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Attentato Nuova Zelanda, il killer compare in tribunale e fa il saluto dei suprematisti

3' di lettura

Brenton Tarrant, il 28enne australiano incriminato per il massacro di 50 persone nelle due moschee di Christchurch, è comparso in aula. È stato rinviato a giudizio al 5 aprile. Prima della strage aveva inviato il suo manifesto alla premier neozelandese con una mail

In tribunale ha fatto il saluto dei suprematisti bianchi, con il pugno alzato, Brenton Tarrant, il 28enne australiano incriminato per il massacro nelle due moschee di Christchurch, in Nuova Zelanda (CHI È). Nella strage del 15 marzo, quando il giovane è entrato in azione sparando sui partecipanti alla preghiera del venerdì, sono morte 50 persone (CHI SONO LE VITTIMEFOTO). Tarrant, prima dell'attentato, avrebbe inviato il suo manifesto, con una mail, all'ufficio della premier neozelandese Jacinda Ardern. E' quanto ha detto alla Cnn, il capo ufficio stampa della premier Andrew Campbell, precisando che l'indirizzo di posta al quale il documento di oltre 70 pagine è stato inviato è "generico" e gestito dallo staff della Ardern, che non aveva quindi visto la mail (GLI ULTIMI AGGIORNAMENTI).

Il killer in aula: ammanettato, a piedi nudi e sorridente

In tribunale, in abiti bianchi da detenuto, mani ammanettate e a piedi nudi, Tarrant ha sogghignato quando i reporter lo hanno fotografato in aula all'indomani della strage, affiancato da due agenti di polizia, come scrive il New Zealand Herald. Il 28enne è stato rinviato, senza ricorrere all'Alta Corte di Christchurch, al 5 aprile. Nel frattempo resterà in custodia cautelare. È stata invece rilasciata una delle quattro persone fermate subito dopo l’attentato.

Identificate le prime due vittime

Intanto sono state identificate le prime due vittime: si tratta di un afghano emigrato in Nuova Zelanda con i suoi due figli nel 1977, e di un rifugiato siriano che era arrivato con la famiglia solo qualche mese fa. Nel frattempo, le autorità sanitarie di Christchurch hanno fatto sapere che sette feriti sono stati dimessi dall'ospedale, altri 39 stanno ricevendo le cure necessarie per ferite da arma da fuoco e 11 sono ancora in terapia intensiva.

L'attentato contro le due moschee

Il killer ieri è entrato in azione intorno alle 13:40 ora locale e ha ripreso la strage in diretta streaming: il video, pubblicato su Facebook, è durato 17 minuti ed è poi stato rimosso dal social network (IL RACCONTO DI UN TESTIMONE). Il 28enne ha anche rivendicato gli attacchi lasciando un manifesto anti-migranti di 74 pagine in cui ha descritto le sue azioni come "una vendetta contro gli invasori" (IL VIDEO DELL'ARRESTO). Per il massacro ha usato "cinque armi, di cui due semi-automatiche e due fucili" e "aveva una regolare licenza per il possesso d'armi", ha spiegato la premier neozelandese Jacinda Arder. Sui caricatori delle mitragliatrici usate da Tarrant, insieme a quelli di altri estremisti, c’era anche il nome di Luca Traini.

Data ultima modifica 16 marzo 2019 ore 21:58

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