Vaccino anti Covid, studio Uk: i casi di reazione allergica sono rari

Mondo

Tiziana Prezzo

Secondo l’ente del farmaco britannico, le reazioni alle iniezioni degli antidoti contro il coronavirus sarebbero meno dello 0,5% e con effetti non preoccupanti. Le fasce più giovani della sarebbero più sensibili per una maggiore risposta immunitaria dell’organismo.  Irrisorio il numero di casi di anafilassi.

Dopo tre mesi di campagna vaccinale a tamburo battente, affiancata da una serie di studi sull'efficacia dei vaccini e sulla risposta immunitaria, nel Regno Unito è ora possibile  anche dare una risposta a un'altra domanda pressante: quanto è alto il rischio di risposte allergiche? I dati diffusi appaiono molto confortanti. (TUTTI GLI AGGIORNAMENTI LIVE SUL COVID-19 - LE REGOLE DEL NUOVO DPCM - GLI SPOSTAMENTI FRA REGIONI).

Rari i casi di reazione allergica

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Secondo l'organo di controllo britannico (MHRA), stando alle vaccinazioni effettuate entro il 14 febbraio, su 8,3 milioni di inoculazioni fatte con il prodotto della Pfizer si sono verificate 26.823 reazioni avverse (pari allo 0,3% e di non preoccupante entità) e 168 casi di choc anafilattico. Con AstraZeneca, su 6,9 milioni di iniezioni si sono registrate 31.427 reazioni allergiche non gravi (0,45%) e 105 casi di anafilassi. Nessun decesso è stato direttamente messo in relazione all'iniezione di una dose di antidoto contro il Covid, anche perché, spiegano, sarebbe comunque estremamente difficile provarne uno stretto nesso causa-effetto.

L'MHRA ha inoltre precisato che la "stragrande maggioranza dei casi" delle reazioni si sono verificate poco dopo l'iniezione con sintomi come il mal di testa, affaticamento brividi, nausea, dolori articolari, febbre. Tali sintomi collaterali si esauriscono solitamente nell'arco di un paio di giorni.

Nei giovani una maggiore risposta immunitaria

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Va ricordato che i due vaccini sono stati utilizzati in contesti differenti. In particolare, nelle prime quattro settimane della vaccinazione, destinate agli ultra ottantenni, alle Rsa e ai malati cronici, si è utilizzato il vaccino Pfizer, perché AstraZeneca ancora non disponibile. Le fasce più giovani della popolazione sono più facilmente soggetti ad effetti collaterali rispetto a quelle più anziane perché la risposta immunitaria dell'organismo è naturalmente più forte.

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