
Dal Consiglio europeo arriva la richiesta di "una pausa umanitaria immediata". Ma Russia e Cina hanno bloccato con il veto in Consiglio di Sicurezza Onu la risoluzione elaborata dagli Usa sulla tregua a Gaza. Spagna e altri tre Paesi dell'Ue pronti a riconoscere la Palestina. Netanyahu a Blinken: "Andremo a Rafah anche senza gli Usa". Almeno otto morti la scorsa notte nei bombardamenti israeliani a nordest della città meridionale della Striscia
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Russia e Cina hanno bloccato con il veto, in Consiglio di Sicurezza Onu, la risoluzione elaborata dagli Usa sulla tregua a Gaza che "determina l'imperativo di un cessate il fuoco immediato e prolungato per proteggere i civili di tutte le parti, consentire la consegna di assistenza umanitaria essenziale e alleviare la sofferenza umanitaria". Il testo ha ottenuto 11 voti a favore, 3 voti contrari (l'Algeria oltre al veto di Russia e Cina), e un astenuto, la Guyana.
La risoluzione Onu americana ha ricevuto un sostegno "veramente forte" ma è stata "bloccata cinicamente dal veto" di Russia e Cina. Lo ha detto Anthony Blinken, parlando ai giornalisti al termine della sua missione odierna in Israele, sottolineando che l'intenzione degli Stati Uniti era mostrare alla comunità internazionale "un senso di urgenza" riguardo al cessate il fuoco.
Almeno 8 morti stanotte in bombardamenti israeliani a nordest della città meridionale della Striscia. Tra le vittime figurano anche tre bambini e tre donne, secondo fonti locali citate dalla Wafa. Raid vengono segnalati anche a Deir El-Balah, nel centro dell'enclave palestinese. Il bilancio delle vittime nella Striscia di Gaza dal 7 ottobre è di oltre 32.000 morti e almeno 74.188 feriti.
Gli approfondimenti:
- LO SPECIALE
- Guerra Israele-Hamas, cosa c'è da sapere
- Dalla A di Ali Qadi alla Z di Zaka: le parole-chiave del conflitto
- Cos'è Hamas
- Le cause del conflitto
- Cos'è Hezbollah
- Cosa sono i kibbutz
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Il piano di Netanyahu per il dopoguerra: a Gaza funzionari locali e chiusura dell'Unrwa
Il primo ministro israeliano ha presentato per la prima volta formalmente al gabinetto di sicurezza un documento di principi sulla gestione della Striscia dopo il conflitto. Dopo la distruzione della capacità militari e delle strutture di governo di Hamas, la sicurezza sarà garantita da Israele. L’Agenzia per i rifugiati Onu verrà chiusa. Ecco i dettagli
Yemen, chi sono gli Houthi e perché hanno attaccato una nave italiana nel Mar Rosso
Sciiti di stampo zaydita, controllano ormai da anni la capitale yemenita Sana'a. Dietro di loro c'è l'Iran, alleato ideologico, religioso e militare. Il 12 gennaio 2024 Usa e Gran Bretagna hanno condotto un raid contro obiettivi nello Yemen utilizzati dai ribelli, mentre nel marzo 2024 la nave Carlo Duilio, il cacciatorpediniere della Marina Militare italiana, ha neutralizzato un attacco con un drone. L'APPROFONDIMENTO
Medio Oriente, 600 parenti di 81 ostaggi scrivono a Biden: "Prema per arrivare ad un accordo"
Circa 600 persone, parenti di 81 ostaggi in mano ai terroristi di Hamas a Gaza, hanno sottoscritto una lettera indirizzata al presidente americano Joe Biden in cui esprimono la loro frustrazione per la gestione dei negoziati sugli ostaggi da parte del premier Benjamin Netanyahu, e chiedono al presidente americano di premere sul capo del governo israeliano e le altri parti coinvolte perché raggiungano un accordo.
"Ci rivolgiamo a lei perché siamo sempre più frustrati e preoccupati per la mancanza di comunicazione e di impegno da parte del Primo Ministro israeliano e del Gabinetto di Guerra sul rilascio degli ostaggi”, affermano le famiglie degli ostaggi nella lettera.
"Vi incoraggiamo a utilizzare i mezzi a vostra disposizione, per fare pressione e convincere tutte le parti, compreso il primo ministro israeliano, ad accettare l’accordo che ritenete ragionevole", aggiunge la lettera. "Siamo pronti a lavorare a stretto contatto con la vostra amministrazione per mobilitare il popolo israeliano e per esprimere al popolo americano e ai suoi funzionari eletti la necessità di sostenere l’attuale accordo". Lo riporta il Times of Israel.
Bando per collaborazione con Israele, cosa succede all’Università di Torino?
Tensione per la decisione del Senato accademico di non partecipare al bando ministeriale di collaborazione con Israele. LEGGI L'ARTICOLO
Blinken: "Sì all'obiettivo di sconfiggere Hamas, ma no all'operazione a Rafah"
Dopo l'incontro con Benjamin Netanyahu, il segretario di Stato americano Antony Blinken ha ribadito la posizione negativa di Washington sull'offensiva militare pianificata da Israele nella città di Rafah, nel sud di Gaza.
"Condividiamo l'obiettivo di Israele di sconfiggere Hamas, responsabile del peggior massacro del popolo ebraico dai tempi dell'Olocausto", ha detto Blinken prima della sua partenza.
Ma, ha aggiunto, "una grande operazione militare di terra a Rafah non è il modo per farlo. Rischia di provocare l'uccisione di più civili, rischia di causare un caos ancora maggiore nella fornitura di assistenza umanitaria. Rischia di isolare ulteriormente Israele nel mondo e di mettere a repentaglio la sua sicurezza a lungo termine."
Casa Bianca: "Progressi nei negoziati sugli ostaggi a Gaza"
I colloqui per un accordo sugli ostaggi in mano ad Hamas "stanno facendo progressi": lo ha detto il portavoce del consiglio per la sicurezza nazionale John Kirby.
Usa: "Avvisato Israele che raid a Rafah sarebbe un disastro"
"Abbiamo messo in chiaro a Israele le nostre profonde preoccupazioni su un' offensiva di terra a Rafah": lo ha detto il portavoce del consiglio per la sicurezza nazionale John Kirby, riferendo che gli Usa ritengono sarebbe un disastro.
Usa: "Condivideremo con Israele alternative contro Hamas"
Gli Usa condivideranno con Israele alternative su come possono eliminare Hamas senza operazioni di terra a Rafah: lo ha detto il portavoce del consiglio per la sicurezza nazionale Usa John Kirby, riferendosi anche all'arrivo a Washington la prossima settimana di un team israeliano.
Hamas: "Bene veto di Cina e Russia alla risoluzione Onu"
Hamas ha salutato il veto posto dalla Russia e dalla Cina e il voto contrario dell'Algeria alla risoluzione degli Usa bloccata oggi al Consiglio di sicurezza all'Onu. "Il progetto di risoluzione americano - ha detto la fazione su Telegram - contiene parole fuorvianti che sono complici degli obiettivi del criminale nemico sionista, permettendogli di continuare la sua aggressione e dandogli copertura e legittimità per la guerra di sterminio che sta commettendo contro il nostro popolo palestinese a Gaza". La risoluzione - ha aggiunto - non include "una richiesta esplicita per la fine immediata dell'aggressione sionista contro Gaza".
Medio Oriente, il premier iracheno da Biden alla Casa Bianca il 15 aprile
Il primo ministro iracheno, Mohamed Shia al Sudani, incontrerà il 15 aprile alla Casa Bianca il presidente degli Stati Uniti, Joe Biden. L'incontro segue la recente crisi causata dagli attacchi americani contro le milizie filo-iraniane in suolo iracheno.
L'incontro, annunciato dalla portavoce della Casa Bianca, Karine Jean-Pierre, avrà come obiettivo "il coordinamento delle priorità comuni e il rafforzamento delle relazioni bilaterali" tra i due paesi, con una riaffermazione dell'impegno rispetto al cosiddetto Accordo Quadro Strategico che regola queste relazioni dopo la crisi di inizio anno, quando il governo iracheno ha denunciato una serie di attacchi americani contro le milizie filo-iraniane che operano nel suo territorio.
Raid giustificati da Washington come rappresaglia contro l’ondata di attacchi lanciati da questi gruppi contro le sue forze nel quadro della guerra in Medio Oriente, effettuati secondo le denunce irachene a insaputa del governo di Baghdad.
Gantz: "Ho incontrato Blinken, imperativo completare la missione a Gaza"
"Ho incontrato il Segretario di Stato americano Blinken. Ho ribadito il mio profondo apprezzamento per il continuo sostegno a Israele e il profondo impegno per la sicurezza di Israele. Ho espresso l'imperativo di completare la missione a Gaza, compresa Rafah, per smantellare le infrastrutture militari dell'organizzazione Hamas in seguito al massacro del 7 ottobre". A scriverlo, su X, è stato Benny Gantz, membro del gabinetto di guerra israeliano, riferendo del suo colloquio con Blinken.
"Ho aggiunto che Israele continuerà a facilitare soluzioni umanitarie per aiutare i civili a Gaza, garantendo al tempo stesso che aiuti non cadano nelle mani di Hamas. Infine, abbiamo discusso di un’ulteriore strategia regionale futura, parte integrante della sicurezza e della stabilità regionale", conclude.
Unrwa: "Grazie alla Finlandia per la ripresa dei finanziamenti"
Palestina, i Paesi arabi unanimi contro il testo Usa su Gaza all'Onu
L'ambasciatore palestinese all'Onu Riyad Mansour ha condiviso il rifiuto della risoluzione Usa, sostenuto "all'unanimità" dai Paesi arabi, perché "non chiede un cessate il fuoco immediato". Mansour ha ribadito la posizione di Mosca e Pechino, secondo cui il testo non usa esplicitamente la parola "chiede", ma afferma semplicemente che è imperativo un cessate il fuoco, un linguaggio troppo debole.
Tregua a Gaza, veto all'Onu di Russia e Cina alla risoluzione Usa. VIDEO
Blinken: "Laostra risoluzione ha ricevuto forte sostegno, cinico il veto di Russia e Cina"
La risoluzione Onu americana ha ricevuto un sostegno "veramente forte" ma è stata "bloccata cinicamente dal veto" di Russia e Cina. Lo ha detto Anthony Blinken, parlando ai giornalisti al termine della sua missione in Israele, sottolineando che l'intenzione degli Stati Uniti era mostrare alla comunità internazionale "un senso di urgenza" riguardo al cessate il fuoco.
Ed ha proposito dei negoziati per raggiungerlo, il segretario di Stato ha detto che gli Usa sono "intensamente impegnati" nei colloqui insieme a Qatar ed Egitto". "Abbiamo ancora alcuni vuoti da colmare - ha aggiunto - ma più di avvicini al traguardo più è difficile l'ultimo tratto. Così ci sono ancora alcune questioni difficili da risolvere".
Domani nuovo voto all'Onu sulla tregua a Gaza per Ramadan
Il Consiglio di Sicurezza dell'Onu voterà domattina alle 10 (le 15 italiane) la bozza di risoluzione sulla tregua a Gaza elaborata dai membri non permanenti che "richiede un cessate il fuoco umanitario immediato per il mese del Ramadan" e il rilascio immediato di tutti gli ostaggi. Lo hanno comunicato all'Ansa fonti del Consiglio di Sicurezza. L'ambasciatrice americana all'Onu Linda Thomas-Greenfield ha già anticipato che gli Usa sono contrari al testo.
Blinken: "Ho incontrato il primo ministro Netanyahu e il gabinetto di guerra israeliano a Tel Aviv per discutere gli sforzi per portare maggiori aiuti a Gaza e liberare gli ostaggi. Stanno arrivando altri aiuti, ma non sono sufficienti. Ho sottolineato che Israele deve dare su questo una priorità"
Hamas: "Il bilancio dei morti a Gaza è salito a 32.070"
Secondo il ministero della sanità di Hamas, è salito a 32.070 morti e 74.288 feriti il bilancio di vittime nella Striscia di Gaza dal 7 ottobre. Rispetto a ieri, altre 82 persone sono rimaste uccise nelle ultime 24 ore secondo un comunicato del ministero.
Blinken: "L'attacco di Rafah non aiuta gli obiettivi di Israele, rischierebbe di isolarlo"
Gli Stati Uniti appoggiano gli obiettivi di Israele di sconfiggere Hamas e garantire una sicurezza a lungo termine "ma un'ampia operazione militare di terra a Rafah non è il modo di farlo". Lo ha detto Antony Blinken parlando con i giornalisti al termine della sua missione in Israele.
"Si rischierebbe di uccidere altri civili, si rischia di mettere a rischio la fornitura di assistenza umanitaria - ha aggiunto il segretario di Stato Usa - e si rischia di isolare ulteriormente Israele nel mondo e di minare la sua sicurezza a lungo termine e la sua posizione internazionale".
Blinken ha infine detto di essere ansioso di ricevere il team israeliano a Washington la prossima settimana per "discutere i nostri diversi modi di raggiungere questi obiettivi", sottolineando che "è necessario un piano integrato umanitario, militare e politico".
Harris: "I civili di Rafah non possono andare da nessuna parte"
La vice presidente americana Kamala Harris afferma che non c'e' un modo sicuro per evacuare i civili di Rafah prima dell'operazione che Israele afferma che condurrà con o senza il sostegno degli Stati Uniti. "Ho guardato le mappe, ho studiato le mappe, non c'e' nessun posto dove queste persone possono andare, un milione e mezzo di persone di una popolazione di 2,2 milioni sono nell'area" ha detto parlando con i giornalisti prima di partire per Puerto Rico, parlando di Rafah.
"E bisogna ricordare perché sono lì, sono lì perché è stato detto loro di andare lì", ha concluso la vice presidente americana, ricordando come i palestinesi di Gaza sono stati progressivamente sfollati di fronte all'avanzata degli israeliani.

©IPA/Fotogramma
Dagli Emirati arabi nuovi lanci di aiuti sulla Striscia di Gaza
Gli Emirati Arabi Uniti hanno effettuato l'undicesimo lancio di aiuti umanitari e di soccorso nel nord della Striscia di Gaza grazie a squadre congiunte appartenenti all'Aeronautica degli Emirati e a quella egiziana. Secondo quanto annunciato dal Comando Operativo Congiunto del ministero della Difesa emiratino, i lanci sono stati effettuati su aree isolate e inaccessibili del nord della Striscia di Gaza. Due aerei hanno trasportato 24 tonnellate di cibo e aiuti umanitari, portando il totale degli aiuti sganciati nell'ambito dell'Operazione chiamata 'Uccelli del bene' a 462.000 tonnellate.
Netanyahu a Blinken: "Avremo le mani occupate per decenni"
"Avremo le mani occupate per decenni": cosi', secondo una fonte di Axios presente all'incontro odierno tra i due, il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha risposto ad Antony Blinken dopo il monito del segretario di stato Usa sui rischi per Israele di non avere un piano coerente su Gaza.
Medio Oriente, la Germania: "Pronti a far proseguire i lanci di aiuti per il tempo necessario"
Le forze armate tedesche sono pronte a far proseguire i lanci di aiuti su Gaza per tutto il tempo necessario. A sottolinearlo è stato a Berlino il ministero della Difesa: "Ci adeguiamo alle necessità", ha dichiarato un portavoce. "Siamo pronti, assieme ai nostri partner a portare avanti questi voli fino a quando lo riterremo necessario".
Gli aerei dell'aeronautica tedesca hanno portato a termine quattro voli con un totale di 22 tonnellate di aiuti di emergenza. Dal ministero degli Esteri tedesco è intanto arrivato l'appello a Israele a consentire l'arrivo di una maggiore quantità di aiuti via terra, il modo più efficiente di rifornire i residenti di aiuti, hanno sottolineato. "Si tratta di bambini, madri, uomini che muoiono di fame, e di garantire che queste persone possano essere curate", ha dichiarato il portavoce.
Il portavoce internazionale dell'IDF spiega come gli aiuti umanitari entrano a Gaza da Israele
Le famiglie degli ostaggi vedono Blinken: "Fate l'accordo per il rilascio"
Il segretario di stato Usa Antony Blinken - dopo gli incontri con la leadership israeliana - ha visto una delegazione delle famiglie dei ostaggi a Gaza riunitasi sotto il suo albergo. Nell'incontro le famiglie hanno rivolto "un appello urgente a tutte le parti per applicare la massima pressione per raggiungere un accordo per il pronto e sicuro rilascio dei nostri cari". "Ogni giorno che passa - hanno aggiunto - è una eternità di tormento per le nostre famiglie. Imploriamo la Comunità internazionale di non lasciare nulla di intentato".
Blinken: "Inimmaginabile veto Russia-Cina, ma andiamo avanti"
"Sulla risoluzione Onu abbiamo raccolto un sostegno forte ma c'è stato il veto di Russia e Cina. Noi abbiamo mostrato il senso di urgenza legato al cessate il fuoco che porti al ritorno a casa degli ostaggi ma è inimmaginabile che alcuni Paesi non abbiano voluto seguire la nostra scia. Comunque c'è un un sostegno forte e la determinazione di molti Paesi ad arrivare a un cessate il fuoco per il rilascio degli ostaggi". Così il segretario di Stato Usa Antony Blinken, lasciando Tel Aviv, commenta lo stop del Consiglio di Sicurezza alla risoluzione Usa per colpa del veto di Cina e Russia.
Blinken: "Sulla tregua aspettiamo progressi nelle prossime ore"
I negoziati per lo scambio dei prigionieri e una tregua a Gaza "stanno andando avanti, ci dovrebbero essere progressi nelle ore a venire". Lo ha detto il segretario di Stato Usa Antony Blinken dopo l'incontro con Benyamin Netanyahu in Israele. "Faremo del nostro meglio per riportare gli ostaggi a casa, i negoziatori stanno lavorando alacremente", ha aggiunto.

©Ansa
Cina all'Onu: "Il testo Usa sulla tregua a Gaza è ambiguo"
"Il testo americano sul cessate il fuoco a Gaza è ambiguo e non è all'altezza delle aspettative della comunità internazionale". Lo ha detto l'ambasciatore cinese all'Onu Zhang Jun, che ha bloccato insieme alla Russia la bozza di risoluzione. "Inoltre il testo è sbilanciato su molti altri aspetti, ad esempio il fatto di non esprimere una chiara opposizione del Consiglio di Sicurezza a un attacco israeliano a Rafah manda un segnale sbagliato", ha aggiunto.
Media, Blinken ha lanciato un serio avvertimento a Israele
Nell'incontro odierno con il gabinetto di guerra israeliano, il segretario di Stato Antony Blinken ha lanciato un serio avvertimento ad Israele, secondo quanto riferisce il sito israeliano Walla, che cita una fonte imprecisata a conoscenza del colloquio. Blinken, secondo la fonte, ha detto: "Dovete preparare un piano chiaro (per il dopo Hamas, ndr) o resterete impantanati a Gaza". La prosecuzione della guerra senza un obiettivo preciso per il giorno dopo, ha aggiunto l'inviato di Biden, metterebbe in pericolo la sicurezza di Israele ed il suo status internazionale.
Macron: "Lavoriamo a una nuova risoluzione all'Onu su Gaza"
La Francia lavora a una nuova risoluzione all'Onu per chiedere "un cessate il fuoco immediato e l'accesso umanitario". L'obiettivo è quello di trovare un accordo con i nostri partner europei, arabi e gli Usa. Lo ha detto il presidente francese Emmanuel Macron al termine del vertice Ue.
Netanyahu a Blinken, 'andremo a Rafah anche senza gli Usa'
"Ho detto" a Blinken che "non c'è modo di sconfiggere Hamas senza andare a Rafah ed eliminare il resto dei battaglioni. E gli ho detto che spero che lo faremo con il sostegno degli Stati Uniti, ma se sarà necessario lo faremo da soli". Così il premier israeliano Benyamin Netanyahu al termine dell'incontro con il segretario di Stato Antony Blinken. "Gli ho detto che apprezzo davvero il fatto che da più di 5 mesi combattiamo insieme contro Hamas. Gli ho anche detto che riconosciamo la necessità di evacuare la popolazione civile dalle zone di guerra e ovviamente di occuparci anche dei bisogni umanitari e stiamo lavorando a tal fine".
Russia, 'risoluzione Usa dava l'ok per l'attacco a Rafah'
"Supportare questo testo significa coprirsi di vergogna, non possiamo permettere al Consiglio di Sicurezza di essere uno strumento di Washington per le sue politiche in Medio Oriente. E il testo americano dà a Israele la luce verde per un attacco a Rafah". Cosi l'ambasciatore russo all'Onu, Vassily Nebenzia, che ha messo il veto insieme alla Cina sulla bozza Usa per il cessate il fuoco a Gaza. "Per sei mesi il Consiglio di Sicurezza è stato incapace di chiedere un cessate il fuoco a Gaza a causa del ripetuto veto degli Usa, e ora dopo sei mesi con la Striscia praticamente spazzata via, gli Stati Uniti chiedono un cessate il fuoco".
Usa, cinismo dietro veto di Russia e Cina su tregua a Gaza
"Ci sono due ragioni profondamente ciniche dietro questo veto: primo Russia e Cina non vogliono condannare Hamas per gli attacchi del 7 ottobre. Inoltre semplicemente non vogliono vedere adottato un testo elaborato dagli Stati Uniti". Lo ha detto l'ambasciatrice americana all'Onu Linda Thomas-Greenfield dopo il fallimento in Consiglio di Sicurezza della risoluzione Usa sulla tregua a Gaza. "Sappiamo benissimo che dietro tutta la retorica, Russia e Cina non fanno nulla di diplomatico per una pace duratura o per contribuire sinceramente agli sforzi umanitari", ha aggiunto.
Veto di Russia e Cina alla risoluzione Usa all'Onu su Gaza
Russia e Cina hanno bloccato con il veto in Consiglio di Sicurezza Onu la risoluzione elaborata dagli Usa sulla tregua a Gaza che "determina l'imperativo di un cessate il fuoco immediato e prolungato per proteggere i civili di tutte le parti, consentire la consegna di assistenza umanitaria essenziale e alleviare la sofferenza umanitaria". Il testo ha ottenuto 11 voti a favore, 3 voti contrari (l'Algeria oltre al veto di Russia e Cina), e un astenuto, la Guyana.
Spagna e altri 3 Paesi Ue pronti a riconoscere Palestina
In una riunione tutta focalizzata sulla crisi in Medio Oriente a margine del Consiglio Ue, i primi ministri di Spagna, Irlanda, Malta e Slovenia in una dichiarazione congiunta si sono detti "pronti a riconoscere lo Stato palestinese" e lo faranno "quando ciò porterà un contributo positivo" alla situazione. Nel testo i 4 Paesi hanno chiesto "un immediato cessate il fuoco, che prevede il rilascio incondizionato degli ostaggi e un massiccio aumento degli aiuti a Gaza". "Siamo d'accordo sul fatto che solo la soluzione dei due Stati può portare una pace durevole e stabile" nella regione, hanno aggiunto i 4 leader europei.
Gantz a Blinken, 'imperativo completare azione con Rafah'
"E' imperativo" completare la missione a Gaza, "Rafah inclusa e smantellare i terroristi di Hamas a seguito del massacro del 7 ottobre". Lo ha detto il ministro del Gabinetto di guerra Benny Gantz al segretario di stato Usa Antony Blinken nell'incontro tra i due. Gantz ha poi aggiunto che "Israele continuerà a consentire soluzioni umanitarie per la popolazione civile a Gaza, assicurandosi che gli aiuti non cadano nelle mani di Hamas".
Speaker Camera Usa inviterà Netanyahu a parlare al Capitol
Lo speaker della Camera Usa Mike Johnson, intende invitare il premier israeliano Benjamin Netanyahu a parlare davanti al Congresso. "Mi piacerebbe che venisse a parlare in una sessione congiunta del Congresso", ha detto in un'intervista alla Cnbc. "Estenderemo sicuramente l'invito", ha aggiunto. L'annuncio arriva all'indomani dell'intervento di Netanyahu in video collegamento davanti ai senatori repubblicani, dopo che il leader dei senatori dem Chuck Schumer lo aveva attaccato pesantemente definendolo "un ostacolo alla pace" ed evocando la necessità di nuove elezioni.
Mo, 120mila palestinesi pregano ad al-Aqsa nonostante restrizioni
Sono 120mila i fedeli palestinesi che si sono recati nella moschea di al-Aqsa a Gerusalemme per pregare nel secondo venerdì di Ramadan nonostante le restrizioni imposte da Israele. Sono dati forniti dal Jerusalem Islamic Endowments Department. In seguito alla rappresaglia in corso a Gaza, Israele ha limitato l'accesso al terzo luogo più sacro per i musulmani introducendo un sistema di permessi autorizzati secondo norme di sicurezza.
L'Onu vota sulla tregua a Gaza ma l'esito è incerto
La bozza di risoluzione sulla tregua a Gaza verrà votata alle 14 italiane (le 9 locali) dal Consiglio di Sicurezza Onu, ma l'esito è ancora incerto. Nel testo degli Usa, che hanno ripetutamente bloccato le precedenti richieste di tregua a Gaza, si sottolinea la necessità di "un cessate il fuoco immediato e prolungato per proteggere i civili da tutte le parti, consentire la consegna di assistenza umanitaria essenziale e alleviare le sofferenze umanitarie", ma la Russia spinge per richieste di pace ancora più esplicite. Il testo non usa esplicitamente la parola "chiede", ma afferma semplicemente che è imperativo un cessate il fuoco, cosa che secondo Mosca è troppo debole. Resta il rischio quindi di un veto russo (il vice ambasciatore all'Onu Dmitry Polyanskiy ha spiegato che "non siamo soddisfatti") anche se l'ambasciatrice Usa Linda Thomas-Greenfield si è detta "ottimista" per la sua adozione. Oltre al cessate il fuoco, il testo americano "respinge ogni tentativo di cambiamento demografico o territoriale a Gaza" e condanna "tutti gli atti di terrorismo, compresi gli attacchi guidati da Hamas del 7 ottobre" contro Israele. Se verrà adottata, la risoluzione segnerebbe la prima volta che il Consiglio di Sicurezza condanna specificamente l'attacco di Hamas. Nei giorni scorsi diversi membri non permanenti del Consiglio di Sicurezza avevano fatto circolare un'altra bozza di risoluzione che "richiede un cessate il fuoco umanitario immediato per il mese del Ramadan" e il rilascio immediato di tutti gli ostaggi. Se il testo americano verrà bocciato, la bozza "tornerà sul tavolo, messa ai voti e spero che sarà adottata", ha sottolineato l'ambasciatore francese all'Onu Nicolas de Riviere, aggiungendo che ora è "il momento di salvare vite umane".
Portogallo dona a Unrwa 10 mln euro: "Modo migliore per far arrivare aiuti"
Il governo del Portogallo ha annunciato la donazione di 10 milioni di euro all'Unrwa, l'Agenzia delle Nazioni Unite che si occupa di assistere i rifugiati palestinesi. Si tratta di un contributo una tantum destinato a fornire cibo, medicine e aiuti umanitari ai palestinesi, ha spiegato il ministro portoghese ad interim degli affari di gabinetto Mariana Vieira da Silva. ''Il Portogallo non può accettare di restare indifferente rispetto alla terribile situazione umanitaria del popolo palestinese'', ha scritto in un tweet il ministro degli Esteri di Lisbona Jao Gomes Cravinho. ''Sostenere l'Unrwa è il modo migliore perché gli aiuti arrivino a chi ne ha bisogno. Israele deve con urgenza favorire la consegna di questi aiuti umanitari'', ha aggiunto Cravinho.
Unrwa: "Situazione nel nord di Gaza è disperata"
La situazione nel nord di Gaza è "più che disperata". E' quanto sostiene in un post sul social X l'agenzia Onu per il soccorso ai rifugiati palestinesi (Unrwa), precisando che il suo staff ha visitato l'ospedale Kamal Adwan nella zona devastata. "Sono stati consegnati carburante e forniture mediche, ma gli aiuti sono solo un rivolo. Il cibo deve raggiungere il nord ora per evitare la carestia", ha aggiunto l'Unrwa.
La Finlandia riprende i finanziamenti all'Unrwa
La Finlandia ha annunciato l'intenzione di ripristinare i finanziamenti all'Unrwa (Agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati palestinesi) dopo aver sospeso in gennaio i pagamenti annuali di 5 milioni di euro all'organizzazione. Lo riporta il Guardian. Helsinki è stato uno dei 16 principali donatori che hanno sospeso i pagamenti dopo che Israele ha accusato una dozzina di dipendenti dell'organizzazione umanitaria di essere coinvolti nell'attacco di Hamas del 7 ottobre . Ville Tavio , ministro finlandese per il commercio estero e lo sviluppo, ha detto che non ci sono informazioni sufficienti sui presunti collegamenti con Hamas per continuare a sospendere i finanziamenti.
Blinken incontra Gabinetto di guerra dopo incontro con Netanyahu
Il segretario di stato Usa Antony Blinken, dopo aver incontrato il premier Benyamin Netanyahu, sta ora vedendo il Gabinetto di guerra israeliano a Tel Aviv. Lo hanno riferito i media.
Aiuti per Gaza arrivati in Egitto dalla Russia
Continuano all'aeroporto di Al Arish, nel Nord Sinai, gli arrivi di aerei carichi di aiuti per la popolazione della Striscia di Gaza. Mohamed Selim, portavoce ufficiale del governatorato del Nord Sinai, ha riferito che questa mattina lo scalo ha accolto un aereo proveniente dalla Russia che trasportava 29 tonnellate di cibo e medicine per la Striscia di Gaza. Atterrato anche un aereo dagli Emirati che trasportava 20 tonnellate di aiuti oltre a 12 barili di carburante per l'ospedale degli Emirati nella Striscia di Gaza. Ieri erano arrivati due aerei dal Qatar e dagli Emirati, tra i Paesi più attivi negli aiuti per Gaza, con un carico complessivo di 61 tonnellate di generi di prima necessità. Le merci vengono scaricate e trasferite ai magazzini logistici della Mezzaluna Rossa in attesa del via libera ai varchi. Dal 12 ottobre, giorno di apertura del valico di Rafah, ad Al-Arish sono arrivati 689 aerei.
Erdogan affida 'Netanyahu ad Allah', Katz convoca ambasciatore turco
Il ministro degli Esteri israeliano Israel Katz ha convocato l'ambasciatore turco in Israele per esprimere un richiamo formale rispetto alle parole usate dal presidente Recep Tayyip Erdogan nei confronti del premier Benjamin Netanyahu. Nelle scorse ore, durante un comizio elettorale, Erdogan ha infatti tuonato contro Netanyahu, dicendo di volerlo ''mandare da Allah, in modo che si prenda cura di lui, lo renda infelice e lo maledica''. Parole di fuoco che, secondo quanto scritto da Katz in un tweet, meritano che sia ''trasmesso un messaggio chiaro a Erdogan''. Il presidente turco aveva espresso nei giorni scorsi il proprio sostegno a Hamas e Katz, su 'X', ha affermato che ''voi che sostenete chi brucia bambini, gli assassini, gli stupratori e i mutilatori criminali di Hamas, siete gli ultimi che potete parlare di Dio''. Il capo della diplomazia israeliana ha aggiunto: ''non c'è Dio che ascolterà coloro che sostengono le atrocità e i crimini contro l’umanità commessi dai vostri barbari amici di Hamas''.
Media: nuovi progetti di insediamenti nella valle del Giordano
Un'area di 800 ettari situata nella valle del Giordano e' stata definita di recente 'terra demaniale' su iniziativa di Bezalel Smotrich, il ministro della finanze che funge anche da responsabile nel ministero della Difesa della Politica di insediamento ebraico. Lo ha reso noto la radio pubblica Kan. Quelle terre, situate attorno al villaggio ebraico di Yafit, potranno essere utilizzate in futuro - secondo la emittente - per la costruzione di alloggi e di un'area industriale. La progettazione, ha precisato Kan, richiedera' almeno un anno e necessitera' poi dell' approvazione del governo.
Wafa: 120mila fedeli su Spianata per il secondo venerdì Ramadan
Sono circa 120mila i fedeli musulmani che hanno pregato oggi sulla Spianata delle Moschee a Gerusalemme per il secondo venerdì di Ramadan. Lo ha riferito l'agenzia Wafa secondo cui il predicatore della moschea Al-Aqsa lo sceicco Khaled Abu Jumaa "ha confermato che il popolo palestinese è impegnato nella propria terra e farà fallire fallirà tutti i piani volti a sfollarlo e distruggerlo". Al-Aqsa, ha aggiunto, "rimarrà una moschea puramente islamica con tutte le sue sale di preghiera e cortili". Ad ora non sono segnalati incidenti. Secondo Wafa, le forze israeliane hanno impedito a centinaia di fedeli musulmani di entrare nella moschea di Al-Aqsa. Testimoni hanno riferito all'agenzia di stampa che le truppe hanno intensificato notevolmente la loro presenza militare nelle vicinanze dei checkpoint di Qalandiya, Zeitoun e Betlemme che conducono alla moschea sacra per i musulmani. Secondo quanto riferito, le forze israeliane hanno respinto centinaia di fedeli da questi posti di blocco, sostenendo che non avevano i permessi necessari.
Insegnante in classe con maglia pro Palestina, a Pavia scoppia il caso
E’ un caso, a Pavia, l’insegnante di una scuola superiore che è entrata in classe con una maglietta con la scritta ‘From the river to the sea. Palestine will be free’, slogan pro Palestina. A riportare la vicenda è il quotidiano ‘Il Giorno’. La frase non è passata inosservata tra gli allievi: una ragazza con la doppia cittadinanza, italiana e straniera, ha capito il messaggio e lo ha denunciato ai genitori, che si sono rivolti a un avvocato.
I genitori della minore hanno informato la direzione scolastica, l’ufficio scolastico provinciale, il ministero dell’Istruzione e alcuni esponenti istituzionali della Comunità ebraica e hanno inviato una pec nella speranza che la scuola prendesse dei provvedimenti nei confronti della docente ed evitasse che potessero esserci ancora dei contatti con la figlia ma al momento la scuola non avrebbe risposto. Il legale dei genitori è Andrea Cascio, noto a Pavia per essere il tutore legale di Ethan, il bambino unico sopravvissuto alla strage del Mottarone.
Israele a Erdogan, 'stai zitto e vergognati'
Il ministro degli esteri israeliano Israel Katz ha convocato il vice ambasciatore turco per "un severo rimprovero" per le parole del presidente Erdogan che ha invocato che "Dio possa distruggere e rendere miserabile" il premier Benyamin Netanyahu. "Tu che sostieni i bruciatori di bambini, gli assassini, gli stupratori e i mutilatori dei corpi dei criminali di Hamas - ha detto Katz rivolto ad Erdogan - sei l'ultimo che può parlare di Dio. Non c'è Dio che ascolterà coloro che sostengono le atrocità e i crimini contro l'umanità commessi dai vostri barbari amici di Hamas. Stai zitto e vergognati!"
Iniziato l'incontro tra Netanyahu e Blinken
E' iniziato l'incontro tra il premier Benyamin Netanyahu e il segretario di stato Usa Antony Blinken con focus sulla situazione della guerra a Gaza. Lo ha fatto sapere un comunicato ufficiale. Subito dopo Blinken vedrà il Gabinetto di guerra.
Erdogan, 'Dio possa distruggere Netanyahu'
"Affidiamo al nostro Signore una certa persona chiamata (Benjamin) Netanyahu. Possa Dio distruggerlo e renderlo miserabile". Lo ha affermato il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, come riporta Yeni Safak.
In Cisgiordania elicottero dell'esercito uccide attentatore
Dopo scontri a fuochi protrattisi per cinque ore, l'esercito israeliano è riuscito ad uccidere un attentatore palestinese che stamane aveva aperto il fuoco contro un minibus israeliano nella zona di Talmon, presso Ramallah (Cisgiordania). Lo ha riferito la radio militare precisando che l'uomo si era nascosto in una fitta boscaglia e che per eliminarlo, oltre alle forze di terra, è stato fatto ricorso a due elicotteri da combattimento e ad un drone. I servizi di emergenza hanno aggiornato a 7 il numero dei feriti israeliani. Uno di essi appare in fin di vita e altri due sono giudicati in condizioni gravi.
Media, il capo del Mossad in partenza per Doha per i negoziati
E' in partenza per il Qatar - su indicazione del premier Benyamin Netanyahu - la delegazione israeliana per una nuova tornata a Doha di negoziati su Gaza. Lo ha fatto sapere la Radio pubblica. La missione è guidata dal capo del Mossad David Barnea che incontrerà sul posto il direttore della Cia William Burns e i mediatori di Egitto e Qatar. Insieme a Barnea c'è anche il capo dello Shin Bet (Sicurezza interna) Ronen Bar.
Von der Leyen, 'Israele ha dovere di proteggere vite civili'
Israele "ha il diritto di fare tutto il possibile perché il 7 ottobre non si ripeta mai più, ma nell'ambito dei confini del diritto umanitario internazionale, ma ha anche il dovere di fare tutto il possibile per proteggere le vite dei civili". Lo dice la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen, ieri sera in conferenza stampa a Bruxelles.
Blinken arrivato in Israele, vedrà Netanyahu e familiari ostaggi
Il segretario di Stato americano Antony Blinken è arrivato a Tel Aviv, in Israele, per l'ultima tappa del suo sesto viaggio nella regione dall'inizio della guerra. Lo riporta Haaretz. Blinken incontrerà il primo ministro Benjamin Netanyahu e il suo gabinetto di guerra. E vedrà anche le famiglie degli ostaggi detenuti nella Striscia di Gaza.
Iran all'Onu, 'Israele fermi gli attacchi contro la Siria'
"Condanniamo fermamente gli attacchi militari israeliani in corso in Siria, illegali e provocatori, che servono solo ad aumentare le tensioni e minare la stabilità. Quel regime deve essere ritenuto responsabile e costretto a porre fine immediatamente a tali azioni aggressive". Lo ha affermato l'ambasciatore dell'Iran presso le Nazioni Unite, Saeed Iravani, durante un incontro presso il Consiglio di Sicurezza dell'Onu, dove ha sottolineato che in questo mese cade il 13esimo anniversario dell'inizio del conflitto. "Ribadiamo il nostro appello per un immediato ritiro dalla Siria di tutte le forze straniere, che non sono state invitate. Precisamente, sottolineiamo come sia imperativo il ritiro delle forze degli Usa che occupano parte del territorio siriano", ha detto l'ambasciatore della Repubblica islamica, come riporta Irna, sottolineando come "il conflitto non possa essere risolto senza sostenere la totale sovranità, unità e integrità territoriale della Repubblica araba di Siria".
Iran a Hamas, 'Netanyahu è arrivato al capolinea'
Il premier israeliano Benjamin Netanyahu "è arrivato al capolinea" e "sta cercando disperatamente di sopravvivere". Lo ha affermato il ministro degli Esteri dell'Iran, Hossein Amirabdollahian, durante una telefonata con il capo dell'ufficio politico di Hamas, Ismail Haniyeh. "Come ha detto la Guida suprema della rivoluzione islamica, l'ayatollah Seyyed Ali Khamenei, il regime di Israele è rimasto intrappolato nel pantano della guerra a Gaza a causa della determinazione del popolo palestinese e dei gruppi di resistenza", ha detto il ministro iraniano durante il colloquio con Haniyeh, come riporta Irna. Chiedendo azioni da parte della comunità internazionale per inviare aiuti a Gaza, Haniyeh ha affermato che Israele non accetta le condizioni di Hamas per arrivare ad una tregua e che ritiene l'amministrazione di Netanyahu responsabile dei fallimenti nei negoziati che puntano a stabilire un cessate il fuoco a Gaza.
Attentato in Cisgiordania, feriti civili israeliani
Un minibus con civili israeliani a bordo e' stato attaccato oggi con colpi di arma da fuoco nella zona di Talmon (presso Ramallah, in Cisgiordania). I servizi di emergenza hanno riferito che almeno quattro persone risultano essere ferite, una delle quali in modo grave. La caccia all'attentatore (o più persone) e' in corso da ore nella zona vicina, secondo la radio dei coloni Canale 7. L'esercito, giunto in forze sul posto, ha fatto ricorso anche ad un elicottero da guerra per colpire un palestinese armato, rifugiatosi in un'area boscosa.
Burns atteso oggi a Doha per partecipare a negoziati su rilascio ostaggi
Il direttore della Cia Bill Burns arriverà a Doha oggi per prendere parte ai negoziati sul rilascio degli ostaggi in cambio di un cessate il fuoco provvisorio, hanno anticipato fonti bene informate citate da Cnn. Parteciperà alle trattative anche il direttore del Mossad israeliano David Barnea, oltre che il Premier del Qatar, Mohammed bin Abdulrahman Al-Thani e al ministro dell'Intelligence in Egitto, Abbas Kamel.
Idf prosegue operazioni nello Shifa, 150 i terroristi uccisi
L'esercito israeliano prosegue anche oggi il proprio intervento nelle strutture dell'ospedale Shifa di Gaza. Complessivamente, ha riferito il portavoce militare, nell'area dell'ospedale ''sono stati eliminati finora 150 terroristi''. Inoltre sono stati arrestati centinaia di sospetti e ''sono state scoperte armi ed infrastrutture terroristiche''. Ieri il portavoce militare Daniel Hagari ha anche riferito che ''50 terroristi di Hamas e della Jihad islamica'' si sono barricati nell'edificio del pronto soccorso e ''devono scegliere se arrendersi, o morire''. Secondo l'esercito, ''queste operazioni vengono svolte con precisione, senza che sia arrecato danno ai civili, ai pazienti, al personale medico e ai macchinari''. In parallelo l'esercito israeliano conduce altre operazioni di terra a Khan Yunis-Qarara (nel sud della Striscia) e nel settore centrale di Gaza.
Gaza, ministri Esteri arabi: Israele apra ogni valico per aiuti
Una dichiarazione congiunta rilasciata da un gruppo di ministri degli Esteri di paesi arabi ha chiesto la "rimozione di tutte le barriere imposte da Israele" agli aiuti umanitari che raggiungono la Striscia di Gaza al fine di "affrontare i terribili bisogni di oltre due milioni di palestinesi che soffrono la carestia". "I ministri di Egitto, Arabia Saudita, Giordania, Qatar ed Emirati Arabi Uniti hanno chiesto congiuntamente l'apertura di tutti i valichi di frontiera tra Israele" e l'enclave palestinese "per consentire la consegna di assistenza umanitaria", si legge in un comunicato del Cairo. I ministri degli Esteri arabi si sono incontrati ieri con il segretario di Stato americano Antony Blinken nella capitale egiziana per discutere i negoziati di cessate il fuoco in corso tra Israele e Hamas.
Gaza, Cnn: 'Blinken a Qatar: Hamas rispetti tregua o via da Doha'
Funzionari statunitensi hanno detto alla Cnn che a inizio marzo il segretario di Stato americano Antony Blinken ha rivolto un severo messaggio al Qatar: dite ad Hamas di rispettare un accordo sugli ostaggi israeliani e sul cessate il fuoco nella Striscia di Gaza se non vuole essere espulso da Doha, dove hanno sede i membri anziani del movimento islamista palestinese. Secondo le fonti della Cnn, il messaggio è stato consegnato da Blinken al premier e ministro degli Esteri qatarino Mohammed bin Abdulrahman bin Jassim Al-Thani in un incontro a Washington tenutosi il 5 marzo. I funzionari statunitensi affermano che il Qatar ha compreso il messaggio e lo ha accolto senza grandi resistenze. Doha non ha commentato l'incontro specifico, ma assicura che sta esercitando un'enorme pressione su Hamas. Non è chiaro se il Qatar abbia lanciato l'avvertimento ai leader di Hamas, sottolinea la Cnn. Hamas ha istituito un ufficio politico a Doha nel 2012, dove i membri più anziani del gruppo hanno sede permanente. Di conseguenza il Qatar svolge un ruolo cruciale nella regione tra il movimento islamista palestinese e altri paesi. Doha è un partner fondamentale per Washington negli sforzi per raggiungere un accordo di cessate il fuoco nella Striscia di Gaza.
Media: 8 morti in raid Israele a nordest di Rafah
Tra le vittime figurano anche tre bambini e tre donne, secondo fonti locali citate dalla Wafa. Raid vengono segnalati anche a Deir El-Balah, nel centro dell'enclave palestinese. Il bilancio delle vittime nella Striscia di Gaza dal 7 ottobre è di circa 32.000 morti e almeno 74.188 feriti, secondo il Ministero della Sanità locale gestito da Hamas.
Israele-Hamas, cosa c'è da sapere sul conflitto in corso
Con la situazione sul campo che è in costante evoluzione, abbiamo deciso di raccogliere qui di seguito alcune informazioni che permettano di farsi un'idea del contesto più ampio in cui gli eventi di queste settimane si inseriscono. L'APPROFONDIMENTO
Consiglio europeo, Borrell: "Israele ha diritto difesa, non vendetta"
Al centro del vertice in corso a Bruxelles c'è la politica estera, con le guerre alle porte dell'Europa, dall'Ucraina al Medio Oriente. Scholz: "A Gaza serve cessate il fuoco duraturo". Gentiloni: "Sì ai bond per la difesa, ma non ci siamo ancora". LEGGI L'ARTICOLO