Introduzione
Nella legge di Bilancio il Fondo sanitario cresce di 2,4 miliardi, oltre al miliardo già previsto, arrivando a 146,3 miliardi nel 2027. Una cifra che secondo i presidenti delle Regioni di centrosinistra rappresenta "meno della metà dei 6,8 miliardi che avevamo indicato come necessario adeguamento del Fondo”. Quali finanziamenti sono a rischio?
Quello che devi sapere
Le cifre
Il testo bollinato della legge di Bilancio attesta che il livello del finanziamento del fabbisogno sanitario nazionale standard cui concorre lo Stato è incrementato di 2.365 milioni di euro per l'anno 2027, 2.352 milioni di euro per l'anno 2028 e di 2.399 milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2029. Insomma il Fondo sanitario cresce di 2,4 miliardi, oltre al miliardo già previsto, arrivando a 146,3 miliardi nel 2027. Viene disposto che una quota di 138 milioni di euro per il 2027 rientri "nella libera disponibilità delle regioni e delle province autonome, anche al fine di far fronte agli eventuali oneri derivanti dagli effetti dell'inflazione".
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Le misure
Una quota dell'incremento del finanziamento del Servizio sanitario nazionale, pari a 500 milioni di euro annui, viene destinata alla revisione delle tariffe massime per la remunerazione delle prestazioni di assistenza ospedaliera per pazienti acuti. Inoltre, a decorrere dal primo gennaio 2027 vengono incrementati i limiti di spesa annui lordi di 380 milioni di euro, con l'obiettivo di destinare maggiori risorse per l'indennità prevista per i dirigenti medici e il personale del comparto sanità. Sale al 4,7% il tetto di spesa per i dispositivi medici: lo Stato coprirà 1,4 miliardi dei 4 dovuti dalle aziende per il payback 2019-2023. E arriva una carta da 300 euro per gli over 75 con pensioni o assegni di invalidità fino a 28mila euro.
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Presidenti di centrosinistra chiedono Conferenza urgente delle Regioni
Dopo il varo della manovra, i presidenti delle sei Regioni guidate dal centrosinistra - Eugenio Giani (Toscana), Antonio Decaro (Puglia), Michele De Pascale (Emilia-Romagna), Roberto Fico (Campania), Stefania Proietti (Umbria) e Alessandra Todde (Sardegna) - hanno inviato una lettera congiunta al presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome Massimiliano Fedriga per chiedere la convocazione urgente dell'organismo. Al centro della richiesta proprio le forti criticità legate alla legge finanziaria, a partire dalla tenuta del sistema sanitario pubblico. In gioco, dicono, è la "tenuta stessa del sistema sanitario pubblico", non garantita dallo stanziamento.
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Bocciato il voucher da 300 euro
Non piace nemmeno la misura del voucher di 300 euro per gli over 75: "Li invita a cercare risposte nella sanità privata. Va fermato subito con un emendamento e lo stanziamento previsto di 1,6 miliardi va destinato agli ospedali pubblici", dicono i governatori.
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Cosa ne pensano i medici
Anche dalla Federazione nazionale degli ordini dei medici (Fnomceo) arriva un giudizio negativo: "Dalla manovra risposte ancora insufficienti", afferma il presidente Filippo Anelli. Le Regioni, rileva, "hanno chiesto 18 miliardi aggiuntivi per la sanità in 3 anni. Nel '27 arrivano invece 3,4 miliardi che copriranno gli aumenti dei costi energetici, ma non consentiranno altri interventi: riduzione delle liste d'attesa, assunzioni e stipendi restano senza risposta". Positivo invece, secondo Anelli, l'intervento per gli anziani, che "potrebbe contribuire a rendere effettivo l'accesso alle prestazioni, soprattutto per chi ha maggiori difficoltà economiche".
Il meccanismo del payback
Il dibattito si è poi spostato sull'articolo 73 che conferma il meccanismo del payback per il periodo 2019-2023 a carico di imprese di apparecchiature e tecnologie mediche. Lo stesso articolo prevede anche dal 2027 l'innalzamento del tetto di spesa nazionale per l'acquisto di dispositivi portandolo al 4,7% del finanziamento del servizio sanitario nazionale, con un onere di 146 milioni di euro annui. Misura che però non basta a Confindustria dispositivi medici che annuncia "azioni legali e proteste" in mancanza di correttivi. "La manovra ci chiama a sostenere oneri che non dipendono dalla nostra gestione, presentando un conto insostenibile causato dagli sforamenti delle Regioni", rivendica il presidente Fabio Faltoni. Mentre Conflavoro Pmi Sanità parla di "dissanguamento delle imprese che forniscono il servizio sanitario". Dall'industria dei farmaci fuori brevetto arriva, invece, l'allarme per la produzione di medicinali essenziali, penalizzata dallo stesso meccanismo di ripiano del payback. "Gli incentivi agli investimenti - spiega il presidente di Egualia, Riccardo Zagaria - sono un segnale positivo ma non sono sufficienti a risolvere le criticità strutturali che minacciano la produzione di equivalenti, ovvero farmaci che, con i loro prezzi più bassi, garantiscono la sostenibilità della sanità pubblica".
L’impatto sulla Sanità
Le Regioni avevano approvato all’unanimità un documento con le norme da inserire in manovra. Chiedevano circa 18 miliardi in tre anni. Per il 2027, erano circa 7,5 miliardi, compreso il miliardo stanziato dalla finanziaria dell’anno scorso. I fondi che mancano all’appello sarebbero serviti alle Regioni per potenziare una serie di attività come screening oncologici, l’assistenza all’autismo e ai problemi di salute mentale, per l’acquisto di nuove attrezzature ospedaliere, per assunzioni di medici o per aumenti di stipendio al personale.
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