
Trump, tutte le inchieste che lo riguardano da Stormy Daniels a Capitol Hill
Il caso dell’ex attrice porno messa a tacere con 130mila dollari rischia di essere solo il primo di una lunga serie di guai giudiziari che coinvolgono l’ex presidente. Sono tanti i casi aperti sul tycoon, dagli asset gonfiati per miliardi di dollari “per ottenere denaro a prestito a condizioni più favorevoli” alle interferenze nel voto della Georgia e alle carte segrete ritrovate nella tenuta di Mar-a-Lago

Si stringe il cerchio intorno a Donald Trump. L’ex presidente Usa sostiene che martedì potrebbe essere incriminato per il pagamento di 130mila dollari alla pornostar Stormy Daniels per comprare il suo silenzio sulla loro relazione passata. I problemi però per il tycoon potrebbero non essere finiti: le indagini su di lui sono molteplici e riguardano sia la sua carriera politica che imprenditoriale
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IL CASO DANIELS – Il rapporto tra Stephanie Clifford, questo il vero nome della Daniels, e l’ex presidente sarebbe sotto indagine da parte dell’ufficio del procuratore di New York già da tempo. Sotto la lente i trasferimenti di denaro tra Trump e Michael Cohen, il suo ex fixer. Quest’ultimo avrebbe pagato un’ingente somma di denaro all’ex attrice porno affinché rimanesse in silenzio e sarebbe poi stato rimborsato da Trump per finte spese legali mentre quest’ultimo era alla Casa Bianca. Il reato sarebbe violazione delle norme sul finanziamento elettorale
Iscriviti alla nostra newsletter per restare aggiornato sulle notizie di mondoGLI ASSET GONFIATI - Le autorità di New York accusano inoltre Trump di aver mentito a banche e assicurazioni gonfiando il valore dei suoi asset per miliardi di dollari. Un reato che potrebbe portare al divieto per tutta la famiglia, inclusi quindi anche i tre figli Donald Jr, Eric e Ivanka, di essere alla guida di qualsiasi azienda a New York
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L’ACCUSA – Risalente allo scorso settembre, il caso ha visto la procuratrice generale Letitia James pronunciare parole durissime: “Il signor Trump e la Trump Org hanno ripetutamente e persistentemente manipolato il valore delle attività per indurre le banche a prestare denaro alla stessa Trump Organization a condizioni più favorevoli”, ha detto James. La ragione era “pagare tasse più basse, soddisfare i contratti di finanziamento continuativi e indurre le compagnie di assicurazione a fornire coperture assicurative per massimali più elevati e a premi inferiori”
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LE INTERFERENZE – In Georgia un gran giurì speciale ha da poco concluso le inchieste sulle possibili interferenze di Trump e dei suoi alleati alle elezioni del 2020. Non si sa molto su quanto riportato nel rapporto finale, ma secondo indiscrezioni sono state raccomandate incriminazioni nei confronti di almeno dieci persone. Secondo quanto filtra dal rapporto il gran giurì ritiene che molti imputati, chiamati a testimoniare, possano aver detto il falso per coprire probabilmente l’ex presidente
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LA TESTIMONIANZA DI RUDY GIULIANI – Nell’occhio del ciclone del gran giurì c’è soprattutto Rudy Giuliani, ex sindaco di New York, oltre che avvocato e braccio destro di Trump. Secondo le accuse sarebbe stato lui l’uomo dell’ex presidente che avrebbe incontrato alcuni membri del Parlamento georgiano per ribaltare il risultato delle elezioni del 2020, che ha visto il tycoon perdere nello Stato per poco più di 11mila voti
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LE CARTE DI MAR-A-LAGO - Il Dipartimento di Giustizia ha nominato il procuratore speciale Jack Smith per condurre l'indagine penale su come Trump ha gestito i documenti classificati una volta uscito dalla Casa Bianca. Diverse carte riservate sono state trovate nella sua abitazione in Florida nel corso di una perquisizione dell'Fbi
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UN MANDATO PER VENTI PERSONE – Secondo la Cnn, almeno venti persone tra lo staff del resort di Mar-a-Lago e i membri della cerchia ristretta di Donald Trump nella tenuta della Florida hanno ricevuto un mandato di comparizione per testimoniare davanti a un gran giurì federale, che sta indagando sulla gestione di documenti classificati da parte dell'ex presidente Usa

LE INCHIESTE SUL 6 GENNAIO – Infine, già lo scorso dicembre la commissione di indagine sull'assalto al Congresso ha concluso che Trump e i suoi hanno partecipato a un piano per capovolgere le elezioni del 2020. Il procuratore speciale Smith sta conducendo la sua indagine sui presunti tentativi di Trump di capovolgere l'esito del voto

IL BLOCCO DI PENCE – A questo proposito gli avvocati del tycoon hanno bloccato la testimonianza che avrebbe fatto Mike Pence, ex numero due di Trump alla Casa Bianca e nemico giurato da quando ha ratificato la vittoria di Joe Biden il 6 gennaio 2021. Il punto è nel cosiddetto privilegio esecutivo, cioè il diritto alla riservatezza delle comunicazioni di cui godono il presidente ed altri membri dell’esecutivo: una disputa che rischia di concludersi davanti alla Corte Suprema
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