
Lo ha riferito la tv egiziana Al Qahera News TV. Il premier Benyamin Netanyahu nei giorni scorsi aveva annunciato l'invio di delegazioni nella capitale egiziana e a Doha in Qatar. 5 persone sono morte a Gaza per la calca, durante la quale sono stati anche uditi colpi d'arma da fuoco, mentre venivano distribuiti aiuti umanitari. Intanto i media libanesi riferiscono di un attacco con un drone israeliano nel sud del loro Paese. L'esercito israeliano smentisce
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Secondo i media egiziani, i colloqui per una tregua tra Israele e Hamas riprenderanno al Cairo durante la giornata di Pasqua. Nel frattempo le famiglie degli ostaggi tenuti a Gaza hanno protestato in Israele, accusando Netanyahu di ostacolare la tregua.
Almeno 5 persone sono morte a Gaza per la calca, durante la quale sono stati anche uditi colpi d'arma da fuoco, mentre venivano distribuiti aiuti umanitari. Lo fa sapere la Mezzaluna Rossa, mentre l'Afp afferma che in un suo video si vedono camion che si muovono velocemente in mezzo a ruderi in fiamme, con la folla che urla e si accalca e si odono 'spari di avvertimento', definiti così da testimoni.
Secondo quanto riferiscono i media libanesi è stata colpita un'auto degli osservatori Onu da un raid nei pressi di Rmeish, al confine tra Libano e Israele. Le forze armate israeliane hanno negato di aver effettuato l'attacco.
Lunedì a Washington previsti i colloqui Usa-Israele su Rafah. Lo afferma la tv libanese filo-Hezbollah Al Mayadeen.
Gli approfondimenti:
- LO SPECIALE
- Guerra Israele-Hamas, cosa c'è da sapere
- Dalla A di Ali Qadi alla Z di Zaka: le parole-chiave del conflitto
- Cos'è Hamas
- Le cause del conflitto
- Cos'è Hezbollah
- Cosa sono i kibbutz
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Mo, Giordania-Francia-Egitto: cessate il fuoco permanente a Gaza, rilasciare tutti gli ostaggi
I ministri degli Esteri di Francia, Egitto e Giordania riuniti al Cairo hanno chiesto "un cessate il fuoco immediato e permanente nella Striscia di Gaza ed il rilascio di tutti gli ostaggi". E' quanto si legge in una nota a firma di Stephane Sejourné, Sameh Shoukry e Ayman Safadi, che hanno anche messo un guardia dalle "terribili conseguenze della situazione umanitaria, della carestia e del collasso del sistema sanitario nella Striscia" e ribadito la loro opposizione a ogni tentativo di trasferimento forzato dei palestinesi.
I tre ministri hanno poi chiesto a Israele di "rimuovere tutti gli ostacoli e di permettere e facilitare l'uso dei varchi di terra" per ampliare la consegna di aiuti umanitari, mentre hanno riaffermato che "si oppongono a ogni attacco militare a Rafah".-
M.O., oltre 200mila a Londra per tregua immediata a Gaza
Oltre 200 mila persone hanno manifestato a Londra chiedendo il cessate il fuoco immediato nella Striscia di Gaza: si tratta dell'undicesima protesta organizzata nella capitale britannica dall'inizio del conflitto lo scorso 7 ottobre. La protesta e' stata organizzata Campagna di Solidarieta' Palestinese, Stop alla Guerra e Campagna per il Disarmo Nucleare. Al termine della manifestazione, alla quale hanno partecipato persone di tutte le eta' e intere famiglie, sono intervenuti l'ex leader del partito laburista britannico Jeremy Corbyn e l'attore britannico-egiziano Khalid Abdalla.
Famiglie ostaggi Israele: prossima settimana davanti la Knesset
Le famiglie degli ostaggi israeliani hanno convocato una manifestazione di massa davanti al Parlamento a Gerusalemme la prossima settimana, mentre migliaia di persone si sono radunate a loro sostegno oggi a Tel Aviv
Media: 16 arrestati a Tel Aviv al corteo per gli ostaggi
La polizia israeliana ha annunciato che 16 manifestanti sono stati arrestati a Tel Aviv dopo che erano scoppiati degli scontri con le forze dell'ordine. La polizia ha precisato che le persone arrestate avevano tentato di bloccare l'autostrada Ayalon nella città costiera e ha poi annunciato che tutte le strade bloccate sono state aperte al traffico. Nove persone sono state denunciate per intralcio al traffico e blocco delle strade. Lo riportano i siti israeliani
Cnn, 'due palestinesi uccisi e sepolti col bulldozer da Israele'
"Le Forze di Difesa Israeliane (Idf) hanno ammesso di aver ucciso due uomini palestinesi e di aver seppellito i loro corpi con un bulldozer dopo che nei giorni scorsi al Jazeera aveva pubblicato un video che mostrava l'incidente in questione". Lo riporta la Cnn citando una dichiarazione dell'Idf in base alla quale i due palestinesi si sarebbero avvicinati "all'area operativa" nel centro di Gaza "in modo sospetto" e non avrebbero risposto a un colpo di avvertimento. Nella stessa dichiarazione dell'esercito si legge inoltre che gli israeliani li hanno uccisi e poi hanno seppellito i loro corpi temendo che trasportassero esplosivi. Nel video di al Jazeera, girato ad una certa distanza, si vedono due uomini camminare lungo una spiaggia di Gaza, separati l'uno dall'altro; entrambi sembrano sventolare bandiere bianche, quasi a voler simboleggiare la resa, mentre si avvicinano con cautela ad un gruppo di soldati israeliani: poi uno dei due scompare dalle immagini mentre il secondo cade sulla sabbia, apparentemente colpito. Il video poi passa ad un'altra angolazione dove si vede un bulldozer militare israeliano seppellire due corpi nella sabbia e nei detriti. Non è chiaro se i corpi mostrati nella seconda metà del filmato siano proprio quelli dei due uomini filmati all'inizio della sequenza. Al Jazeera sostiene che siano gli stessi uomini
Protesta famiglie ostaggi, "Netanyahu ostacolo ad accordo"
Diverse centinaia di persone si sono riunite in una delle principali arterie stradali di Cesarea, vicino alla residenza privata del primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, portando cartelli e incitandogli a dimettersi. La protesta di questa sera nella ricca città costiera a metà strada tra Haifa e Tel Aviv una delle numerose manifestazioni delle ultime settimane che secondo i manifestanti sono progettate per "aumentare la pressione su di lui in modo che vada a nuove elezioni", come hanno raccontato i partecipanti al Times of Israel.
Media Egitto: domani al Cairo ripresa negoziati su tregua
I negoziati indiretti tra Hamas e Israele per una tregua a Gaza e il rilascio degli ostaggi riprenderanno domani al Cairo. Lo ha riferito la tv egiziana Al Qahera News TV, che cita fonti della sicurezza, ripresa da media internazionali e in Israele da Haaretz. Il premier Benyamin Netanyahu nei giorni scorsi aveva annunciato l'invio di delegazioni nella capitale egiziana e a Doha in Qatar.
Israele, la foto di una vittima di Hamas vince un premio: è polemica
Lo scatto premiato ritrae il corpo martoriato di Shani Louk, la ragazza israeliana con nazionalità tedesca uccisa dai miliziani di Hamas dopo il rapimento del 7 ottobre
Medico italiano di Msf a Gaza: "Manca tutto, anche l'umanità"
"È difficile descrivere com'è la situazione nella Striscia di Gaza oggi. Gaza appare come un'arena dove dentro si sta giocando il gioco al massacro, dove si sta perdendo qualsiasi concetto di umanità. Le persone cercano di scappare da questa folle guerra ma si sa che non c'è nessun luogo dove si può scappare. Nessuno può uscire dalla Striscia di Gaza". Lo racconta in un video Roberto Scaini, medico italiano di Medici Senza Frontiere, impegnato nell'ospedale Al-Aqsa di Gaza "dove la situazione è al collasso. All'interno dell'ospedale ci sono centinaia di pazienti in ogni angolo: per terra, sulle scale, nei corridoi. È addirittura difficile capire chi ancora è vivo e chi è morto. Insieme ai feriti, nell'ospedale vivono centinaia di persone che qui hanno cercato un rifugio. Un rifugio che non c'è, perché sappiamo benissimo che qualsiasi struttura è un bersaglio. Anche gli ospedali sono stati attaccati, alcuni letteralmente rasi al suolo"
Fazioni Gaza: proposta Israele su forza araba una trappola
"Le fazioni della resistenza palestinese" hanno respinto la proposta attributa ad Israele di inviare forze arabe per amministrare Gaza, mettendo in guardia dai "risultati e dalle ripercussioni". Si tratta di una "trappola e di un inganno dei sionisti per attirare alcuni paesi arabi a servire i loro piani e progetti dopo il loro grande fallimento sul campo, mentre cercano, insieme agli Usa, di aggirare la terribile sconfitta che stanno affrontando", hanno detto in un comunicato da Damasco diffuso su Telegram da Hamas
Israele, 'allarme razzi dal Libano al nord del Paese'
Le sirene di allarme anti razzi stanno risuonando nel nord di Israele al confine con il Libano. Lo ha fatto sapere il portavoce militare. Secondo i media si teme l'infiltrazione di un "velivolo ostile". In precedenza - sempre secondo il portavoce militare - l'aviazione israeliana ha colpito "obiettivi degli Hezbollah" a Et Tayibe, Naqoura, e Hanine nel Libano del sud. Inoltre è stata colpita la fonte dei razzi lanciati questa mattina presto su Israele del nord.
Hamas ribadisce, 'nessuna intesa senza il ritiro da Gaza'
Hamas ha ribadito il suo rifiuto di ogni accordo sugli ostaggi senza "una completa fine dell'aggressione, il ritorno degli sfollati e il completo ritiro dalla Striscia, la fine dell'assedio, l'apertura dei valichi e l'arrivo degli aiuti". Lo ha detto su Telegram la fazione islamica in un lungo comunicato in occasione del Giorno della Terra che ricorda i caduti arabi israeliani negli scontri con l'Idf del del 30 marzo 1976. Hamas ha anche detto che l'obiettivo finale è la creazione di uno stato palestinese con Gerusalemme capitale.
Mezzaluna Rossa: 'Israele blocca ingresso a Gaza di materiale essenziale
"Limitano il numero dei camion che possono passare, il problema è che bloccano l'ingresso di materiale essenziale, e se in un camion c'e' del materiale rifiutato, bloccano l'intero camion". E' quanto dichiara Mohamed Nossair, capo delle operazioni della Mezzaluna Rossa egiziana in un'intervista a Nbcnews in cui si denuncia che centinaia di camion carichi di cibo e medicinali bloccati a Gaza.
Tra le cose che gli israeliani bloccano vi sono bombole di ossigeno, filtri per l'acqua, antidolorifici e generatori, spiega Nossair secondo il quale ogni giorno entrano a Gaza tra i 100 e 120 camion di aiuti, circa la metà di quelli che gli israeliani potrebbero controllare, ed una frazione del flusso di forniture precedenti alla guerra. Secondo le agenzie Onu, a Gaza sarebbero necessari tra i 500 ed i 600 camion di aiuti e beni commerciali al giorno. Ogni giorno gli israeliani bloccano tra i 20 e i 25 camion, continua Nossair spiegando che gli aiuti che arrivano in casse di legno vengono rifiutati senza neanche un controllo, come anche vengono rifiutati i pacchi che non corrispondono alle misure precise imposte dal governo israeliano. Ovviamente diversa la versione fornita a Nbcnews dal Cogat, l'agenzia israeliana responsabile degli aiuti a Gaza, secondo la quale il 99% dei camion controllati vengono approvati e con sarebbe imposto alcun "limite" al numero di ingressi quotidiani.
Premier Libano condanna "attacco" a osservatori Unifil
Il primo ministro libanese, Najib Mikati ha chiamato il capo dell'Unifil, lo spagnolo Aroldo Lazaro, per esprimere solidarieta' dopo che il personale della Forza Onu è stato "preso di mira" in un attacco nel Sud del Libano. Lo riferisce il quotidiano libanese an-Nahar aggiungendo che Mikati ha "condannato" l'episodio. Come riportato in precedenza, un'esplosione stamattina ha ferito tre osservatori dell'Unifil e un traduttore libanese che erano in missione di pattuglia nel sud del Libano. Israele, sospettato di aver compiuto l'attacco, ha negato il coinvolgimento.
Attacco a osservatori Onu, nessun ferito grave
Nessuno dei quattro osservatori Onu della missione di supervisione della tregua (Untso) né il loro traduttore locale, colpiti stamane durante un pattugliamento da un'esplosione al confine tra Libano ed Israele, nell'area di Rmeish, è rimasto ferito gravemente. Lo apprende l'Adnkronos. I quattro osservatori sono un australiano, un cileno, uno svizzero e un norvegese.
A Gaza calca e spari per gli aiuti, almeno 5 morti
Almeno 5 persone sono morte a Gaza per la calca, durante la quale sono stati anche uditi colpi d'arma da fuoco, mentre venivano distribuiti aiuti umanitari poco prima dell'alba. Lo fa sapere la Mezzaluna Rossa. L'Afp afferma che in un suo video si vedono camion che si muovono velocemente in mezzo a ruderi in fiamme, con la folla che urla e si accalca e si odono "spari di avvertimento", definiti così da testimoni. La Mezzaluna Rossa afferma che l'episodio è accaduto quando a Gaza City sono arrivati 15 camion di aiuti umanitari diretti alla rotatoria Kuwait, dove era programmata la distribuzione.
Fonti: osservatori Onu feriti non in pericolo di vita
Non sono in pericolo di vita i tre osservatori Onu e il loro interprete libanese feriti oggi nel sud del Libano lungo la Linea Blu di demarcazione con Israele. Lo riferiscono all'ANSA le fonti mediche libanesi che hanno attualmente in cura i quattro feriti. "Si tratta di ferite non gravi. Nessuno di loro è in pericolo di vita".
Gaza, 32.705 morti dal 7 ottobre
Sale a oltre 32.700 morti il bilancio dei morti nella Striscia di Gaza dallo scorso 7 ottobre. L'ultimo bollettino del ministero della Salute di Gaza, sotto il controllo di Hamas, segnala 32.705 morti, 82 dei quali nelle ultime 24 ore. Il bilancio, riportato dalla tv satellitare al-Jazeera, parla anche di 75.190 feriti da quando sono iniziate le operazioni militari israeliane contro Hamas.
Calca e spari durante consegna aiuti a Gaza City, 5 morti
Cinque persone sono morte e decine sono rimaste ferite a causa della calca e di colpi d'arma da fuoco sparati durante la consegna di aiuti nella rotonda Kuwait a Gaza City. Lo ha indicato la Mezzaluna rossa palestinese, precisando che i fatti sono accaduti all'alba dopo che migliaia di persone si erano radunate per l'arrivo di 15 camion carichi di derrate alimentari. Secondo l'organizzazione, almeno tre delle cinque persone morte sono state uccise da proiettili.
Hamas, bilancio morti a Gaza arrivato a 32.705
Il ministero della Sanità di Gaza, gestito da Hamas, ha dichiarato che almeno 32.705 persone sono morte durante piu' di cinque mesi di guerra nella Striscia. Il bilancio comprende almeno 82 morti nelle ultime 24 ore, si legge in un comunicato del ministero, e 75.190 sono i feriti.
Unifil: 'feriti 4 osservatori Onu, inaccettabile prendere di mira peacekeeper'
Quattro osservatori Onu della missione di supervisione della tregua (Untso) sono rimasti feriti in un'esplosione mentre stavano pattugliando a piedi lungo la Blue Line, nel sud del Libano. Lo ha confermato Unifil, precisando che sta ancora indagando sull'origine dell'esplosione.
"Prendere di mira i peacekeeper è inaccettabile", ha aggiunto Unifil, sottolineando che "tutti gli attori hanno la responsabilità, sulla base del diritto umanitario internazionale, di evitare di prendere di mira non combattenti, tra cui peacekeeper, giornalisti, personale medico e civili". Gli osservatori dell'Untso supportano l'Unifil nell'attuazione del suo mandato.
Fonti libanesi, 'drone Israele ha attaccato convoglio Onu'
Fonti della sicurezza libanesi hanno affermato all'ANSA che l'attacco nel sud del Libano contro osservatori Onu della missione Untso è stato lanciato da un drone che ha seguito il convoglio composto da due veicoli con chiare insegne delle Nazioni Unite. "I tre osservatori e il loro interprete libanese erano scesi dai veicoli nei pressi di Rmeish - affermano le fonti - quando hanno il ronzio del drone e sono rientrati velocemente a bordo dei due fuoristrada". A quel punto, affermano, il drone ha lanciato un missile verso il convoglio Uno dei feriti è stato trasportato d'urgenza in elicottero all'Ospedale Saint George di Beirut.
Su auto Onu colpita osservatori australiano, cileno e norvegese
Sull'auto degli osservatori Onu colpita da un raid nei pressi di Rmeish, al confine tra Libano e Israele, c'erano tre membri della Untso di nazionalità australiana, cilena e norvegese, più un traduttore libanese, rimasti feriti nell'attacco. Lo afferma la tv libanese filo-Hezbollah Al Mayadeen.
Israele, '16 arresti in Cisgiordania e al nord del Paese'
La polizia israeliana ha annunciato l'arresto di 16 persone a Kfar Qasem, in Cisgiordania, e nel nord di Israele nel sospetto di "istigazione e sostegno ad atti di terrorismo da commettere sulla Spianata delle Moschee" a Gerusalemme. Le indagini - secondo la polizia, citata dai media - hanno mostrato che "alcuni dei sospettati hanno espresso supporto ad Hamas, fatto appello per colpire gli ebrei e incoraggiato gli Hezbollah a lanciare razzi su Tel Aviv".
Osservatori Onu feriti al confine tra Libano e Israele
Quattro osservatori Onu della missione di supervisione della tregua Untso sono stati feriti in un raid nel sud del Libano a ridosso della linea blu di demarcazione con Israele. Lo riferiscono all' ANSA fonti della sicurezza libanese, precisando che uno dei 4 è di nazionalità libanese. Gli altri 3 sono di altre nazionalità, ma non italiani. Al momento non è stato possibile identificare la fonte dei colpi, se da Israele o dal lato libanese. L'episodio si è verificato nei pressi di Rmeish, dove alcune fonti locali riferiscono che la responsabilità sarebbe degli israeliani. I feriti sono stati trasportati in in ospedale.
Idf smentiscono raid contro veicolo Unifil
Le Forze di difesa israeliane (Idf) hanno smentito che un loro drone avrebbe colpito un veicolo con a bordo personale Unifil nella zona di Rmesih, nel sud del Libano. "Al contrario di quanto riportato, stamane le Idf non hanno attaccato un veicolo dell'Unifil nell'area di Rmeish", si legge in una nota in risposta alle notizie diffuse dai media libanesi.
Raid Libano, feriti spagnoli e norvegesi Unifil
La rete libanese Al-Mayadeen, che è legata ad Hezbollah, ha reso noto che nel team di Unifil che era sull'auto colpita nel sud del Libano c'erano membri dell'organizzazione spagnoli e norvegesi, che sono stati trasferiti in un villaggio vicino perché feriti. Tra i feriti c'e' anche un cittadino libanese che lavora come traduttore.
Media Libano, drone israeliano ha colpito veicolo Onu, diversi feriti
Secondo l'emittente libanese Lbci, ad essere stata colpito è stato un mezzo con a bordo tre osservatori dell'Unifil e un traduttore libanese.
Media, Israele ha colpito auto osservatori Onu in Libano
Un attacco israeliano ha colpito un veicolo su cui viaggiavano osservatori dell'Onu fuori dalla città di Rmeish, nel sud del Libano. Lo ha riferito Reuters, citando due fonti della sicurezza. Nessun commento finora dall'Unifil, la missione Onu che opera nel Paese dei Cedri e che accompagna gli osservatori tecnici nel monitoraggio della Linea Blu, che delimita il confine tra Libano e Israele.
Padre soldato prigioniero di Hamas: 'priorità Netanyahu non è ritorno ostaggi'
Il padre dell'unico soldato nato negli Stati Uniti prigioniero di Hamas a Gaza, Omer Neutra, non crede che la priorità del primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, sia la liberazione degli ostaggi. "Sta lavorando (per il ritorno degli ostaggi, ndr), ma la vittoria nella guerra è più importante", ha dichiarato Ronen Neutra alla radio pubblica Kan. "Non abbiamo ricevuto alcun dettaglio sui negoziati. Ha affermato che possediamo asset che Hamas vuole davvero", ha aggiunto dopo che si è tenuto il primo incontro dal 7 ottobre tra Netanyahu e le famiglie dei soldati prigionieri.
Israele, 'operazioni proseguono allo Shifa e a Khan Yunis'
L'esercito israeliano ha continuato le operazioni all'ospedale Shifa di Gaza City e nei quartieri di al-Qarara e al-Amal di Khan Yunis, la roccaforte di Hamas nel sud della Striscia. Lo ha riferito il portavoce militare ricordando che allo Shifa sono "stati uccisi uomini armati, sequestrate armi e localizzati siti appartenenti ai gruppi terroristi presenti nell'area". Nel quartiere di al-Amal - ha detto il portavoce - "sono stati uccisi numerosi uomini armati, inclusi alcuni che aveva tentato di attaccare le truppe con ordigni esplosivi".
Mo: blitz israeliano vicino Jenin, ucciso 13enne palestinese
Un palestinese di 13 anni è stato ucciso e altri due palestinesi sono rimasti feriti, uno dei quali in maniera grave, durante un'incursione militare israeliana all'alba a Qabatiya, a sud di Jenin, in Cisgiordania. Lo ha riferito l'agenzia di stampa palestinese Wafa, citando il direttore dell'ospedale al-Razi di Jenin. Fawaz Hammad, questo il nome del 13enne, è morto a causa delle ferite provocate da proiettili veri. Fonti locali, citate dalla Wafa, hanno confermato che numerosi soldati dell'esercito israeliano sono entrati a Qabatiya e fatto irruzione in diverse case, schierando cecchini sui tetti. Testimoni parlano di scontri violenti.
Israele contesta allarme Onu rischio carestia in Gaza nord
Israele ha contestato l'allarme Onu sul rischio probabile e imminente di una carestia nel nord di Gaza. Il Cogat israeliano ha sostenuto che il rapporto dell'Integrated Food Security Phase Classification (Ipc) contiene molteplici difetti fattuali e metodologici, alcuni dei quali gravi". Secondo le autorita' dello Stato ebraico, viene sottostimata la quantità di acqua disponibile pro capite al giorno nella Striscia, si denuncia la mancanza di dati e la loro dipendenza dalle informazioni di Hamas e si sottolinea come i media palestinesi parlino "ogni giorno" di "mercati alimentari pieni di cibo di tutti i tipi" in varie parti di Gaza. "Respingiamo apertamente qualsiasi accusa secondo cui Israele sta intenzionalmente affamando la popolazione civile di Gaza", ha ribadito il Cogat.
Media: Israele crea zona cuscinetto, prenderà 16% Striscia
Le Forze di difesa israeliane (Idf) stanno creando una zona cuscinetto di sicurezza al confine con la Striscia di Gaza che potrebbe occupare circa il 16% del territorio dell'enclave palestinese, secondo Haaretz. In base a immagini satellitari citate dal quotidiano israeliano, la zona sarà larga circa un chilometro e tutti gli edifici presenti saranno smantellati.
Media Usa, Israele propone forza sicurezza con Paesi arabi
L'ipotesi di una forza militare multinazionale con truppe provenienti dai Paesi arabi da schierare a Gaza per garantire l'ordine e scortare i convogli di aiuti umanitari è stata prospettata questa settimana dal ministro della Difesa israeliano Yoav Gallant in occasione della sua visita a Washington. Lo riferiscono due alti funzionari israeliani, secondo quanto riportato dal sito di notizie statunitense Axios. Le fonti ritengono che una forza multinazionale potrebbe supportare un'alternativa ad Hamas nel territorio. "Una mossa del genere costruirà un organo di governo nell'enclave che non sia Hamas e affronterà il crescente problema di Israele con gli Stati Uniti per quanto riguarda la situazione umanitaria a Gaza", ha detto un alto funzionario israeliano, secondo quanto riportato da Axios. Gallant avrebbe chiesto il sostegno politico e materiale degli Stati Uniti alla sua proposta durante gli incontri con il segretario alla Difesa, Lloyd Austin, il segretario di Stato Tony Blinken e il consigliere per la sicurezza nazionale Jake Sullivan. La permanenza dell'eventuale forza araba sarebbe limitata a un periodo di transizione.
Cnn: lunedì a Washington i colloqui Usa-Israele su Rafah
I colloqui ad alto livello tra funzionari statunitensi e israeliani su potenziali operazioni militari a Rafah potrebbero aver luogo a Washington già lunedì, hanno riferito ieri sera funzionari Usa alla Cnn. Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu aveva improvvisamente annullato i colloqui previsti per questa settimana dopo che gli Stati Uniti si sono rifiutati di bloccare una risoluzione delle Nazioni Unite che chiedeva un cessate il fuoco nella Striscia di Gaza e il rilascio degli ostaggi detenuti da Hamas. La delegazione israeliana ha proposto di riprogrammare i colloqui per lunedì, hanno detto le fonti citate dall'emittente Usa.
Washington Post: ok di Biden a 25 F-35 e migliaia di bombe a Israele
Nonostante la crescente spaccatura con il governo israeliano e le preoccupazioni per un'offensiva militare a Rafah, negli ultimi giorni l'amministrazione Biden ha autorizzato il trasferimento di miliardi di dollari in bombe e aerei da combattimento allo Stato ebraico. Lo scrive il Washington Post. I nuovi pacchetti includono 25 jet F-35 per 2,5 miliardi e più di 1.800 bombe MK84 da 2.000 libbre (900 kg) e 500 bombe MK82 da 500 libbre (225 kg), secondo dirigenti del Pentagono e del Dipartimento di Stato. Le bombe da 2.000 libbre sono state collegate a precedenti eventi con vittime di massa durante la campagna militare a Gaza.