "l'interesse pubblico in questo processo legale" è più importante delle ragioni addotte dal primo ministro. "Ulteriori ritardi in questa procedura potrebbero causare danni sostanziali all'opinione pubblica. Il primo ministro aveva inoltre chiarito che il suo ruolo non avrebbe influenzato la gestione di questo processo legale", ha risposto la Procura.

Al momento ci sono tre casi che vedono implicato Netanyahu, accusato di aver ricevuto doni da uomini d'affari in cambio di favori politici, di una presunta trattativa per un accordo con il quotidiano 'Yedioth Aharonoth' per svantaggiare un media rivale in cambio di una copertura favorevole, e di aver favorito la società di telecomunicazioni Bezeq Telecom, sempre per lo stesso motivo.

Idf, oggi altri 20 razzi di Hezbollah nel nord di Israele

Hezbollah ha lanciato questa mattina altri 20 razzi nel nord di Israele, alcuni dei quali sono stati intercettati dalle difese aeree del Paese: lo ha reso noto l'Idf in un comunicato pubblicato su Telegram. Da parte sua, riporta il Guardian, la polizia locale ha riferito che una persona  è rimasta ferita da schegge a Kfar Zeitim vicino a Tiberiade, a circa 30 chilometri all'interno di Israele. Hezbollah ha affermato di aver preso di mira "una delle basi principali" nel nord di Israele, a ovest di Tiberiade, con "decine di razzi Katyusha". 

Proteste in Israele, dimostranti chiedono liberazione ostaggi

Nuove proteste oggi in Israele per aumentare la pressione sul governo Netanyahu affinché raggiunga un accordo con Hamas per la liberazione degli ostaggi e un cessate il fuoco: i manifestanti hanno bloccato numerose strade del Paese e organizzato picchetti davanti alle abitazioni di molti ministri, riporta il Guardian.
Le proteste sono iniziate alle 6:29 (le 5:29 in Italia), ovvero l'ora dell'assalto di Hamas contro Israele il 7 ottobre scorso, secondo i media nazionali. I manifestanti sono scesi in piazza, bloccando il traffico nelle ore di punta nei principali incroci del Paese. Sull'autostrada che collega Tel Aviv a Gerusalemme, inoltre, sono stati incendiati pneumatici.
Gruppi di manifestanti con megafoni e striscioni hanno protestato anche davanti alle abitazioni di numerosi ministri e parlamentari della coalizione. "Fallimento totale! Fallimento totale!", ha urlato una piccola folla davanti alla casa del ministro Ron Dermer, un membro della cerchia ristretta del premier Benjamin Netanyahu.

Ministero della Sanità di Hamas, i morti a Gaza sono 38.153

Il bilancio dei morti a Gaza è salito a quota 38.153, di cui 55 nelle ultime 24 ore: lo ha reso noto il ministero della Sanità di Hamas. I feriti sono 87.828, secondo la stessa fonte. 

Hezbollah, bombardata base militare israeliana Nimra

Hezbollah ha annunciato di aver bombardato la base militare israeliana Nimra, a ovest di Tiberiade, con dozzine di razzi Katyusha. La dichiarazione su Telegram afferma che l'azione è avvenuta in risposta all'attacco di un drone israeliano su un'auto a Baalbek in Libano che ha ucciso Meitham Mustafa al-Attar, un combattente di Hezbollah che Israele sostiene fosse una figura di spicco nell'unità di difesa aerea del gruppo

Hamas attende risposta Israele su proposta tregua

Hamas attende una risposta da Israele sulla sua proposta di cessate il fuoco, hanno ribadito due funzionari del gruppo palestinese alla Reuters. "Abbiamo lasciato la nostra risposta ai mediatori e stiamo aspettando di sentire la risposta degli occupanti", ha detto uno dei due membri di Hamas, chiedendo di restare anonimo. Il piano in tre fasi è stato presentato alla fine di maggio dal presidente degli Stati Uniti Joe Biden ed è mediato dal Qatar e dall'Egitto. L'obiettivo è porre fine alla guerra e liberare i circa 120 ostaggi israeliani detenuti da Hamas. Un altro funzionario palestinese, a conoscenza delle decisioni sul cessate il fuoco in corso, ha detto che Israele è in trattative con il Qatar. "Hanno discusso con loro la risposta di Hamas e hanno promesso di dare loro la risposta di Israele entro pochi giorni", ha detto la fonte. Il governo israeliano non ha rilasciato commenti immediati sulla tempistica della sua risposta. Hamas, che controlla Gaza, ha abbandonato la richiesta fondamentale che Israele si impegnasse a un cessate il fuoco permanente prima di firmare un accordo. Ha invece acconsentito a porre la tregua permanente tra gli obiettivi della prima delle tre fasi del piano proposto. Un funzionario palestinese vicino agli sforzi di pace ha affermato che la proposta potrebbe portare a un accordo quadro se abbracciata da Israele e porrebbe fine alla guerra. 

9 mesi di guerra, manifestazioni in tutto Israele

Manifestazioni di protesta sono state convocate in tutto Israele nella giornata di oggi, che segna il nono mese dall'attacco di Hamas a Israele che ha fatto scattare la guerra nella Striscia di Gaza. I manifestanti, che stanno bloccando le arterie stradali principali e si stanno radunando davanti alle case dei membri della coalizione che sostiene il governo di Benjamin Netanyahu, chiedono elezioni anticipate e un accordo per il ritorno di tutti gli ostaggi. Con lo slogan "Stop Israel", l'ampio movimento di protesta pro-democrazia mira a radunare più di un milione di persone con la richiesta di sciogliere la Knesset, il Parlamento israeliano. La giornata è iniziata all'alba con le proteste davanti alle case dei ministri e dei deputati dell'attuale coalizione di governo, tra cui il ministro della Difesa, Yoav Gallant, ma anche del presidente della Knesset, Amir Ohana, entrambi del Likud del premier Netanyahu.

Media, presto in Egitto delegazioni Usa e Israele

L'Egitto ospiterà nei prossimi giorni delegazioni di Stati Uniti e Israele per affrontare i "punti in sospeso" riguardanti un possibile cessate il fuoco nella Striscia di Gaza, dopo che Hamas ha presentato una proposta di accordo rivista. Lo ha riferito la televisione di stato Al Qahera News. Una fonte "di alto livello" citata dalla rete, molto vicina ai servizi di intelligence del Paese nordafricano, ha affermato che il Cairo sta allacciando una serie di contatti con "tutte le parti" con l'obiettivo di "promuovere gli sforzi per raggiungere un accordo sulla tregua nella Striscia di Gaza". Allo stesso modo, ha indicato che il gruppo di mediazione egiziano è in contatto con la delegazione di Hamas per discutere i punti in sospeso per arrivare alla cessazione delle ostilità e realizzare uno scambio di ostaggi israeliani a Gaza con prigionieri palestinesi nelle carceri israeliane. Mercoledì sera il leader dell'ufficio politico di Hamas, Ismail Haniyeh, ha presentato ai mediatori una proposta di nuovo accordo; e il capo del Mossad, David Barnea - che guida la squadra negoziale israeliana - ha fatto un viaggio lampo venerdì per ricevere la proposta e incontrare il primo ministro del Qatar, principale mediatore. Dopo il viaggio, il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, ha incaricato la sua squadra negoziale di tornare a Doha la prossima settimana per riprendere i negoziati, anche se ha ammesso che ci sono ancora "lacune" nelle posizioni di entrambe le parti. Hamas ritiene fondamentale che ogni patto culmini nella cessazione definitiva delle ostilità e nel ritiro delle truppe israeliane, anche se nelle ultime ore è circolata la notizia che potrebbe accettare anche lo scenario di una "tregua graduale" previe "garanzie scritte" sul fatto che Israele continuerebbe i negoziati per un cessate il fuoco permanente. Netanyahu, dal canto suo, insiste che la guerra non finirà finché Israele non avrà completato la distruzione delle capacità militari e di governo del gruppo palestinese e non avrà ottenuto il ritorno di tutti gli ostaggi, vivi e morti.

Media, Hamas verso attacco per ostacolare negoziati tregua

Secondo una fonte anonima dell'emittente israeliana Channel 12, la Difesa dello Stato ebraico ritiene che Hamas tenterà di effettuare un grave attacco terroristico nelle prossime settimane nel tentativo di ostacolare gli sforzi per concludere un accordo di cessate il fuoco con Israele nella Striscia di Gaza. Il rapporto specifica che l'attacco in questione potrebbe avvenire nell'enclave palestinese o in Cisgiordania. Secondo la stessa fonte, i mediatori egiziani aumenteranno il loro coinvolgimento nei negoziati guidati da Stati Uniti e Qatar.

Media, 6 morti in un raid di Israele su Zawaida

L'agenzia di stampa palestinese Wafa afferma che sei persone sono morte in un bombardamento aereo israeliano che ha colpito stanotte la città di Zawaida, nel centro della Striscia di Gaza. Nelle stesse ore sette persone sono rimaste ferite in altri raid effettuati sul campo profughi di Nuseirat e sulla città meridionale di Khan Yunis, sempre secondo la Wafa. Ieri sera altre vittime erano state segnalate nella città di Gaza. Il bilancio nell'enclave palestinese dal 7 ottobre scorso è di almeno 38.098 morti e 87.705 feriti, secondo il Ministero della Sanità locale gestito dal movimento islamista Hamas.

Gaza, media: nuove richieste Israele prolungano negoziati tregua

Israele ha avanzato nuove richieste che potrebbero prolungare i colloqui con Hamas per un cessate il fuoco nella Striscia di Gaza e per un accordo sugli ostaggi in cambio di prigionieri, afferma il quotidiano israeliano Haaretz citando una fonte straniera anonima. "Hamas aveva già dato la sua approvazione all'ultima istanza presentata da Israele ma nella riunione di venerdì" lo Stato ebraico "ha presentato nuove questioni", ha detto la fonte a conoscenza dei negoziati aggiungendo che Israele avrebbe mostrato una "posizione dura" nei colloqui

Raid Israele su scuola Unrwa, Hamas nega presenza miliziani

E' il "caos assoluto" all'Ospedale dei Martiri di Al Aqsa, a Deir el-Balah, nel centro della Striscia di Gaza che - secondo le testimonianze dei medici, riportate da Al Jazeera - e' "invaso" da feriti, dopo l'attacco israeliano di ieri al campo profughi di Nuseirat, che ha colpito la scuola al-Jaouni gestita dall'Unrwa, uccidendo almeno 16 persone. Secondo le fonti mediche, la struttura sanitaria che ha la capacita' di curare 200 persone e' ora alle prese con almeno 600 pazienti.


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