
Secondo l'ultima rilevazione Quorum/YouTrend per Sky TG24, oltre la metà degli intervistati reputa che Palazzo Chigi debba perseguire la strada del disimpegno. Il 23% degli italiani è favorevole alla sospensione dell’invio delle armi mentre il 33% sostiene l’assunzione di una posizione direttamente neutrale. Emergono giudizi negativi su Putin, Prigozhin e Zelensky. Per il 45% l’armistizio è l’esito più probabile del conflitto

La guerra in Ucraina, iniziata nel febbraio 2022 dopo l’invasione russa del Paese, prosegue senza sosta da quasi un anno e mezzo. Il tema continua a essere al centro dell’attualità per i numerosi risvolti (soprattutto economici) che ne sono conseguiti. Come emerge dall’ultimo sondaggio realizzato dall’istituto di ricerca Quorum/YouTrend per Sky TG24, il 62% degli intervistati dichiara di avere un buon livello di conoscenza della situazione del conflitto, un dato che sale al 71% nella platea più “televisiva” degli over 55
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Sul leader russo Vladimir Putin il giudizio degli intervistati è estremamente negativo: l’80% degli intervistati si è espresso così, mentre solo il 13% ne ha un’opinione positiva
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Il giudizio su Putin è solo lievemente meno pesante da parte degli elettori di centrodestra (attestandosi comunque come negativo tra il 75 e il 79%, mentre i giudizi positivi salgono tra il 18 e il 19%). Mentre per gli elettori di Pd e M5s l’opinione sul presidente russo è negativa fino al 90-92% e solo per il 7-9% è positiva
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Anche sul leader della Wagner Prigozhin il giudizio è in larga parte negativo (58% degli intervistati) mentre quello positivo si attesta al 12%. E spicca un 30% di italiani che non lo conosce o non sa rispondere
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Anche Volodymyr Zelensky non emerge come leader positivo. Sul presidente ucraino, l’opinione è sostanzialmente spaccata a metà tra gli italiani (41% positiva, 46% negativa)
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Zelensky suscita sentimenti contraddittori: tra gli elettori del Pd rimane comunque una figura positiva per il 63% così come per gli elettori di alcuni dei partiti di centrodestra (56%) ma non di Fratelli d’Italia i cui elettori lo giudicano negativamente per il 54%. Si spacca a metà l’opinione degli elettori del M5S
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Ad ogni modo, un’ipotesi di cambio di regime in Russia, come il comportamento del Gruppo Wagner aveva fatto intendere, non prevedendo l’avvio di un processo di pace in Ucraina, non avrebbe cambiato in meglio la percezione verso Mosca, quanto piuttosto il contrario. Lo pensa il 43% degli italiani che dà un giudizio negativo di questa eventualità e il 32% che ne ha un’opinione neutra, né negativa, né positiva
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Tra gli scenari di conclusione della guerra possibili il più accreditato è quello di una pace che determini una secessione delle regioni sotto il controllo russo (Crimea, Donetsk, Lugansk) dalla nazione ucraina (45%). La sconfitta della Russia è data come l’opzione più probabile dal 23% degli italiani mentre la capitolazione dell’Ucraina con conseguente occupazione russa del Paese è indicata dal 10%
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L’esito preferito invece risulta essere la sconfitta russa con un ritorno ai confini del 2014 (l'ha scelto il 43% degli intervistati). L’armistizio con determinate condizioni è l’eventualità preferita per una minoranza estremamente consistente degli italiani (36%). Solo il 6% ha indicato la sconfitta dell’Ucraina come scenario più auspicabile
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Quella dell’armistizio è una soluzione che viene presa in considerazione anche dal 29% degli elettori più ‘filo-ucraini’ (quelli del Pd), mentre nel resto dell’elettorato la sensazione è più equilibrata, con una prevalenza pro-armistizio tra gli elettori di FdI (47%), e di sostanziale pareggio con l’ipotesi della sconfitta russa tra chi vota altri partiti di centrodestra e M5S

L’Italia, secondo gli intervistati, ha avuto sul tema della guerra in Ucraina una condotta positiva per il 42% delle persone che hanno risposto al sondaggio. Il giudizio è invece negativo per il 36% degli italiani

Gli elettori che apprezzano maggiormente la linea assunta dall’Italia durante il conflitto sono quelli del Partito Democratico (65%), mentre i più critici sono gli elettori dell’altro partito di opposizione, ovvero il Movimento 5 Stelle (60%). Il giudizio è positivo anche per chi vota il centrodestra e in particolare FdI

La posizione italiana nel conflitto viene reputata migliore di quella assunta dall’Ue. Il giudizio per Bruxelles è negativo per il 42% degli intervistati e positivo per il 40%. Questo quadro sembra essere parzialmente riconducibile a questioni di campo, con gli elettori dei partiti di opposizione che premiano maggiormente l’Unione europea e gli elettori dei partiti di governo che danno un giudizio migliore all’Italia

La via da seguire secondo la maggioranza assoluta degli italiani sarebbe quella del disimpegno da parte del nostro Paese, per quanto a vari livelli: il 33% vorrebbe l’assunzione di una posizione direttamente neutrale, il 23% auspica la sospensione dell’invio delle armi (mantenendo l’aiuto economico a Kiev). Il 24% preferirebbe invece continuare a mandare armi (ma non militari sul campo). Solo il 6% vorrebbe un sostegno militare maggiore all’Ucraina, anche con l’invio di truppe

In sostanza, un mantenimento della politica attuale è da considerarsi auspicabile solo tra gli elettori del Pd. Il disimpegno è preminente tra chi vota FdI e M5s (tra cui c’è la più alta percentuale di chi auspica la neutralità totale)

Nota metodologica - Sondaggio svolto con metodologia CAWI tra il 27 e il 29 Giugno 2023 su un campione di 802 intervistati rappresentativi della popolazione maggiorenne residente in Italia, indagata per quote di genere ed età incrociate stratificate per titolo di studio e ripartizione ISTAT di residenza. Il margine d’errore è del +/- 3,4% con un intervallo di confidenza del 95%
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