Coronavirus, nel mondo oltre 8,8 milioni di casi. In Germania indice R0 sale a 2,88

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I morti in totale sono più di 464mila. I Paesi latinoamericani più colpiti sono Brasile, Perù e Cile. Nyt: in Usa +15% casi in ultime 2 settimane. Gli Stati Uniti registrano 568 vittime in 24 ore. Quasi 5mila casi positivi in Pakistan e 544 in Libia

Il Coronavirus continua a diffondersi in molti Paesi. Secondo i dati della Johns Hopkins University, al 21 giugno sono oltre 8,8 milioni le persone contagiate nel mondo. Secondo i conteggi dell'università americana, i contagi accertati nel mondo sono oltre 8milioni e 820mila, inclusi oltre 464mila decessi. Tra le aree che più preoccupano c'è l’America Latina, che ha superato i due milioni di persone positive al virus (Brasile, Perù e Cile tra le nazioni in cui il virus si sta diffondendo maggiormente). Gli Stati Uniti rimangono il Paese più colpito: in 24 ore, hanno registrato altre 568 vittime. Secondo il Nyt, negli Usa si registra un +15% di casi nelle ultime 2 settimane Il Covid-19 allarma anche il Medioriente con circa 5mila casi positivi in Pakistan. Situazioni difficili anche in Iran e Russia mentre in Germania l'indice R0 schizza a 2,88. In Spagna invece si torna gradualmente alla normalità. (GLI AGGIORNAMENTI IN DIRETTA - LO SPECIALE).

America Latina, Brasile il Paese più colpito

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I contagi causati dalla pandemia in America Latina sono arrivati a quota 2.002.303 nelle ultime 24 ore. Il Brasile denuncia oltre la metà dei casi, ma a contribuire al pesante bilancio sono, fra gli altri, anche il Perù con 251.338 persone positive al Covid-19, e il Cile con 236.748. A questi si aggiunge il Messico con le autorità sanitarie che hanno annunciato che nelle ultime 24 ore oltre 5.000 pazienti sono risultati positivi al test. In Brasile si sono registrati 34.666 nuovi casi e il bilancio delle vittime è di 49.976 morti con 1.022 deceduti in 24 ore. Oltre ai citati Perù e Cile, che al secondo e terzo posto hanno registrato rispettivamente anche 7.861 e 4.295 morti, seguono fra i Paesi maggiormente colpiti dalla pandemia Messico con 175.202 contagi e 20.781 vittime, Ecuador (50.183 e 4.199), Colombia (65.633 e 2.126), Argentina (41.204 e 992), Repubblica dominicana (25.778 e 655) e Panama (24.274 e 485).

In Germania indice R0 schizza a 2,88

Notizie non positive anche dalla Germania dove si è riscontrato un nuovo balzo per l'indice R0, che passa da 1,79 a 2,88, stando all'Istituto Robert Koch, secondo cui la cifra si basa su una media di quattro giorni. La notizia è stata riportata da Sky News. La Germania è alle prese con un allarmante focolaio in Nordreno-Vestfalia legato al mattatoio Toennies, che ha fatto registrare oltre mille contagi.

Stati Uniti, decimo giorno in cui il bilancio è inferiore a mille vittime

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Con 568 decessi correlati al coronavirus nelle ultime 24 ore, secondo l'aggiornamento quotidiano dell'università Johns Hopkins, gli Stati Uniti sono al decimo giorno in cui il bilancio giornaliero delle vittime è inferiore a 1.000. Il Paese resta quello più colpito dalla pandemia con 119.654 morti su 2.251.205 di contagi ufficiali. Circa 20 Stati americani hanno recentemente visto un rimbalzo delle infezioni, mentre l'epicentro della malattia nel Paese si è spostato da New York e nord-est a sud e ovest. Dopo essere sceso sotto i 20.000, il bilancio giornaliero di nuove infezioni confermate negli Stati Uniti è aumentato, negli ultimi giorni, a 30.000 e oltre. Esistono timori di una seconda ondata di contagi da Covid-19, dopo le riaperture di vari Stati e con i massicci raduni contro la violenza della polizia e il razzismo che hanno avuto luogo nelle ultime settimane negli Stati Uniti. Anche il comizio elettorale del presidente Donald Trump a Tulsa, in Oklahoma, il primo dall'inizio della crisi di Covid-19, è stato accusato di favorire la diffusione del virus.

Nyt: in Usa +15% casi in ultime 2 settimane

Secondo il New York Times, nelle ultime due settimane i casi di coronavirus in Usa sono aumentati a livello nazionale del 15% e continuano a salire in 18 Stati del Sud, del West e del Midwest. Sia venerdiìche sabato negli Stati Uniti ci sono stati oltre 30 mila contagi, il livello più alto dal primo maggio. La media dei morti degli ultimi 14 giorni però è scesa del 42%. Sette Stati hanno raggiunto il loro record di casi in un giorno ieri ed altri cinque nel corso della settimana. Nel primo gruppo rientrano Florida (in testa con 4049 nuovi contagi), South Carolina, Missouri, Nevada, Arizona, Utah e Montana. Nel secondo California, Texas, Alabama, Oregon e Oklahoma.

Pakistan, i contagi salgono a 176.617

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Il Pakistan ha registrato 4.951 casi di coronavirus e 119 decessi legati alla malattia nell’ultima giornata: lo ha reso noto il ministero della Sanità del Paese. I nuovi bilanci portano il totale dei contagi a quota 176.617 e quello dei morti a quota 3.501. Finora le persone guarite sono 67.892, di cui 4.388 nelle ultime 24 ore. I pazienti in condizioni critiche sono 3.469, 46 in meno rispetto alle 24 ore precedenti. Dall'inizio della pandemia in Pakistan sono stati effettuati 1.071.642 tamponi.

Oltre 2mila nuovi casi in Iran

Anche in Iran si è registrato un notevole aumento dei casi positivi con 2.368 nuovi contagi nelle ultime 24 ore, un bilancio che porta il totale dei contagi nel Paese a quota 204.952: allo stesso tempo, altre 116 persone sono morte, un livello che porta il totale dei decessi a quota 9.623. Lo ha reso noto oggi la portavoce del ministero della Sanità, Sima Lari. Dall'inizio della pandemia sono guarite almeno 163.591 persone, ha detto Lari, mentre 2.887 sono in condizioni critiche. 

Libia, 24 contagi in 24 ore

Sono 24, invece, i nuovi contagi da Covid-19 in Libia nelle ultime 24 ore. Il bilancio totale dei casi raggiunge quota 544 casi confermati nel Paese. Lo ha reso noto il Centro nazionale libico per il controllo delle malattie sulla propria pagina Facebook, precisando che i morti restano invariati a 10, mentre i guariti salgono da 83 a 98 e le persone attualmente positive sono 436. Severe misure di lockdown restano in vigore in molte città, in particolare del Sud del Paese, per cercare di limitare la diffusione del virus.

Aumentano i contagi in Israele

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Per quanto riguarda Israele, il numero dei casi positivi di coronavirus è salito da venerdì mattina di 443 unità, portando così la cifra complessiva aggiornata a 20.686. Lo ha riferito il ministero della sanità secondo cui le guarigioni sono state finora 15.664. I malati sono quindi 4.716, di questi sono 209 i ricoverati in ospedali e 28 di essi sono in rianimazione. I decessi totali sono invece 305. Intanto, anche la Autorità nazionale palestinese è impegnata a contenere la ripresa della pandemia dopo che il numero dei casi positivi ha quasi toccato quota mille in Cisgiordania, Gerusalemme est e Gaza. In Cisgiordania - riferisce la agenzia Wafa - il premier Mohammed Shtayeh ha ordinato la chiusura per cinque giorni di Hebron e di due giorni di Nablus. Ha inoltre vietato da oggi lo svolgimento di matrimoni e di altre riunioni pubbliche.

Quasi 8mila casi in Russia nelle ultime 24 ore

Ancora piuttosto seria la situazione in Russia dove si sono registrati 7.728 casi di Coronavirus e 109 decessi nelle ultime 24 ore: lo ha reso noto il centro nazionale per la prevenzione della diffusione del virus, secondo quanto riporta il Guardian. I nuovi bilanci portano il totale dei contagi nel Paese a quota 584.680 e quello dei morti a quota 8.111.

In Svizzera casi aumentati del 30% nell’ultima settimana

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Il deconfinamento in Svizzera è troppo veloce, secondo il presidente della task force scientifica federale dedicata al Covid-19. "Negli ultimi sette giorni, il numero di casi è aumentato del 30%", ha dichiarato a SonntagsBlick l'epidemiologo Matthias Egger. A suo parere, è probabile che il tasso di riproduzione del virus, che indica quante persone sono contagiate da una persona infetta, sia di nuovo a 1 o anche di più. Da lunedì la Svizzera entrerà nella quarta fase di allentamento graduale delle restrizioni imposte per il coronavirus e dalla prossima settimana saranno consentite anche riunioni fino a mille persone.

In Spagna si torna alla normalità

Notizie positive, invece, dalla Spagna dove dopo quasi 100 giorni di confinamento e sei proroghe dello stato di allerta, si entra da oggi, 21 giugno, nella cosiddetta nuova normalità, revocando le restrizioni alla mobilità e aprendo le frontiere con l'Ue (ad esclusione del Portogallo) e verso il Regno Unito. Attesi un centinaio di voli provenienti dall'estero, 18 di questi all'aeroporto Barajas di Madrid. I viaggiatori all'arrivo sono sottoposti ad un controllo in tre fasi: un questionario con informazioni per la localizzazione, la misurazione della temperatura e un controllo visivo.

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